la meglio Mina nella raccolta della prima casa discografica di più
diretto, essenziale, molto rock, molto bello! di più
Ascoltare le sue prime produzioni fa riscoprire un cantautore valido e un ottimo chitarrista. Chi lo conosce solo per l'Arlecchino elettronico farebbe bene a dare un ascolto a dischi come "Cenerentola e il pane quotidiano" o "Gelato metropolitano". di più
direi che il meglio si era già sentito, anche se rimane un disco assolutamente dignitoso di più
Epica, tradizione, forza, il Nord. di più
L'epopea hard rock inizia qui. Da in rock a made in japan il periodo d'oro della band di più
Un disco imprevedibile e indefinibile. Da ascoltare miliardi di volte per comprenderlo a fondo. di più
Chissà quante persone hanno cominciato proprio con loro ad avventurarsi nella musica più pazza, alternativa, stramba e sperimentale... Meritano rispetto già solo per questo.
Amarli almeno un pochino è quasi d'obbligo se si vuole essere considerati veri amanti della musica! di più
Uno dei piu' bei prodotti della seconda meta' degli anni 90.
Ignorato e malversato da tutti, in modo incomprensibile,tenendo conto che a quei tempi il pop offriva Madonna, i Rem, i Pepper, Guns roses, insomma onesti mestieranti ma nulla piu' questa ultima opera offre ottimi brani e spunti ed anche drammatiche cadute di stile come in Congo.
Ma la liricita' e le melodie fanno capire che i Genesis sono sempre Genesis.
Ottima anche la voce di Ray Wilson, poi sparito dalle scene!
Un disco da scoltare di tanto in tanto quando si guida, certamente non da chiudere gli occhi e sognare, anche se Not about us fa sognare ed anche commuovere giusto un poco di più
Ebbi la malaugurata idea di comprare il vinile, ai tempi. Che schifezza immonda.... di più
beh dai, del brit-pop ne ha ascoltato, poi, visto che non è niente zoppo, qualcosa di buono lo ha confezionato! di più
anche se non troppo amante del genere, country e folk americano in un triplo monumentale.
C'è tutto il vecchio e il nuovo del genere con la partecipazione dei migliori artisti. di più
I primi cinque album sono da patrimonio dell' UNESCO di più
Persona talmente tanto intelligente da prendere per il culo tutti,riuscendo a far passare cose sconclusionate per musica di alto livello e guadagnarci anche.In poche parole. ..un genio. di più
disco elegantemente arrangiato da tradizione APP. di più
live inutile di più
Da questo bel romanzo è stato tratto il film omonimo, diretto da Steven Spielberg nel 1975 ed interpretato da Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss ecc...
Fu il film che decretò il successo del regista, che aveva già diretto prevalentemente film per la televisione, seppure di ottima qualità come Duel e qualche episodio de "Il Tenente Colombo". il film si differenzia, per l'assenza della tresca amorosa del biologo Hooper, nonché per il fatto che Hooper sopravvive, assieme al poliziotto, alla missione di caccia.
Da "Lo Squalo" sono stati realizzati tre sequel e niente... ah no, non so dire se m'è piaciuto più il libro o il film di più
Si "Illuminations" è più figo però io non trovo motivo per mettere troppo al di sotto questo disco. Per me è l'altro suo capolavoro. Vario, originale, segnato dallo stile straordinario della Sainte-Marie che nel 1967 ti butta giù dei pezzi decisamente "bomba" con quella voce tutta vibrato che è da paura, capace di regalare emozioni inspiegabili. Merito anche per essere stata una delle prime ad interpretare le canzoni di una giovane autrice che avrebbe esordito in studio l'anno successivo, tale Roberta Joan Anderson, per gli amici "Joni". Buffy ad altissimi livelli sia come cantautrice che come interprete. Rimpiango l'assenza di un duetto tra lei e Roger Chapman... Con tutti quei vibrati e lo stereo a palla ci sarebbero crollati i muri di casa. di più
Ascoltando Filosofem ti rendi conto di stare ad ascoltare un decespugliatore di più
Sbaglierò, ma per me un disco come questo non va lontano dalle cose più belle fatte da Capaldi con la band degli ingorghi sul GRA. Anzi risulta più fresco,
ispirato e appassionante delle ultime, pur valide, cose dei Traffic uscite in quegli stessi anni. Accompagnato da un'ottima backin' band e spalleggiato da tutti i compagni nei Traffic, sparsi quà e là nei vari brani, Jim si dimostra una volta in più autore più ispirato che mai. Tutte le canzoni sono dei gioielli ma tre in particolare sono favolose: "Don't Be a Hero" (che a me rimanda a sensazioni alla "Epitaph", con il bel solo di chitarra di Dave Mason e un'interpretazione da brividi di Jim) "How Much Can a Man Really Take" (con l'estro di Wood al flauto e il Kossoff degli anni d'oro sugli scudi nel finale) e la sua personale, immensa, pulsante e commovente interpretazione di "Oh How We Danced", unica cover del disco. di più