Disco a quanto pare fortemente influenzato nei contenuti (per le liriche e le atmosfere) dalla morte del padre di Manuel Agnelli, trovo in questo lavoro uno dei soliti difetti degli Afterhours e cioè quello di mettere sempre troppa carne a cuocere. Fosse stato composto da sole dieci canzoni, probabilmente adesso staremmo parlando di un grande disco, invece a fronte di alcune canzoni molto belle ('Non voglio ritrovare il tuoi nome', 'Lasciati ingannare', 'Né pani né pesci') troviamo alcune tracce oggettivamente brutte ('Fra i non viventi vivremo noi' ad esempio) o in qualche modo incomprensibili per quanto poco riuscite se non per niente ('San Miguel', la stessa title-track...). La mia preferita? 'Se io fossi il giudice'. Bello a metà
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