Ho sempre avuto una grande ammirazione per il gruppo di Chino Moreno, qui impegnato nell'ultimo disco, il settimo in ordine temporale. Una capacità di scrittura enorme che si conferma in questo altro ottimo lavoro, fin dalla copertina e dal titolo criptico; trovo mirabile e raramente riscontrabile in altre band degli ultimi anni, il riuscire a variare l'atmosfera in uno stesso brano, passando da momenti onirici, liquidi, sognanti a passaggi molto più d'impatto "fisico" come nella lunga Rosemary.
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