I più grandi sperimentatori rock di tutti i tempi. di più
Il più alto esempio di cantautorato medioevale. di più
Ecco, questo è puro symphonic metal, esente dal clima favolesco dei nostri Rhapsody, e infarcito di quella teatralità lirica che lo hanno reso un punto di riferimento per ogni amante del genere. Oltretutto, questo disco è un concept su Galileo Galilei: onore all'Italia! di più
Il più bello della band triestina. Il folk, il classico e il barocco, uniti assieme su un tappeto di ritmiche dinamiche e piacevoli. Innovativo. di più
Introduttore ufficiale del power e dell'epic metal, questo disco ha fatto scuola più d'ogni altro lavoro dei "cugini" Deep Purple. Uno dei più belli dischi di hard rock che esistano. di più
"Paura, vuoto, disperazione" è l'emblematico titolo del quinto lavoro dei Napalm Death, pubblicato nel 1994 per l'Earache Records; un riuscito tentativo di sperimentare, andare oltre il muro Grind-Death dei precedenti dischi. Un suono che diventa più ragionato, a tratti glaciale, avvicinandosi alle sonorità industriali dei Godflesh; non mancano, ed è ovvio, le tipiche incursioni violentissime che ricordano il passato, come nelle micidiali "Hung" e "Plague Rages"...TWIST THE KNIFE (Slowly)... di più
Per il massimo dei voti all'australiano mi basta citare gli oltre trent'anni di amicizia musicale con Nick Cave; ed aggiungo che è un validissimo produttore, chiedere di ciò a Polly Jean che di cognome fa anch'essa Harvey, polistrumentista, autore di colonne sonore...ecc...ecc...Un bravo ragazzo della porta accanto... di più
Musica piacevole nella sua semplicità. I testi non sono cervellotici, tuttavia il verso: "Le ragazze che sghignazzano e mi fan sentire solo" mi è rimasta nel cuore. di più
SPHERES OF MADNESSSSSS!!! di più
Master of Puppets cazzo, Master of Puppets! di più
Semplicemente un grande di più
C'e' del virtuosismo... Copertina di Neon Park. di più
Esemplare disco dal vivo. di più
Band inglese di seconda divisione con tecnica e idee di prima classe: fu solo un'innata versatilita' a precluder loro il successo. Classici come la granitica Wells Fargo, la morriconiana The Mexican, il crescendo strapparespiro di The Runaways, tutti col marchio vocale di Jenny Haan. E chi altri aveva il coraggio di "coverizzare" Zappa nel 1972? di più
Insieme a "Heat" il capolavoro assoluto di Mann, nonchè uno dei più grandi riassunti di Cinema degli anni '90. Russell Crowe come mai riuscirà ad essere nel resto della sua carriera e il solito grande Pacino. Film di impegno civile senza essere retorico, visivamente eccelso, perfetto tecnicamente, con un Mann che mescola montaggio alternato, scavalcamenti di campo, primi piani, "punto macchina" dal lato destro del volto (sinthomo manniano che ritornerà poi in tutti i suoi film). Perla assoluta. di più
Gran concentrato di classic thrash. Album che inoltre innalza anche il livello di songwriting come mai prima nella loro carriera. Diversi pezzi presentano una vena più melodica e la struttura si fa più complessa e se vogliamo "americana" (vedi "Feigned Death Throes" e "Soul Contraband"). Leggermente sottotono negli ultimi brani. Per il resto gran disco, poco altro da dire. (7.5) di più
Di fatto la riedizione dell'ep del 1984 con l'aggiunta di alcuni brani. Un breve ritorno al grezzissimo black degli inizi. Disco che infatti non ho mai capito e che non mi ha mai preso. (5.5) di più
Erano brutti, sporchi e cattivi. Quindi, soprattutto per i bluesologi, imprescindibili. di più
Prima o poi Nick Cave doveva cimentarsi con le ballate maledette che raccontano di morte e assassinio; nessuno meglio di lui può raccontare, descrivere, immedesimarsi nel ruolo di cantore violento. E lo fa con la consueta nera e ed oscura maestria interpretativa, tra rivisitazioni di brani tradizionali e canzoni che recano la sua firma autografa; duetta con PJ Harvey in "Henry Lee" e con Kylie Minogue in "Where The Wild Roses Grow". Ma il demone è solo allontanato...DEATH IS NOT THE END... di più