Forse il punto più basso toccato dai Sepultura. Brani tutti uguali, riff riciclatissimi e che hanno la pretesa di "terremotare" quando in realtà amplificano una piattezza generale disarmante. (4) di più
una per cui la guerra non è mai finita di più
Album che ha poco da dire. Emergono 2 o 3 pezzi (come "Sepulnation" e "Vox Populi"), per il resto davvero poco da segnalare. (5) di più
L'inizio della fine. L'unico disco con Derrick Green alla voce che salvo dall'insufficienza. La dipartita di Max si fa sentire eccome. Il nu ha ormai spazzato via il thrash e le idee scarseggiano in modo evidente. Si salva per il rotto della cuffia. (6) di più
Un lavoro che amplia gli orizzonti. Entra in scena il nu-metal e la band se ne appropria. Ne viene fuori un disco se vogliamo "sperimentale", che si distanza da ciò che avevano fatto in precedenza. Disco interessante ma che non ha il mordente giusto. Inoltre entrano in scena brani "filler" e dalla brevissima durata che saranno la sciagura dei successivi Sepultura. (6.5) di più
Per me il miglior disco mai partorito dai brasiliani. Max Cavalera ai suoi massimi livelli. Critica sociale espressa attraverso un thrash possente e necessario, dove ogni nota è lì dove dovrebbe essere. "Territoy", "Amen", "Propaganda", "Nomad" sono tutti pezzoni della madonnina. Un livello che non avevano toccato in passato e che purtroppo non sfioreranno nemmeno lontanamente in futuro. (8.5) di più
Il primo dei due semi-capolavori targati Sepultura. E' vero, arrivano dopo gli altri grandi del thrash, ma proprio per questo sarà complicato trovare altri livelli qualitativi così alti nel genere nel corso dei '90. Pezzi come la titletrack, "Dead Embryonic Cells" e "Desperate Cry" sono gemme di thrash/death. (8) di più
Primo vero discone dei brasiliani. Dalle reminescenze black si passa ad un thrash più canonico e "ragionato", dove rimane una ruvidezza amazzonica che è insita alla band e necessaria nella loro messa in musica. Songwriting che deve crescere, ma primo vero lavoro degno di nota. "Inner Self" è un gran pezzo. (7.5) di più
Primo disco grezzo all'inverosimile. Non mi accodo a chi dice che sia un gioiello del black/thrash. Lo trovo troppo puerile (anche nei testi) per dargli la sufficienza. Registrazione a tratti inascoltabile, strumenti che si accavallano senza senso. Parole che vengono "mozzicate" e pronuncia leggermente scandalosa...insomma, non mi garba, nonostante qualche riff e qualche ritmo da headbanging old school. (5) di più
Grezzo, putrido, testi bambineschi, ma d'altronde parliamo di gente di 16 anni. E il voto va proprio in relazione ad un'età che dimostra però un'attitudine senza precedenti. (6) di più
Disco di onesto speed thrash/black. Non ci trovo granchè, ma è comunque un lavoro godibile. L'inizio della maturazione che arriverà in seguito. (6.5) di più
Il piu` grande performer mai esistito... l`espressione "animale da palcoscenico" sembra coniata apposta per questo Monumento indelebile dell`Arte. JBs band che a distanza di quasi mezzo secolo ancora detta legge in materia di groove e shake irrefrenabili. Godfather lives forever! di più
questi hanno visto Mick Jagger col rossetto e hanno deciso di diventare le battone di marciapiede del glam punk. furenti e divertenti epigoni del tra(n)sformismo rock n roll di più
nei momenti piu` luminosi della sua carriera c`e` da dire che e` stato superbo di più
Debutto coi fiocchi e secondo disco riuscito, da lì discesa precipitosa nel ciarpame. di più
Bravi nel loro genere negli anni '80. Poi hanno prodotto alcuni dei dischi più imbarazzanti della storia del rock. di più
Tamarri iperprodotti come gli ultimi U2, lagnosi come il peggio dei Radiohead, più pacchiani dei Queen anni '80 di più
Miscela sonora innovativa. Album positivo. di più
Pazzo ... Come ogni vero genio che si rispetti. di più
L'unica cosa panc che hanno è il non saper suonare. di più