Materia incandescente, questa che si sprigiona dal terzo album datato anno 2000, del gruppo capitanato da Chino Moreno. Quando la musica assume forme così strutturate parlare ancora di riff di chitarra, di sezione ritmica e di produzione è a dir poco riduttivo. Proverò in questa sede a farvi un resoconto quanto più oggettivo possibile. Attraverso le undici traccie che contiene "White pony" (Maverick), si viene trasportati in un vortice di emozioni. "Feticeitìra", "Digital Bath", "Knife party", volendone citare tre a caso sono traccie destinate a restare fortemente radicate nella testa di ogni ascoltatore, in virtù di un suono cristallino esaltato dalla produzione di Terry Date (non nuovo a chi si intende di musica heavy), e di atmosfere che spaziando dal metal più estremo allla psicadelia pinkfloydiana, rendono questo cd un capolavoro a sè stante nel vasto panorama "alternative rock".
Il gruppo nel corso della loro carriera non ha mai realizzato un album identico al precedente,ma è come se questo "Cavallo Bianco", racchiudesse al suo interno la somma di tutti gli elementi che hanno reso "popolare" il gruppo. La voce di Chino è in grado di raggiungere livelli di pathos ed intensità veramente alti fondendosi meravigliosamente con la chitarra di Stephen, e soprattutto con l'intensità di Abe, un batterista che avendo una infinità di soluzioni ritmiche nei propri polsi (Jazz/metal/ funk), da' quella marcia i più per elevare il suono generale molto al si sopra della media. Aggiungere altro mi sembra superfluo, da tramandare a generazioni future!!
Spettacolo! Ecco in una parola il giusto commento per questo terzo lavoro della band capitanata da Chino Moreno.
Compratevelo, ascoltatelo fino a fondere il vostro stereo e poi converrete che è davvero così!
Il vertice artistico di "Digital Bath" non verrà mai più toccato nelle prossime produzioni della band.
"Passenger": urlato da un Maynard James Keenan fuori controllo, placato da un dolce outro di pianoforte.