Denis Villeneuve
Blade Runner 2049

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Il film più atteso dell'anno. Il film più atteso degli ultimi anni. Il film più atteso di sempre.

Massì, tanto vale lasciarsi andare.

Pur non essendo tra gli integralisti, solitamente contrari a prescindere a sequel, reebot e quant'altro, non avevo mai visto granché di buon occhio il ritorno di Blade Runner a 35 anni di distanza dal capolavoro epocale che ha ridefinito le regole del gioco.

Il fatto è che davvero Blade Runner ha cambiato tutto. Ridefinendo non solo gli stilemi di noir e sci-fi, facendo entrare i generi in nuove e, fino ad allora, inesplorate dimensioni filmiche. Introducendo figure e tematiche poi riprese ed abusate fino alla nausea. Espandendo il proprio accecante raggio d'influenza in territori, visivamente, concettualmente universali, ben oltre i confini di genere. Ben oltre il concetto di cinema d'autore o mainstream (a tal proposito, chiedere a Fincher e Nolan). Quello che Scott ha creato nel 1982, ispirandosi solo alla lontana all'opera di Dick, è un intero mondo altro, oscuro, tetro, distopico.

La poesia, i replicanti, l'intelligenza artificiale, l'esistenzialismo dell'androide, i ricordi innestati e non naturali, il simbolismo, gli origami, la pioggia incessante. La decadenza umana e morale della civiltà ai tempi del dominio del Dio tecnologico.

Blade Runner è materia troppo importante, complessa, monumentale per essere incasellata in logiche di franchise. Fatto sta che le aspettative verso questo inatteso sequel firmato Villeneuve, ovvero uno dei registi più interessanti ed affidabili in circolazione, non potevano che essere in ogni caso altissime. Alimentate anche da trailer, brevi spezzoni ed immagini circolate in queste settimane che lasciavano gia presegire l'orgasmo.

E quindi eccoci, a parlare di Blade Runner oggi, nel 2017, proprio nell'epoca immaginata da Scott in quei primi anni '80. Alcune cose si sono anche avverate, altre, quelle più futuristiche, chiaramente no(n ancora).

Trentacinque anni per noi, trenta per loro: 2049. L'occhio è nuovamente pronto ad assistere.

L'impatto con la nuova creatura è imponente, niente meno di quel che ci si attendeva. La bellezza è abbagliante e straordinaria. Roger Deakins, a proposito, è di quelli tosti. A mio parere, parere che conservo e maturo da anni, è il migliore in circolazione. Peccato non ci fosse per Arrival (comunque bellissimo per me).

La caccia ai vecchi modelli di replicanti ribelli, modelli che non avevano scadenze di vita, è ancora attiva. Da parte di nuovi cacciatori, "replicanti obbedienti".

Los Angeles è nuovamente il centro del mondo. Un mondo di persone e ologrammi. Un mondo sempre più in bilico sull'orlo di un'autodistruzione e di una guerra di liberazione da parte degli esseri creati dall'uomo.

L'aspetto estetico, di cui sopra, non è certo l'unico su cui riflettere. Infatti, BR 2049 non rimane in superficie, ma estende, ripropone ed estremizza alcune delle istanze dell'opera originale.

I ricordi. I ricordi ed il significato profondo che hanno nel definire l'anima - o la sua presunta mancanza. Il ricordo definisce l'essenza dell'essere senziente.

Ma il confronto rimane assolutamente impari. Vilenueve, infatti, non si propone di creare una nuova mitologia, quanto piuttosto di rinnovare quella precedente. S'appoggia all'immaginario creato da Scott (che d'altronde è pur sempre il produttore), rivelando quanto questo fosse e tuttora sia avanti anni luce. In questo c'è senz'altro tutto il limite di questo sequel, accolto da molti come capolavoro già prima che uscisse. Tra citazioni e richiami, e più in generale tra le righe non c'è comunque un effetto nostalgia, no; ma nemmeno una vera evoluzione, o un preludio ad essa. Il film prosegue benissimo, tenta sì la via indipendente ma non rischia mai più del necessario, è più vicino al prodotto di consumo che non al capolavoro d'avanguardia. Villeneuve, certo, in fatto di blockbuster è, almeno per me, da considerare il vero punto di riferimento di oggi, ormai.

Non c'è noia in BR 2049 (non c'è nemmeno Vangelis, c'è Hans Zimmer. Non la stessa cosa), momenti memorabili non mancano, così come l'azione (ben più che nel prototipo, ma non che s'avverta il fantasma di Cameron, sia chiaro...). Ma in quasi tre ore di durata, non s'arriva mai ad una conclusione, alla chiusura del cerchio. Lo stesso personaggio interpretato benissimo da Jared Leto, viene fondamentalmente lasciato dov'è, ed è un peccato. Gosling fa quel che deve, Harrison Ford (l'annosa questione Deckard replicante/non replicante, a proposito, non viene chiarita esplicitamente nemmeno ora, anche se la soluzione viene lasciata intuire) è impagabile, evidentemente nel pieno di una nuova giovinezza, con un carisma eccezionale. In tutto questo, la bella irrefrenabile replicante spacca culi antagonista di Sylvia Hoeks (vista ne La Migliore Offerta di Tornatore) svetta come personaggio più bello da seguire, per l'eleganza e lo strabordante sex appeal dell'attrice ma non solo.

Il filo non viene spezzato, il muro non viene abbattuto. Cose che avverranno poi. Il finale aperto (e non aperto in stile Lynch, per intenderci), infatti, oltre che lasciare ampiamente di merda, è questo che dice. Consegna Blade Runner ormai diventato franchise. Franchise di lusso, ma sempre franchise. Pronto a produrre nuovi, a loro volta attesissimi e remunerativi sequel. Un po' come Terminator.

Non che il lato artistico ne esca sconfitto, chiaro. Ma anche ad un non integralista come me, fa comunque specie.

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Commenti (VentUno)

Anatoly
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mrbluesky
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è l'ora di finiamola! penso che non ci andrò,ho paura di farmi male
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Onirico
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hjhhjij
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Ripasso settimana prossima.
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musicanidi
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Vedi appena sopra. Bravo (ma solo a metà...ho letto metà rece onde evitare spoiler)
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Anatoly : Spoiler veri e propri cerco di non metterne mai, ma in ogni caso è sempre meglio vedere prima il film, quindi fai bene :)
MikiNigagi
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Nel dubbio 1, poi casomai dopo che lo vedo torno e ne parliamo
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Anatoly
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masturbatio
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Largo alle nuove generazioni (di replicanti e non)
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MikiNigagi: Largo alle nuove generazioni=sequel di blade runner? : O
masturbatio: Massì, ad avercene di produzioni così, ma magari. Personalmente mi son rotto di tutti gli integralismi, eh ma questo è intoccabile, quell'altro pure. Sono decenni che ci propinano sequel prequel etc. ormai si va avanti così. Godiamoci quel che è bello perché questo lo è. Vai a vederlo va. Poi torna a dirmi se fa cagare
Anatoly : Quel che distingue un Blade Runner rispetto ad altre saghe di fantascienza con diversi capitoli, è che a differenza di Star Wars, Terminator o altri, quello di Scott era un film a cui era stato messo un punto (pur nel finale aperto della director's cut, anzi proprio in virtù di quel finale. differente invece da quello paraculo di 2049). non era stato pensato per creare un franchise... ma chiaro che a Scott non dispiacciano i soldini, così come rivangare all'infinito sulla saga di Alien. Il fatto è che con certi film risulta più forzato proseguire, specialmente se dopo parecchi anni. 2049 fondamentalmente non dice di granché interessante di più rispetto al primo capitolo, pur essendo confezionato in modo ineccepibile.
Anatoly : *non dice niente di
masturbatio: Ma sarà anche vero che molti film non devono avere un seguito, hanno una fine precisa. Quello che contesto io è la convinzione che il mercato stia a sentire gli appassionati e i cultori di genere. Il fatto che i grandi film saranno e sono intoccabili, se uno continua a ragionare così uscirà sempre deluso dalla sala, perché quanti franchise sono nati e nasceranno alla cazzo? Bisogna guardare al lato positivo, primo: perché questo film è fatto bene e riesce a ricreare le atmosfere dell'originale (hai detto poco), secondo: perché avvicina a quel capolavoro tanta gente che aveva solo sentito nominare o addirittura non conosceva blade runner. Ho convinto due miei amici a non andare prima di aver visto l'originale perché non avrebbe avuto il minimo senso. Ciò mi fa anche cascare le palle perché ci saranno persone ignoranti che lo andranno a vedere senza aver visto il primo, robe allucinanti. Poi di cinema non ne capisco una mazza anche se mi piace ma questo è il mio punto di vista.
Anatoly : No beh, certo che il mercato va per conto proprio, senza preoccuparsi degli integralisti di sorta, ed alla fine è anche giusto così. Un po' come i minchioni alto locati intellettualoni di Cannes che prima ammettono due film Netflix in concorso e poi fanno gli snobboni perché non vanno in sala e gne gne... sfanculando così a prescindere un bellissimo film come Okja quando premiano quella inutile cazzatina della Coppola che fa il remake di Siegel... su BR 2049, comunque si tratta di buon cinema, anche bellissimo a tratti, alla fin fine è questo che conta. Certo, personalmente mi era venuto più semplice con un film come Ghost in the shell, perché lì si sapeva anticipatamente che si trattava di una commercialata spudorata, e quindi si era più preparati. Qui invece c'era comunque un livello artistico diverso, quindi speravo quantomeno che volessero, pur nel contesto di un'operazione di mercato, chiudere il cerchio. Ma vabè, sono problemi che mi faccio io.
Certo che ci sia ancora chi non conosce Blade Runner originale (e ne ho trovati ahimè...) è al limite dell'assurdo, ma è il mondo alla rovescia in cui viviamo :D
masturbatio: Ecco quei pochi film Netflix che ho visto sono abbastanza ridicoli, mandarli ai concorsi credo sia un ulteriore segno che i soldi e non i meriti artistici comandano. Di okja ho visto la locandina e m'aveva un po' spaventato, ma se dici che merita lo guardo.
Anatoly : È l'unico film netflix che ho visto, proprio perché si trattava di un regista come Bong Joon-ho. A molti pure non è piaciuto ma io l'ho trovato un gioiello.
sfascia carrozze
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Il film non l'ho visto. E, probabilmente, non lo vedrò, perlomeno nel prossimo quinquennio: sono un DeNostalgico.


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Chainsaw
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Ma sì dai, perché non fare un sequel di Barry Lyndon a sto punto.
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Anatoly : Ormai Kubrick è uno degli unici a non essere ancora stati scalfiti dalla mania del revival. Grazie al cielo (ed agli eredi...).
Chainsaw: Il solo pensiero mi causa un attacco epilettico
algol
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Lo vedrò stasera. Ripasserò. A prescindere da quello che vedrò mi complimento per l'esposizione
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Anatoly : Grazie mille. Attendo il parere sul film ;)
Darkeve
Darkeve Divèrs
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Un polpettone autocompiaciuto, sbrodoloso e senza ritmo. Gran delusione
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hjhhjij: Non vorrei dire eh, che non l'ho visto e magari hai ragione, ma guarda caso son più o meno le stesse cose che dissero del primo nel 1982 o comunque ricevette critiche contrastanti se non proprio negative in alcuni casi. Un dato da considerare.
Darkeve: Il primo è un capolavoro e il paragone con questo è inesistente, fidati
Anatoly : La differenza che c'è tra il primo e questo è la differenza che corre tra una pietra miliare ed un blockbuster di buon livello. La lentezza non è un problema per quanto mi riguarda, quanto più il senso d'incompiutezza tipica di un film parte di una saga, è questo ad avermi irritato personalmente.
hjhhjij: @[Darkeve] scusa eh ma non c'entra nulla con quello che ho detto io. Si grazie al cà il primo è un capolavoro e questo non ci si avvicinerà mai e personalmente nemmeno mi aspetto che lo faccia né l'ho mai pensato; ma al di la del fatto che uno lo trovi brutto o bello come film io ti ho fatto notare, così per curiosità, che "polpettone autocompiaciuto, sbrodoloso e senza ritmo" poteva essere benissimo un commento appioppato al film di Scott nel 1982. Oggi è facile dire "Il primo è un capolavoro". Lo era pure 35 anni fa, però non in pochi la pensavano uguale a quello che pensi tu su questo film, qualcuno ahimè lo pensa ancora adesso.
Limercury
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Ma è spoiler free? Immagino di no... ripasserò anch'io.
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Anatoly : Spoiler espliciti nessuno per quanto mi riguarda, ma come dicevo pure sopra, meglio vedere prima il film per non farsi nessuna idea e poi valutare.
joe strummer
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Visto anch'io. Delusione.
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dsalva
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Fra un anno lo danno su Sky.. aspetto
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Flame
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Io non ne capisco una fava di cinema. Detto questo dal mio punto di vista (quello che non ne capisce un cazzo) certi capolavori tipo il primo BR sono frutto tra le altre cose di situazioni particolari, fortunate anche, e quindi irripetibili. Tipo la scelta degli attori. Tre cyborg (Roy, Rachael e Pris) perfetti ognuno nella propria parte come nel primo secondo me non li trovi neanche a cercarli mille anni. L'unico neo del primo era forse Ford, che a me da l'dea di essere un attore della schiera Richard Gere e Tom Cruise. Sempre uguali. Ma forse in quel caso il suo difetto era funzionale al film. Tu scrivi sempre benissimo.
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Flame: ... androidi non cyborg... la mia ignoranza non ha confine
Anatoly : Ford per me ha avuto una carriera ed una evoluzione maggiori rispetto a Cruise e Gere (che comunque non mi dispiacciono, specialmente Gere), oggi arrivato alla sua età addirittura emana un carisma quasi magnetico... comunque dici bene, Blade Runner fu una combinazione perfetta seppur, ai tempi, incompresa e frutto anche di lavorazione travagliata sul set. Riprenderlo è stata chiaramente una scelta commerciale, anche se il risultato non è disprezzabile affatto. Solo che va inquadrato nel contesto: il primo un monumento filmico, iconico ed artistico in generale immortale, questo 2049 prodotto mainstream ben confezionato. Grazie per il complimento!
L0LL0
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mezza delusione, più che altro ci sono un paio di minchiate in sceneggia che boh. ma altre cose mi hanno suscitato emozions, quindi sempre più boh. il primo troppo più oltre
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federico"benny"
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Per me è già tanto che, almeno a leggere dalle recensioni, non sia venuto fuori una stronzata titanica e la cosa non è mica da poco, considerata la natura commerciale dell'operazione e l'importanza del predecessore. Lo andrò a vedere comunque con delle aspettative non alle stelle, magari così me lo godrò di più. Tu bravo, gran bella pagina.
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Anatoly : Thanks!
ygmarchi2
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L'ho appena visto. Sinceramente è andato oltre le mie aspettative che in effetti non erano altissime. Da un punto di vista visuale e cinematico il film è di alto livello. Gli attori sono bravi, Ryan Gosling offre un'interpretazione solida e convincente, molto meno Harrison Ford, un po' ridicolo in questi omaggi a se stesso (comunque io trovo più sexy Mackenzie Davis di Sylvia Hoeks, ma forse è un mio problema :-)). La storia è decorosa, il finale un po' telefonato, e concordo che sia un po' triste vedere poste le basi per il futuro franchising.
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Anatoly : Mackenzie Davis è una bomba, altroché. Me ne ero innamorato già dal trailer. D'altra parte la Hoeks è stata una rivelazione, anche se già ne La migliore offerta l'era piaciuta. In realtà la più quotata per quanto riguarda il fattore gnocca è la De Amas, ma i miei particolari gusti mi fanno stravedere per Sylvia, i suoi capelli ed il suo modo di fare a botte XD
Anatoly : M'era*
Rorix
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Visto ierisera, abbastanza clamoroso
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HOPELESS
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Visto qualche giorno fa. Dunque, Villeneuve tratta la materia con un rispetto reverenziale a tratti forse pure troppo accorto, quasi impersonale, non rischia come dici tu, ma immagino che abbia agito così perchè, come moltissimi, considererà il film originale una di quelle cose intoccabili, perfette già dall'origine, quindi mi sa che ha fatto bene, dopotutto. Quasi tutta la filosofia e soprattutto la poesia del film precedente qui scema come lacrime nella pioggia, ma l'esistenzialismo neuromantico di Joi, nonostante sia solo un ologramma, l'ho trovato significativo, caloroso ed allacciato perfettamente alla prima ambientazione sentimentale. Il design tecnologico che cade a pezzi all'esterno e la tecnocrazia sterilizzata ed asettica, apparentemente perfetta, degli interni sono, come nel primo capitolo, magistrali. Forse la storia e tutta la produzione sono superflue, aggiungono poco altro, ma è stato bello reintrodursi al cinema in quelle atmosfere cupe. Uno spettacolo per occhi e neuroni (non so se in home video certe inquadrature possano rendere come nelle sale). Sinatra nel juke box è uno spettacolo. Ambienti maliosi, tutti, quelli tra le statue di Las Vegas soprattutto, personalmente. Fotografia fantapolitica. Il padre che non potrà mai toccare la figlia lascia un'amarezza indescrivibile. La colonna sonora tiene il confronto per un po' (per lo meno in termini di scrittura e strumentazione), anche se poi alla lunga quella di Vangelis resta irrangiungibile. Wallace ha un'ottima caratterizzazione e sembra ben consapevole della fallibilità di quel tipo di progresso, come Tyrell anni prima. Rachel che rispunta così come l'aveva vista Deckard la prima volta non è un'emozione da poco. Mackenzie Davis è bella davvero, ma per qualche strana deviazione mi affascina di più la marziale Robin Wright/Joshi, anche se nell'originale Daryl Hannah/Pris, per me, era un vero intrigo erotico. Bella recensione, oculata.
Ci vedremo ancora tra venticinque unità di tempo.. Jumping Man. Electricity.
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Anatoly : Nulla da aggiungere alle tue considerazioni. Robin Wright emana ancora fascino da milf molto sopra la media, anche se come personaggio l'ho trovato il meno interessante tra quelli femminili. Non appena uscirà in home video lo prenderò, probabilmente in Blu-ray, anche se meriterebbe sicuramente la visione in 4k. Seppur ovviamente non sarà come la visione sul grande schermo, d'altronde, in questo caso, al di là degli aspetti critici, la fotografia di Deakins è davvero senza paragoni.
Ci rivedremo tra venticinque unità di tempo in un indefinito spazio tra passato e futuro. Meanwhile... let's rock.

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