Copertina di Ditonellapiaga Miss Italia
JonnyORiley87

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Per appassionati di musica pop italiana, giovani adulti, ascoltatori curiosi alla ricerca di originalità nel mainstream, fan di ditonellapiaga e nuovi artisti.
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LA RECENSIONE

“In un mondo di John e di Paul siamo Ringo Starr!”: partiamo a bomba con questa citazione tratta dal pezzo “Ringo Starr” degli ottimi Pinguini Tattici Nucleari (dato che parliamo di musica di qualità e non soltanto di Rock, mi sono permesso di riportare il verso di questa nota canzone Pop arrivata terza nel Festival di Sanremo del “lontano” 2020 prima, cioè, della tristemente conosciuta pandemia da Covid-19), per tornare a parlare di ciò che più mi piace e nella fattispecie di un’artista che all’interno del mare magnum del Pop da mainstream o da “grandi numeri” negli ultimi tempi mi ha impressionato così tanto al punto da diventarne un suo fan, senza assolutamente vergognarmene.

Quindi, prendendo come spunto il verso citato sopra, in un mondo come quello del Pop italiano attuale dove dominano a livello di classifiche (e di Hit) personaggi del calibro di Annalisa (sulla cui qualità dei suoi pezzi possiamo discutere, ma questo è un altro discorso) o di Elodie, la cosiddetta “terza via” può portare il nome di Margherita Carducci meglio conosciuta come Ditonellapiaga, romana, classe 1997 (nata il 5 febbraio dello stesso anno, quindi sotto il segno dell’Acquario, quasi casualmente come un tale Piero Pelù, tanto per citare uno dei miei idoli musicali Rock in assoluto), nonché una delle stelle più luminose e autentiche del firmamento della musica leggera (e non solo) italiana degli anni Venti del Duemila.

In particolare, il primo approccio con essa e con la sua arte l’ho avuto nel “lontano” Sanremo del 2022 quando, da esordiente assoluta e quasi come una sorta di “aliena” non esattamente proveniente da un qualsiasi talent come Amici o X-Factor, la vidi esibire in quel pezzo Pop tanto “contaminato” quanto ricco di sonorità ElettroPop nient’affatto convenzionali che era “Chimica” con Donatella “Dada” Rettore, autentica icona del Pop italiano anni Ottanta: una “strana coppia” che, pur arrivando sedicesima nella kermesse sanremese, aveva al tempo sollevato moltissima curiosità tra gli addetti ai lavori e non soltanto per le esibizioni in sé piene di energia e di irriverenza, ma soprattutto per le già notevoli qualità di scrittura e di presenza scenica di Margherita, la quale già dimostrò in quei frangenti un carisma, a mio parere, e una classe mista a teatralità (sua cifra distintiva, tra l’altro) che negli ultimi decenni non ero più riuscito a rintracciare negli artisti Pop e Rock che ascoltavo di tanto in tanto, fatti salvi i famosi “mostri sacri” di entrambi i generi.

Allora a questo punto vi chiederete un po’ tutti: ma Ditonellapiaga è soltanto questa di “Chimica” e soprattutto di “Che Fastidio!” (che tanto profuma del Rino Gaetano di "Nuntereggaepiù")? Naturalmente no! E il perché di questa risposta è insita nel suo percorso artistico iniziato da “indipendente” tra la fine del 2019 e il 2020 dove, dopo aver ottenuto il primo contratto discografico con la Dischi Belli/BMG, inizia a lavorare con il suo piccolo ma già molto ispirato “team di lavoro” con a capo il batterista/produttore/suo migliore amico Alessandro Casagni, mettendo a frutto i suoi studi di recitazione e di spettacolo presso il DAMS dell’Università Link di Roma già a partire da alcuni singoli come “Parli” e la cover dei Matia Bazar “Per Un’Ora D’Amore” inseriti all’interno del suo primo EP Morsi del 2021, come anteprima all’album di debutto uscito un anno più tardi Camouflage con al suo interno “Chimica” in duetto con la Rettore (e di cui parlerò in modo approfondito in una prossima recensione).

https://youtu.be/3VDyKPkzXFg?si=ZrxroTYYNxWbVjSW

Veniamo, dunque, al famoso "dove il pan si cuoce" e, dopo il primo album Camouflage del 2022 e il secondo lavoro uscito Flash uscito nel 2024 (proprio il 10 maggio!) (parlerò anche di esso a parte), eccoci a Miss Italia, album questo frutto di una crisi artistica della cantautrice romana, figlia soprattutto di un suo periodo di smarrimento dopo il famoso "effetto rinculo" prodotto dal Sanremo del 2022 ed è di fatto la scommessa da ella stessa vinta con la sua immensa coerenza artistica che non solo si è mantenuta pressoché intatta, ma ha avuto, inoltre, quel “salto di qualità” che probabilmente le mancava come ultimo step da compiere per farsi notare anche da quella fetta di pubblico che, come fino a quel momento, pur apprezzandone le sue indubbie doti (un'artista che riesce pure ad interpretare magistralmente un tale Ivan Graziani è cosa davvero da pochi, tanto per dire!), l’aveva percepita come una “lì di contorno”, parafrasando uno dei versi di una delle canzoni dell’album (una delle migliori tra le ottime presenti) “Bibidi Bobidi Bu”.

https://youtu.be/DgpfScxHSfU?si=9JKWJ5oM1lfbsQCk

L’album esordisce con l’ElettroPop sparato “a tutto braccio” di “Si Lo So” , un’autentica “chiamata alle armi” di Margherita dove il suo bellissimo timbro vocale si snoda tra parti più rappate ed altre più lente, mostrando quella sua cifra tecnica da “centrocampista/agonista della festa” come in uno dei versi centrali della canzone. Ma che tipo di centrocampista sarebbe ella per ipotesi su un campo di calcio? A mio parere, potrebbe somigliare a una mezzala “à la Dejan Stanković” (da bravo tifoso interista!) con la grinta di un mediano come in “Tropicana Hotline” (con una bella pennellata finale di Rock nell’outro) e nella ballabile (ma per niente banale con un pizzico del “primo” Morgan) “Prima O Poi” ad autentici acuti di classe come nella magnetica “Hollywood” unica ballad dell’album, dove si destreggia in dribbling secco tra una superba prima parte con vocalità Jazz in primo piano e una seconda parte Trip-Hop stile anni Novanta che fa molto un qualsiasi film di James Bond a vostra scelta.

Il nostro viaggio nella “terapia” di Margherita (così come ha definito la sua opera) continua con ottimi pezzi come "Le Brave Ragazze", la title-track "Miss Italia" che farà sicuramente ballare ai suoi concerti e si conclude con pezzi di grande qualità come “Io” dove emerge con la solita classe teatrale l’io-Margherita che parla con se stessa di fronte a uno specchio immaginario, facendo pace con se stessa e con le proprie fragilità e, soprattutto, con la “La Verità” (che potrebbe anche essere il titolo di un pezzo di Vasco Rossi o di Brunori SAS) che di fatto è il momento della “catarsi” in cui ella offre a noi tutti un finale aperto ai nostri dubbi e alle nostre incertezze con tanto, musicalmente parlando, di breve quanto graditissimo assolo di chitarra elettrica finale, a riprova dell'ottima conoscenza in fatto di musica non soltanto Pop di Margherita stessa.

Quindi, abbiamo a che fare con un’Artista con la maiuscola poliedrica (anche per le sue prese di posizione in difesa della Palestina, nonché partecipante alla manifestazione “No Kings” di Roma lo scorso 27 marzo) e da tenersi stretta, se non altro perché, per fortuna, molto ma molto diversa dal resto della scena Pop italiana in generale troppo spesso autoreferenziale e avvitata sul “facile successo” a scapito troppo spesso della qualità a livello di contenuto sempre più ridotto in condizioni, consentitemelo, imbarazzanti.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Miss Italia di Ditonellapiaga come un album che segna una svolta nel pop italiano, esaltando autenticità, qualità e varietà stilistica. L'autore elogia il percorso originale e indipendente dell'artista, la sua crescita dopo Sanremo e la capacità di distinguersi nel panorama mainstream. Miss Italia è presentato come frutto di una crisi artistica superata e di grande coerenza personale, con brani che spaziano dall'elettropop al jazz, dal trip-hop alla ballad. Ditonellapiaga viene indicata come una figura poliedrica e preziosa nella scena musicale attuale.

Ditonellapiaga

Margherita Carducci (Roma, 5 febbraio 1997), in arte Ditonellapiaga, è una cantautrice italiana attiva dal 2019. Ha pubblicato l’EP Morsi (2021), l’album Camouflage (2022) ed è stata in gara a Sanremo 2022 con Rettore nel brano Chimica; nel 2024 è uscito Flash. L’album Miss Italia è al centro della recensione qui presente.
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