Copertina di Donald Fagen The Nightfly
Socrates

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Per appassionati di musica anni '80, fan del jazz e del pop raffinato, cultori di concept album e della musica leggera di qualità.
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LA RECENSIONE

Quell'ossuto e spigoloso dj che appare sulla copertina del disco fotografato alle 4.10 del mattino in un'angusta stanza di una stazione radio americana, se non mi ha salvato la vita, l'ha resa senza dubbio migliore.

All'epoca di questo maturo debutto, il sodalizio artistico con Walter Backer era finito. Fagen, uomo dal carattere non facile e poco incline a sposare le ragioni del music-biz, decide di chiudere in bellezza una fase della sua vita con "Il volo notturno". Ci vorrano ben undici anni per ascoltare un altro suo lavoro ("Kamakiriad" 1993) e circa venti per rivedere gli Steely Dan ("Two against Nature" 2000).
"The Nighfly" non sembra presentare novità eclatanti rispetto alle produzioni con il suo sodale Becker. La formula è quella che in tanti hanno tentato di ripetere, senza mai riuscire a raggiungere gli stessi esaltanti risultati (forse i Prefab Sprout sono quelli che si sono di più avvicinati): jazz, pop, blues, soul, che si fondono , dando vita a canzoni senza tempo. Ma in "Nightfly" vi è qualcosa in più, un fascino difficilmente spiegabile; una sorta di magia che tutto avvolge che forse è il segno della perfezione.
L'album è un "concept". E' un viaggio nella memoria dell'artista: l'America alla fine degli anni '50 vista attraverso gli occhi di un adolescente di periferia; un Paese con i suoi contrasti, con le sue angosce crescenti (la "guerra fredda"), ma anche con i suoi ingenui desideri e le fantasmagoriche promesse. Il "volo" non sarebbe completo, però, se non si spingesse tra le tante culture musicali presenti negli States, soprattutto in quella afro-americana, che nelle canzoni di Fagen coesistono armoniosamente.
Tutti e otto i brani andrebbero citati, a cominciare dalla cover "Ruby Baby", evergreen della premiata ditta Lieber & Stoller, che ti proietta nei fumosi nightclub dell'epoca, al singolo "New Frontier", blues elettrico ironico e ritmato, con un imbranato adolescente alla scoperta dell'altro sesso come protagonista. Ma è con la title track e con "Maxime" che Donald dà il meglio di sé.

In "Nightfly" ci racconta le fantasie di un intrattenitore radiofonico, quello della cover, innamorato del buon jazz e della notte. "Maxime" è una delle migliori ballad che siano mai state scritte, con l'apporto decisivo del sax di un giovane Michael Brecker. Ma nel disco non c'è solo Brecker: c'è Porcaro alla batteria, Marcus Miller al basso, Larry Carlton alla chitarra, Omortian e Philliganes che si alternano alle tastiere, solo per dire dei più famosi.

Tutto questo fa del primo disco solista di Fagen una pietra miliare non solo del pop anni '80, ma probabilmente dell'intera storia della musica leggera.

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Riassunto del Bot

The Nightfly segna il debutto solista di Donald Fagen, fondendo jazz, pop, blues e soul in un concept album che racconta l'America degli anni '70. Con collaborazioni di grande livello, il disco si distingue per un fascino unico e una qualità senza tempo, consolidando la sua importanza nella storia della musica leggera.

Tracce testi video

Donald Fagen

Donald Fagen è un cantautore, tastierista e produttore statunitense, co-fondatore degli Steely Dan con Walter Becker. In carriera solista ha pubblicato gli album The Nightfly (1982), Kamakiriad (1993), Morph the Cat (2006) e Sunken Condos (2012), noti per la fusione di jazz, pop e soul e per la meticolosa produzione.
10 Recensioni

Altre recensioni

Di  Progressive86

 Donald Fagen riesce a raccontare in modo esemplare la vita notturna, conciliando stereotipi newyorkesi con l'esistenzialismo dell'uomo solo.

 La grande novità di The Nightfly è quella di essere il primo album registrato completamente in digitale, con un suono pulito e gradevole.