Power metal made in England.
Ecco presentati i Dragonforce. Un gruppo power semisconosciuto che comunque è riuscito a ritagliarsi un proprio spazio tra le band che più o meno contano. Tutto il progetto pende dalle mani mostruose di Herman Li. Mostruose perchè è un maestro della sei e sette corde.
Ma solo tecnicamente. Perchè i Dragonforce forse attraversano una perenna mancanza di spunti interessanti, se non la solita doppia cassa spaccatimpani e Herman Li che mitraglia di assoli ogni minuto le canzoni.
Cosa caratterizza i Dragonforce? Praticamente niente. Privi di una reale capacità compositiva, fondano tutto su una tecnica ad onor del vero mostruosa, e tutto il resto non è altro che ritornelli triti e ritriti, i soliti riff ritmici fino all'inverosimile, la solita strofa melodica o/e incazzata. Lo schema delle canzone è alquanto il solito: durata in media di 6 minuti, al massimo 7, con quesi metà brano di solo assolo.
Inoltre la formula sembra la stessa nei tre loro album e in ogni canzone. "through the fire and flames" è discreta, ma la seconda traccia le fa il verso. Parlo dell'interminabile "revolution deathsquad". La storia non cambia di certo nel resto dell'album: "Storming the burning fields", "Operation groung & pound", "Body breakdown" sono canzoni uguali tra loro, non cambia praticamente nulla. Il disco continua in maniera anonima fino all'apoteosi della ruffianità: la ballad finale "trail of broken hearts" è veramente brutta e a mio parere fatta malissimo. Nessuna sostanza. Nessuna idea degna di nota.
Il power è altro, e consiglio ai fans del power di tenersi lontano da questo disco. Inutile.
"Il disco del quintetto si apre con 'Through Fire and Flames', canzone dall'alto tasso di violenza nel suonare gli strumenti e con un alto tasso di tecnica."
"Herman Li e Sam Totman stanno rivoluzionando a tal punto il mondo della chitarra che Yngwie Malmsteen ha dichiarato: 'Herman Li è un ottimo giovane e in un prossimo G3 gli cederò il mio posto'."
Quando già credevo che non fosse umanamente possibile andare più veloce durante la fase di assolo ho assistito impietrito all'aumento di ritmo e la mia bocca mi si è aperta in maniera naturale.
Esagerati ed unici i Dragonforce sono una scommessa già vinta destinati ad un pubblico che trova nella loro musica una eccezionale valvola di sfogo.