Copertina di Edoardo Bennato Burattino senza fili
senior86

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Per appassionati di musica italiana, fan di edoardo bennato, amanti dei concept album e della musica impegnata degli anni '70
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LA RECENSIONE

Seduto in ufficio davanti ad una scrivania, aria disincantata con lo sguardo fisso sull obiettivo. Così appariva nel lontano 1977 Edoardo Bennato sulla foto di copertina di uno dei più bei concept-album della musica italiana.

Ma quella foto aveva un senso ben preciso: l'uomo visto come schiavo del lavoro, del progresso, ed infine, di sè stesso. Per raccontare la situazione sociale (e politica) dell'epoca, Bennato decideva di rivisitare (a modo suo) la favola collodiana di "Pinocchio", in un mix di R'n'R all'italiana e di folk cantautoriale. Il tutto messo in luce da una buona dose di (auto)ironia e da una voglia incredibile di scombinare le regole. Probabilmente ognuno di noi avrà cantato almeno una volta nella propria vita la celeberrima "Il gatto e la volpe", senza però aver apprezzato in pieno il messaggio quasi profetico della canzone: "Noi scopriamo talenti e non sbagliamo mai, noi sapremo sfruttare le tue qualità. . . dacci solo quattro monete e ti iscriviamo al concorso per la celebrità.. !" E adesso ? Cosa fanno le case discografiche ? Sarà stata mica una premonizione ?!
Ma tutto il disco è pervaso da un gran senso di rivalsa nei confronti di tutto e tutti, sempre però utilizzando toni colorati e politicamente (s)corretti ma mai offensivi, come solo Bennato sapeva fare.

Affrontati i temi dell'album, non si può non parlare delle canzoni: oltre alla già citata e vendutissima "Il Gatto e la Volpe", colpisce l'immediatezza di "È stata tua la colpa" che mette a nudo Pinocchio con le sue sconfitte e le sue debolezze attraverso un testo che è probabilmente il più interessante del disco: "È stata tua la colpa e allora adesso che vuoi. . . Volevi diventare come uno di noi. . E come rimpiangi quei giorni che eri un burattino, ma senza fili. . E invece adesso i fili ce l'hai!" Tutto il disco è pervaso da un'atmosfera sognante e allo stesso tempo malinconica come nella dolcissima "La fata" (quasi un'invocazione alla musa) e "Quando sarai grande".. Ma Bennato ha imparato bene la lezione del Rock 'n'roll e cosi si "muove il culo" in "Mangiafuoco" e "In prigione, in prigione" con il piano furoreggiante di Ernesto Vitolo e le chitarre blues di Roberto Ciotti. C'è perfino spazio per un'aria di musica classica in "Dotti, Medici e Sapienti" (con il relativo "tema" come coda del disco), mentre "Tu, Grillo Parlante" è una perla di saggezza che andrebbe riascoltata più volte.

Questo è e resterà il disco di maggior successo del cantautore napoletano, un album che supererà il milione di copie nel giro di poche settimane e che rappresenterà la vera consacrazione di un artista che fino a quel momento aveva sfornato dischi su dischi e sempre di ottima qualità. Grandi musicisti al seguito (c'è Tony Esposito alle percussioni) e grande fantasia rendono giustizia ad uno dei capisaldi della musica italiana, un lavoro affascinante, brioso e gustoso.

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Riassunto del Bot

La recensione esalta 'Burattino senza fili', concept album di Edoardo Bennato del 1977, che rivisita la favola di Pinocchio per raccontare temi sociali e politici dell'epoca. Con un mix di rock italiano e folk cantautorale, l'album si distingue per ironia, testi profondi e musicisti di alto livello. Brani come 'Il gatto e la volpe' diventano icone, mentre l'intero disco trasmette un senso di rivalsa e sognante malinconia. È il disco di maggior successo di Bennato e una pietra miliare della musica italiana.

Tracce testi video

01   È stata tua la colpa (05:16)

03   La fata (04:08)

04   In prigione, in prigione (04:43)

05   Dotti, medici e sapienti (03:23)

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06   Tu Grillo Parlante (04:03)

07   Il Gatto e la Volpe (03:00)

08   Quando sarai grande (04:46)

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09   Dotti, medici e sapienti (reprise) (01:47)

Edoardo Bennato

Cantautore e rocker napoletano, tra i primi in Italia a unire energia rock, ironia e spirito da one‑man‑band. Celebre per i concept ispirati alle favole (Pinocchio, Peter Pan, il Pifferaio Magico) e per l’armonica tagliente. Dalla stagione d’oro anni ’70 ai lavori più recenti, ha alternato satira sociale, ballate e sperimentazioni.
43 Recensioni

Altre recensioni

Di  Guidino

 Un disco sia dal punto di vista dei testi, che dal punto di vista musicale, assolutamente ineccebile e da me personalmente giudicato come miglior disco italiano di sempre.

 In Prigione In Prigione parla di un potere giudiziario corrotto che manda in prigione anche gli innocenti, rei di essersi ribellati al potere stesso.


Di  JpLoyRow2

 «La favola di Collodi aveva una sua morale: se ti comporti bene, diventerai un adulto in regola. La mia, invece, ne ha una diversa: se segui le regole, ti ritroverai legato da mille fili, come un burattino nelle mani del potere» (Edoardo Bennato).

 «L'album che rese felice una generazione di venditori di dischi» (Paolo Madeddu).