Copertina di Edoardo Bennato Burattino senza fili
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Per appassionati di musica italiana, fan dei cantautori anni '70, cultori di concept album e chi cerca musica con testi impegnati e riflessivi.
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LA RECENSIONE

Ah, gli anni '70. L'epoca dell'album e non dei singoli, la vendetta dopo gli anni '60: il supporto album, inteso come vinile, prendeva il sopravvento sull'ascolto immediato e facilone, ma durò poco. I "plasticosi" anni '80 riportarono in auge il singolo e ancora oggi ne paghiamo le conseguenze. Ma quello, il decennio 1970-1979, in Italia, fu il decennio dei cantautori, dell'impegno politico formato canzone, della voglia di raccontare (e raccontarsi) attraverso un formato musicale, l'album appunto, che andasse ben oltre la canzonetta da 3 minuti pronta, cotta e mangiata da ascoltare in spiaggia o a casa, in solitario. Per dire, "Burattino senza fili" di Bennato ebbe anche un appendice in 45 giri, "Il gatto e la volpe" (ça va sans dire) che vendette pochissimo, anche perchè essendo quello un concept-album, estrarre una canzone da un contesto appunto concept è quantomeno ridicolo. L'album, invece, fece di Bennato una specie di super star (e la cosa durò almeno fino alla prima metà degli anni '80, quando fu il primo artista italiano a riempiere gli stadi) e fu il disco più venduto dell'anno, e uscì in piena estate, e, ancora, siamo nell'estate in cui Tozzi sconvolse le classifiche italiane con il giro di do di "Ti amo". Eppure lui, Bennato, vinse la sua sfida.

"L'album che rese felice una generazione di venditori di dischi" (Paolo Madeddu)

Dargli torto è difficile. Bennato con "Burattino senza fili" si fionda sulla colladiana favola di Pinocchio parlando del presente a mò di fiaba. L'introduzione, affidata alla lenta ballata simil country "E' stata tua la colpa" (chitarra, batteria ed immancabile armonica) segna il passo di quello che sarà il disco, veloce (35 minuti, 9 tracce) e assai ricco nell'aspetto musicale.

«La favola di Collodi aveva una sua morale: se ti comporti bene, diventerai un adulto in regola. La mia, invece, ne ha una diversa: se segui le regole, ti ritroverai legato da mille fili, come un burattino nelle mani del potere» (Edoardo Bennato)

«Appena uscì ( [...] ) l'intellighenzia che mi aveva sostenuto ai festival cominciò a guardarmi con sospetto. Non avevo fatto come gli altri cantautori impegnati, come Claudio Lolli o Claudio Rocchi, non ero rimasto al mio posto. Ero diventato commerciale, mi ero venduto» (Edoardo Bennato)

Oltre a Tozzi, Bennato mise la freccia e superò, in vendite, pure il Battisti di "Io tu noi tutti", relegato, incredibile, al secondo posto in hit parade. Del resto, già l'anno prima con "Cantautore", Bennato aveva fatto capire quale fosse il "mondo di mezzo" dei cantautori. No, non si era venduto, aveva solo intercettato i gusti del pubblico. Come accadrà, ad esempio, al Venditti non ancora piacione dell'anno dopo con "Sotto il segno dei pesci" (1978).

La facciata A di "Burattino senza fili" è la migliore, è quella in cui il nostro affronta i temi di petto e utilizza la musica con incredibile autorevolezza. "Mangiafuoco" è il brano su cui si avvita il primo tempo, con le percussioni di Tony Esposito e un ritmo a cui è difficile resistere e un testo che, evidentemente, pesca a piene mani nell'attuale ("Mangiafuoco fa i biglietti tiene i prezzi molto alti non c'è altro concorrente chi ci prova se ne pente!"), a cui fa da contraltare la delicatissima "La fata".

"La pagina più dolce e romantica, ma proprio per questo più amara [...] che Edoardo Bennato sviluppò come metafora dal romanzo di Pinocchio. La fata [...] rappresenta la parte indifesa della società e del mondo moderno, quella che si sacrifica, pone tutta se stessa nelle cose che fa, ma poi paga anche le colpe degli altri ("La fata è Cuba" ha detto una volta Bennato durante una chat con i suoi ammiratori)" (Dario Salvatori)

Chiude la prima facciata la scatenata "In prigione, in prigione": un giudice ormai assetato di potere (e dunque fuori controllo) vuole mandare in prigione tutti (anche quelli che vanno al mare, e "tutti i capi dei sindacati") finchè non mettono in prigione lui.

Apre la facciata B "Dotti medici e sapienti". Atmosfera settecentesca e sinfonia di un certo gusto. Devo dire, e forse m'inimicherò qualcuno, che in ambito sinfonico bennatiano trovo che "Tutti insieme lo denunciam" nel successivo "Sono solo canzonette" sia ben più riuscito e ficcante, e che questo assomigli, nella musica e nei modi, un po' troppo a "In fila per tre" dall'album "I buoni e i cattivi" (1974). Ma è una mia opinione, è un pezzo che so piace molto. Ben altro effetto mi fa invece "Tu grillo parlante" che ha un fingerpicking niente male e un ritmo indiavolato, e nessuno mi toglie l'idea che quella critica verso i falsi profeti fosse rivolta, tra gli altri, a Celentano (lo so, nella canzone il grillo "ha tanto studiato, si è laureato", però sai...).

Detto de "Il gatto e la volpe" si chiude con una specie di ballata (simil) dylaniana, "Quando sarai grande". Mi è sempre sembrata una chiosa deboluccia, oltre tutto nel testo un po' retorica e che poca ci azzecca con il clima sarcastico, irriverente e ficcante dell'intero album. E' arrangiata molto bene, ma, non so, mi dà l'idea di occasione mancata (vogliamo mettere con la chiusa del successivo album?).

Infine, una curiosità. La nona traccia, la sinfonica "Prova d'orchestra", che è "Dotti medici e sapienti" senza cantato, presente su Spotify, è misteriosamente scomparsa nelle edizioni in CD degli ultimi anni. Ecco, a me sembrava una bella trovata finale. Chi ne sa qualcosa, parli ora o taccia per sempre.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Burattino senza fili' di Edoardo Bennato come un capolavoro del cantautorato italiano anni '70, un album che combina musica e impegno politico con profonda originalità. Attraverso riferimenti alla favola di Pinocchio, Bennato critica il potere e la società, creando un concept album che ha segnato un'intera generazione. Viene inoltre evidenziata la qualità musicale e il successo commerciale dell'opera, con qualche appunto critico su alcune tracce. Il lavoro conferma Bennato come artista simbolo di un decennio irripetibile.

Tracce testi video

01   È stata tua la colpa (05:16)

03   La fata (04:08)

04   In prigione, in prigione (04:43)

05   Dotti, medici e sapienti (03:23)

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06   Tu Grillo Parlante (04:03)

07   Il Gatto e la Volpe (03:00)

08   Quando sarai grande (04:46)

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09   Dotti, medici e sapienti (reprise) (01:47)

Edoardo Bennato

Cantautore e rocker napoletano, tra i primi in Italia a unire energia rock, ironia e spirito da one‑man‑band. Celebre per i concept ispirati alle favole (Pinocchio, Peter Pan, il Pifferaio Magico) e per l’armonica tagliente. Dalla stagione d’oro anni ’70 ai lavori più recenti, ha alternato satira sociale, ballate e sperimentazioni.
43 Recensioni

Altre recensioni

Di  senior86

 L’uomo visto come schiavo del lavoro, del progresso, ed infine, di sé stesso.

 Probabilmente ognuno di noi avrà cantato almeno una volta la celeberrima ‘Il gatto e la volpe’, senza però aver apprezzato in pieno il messaggio quasi profetico della canzone.


Di  Guidino

 Un disco sia dal punto di vista dei testi, che dal punto di vista musicale, assolutamente ineccebile e da me personalmente giudicato come miglior disco italiano di sempre.

 In Prigione In Prigione parla di un potere giudiziario corrotto che manda in prigione anche gli innocenti, rei di essersi ribellati al potere stesso.