Stoney

DeRango : 2,29
DeEtà™ : 6905 giorni • Qui dal 15 luglio 2007
Rose Hill Drive Rose Hill Drive
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Davvero fico questo disco. Bravo!
Malfeitor Unio Mystica Maxima
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@Rosa Spina, è così: il black metal è un genere che per il 99% fa leva su un pubblico di adolescenti in piena sindrome da narcisismo patologico, e non sei tu ad avere problemi se pensi che faccia cagare zanne di mammuth. Segui i consigli di chi ti dice di approfondire, se sei interessata, ma pensa prima a una cosa: con tutto il mondo musicale che c'è da esplorare là fuori, immagina quanti generi musicali ancora non conosci che varrebbe la pena di avvicinare, che magari manco caghi di striscio perché non sono "fastidiosi" come il black, però sei qui (in buona fede, certo) a chiedere informazioni sul black metal. Anche questo è cogliere una provocazione, non credi?
Backstreet Boys This Is Us
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Commento 18 veritiero e geniale.
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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Noi stiamo male perché siamo coscienti, è vero, ma questa coscienza è vecchia di 200 anni, da quando agli albori della civiltà industriale qualcuno ha detto "uhm, sapete che c'è? Qua finiremo tutti nella merda". Una volta si dava retta a intellettuali del calibro di Moravia, Pasolini, che hanno descritto tutto quello di cui stiamo parlando in maniera infinitamente migliore di quanto siamo capaci di fare io e te, e la loro voce qualcosa contava. Anche i politici erano differenti e almeno in parte si facevano carico di alcune istanze popolari. Avrebbe potuto essere l'inizio di una stagione in cui idee veramente moderne e libere circolassero e si diffondessero, la gente avrebbe potuto essere educata con dei valori che avessero messo al centro dell'esistenza l'Uomo, e non il profitto, le industrie, la televisione, i macchinoni, la cocaina, o magari quella patina di moralismo finto che la gente si ostina a chiamare "fede religiosa". Tanta gente ha lottato per questo, ma sai benissimo com'è andata a finire. La storia ha fatto il suo corso, quei pensatori sono stati eliminati o dimenticati, e insieme a loro anche il pensiero che avevano diffuso, e chi è stato ai vertici degli organi di informazione ha fatto di tutto per soffocare e demonizzare ogni pensiero non allineato che mettesse in dubbio il nuovo status quo. Quindi ti sbagli, Caz, il colpevole c'è eccome. Inoltre, io non voglio tornare a vivere come nell'800, perché anche se andassi a zappare la terra il mondo intorno a me rimarrebbe identico. Quello che il contadino dell'800 aveva e che noi non abbiamo sono i mezzi per esprimere appieno il suo ruolo nella società. Un povero una volta concepiva il mondo dei ricchi come inarrivabile, e come qualcosa che semplicemente non gli apparteneva, e di cui poteva benissimo fare a meno. Un contadino, un artigiano, potevano attingere a piene mani dalla cultura della loro classe frutto di millenni di storia umana, che gli avrebbe conferito se non ricchezza materiale almeno una dignità esistenziale, e un'identità: la loro esistenza era povera, non misera, e c'è una differenza terribile. Non sto dicendo che nell'800 tutti mangiassero e bevessero a dismisura, la povertà è sempre stata al centro della storia umana, ma riesci a cogliere la differenza? È sottile ma fondamentale. La nostra esistenza, al contrario, è misera indipendentemente da quanto siamo poveri o ricchi, diciamo che al limite se sei ricco puoi convincerti di non essere misero, o meglio, diciamo che la società moderna ti vuole convincere che esista un solo metodo per scappare dalla miseria, cioè arricchirti, il binomio lavoro+profitto, che è l'unico pensiero a cui tutti siamo costretti ad adeguarci. Caz, io rispetto il tuo punto di vista, ma non mi stanno simpatiche le eccessive semplificazioni di cose che sono di una complessità abissale. Scusa se a volte sembro presuntuoso, ma mi piace discutere così con le persone. Ciao.
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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Caz, i discorsi stanno a zero. Fino a pochi anni fa c'era gente che lottava per avere la possibilità di gestire il proprio tempo, costruirsi una vita, dedicarsi a vivere la propria esistenza in maniera consapevole, e credeva in idee di progresso. Quindi c'è stata la possibilità di cambiare le cose, c'è stato chi si è preoccupato di diffondere coscienza e conoscenza, e stimolare la gente alla riflessione e a dare il meglio di sé. Oggi invece ci hanno convinto che questo è «idealismo» e che chiunque non si pieghi al semplice faticare come uno schiavo per campare è un nemico della collettività, e ci abbiamo abboccato tutti come fessi. Tant'è che c'è gente che il massimo della soddisfazione che concepisce è farsi la cannetta dopo 8 ore di fabbrica, e poi se la prende col "sistema" solo perché gli vieta il suo vizietto, mica perché lo costringe a un'esistenza miserevole e insoddisfacente. Tu chiedi cosa propongo, ma accusare chi fa discorsi come i miei di non "proporre nulla" è frutto di una posizione vecchia e viziata: la soluzione a questi "mali" è individuale, risiede nella coscienza del singolo, e quindi altro non si può fare che criticare e parlare, giacché se la realtà è così è perché sono così le idee delle persone; non c'è una ricetta politica o legislativa che possa risolvere le cose in quattro e quattr'otto come siamo portati a pensare, non basta scrivere due regolette su un foglio per illudersi che la società si dia delle regole e le rispetti. Le rivoluzioni hanno fallito perché hanno cercato di imporre la coscienza alla gente, mentre la coscienza o si guadagna da soli o non la si ha. Io da parte mia posso solo convincere gli altri a prendere in considerazione ciò che dico, stimolare almeno una riflessione, consigliare letture, generare curiosità, ed è difficile farlo con chi mi dice che sono un idealista o che le cose non possono cambiare. Rispetto le posizioni altrui, ma non mi metterò mai sul piano di chi si indigna col governo perché vorrebbe cento euro in più al mese per pagare l'affitto, o del ragazzo felice di aver firmato un contratto con un'"azienda prestigiosa" che sa già che lo schiavizzerà ma si ostina a parlare di "grande opportunità di lavoro", perché sono convinto che questa gente, seppur in buona fede, non riesca a concepire davvero una possibilità di vivere differentemente, o a pensare a cosa significhi davvero essere liberi. Questa gente, in buona fede, percepirà la propria vita solo come un costante darsi da fare per superare la propria sensazione di inadeguatezza nel ricoprire il ruolo sociale ed economico che gli compete, e all'interno del quale crede che si esaurisca il suo intero vivere, e verrà a dare a me dell'idealista o dello scansafatiche, credendo che sto solo cercando un pretesto per lavorare meno o per vivere comodo. Scusa la lungaggine, spero di essere riuscito a soddisfare la tua curiosità.
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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Caz, sarà come dici tu. Però la proporzione fra imprenditori/politici e gente "normale" non regge, sarà tipo uno su sei milioni, senza contare che stando alle ultime statistiche circa un miliardo di persone nel mondo soffre la fame. Ora, possiamo star qui a far tutti i qualunquismi che ci pare, a dire "tanto è uguale", ma un miliardo di persone sono un cazzo di miliardo di persone, e ci vuole una bella faccia tosta per dire che «Ognuno ha responsabilità di se stesso, il "sistema" è colpevole solo in minima parte, accontentare TUTTI è impossibile».
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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E vabbè, Caz, sognerò a occhi aperti. Tu sei molto realista invece, e i tuoi discorsi sono spaventosamente uguali a quelli dei politici, degli imprenditori, dei padroni, che vogliono convincerti con ogni mezzo che le cose sono così e non si possono cambiare. I soliti vecchi discorsi che sì, ci rendiamo conto che le cose sono spaventosamente critiche, ma che ci possiamo fare? Un modo pulito e perbene di giustificare tutto, con quel finto tono di saggezza che sembra dare alla cosa il sottofondo di chissà quale maturità o serietà, che piazza ogni critica nel mondo del favolistico e irride all'ingenuità chi l'ha fatta. Io forse sarò uno che si fa le seghe (e farsi le seghe non è inutile, fa maturare la consapevolezza di sé, dicono), ma sono convinto che la consapevolezza e la libertà ci siano state tolte in maniera silenziosa e senza torcerci nemmeno un capello, tramite trasformazioni sociali ed economiche talmente veloci che fatichiamo ancora ad adattarci, e ce la continuano a togliere giorno dopo giorno, e se uno si guarda un attimo intorno capisce al volo che è così. Poi, possiamo anche studiare il modo più subdolo di mentire a noi stessi, però io sono fatto così: se sono costretto a mangiar merda la chiamo merda, non mi convinco che chiamarla cioccolata me la renda più saporita. Ciao Caz.
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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Puntinicaz, il tuo discorso è un po' superficiale. Certo che non possiamo misurare tutto quanto con precisione e dosare quanto sia giusto e quanto sia sbagliato, ma io so di sicuro una cosa: che finché le regole si faranno più dure, la vita delle persone sarà sempre più difficile; che finché ci sarà competizione spietata, ci saranno persone deboli, e noi non ce la possiamo cavare pensando che se queste persone non riescono nella vita allora è "colpa loro". Finché continueremo così ci sarà SEMPRE gente che cercherà di disfarsi dei propri sensi di colpa in modi più o meno disumani (droga, alcol, ma anche botte allo stadio, teppismo, violenze varie), ed è veramente disumano stare a sindacare pure sul "come" se ne disfarrà. Cioè, oltre a costringerle in contesti difficili (dico difficili e non disagiati, attenzione), gli si va anche a rompere il cazzo su come debbano reagire e la maniera in cui questo sia più o meno consentito. Tu non puoi gettare la gente nella mischia e aspettarti che tutti siano capaci di farsi largo: molti non ce la faranno. E noi non solo rendiamo le cose più difficili a tutti giustificandoci con puttanate varie (la competizione, un mondo migliore...), ma ci montiamo sopra pure la morale che quanto più la sfida di campare è difficile tanto più chi riesce a sfangarla è virile, che se tu ci vuoi credere fai pure, io però continuerò a pensare che è solo una grandissima cazzata. Ciao ciao.
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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Provo sempre un senso di sconforto quando la gente parla di "libertà". La "libertà" di farsi una canna, la "libertà" di disporre di alcol... Secondo me esistono droghe che si prendono per disperazione, droghe che si prendono per fare i fighetti sennò non sei al passo coi tempi, droghe che si prendono perché altrimenti non si sa come divertirsi una sera, e solo all'ultimo una percentuale minima di persone che è "consapevole" di quello che fa e usa in maniera misurata certe sostanze (che poi toccherebbe vedere...). Ecco, questa non è libertà, non ha niente a che vedere con la libertà, al contrario è un cedere alle coercizioni esterne, cercare una via di fuga da un sistema che lascia le persone sole con le proprie debolezze e invece di aiutarle le subissa di sensi di colpa, e questo vale tanto per l'eroinomane devastato che per il manager pieno di cocaina. Non sono tutti forti allo stesso modo, anzi, mi sembra che sempre più persone stiano cominciando a mostrare via via sempre più segni di debolezza, in maniera sempre più profonda. Nascondere la debolezza, mostrarsi per forza tutti d'un pezzo, sta diventando un tratto forte della nostra cultura, che sembra non voler ammettere imperfezioni. Forse un giorno capiremo questa stupida semplice verità, anche se non ci conto molto. Nel frattempo, se veramente vi sta a cuore il discorso libertà individuale, parlate d'altro e evitate discorsi fuorvianti che sono solo specchietti per le allodole. O' revuàr.
Lester Grinspoon e James B. Bakalar Marijuana la medicina proibita
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«Se ha un tantino di palle di affrontare la vita certe cose non le tocca proprio.» Ecco, sono queste le frasi che mi fanno cadere i coglioni per terra.