Fallen

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Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
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Cioè aspettate, a chi è che dovrei incutere timore io?
Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
Voto:
@Psycho: Per quanto riguarda la tua abilità dialettica, sta tranquillo perchè sei proprio un osso duro ;-)
Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
Voto:
@Psycho, ne consegue che, comunque tu voglia chiamarla, esiste una base di sentire che accomuna gli uomini, almeno su certe questioni. Il relativismo di cui tu parli non lo chiamerei relativismo ma "mentalità aperta", che è, tra le altre cose, un'espressione molto più bella. Per quanto riguarda Woytjila, di sicuro il mio post pecca di incompletezza ed eccessiva semplificazione, ma sono stato costretto a documentarmi a lungo su questo personaggio per motivi di studio, e penso di poterne parlare con una certa competenza, indipendentemente dalla mia età. Un'ultima domanda: studi antropologia? @Fiquata, conclusione giustissima ma poco propositiva. Non che io sia in grado di proporre. @Lupin, credo che Ratzinger, nella sua malagrazia caratteristica che a volte rasenta la demenza, volesse, relativamente alla storia del preservativo, riprendere il discorso di Wojtyla, raggiungendo l'unico risultato di farsi sputare addosso dal mondo intero. Sì, vivo a roma, ma di prelati possessori di condomini non ho mai sentito parlare, nonostante conosca bene le difficoltà dell'affitto. Questo non significa che dietro le quinte vaticane siano tutti santi e che la chiesa attuale sia in tutto e per tutto tale e quale a come l'avrebbe voluta Cristo, tutt'altro, ma quello che succede (ingerenze, influenze, peso politico) sono conseguenze del fatto che la chiesa, come tutte le istituzioni, è fatta di uomini. Ho trovato fuori luogo il tuo riferimento alla mia scheda personale. Chiunque, anche su questo sito, mi conosca un minimo sa che non sono uno che parla per slogan o si bea di slogan machistici. La foto che puoi vedere l'ho messa in ricordo di ciò che mi disse un anziano amico ormai venuto a mancare, con cui giocavo a scacchi ogni tanto: "Se vuoi sapere quanto davvero vale un uomo, spoglialo, picchialo, e poi osserva la sua reazione". Detto qeusto, ti saluto. Senza rancore
Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
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Scusate, ho un'altra risposta da dare. Mi perdonerai Lupin, se mi è così difficile ricordarmi di te. Tralasciando i tuoi vili attacchi personali (non mi sembra proprio di essere il prototipo del macho, non mi sembra di averti insultato), parliamo della Chiesa. Seguendo il principio per il quale è difficile giudicare un evento nelle sue prime fasi di sviluppo (evento=J.Ratzinger, che non approvo, tengo a precisare), per facilitare l'analisi, ma anche per prendere in considerazione quello che secondo me dovrebbe essere un papato, prendiamo in considerazione l'operato di un Uomo (maiuscola d'obbligo in questo caso) che risponde al nome di Karol Wojtyla. Un uomo che non ha taciuto di fronte a Hitler e alla Mafia, un uomo che si è adoperato negli interessi degli ultimi, un uomo che ha cercato di ricondurre alla ragione (in nome di quanto detto sull'universalità delle morale naturale) una bestia come Pinochet (STOLTO chi lo accusa di connivenza). Quali sarebbero le posizioni "storiche" sulle quali si è arroccato? La lotta alla promiscuità, da tanti confusa con un'assurda campagna contro il preservativo? Spendiamoci due parole. Che attualmente si viva in un clima di totale libertà sessuale mi sembra innegabile: se proprio ti accadesse di svegliarti un fine settimana con la "scimmia" tutto quello che devi fare è presentarti la sera in discoteca con un preservativo in tasca. Un minimo di intraprendenza, e le porte dei bagni del locale ti sembreranno quelle del paradiso. Non nego di aver approfittato più di una volta di questa situazione, ma, proprio per questo, credo di poter esercitare una critica fondata. Ho trovato, a posteriori, degradante lo spettacolo di una così ostentata mercificazione delle bellezza. Parlo dal punto di vista di ventenne eterossessuale che mi è proprio: se da un lato la vista di tante ragazze bellssime, abbigliate secondo l'intenzione di attirare gli sguardi maschili, è di certo allettante, dall'altra penso sia innegabile che un sapore amaro resti in bocca per quegli approcci così immediati, per tutte quelle fasi intermedie omesse, che sono poi quelle che rendono un rapporto qualcosa di bello da ricordare, anche quando volesse nascere sotto il segno della fugacità. Cosa mi rimane di una donna dopo un'incontro del genere? Peggio ancora, cosa rimane a lei di me? Nulla, a volte neppure il nome. Questo Giovanni Paolo II era giunto a capirlo nonostante i suoi voti di castità. Non contro il preservativo si batteva, ma contro questa bestializzazione dei rapporti umani di cui sopra.
Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
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Psycho, il tuo pensiero collassa da solo. Se, ad esempio, ci fosse un popolo per il quale lo stupro o l'assassinio sono pratiche acquisite (e, guarda caso, NON C'E'), conseguentemente stupro e omicidio non sarebbero più da ascrivere tra le azione negative. Diverrebbero semplicemente gesti giustificabili di una cultura a noi estranea. E invece NO. Invece stupri e omicidi sono considerati "sbagliati" ovunque. Scrissi un editoriale qualche tempo fa, in cui descrivevo una situazione davanti alla quale chiunque si sarebbe indignato. In nome di cosa secondo te? E' possibile, senza postulare l'esistenza di una legge morale naturale, che tutti trovino sbagliata un'azione? Possiamo ricondurlo all'intelligenza umana, alle consuetudini? Certo che no, perchè come tu mi insegni, paese che vai usi che trovi. Su quale base è possibile dire che tutti gli uomini sono uguali? Proprio su quella della quale ti ostini a negare l'esistenza: la legge morale naturale. E' la possibilità di distinguere il bene dal male che ci differenzia dalle bestie. Non dimentichiamocelo, o tanto vale tornare a correre a quattro zampe
Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
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Psycho, spero tu stia scherzando. Il relativismo attuale è il cancro nero che rode l'uomo, che lo rinchiude in una prigione di incomunicabilità, privandolo delle basi di confronto indispensabili per relazionarsi ai suoi simili. Mi sembra cristallino che al giorno d'oggi, nel nome della libertà individuale di interpretare azioni e fatti come meglio crediamo, tutto è diventato giustificabile. Ci si è dimenticati che esiste qualcosa che si chiama LEGGE MORALE, identica e innata in ciascun essere umano, per la quale se, ad esempio, rubi o stupri, FAI IL MALE, a napoli come a reykjavik, per un nativo americano quanto per un arabo. Questo è vero non solo per i fatti eclatanti portati ad esempio, ma per tutte le problematiche etiche e morali (vedi aborto). Chi inneggia all'individualismo sfrenato, chi dice di non sentirsi dentro un imperativo morale davanti a certe tematiche, ha anestetizzato la propria coscienza. Su cosa si basano le società e le civiltà umane? Su cosa ci confronteremmo, come faremmo a distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è se la legge morale naturale venisse a mancare? Ricordatevi che i concetti di Bene e Male non sono categorie di pensiero a posteriori, ma concezioni innate in ogni uomo. Ricordatevi che esiste un'OGGETTIVITA', e che per quanto possiamo cercare di non ascoltare, c'è sempre una voce dentro l'uomo che gli dice quando sbaglia.
Jürgen Habermas e Joseph Ratzinger Ragione e fede in dialogo
Voto:
Lupin, mi inchino alla tua dottissima analisi della chiesa, svolta in ben due righe e mezza. una comprensione davvero profonda la tua, e una padronanza dei problemi socio-etico-politici da far invidia ai migliori statisti della storia. Grazie per il tuo illuminante commento. Servo tui
Funeral Mist Maranatha
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Speriamo davvero che sia così come dici, Hell, e che con questo album abbiamo chiuso con le pretenziosissime piazzate del Religious. A rileggerti presto!
Gentle Touch In Memory of Savannah
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Bella, strana, verissima recensione. Mi riconosco benissimo nel narciso scrittore della parte finale e nella sensazione tronfia e vaga di essere depositario di blabla. Che povero coglione eh?
Funeral Mist Maranatha
Voto:
Partiamo dal presupposto che questi Funeral Mist non mi hanno mai convinto appieno; anche il precedente Salvation l'avevo trovato buono ma niente di particolarmente esaltante. Aggiungiamoci che ultimamente questo Religious Black Metal mi sta andando un po' sulle palle. Principalmente inizio a trovare infantile il modo in cui Arioch (che è ignorante quanto una capra afghana) e soci (penso a Mikko Aspa degli ottimi Deathspell Omega, che ignorante lo è un po' meno, ma comunque non deve essere una cima nemmeno lui a sentire l'accento con cui recita in latino nel già citato Si Monvumetvm) si arrampichino sulle spalle dei giganti della spiritualità giudaico cristiana per soffiare loro espressioni e parole di cui non conoscono nemmeno lontanamente il vero significato. Questo atteggiamento contribuisce a fare del BM un ricettacolo di ignorantoni (parlavo qualche giorno fa con un idiota che sosteneva di aver tradotto il codice originale dei vangeli DAL GRECO, traendone un testo completamente diverso da quello a noi noto. Come se i quattro vangeli ci fossero pervenuti in un unico codice, e come se i codici originali provenienti dal libano fossero stati scritti in greco). Questo disco non l'ho ascoltato per protesta nei confronti di quanto appena elencato. Lasciamo la teologia a chi di dovere e, se vogliamo fare BM, facciamolo su argomenti che possiamo permetterci di trattare con competenza. Non so se l'ironia alla quale si accenna nella recensione, peraltro molto ben fatta, sia reale o solo un miraggio causato dalla buona fede del recensore (che saluto con stima), ma stento a credere che un gruppo di cattivoni come i Funeral Mist siano capaci di farsi una risata sul loro album. Dopotutto, loro sono con la Norma Evangelium Diaboli..pajura