Copertina di Electric Wizard Come My Fanatics.... / Electric Wizard
Marduk

• Voto:

Per appassionati di doom metal, stoner rock, amanti della musica psichedelica e chi cerca un’esperienza sonora intensa e immersiva.
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LA RECENSIONE

"Minchia fra senti che arriva il drop!"

Sono quei peculiari momenti in cui, forse forse, sarebbe il caso di invocare una revisione all'intero sistema scolastico internazionale. Perche' il tuo diggiei preferito non droppa proprio niente. Eppure si impegna eh. Guardalo la', avvinghiato a quelle manopoline che, se non altro, lo trattengono dal decollare dopo l'ennesimo balzo metanfetaminico.

No. Non droppa. Forse le cuffie dalla console. Il telefono dalla tasca?

Sicuramente non i bassi. E nemmeno le corde. Alle suddete, ci pensarono tre ragazzotti ingolfati in un trip fatto di Black Sabbath, erba, Big Muff, probabilmente locati in un garage e, erba.

La prima volta e' un po' come se un treno a vapore lanciato ad enorme velocita' (20bmp) ti travolgesse mentre sprofondi nel cemento. Fu un vecchiometallaro, il mio dirimpettaio, stanco di sentire alternativamente Amy Lee e FabbriFibbra sproloquiare dalle mie finestre quattordicenni a portarmi nel suo regno vinilico e, niente. La prima volta e' un po' come se un treno a vapore lanciato ad enorme velocita' (20bpm) ti travolgesse mentre sprofondi nel cemento. Repetita iuvant.

Questo disco l'ho consumato e mi ha consumato. Qualcuno: "E' tutto uguale!" E avrebbe anche ragione. Eppure, quando lo spolpi, quando "Return Trip" parte per la 666sima volta (chebravometallarochesono) ti ritrascina giu'. Nella fanga. E la distorsione diventa nuance. Il feedback melodia. Questo disco sorprende, per complessita'. Una gamma di sfaccettature da scovare nel nebbione stupefacente nel quale e' avvolto. E' studiare anatomia sul corpo decrepito di uno zombie. Chiaro che tanti puntini sugli i, li deve mettere l'ascoltatore. Perche' loro, dico quegli Wizards, non avevano ne il trasporto ne la necessita' di farlo. In un trip, almeno immagino sia cosi', devi essere tu a interpretare. Non ti chiede o spiega niente, solo di lasciarti andare. Un viaggio di ritorno che finisce con un viaggio di ritorno.

...mi trovo circondato da cinque loschi figuri fasciati in tuniche nere. Hanno quasi tutti il cappuccio in testa. Uno di loro, si toglie il cappuccio. Si avvicina. Vuole che io beva un intingolo purulento, marcescente. Il sapore, e' acido...

"Un altro sorso si puo' avere?"

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Riassunto del Bot

La recensione esprime un profondo apprezzamento per l’album Come My Fanatics degli Electric Wizard, sottolineandone la potenza sonora e la complessità nascosta sotto un’apparente uniformità. Il disco è descritto come un viaggio ipnotico fatto di distorsioni, bassi densi e sfumature nascoste che trascinano l’ascoltatore in un trip profondo e coinvolgente. L’esperienza è immersiva e evocativa, capace di consumare e rigenerare chi lo ascolta.

Tracce testi

01   Mountains of Mars (03:46)

05   Return Trip (10:02)

06   Ivixor B / Phase Inducer (08:48)

07   Electric Wizard / Wooden Pipe (09:49)

08   Black Butterfly (08:20)

10   Stone Magnet (04:55)

11   Devil's Bride (06:30)

Electric Wizard

Electric Wizard sono una band doom/stoner inglese formata nel 1993 a Dorset da Jus Oborn (voce/chitarra), con Mark Greening (batteria) e Tim Bagshaw (basso). Famosi per riff iper-fuzzati, atmosfere lenti e opprimenti e immaginario occulto/horror anni ’70, hanno firmato dischi di culto come Come My Fanatics... (1997), Dopethrone (2000), Witchcult Today (2007), Black Masses (2010), Time to Die (2014) e Wizard Bloody Wizard (2017).
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