Elio e le Storie Tese
Elio samaga hukapan kariyana turu

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Voto:

Non farò una recensione per convincere qualcuno del valore di questa band e in particolare dei primi due dischi, non credo sia necessario. La scrivo per evidenziare alcuni aspetti, forse non immediatamente evidenti, che spingono questo disco verso l’alto, sempre più in alto tra le cose più grandi mai fatte nella musica italiana.

L’album del 1992, Italyan, Rum Casusu Çikti, è un classico che ho ascoltato infinite volte. Ma voglio soffermarmi sul disco precedente, il primo: un po’ più ostico, focalizzato su temi difficili e anche ributtanti, con meno brani progressivi e meno canzoni note al grande pubblico. Forse non arriva ai livelli del successivo, ma per certi versi è anche più coraggioso e radicale negli argomenti trattati. Diciamo che c’è stata una virata verso tematiche comunque interessanti, ma meno scottanti e scomode. Forse per questo Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu potrebbe essere considerato il più grande disco degli Elii.

Vorrei approfondire i testi di queste canzoni, e non solo nelle scelte tematiche, ma soprattutto nella loro bellezza stilistica, nelle loro strutture geniali, nell’uso calibratissimo delle parole. Questi sono esercizi di stile (nel senso positivo del termine) molto ambiziosi e anche difficili. C’è del genio autentico nelle parole.

Ogni brano ha una doppia faccia: gli argomenti scabrosi non sono mai in realtà le questioni fondamentali dei testi, ma solo degli spunti per esplorare la semantica delle parole e articolare strutture verbali bislacche.

Solo uno sprovveduto può pensare che John Holmes si limiti a celebrare un porno attore: è invece un gioco complesso, volutamente ridondante, di assonanze e consonanze. Si potrebbero individuare sequenze lessicali del tipo: pene (membro) – bene – pene (sofferenze) – pene (membro) – pone – pane. Capite bene che il gioco stilistico di costruire un testo sensato partendo da una sequenza di parole assonanti e omonime è ben più interessante e divertente della semplice storia di un pornodivo. Ma è proprio questo il problema di Elio: certe finezze sono troppo alte per essere capite e si recepiscono solo i macro-argomenti, privati delle raffinatezze che li elevano. Un altro filotto è: moto (mezzo) – moto (attività) – moto (mezzo) – mito – muto. O ancora: su di ciò – sudicio.

Il nucleo concettuale del disco è lessicale: le parole, l’uso che se ne fa, la retorica, i tabù, gli eufemismi, il linguaggio metaforico. O più semplici questioni onomatopeiche come quella del ritornello di Abitudinario. La strofa invece concorre a scardinare la barriera del buongusto imperante in Italia, per raccontare il vissuto quotidiano delle persone comuni. Scoregge in vasca e a letto, fichi del naso spalmati e così via. Ancor più radicale Silos, che al pari di Cassonetto differenziato, amplifica un tema scabroso proponendo soluzioni tragicomiche. Nel primo caso, tutte le sostanze che emette il nostro corpo, dopo essere state accuratamente elencate, vengono pensate come possibile soluzione alla fame nel mondo. Impreziosita da un altro gioco di falsa omonimia: «voglio un silos – sì lo voglio …» che enfatizza il ritmo del ritornello.

Carro costruisce una narrazione surreale basandosi su tante frasi fatte, ma sfrangiandole e mescolandole tra loro. Il risultato duplice è lo smascheramento della pochezza delle idee quotidiane e al contempo una storia bislacca anticipatrice delle successive. Il lavoro stilistico è notevolissimo: «Entra ora in scena una ditta il cui portavoce mi ricorda di dare, un colpo duro al cerchio e alla botte piena d'uva e la moglie ubriaca però tra il dire e il fare c'è di mezzo "e il" e una rondella non fa primavera …». Le parole vengono “suonate” come e anche meglio degli strumenti.

Cassonetto differenziato è un capolavoro gigantesco. Il punto di vista ironico e straniato su un tema così delicato permette di costruire una narrazione comica che tuttavia non smorza la critica corrosiva, anzi la amplifica. Parole che fluiscono magnificamente, come nel più allegro dei brani, ma lanciano staffilate: «I frutti veri e propri si trovan nel frutteto, i frutti di mare si trovano nel mare, i frutti del peccato si trovano nel mare, nel frutteto, dentro al fiume nel laghetto, nella siepe sotto casa, o più probabilmente in un sacchetto, nel cassonetto». La scansione dei concetti, i giochi lessicali, la comicità nera, il punto di vista straniato, su una base musicalmente brillante, ne fanno un pezzo clamoroso. Si ride anche sguaiatamente ma con un retrogusto sanguigno.

Non mi soffermo più di tanto sulla celeberrima Cara ti amo; rifletto piuttosto su Piattaforma. Come con John Holmes, sarebbe ingenuo fermarsi all’argomento macroscopico. Anche qui c’è un fine lavoro stilistico e lessicale. Non è solo una grande metafora di un rapporto sessuale con un minore: c’è un’esplorazione delle possibilità del linguaggio metaforico, che passa da immagini più scontate ad altre decisamente meno. «Senti come grida il peperone» è una bellissima sinestesia. Notevole anche «Fremo a immaginarti tra i cateti». Altre sono sparse qua e là, in alternanza a quelle più facili. Ma il finale serve da monito: la sorpresa nello scoprire che si tratta del figlio Enzo è un esempio illuminante: spesso dare per scontato una certa verità/sospetto non è saggio. L’attingere al vero non è così banale, soprattutto nella sfera privata degli altri.

Cateto segue il filone assai fertile delle narrazioni assurde, anche in questo caso con spunti stilistici notevoli. Il più bello è l’uso dell’appellativo «quella puttana» nel momento di massimo pathos, all’interno di un racconto che parla seriamente e con tono romantico di una vicenda completamente assurda. Uno stratagemma che verrà utilizzato molte altre volte. Il commento finale «E la morale di questa storia è che la merda non è così brutta come la si dipinge» rende più evidente lo sforzo di dare spazio e dignità a quella sfera semantica.

Belli alcuni brani parlati, ad esempio quelli in cui si discute del disco stesso, con gli amici che si prendono in giro a vicenda. Altri potevano essere evitati perché non così divertenti o comunque noiosetti. Musicalmente non saremo ancora ai livelli siderali di Essere donna oggi, Il vitello dai piedi di balsa o La vendetta del Fantasma Formaggino, ma quel margine viene più che compensato dagli argomenti maggiormente scomodi e respingenti, che vengono incredibilmente nobilitati.

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Commenti (Quindici)

iside
iside Divèrs
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di loro ho ascoltato solo il live a borgomanero, in cassetta. mai piaciuti.
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spiritello_s: Seth non te la farà passare liscia...
iside: Maledetto zio
spiritello_s: Ma no...è tuo fratello.
iside: Mio fratello è il mio sposo.Osiride.
spiritello_s: Siete una famiglia numerosa...
hjhhjij
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Mannaggia il track-by track :-) Io con loro ho un rapporto strano, sono stati dei pilastri della mia infanzia e ricordo con incommensurabile nostalgia e affetto la loro esibizione sanremese truccati da Rockets, mi sfarfalla lo stomaco solo a pensarci, con io che li imitavo davanti alla tivì. Rimango un apprezzatore dei loro dischi fino a quel "Eat the Phikis" del 1996 appunto e rimango affezionato ai loro primi dischi, come questo, bellissimo. Oggi però quello che viene dopo mi interessa molto meno e anzi trovo siano diventati abbastanza irritanti ed inutili, ma sarà una cosa mia. L'affetto resta. Sergio Conforti comunque poi l'ho riscoperto al pianoforte ne "Le nuvole" di Faber, m'è preso un colpo.
BËL ( 02 )
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Dislocation
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Sono perfettamente in linea con quanto scritto da Joe, questo è il punto di partenza per la carriera degli Elii e non solo per un fatto meramente cronologico, perché è il primo, ma perché gli enunciati stilistici musicali e lessicali si sarebbero ripetuti in tutti gli album seguenti, tutti, senza eccezioni. certo, i Nostri avrebbero poi toccato apici di maturità maggiori, anche nel campo della sola abilità ai singoli strumenti, dei quali ognuno d'essi si pone nelle eccellenze tecniche in Italia.
Avrebbero però continuato, sempre, a sviluppare appunto i concetti presentati con tanta chiarezza (e sfacciataggine, non si sa quanto pianificata e quanto naturale) fino all'apice creativo, probabilmente individuabile già nel secondo "Italyan Rum Casusu Cikti" e nel seguente "Eat The Phikis". Dopo tanta routine con alcuni colpi di genio e tanta voglia di omaggiare Frank Zappa, la sua musica e le sue tematiche, sempre provocatorie, anche al limite della comprensione dei più. Ma credo, e confortami in questo, Joe, che gli Elii della immediata comprensione dei più se ne siano sempre altamente sbattuti, no?
BËL ( 02 )
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hjhhjij: Oltre al solito Zappa, tra i gruppi citati, omaggiati e amati dagli Elii ci sono anche Area e, ebbene si, Gentle Giant.
hjhhjij: E i Genesis. Una volta ho letto che Elio ama molto in particolare il gruppo dei fratelli Shulman.
Dislocation: Quando in tv hanno suonato con gl Area riformati ancora un pò e si cagavano addosso, per loro stessa ammissione.... mentre gli Area li hanno coperti di elogi.
hjhhjij: Ah be, bravi son bravi. Mi chiedo cosa avrebbero detto Demetrio e Giulio. Così, per completezza. Più figa la cosa dei Gentle Giant però :D
Dislocation: Credo che Capiozzo e soprattutto Stratos si sarebbero congratulati con loro, no?
hjhhjij: " soprattutto Stratos si sarebbero congratulati" Mmmmm...
Dislocation: Io credo di sì. Ai tempi gli Area passavano per duri e puri, e lo erano, erano esigentissimi con loro stessi per primi e con chi faceva musica, poi c'era la questione politica, inutile parlarne, ora, ai tempi era così e basta.....Credo che, negli anni 2000, gli Area con Stratos e Capiozzo vivi, sarebbero andati parecchio d'accordo, e forse avrebbero insegnato loro un pò più di rigore formale, meno bambinate, mentre tecnicamente parlando non credo che avrebbero trovato nulla da ridire..... Ma coi se e coi ma....
templare
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Tecnicamente sono impeccabili. La voce di Elio non proprio. Insomma: mai piaciuti e poi hanno sempre questa voglia di fare i simpaticoni ogni volta che una telecamera li inquadra. Bah....a me tanto simpatici non sono.
BËL ( 01 )
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spiritello_s: Codesta impressione iniziale l'ho avuta anche io. Avevano ed hanno una comicità tipica dei lombardi...fanno ridere parecchio loro e i parenti e poco il resto d'italia (dove esiste una comicità più istintiva e meno cervellotica)....però fanno sorridere e certe prese in giro e racconti di situazioni tipicamente italiche sono piacevoli....li ho apprezzati col tempo e soprattutto con gli album più maturi.
IlConte
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Non li conosco album per album e non e' che rientrino nelle mie preferenze ma meno male arrivarono a dare una botta di (ottima) vita allo squallore che imperversava. Probabilmente avessero cominciato 10 anni prima avrebbero vissuto i 70 e non gli 80 inizialmente e potevano dare pure di più in un altro contesto... poi il vil denaro, TV, apparizioni, cagate varie purtroppo ci sta...
Ne parlai ricordo con Freak a cui piacevano molto - se non sbaglio "le storie tese" (pese) e' presa da Monotono...
Tu sei bravo te lo dico sempre quindi 5 anche se per quel t b t dovrebbe essere 3 (la media di 5 e 1 ahahah)
(5) @[Pinhead]
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joe strummer: Parlando nello specifico dei testi non potevo fare un discorso generale :)
Dislocation: Sì, Contaccio della malora, il nome lo presero dall'intro di Eptadone e lo ammisero da subito.
@[Il Conte] Ma perché quando ti leggo immagino le tue fattezze come quelle del Conte Oliver di Alan Ford, immagino tu sappia di che parlo, eh?
IlConte: Hai ragione Joe sono io sclerotico!
IlConte: Zio, io il Conte Oliver lo adoro quanto il Mascetti, ma io sono bello zio porko lui mica tanto ehhhhhhhhh!!!
Dislocation: Però Oliver aveva un certo portamento e diceva di essere il vanto estetico del gruppo, dopo Alan, certo.
IlConte: Ahahahah, ilConteOliver rimane un mito; squattrinato, cleptomane (dice, io direi nobilfurfante), una certa apparenza e portamento pur con abiti da buttare... insomma come vanto estetico Zio siamo messi male, vero e' che gli altri sono peggio ahahahah.
Dislocation: Noblesse oblige, Monsieur Le Comte.
Almotasim
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Recensione bella e coraggiosa. Ai tempi ero al liceo e, entusiasta del demenziale intelligente e ben suonato, mi fiondai ad acquistare le prime due mc alla loro uscita. Il lavoro sul linguaggio e' notevole e l'hai evidenziato con grande perizia. Bravi, sono bravi. A suonare, sempre piu', a far ridere, un po' meno -almeno con le canzoni, visto che fan molto altro-. Nel panorama italiano occupano un posto di riguardo. Tra le loro passioni oltre Zappa, Area e Genesis anche Earth, Wind & Fire e Ramones.
BËL ( 00 )
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hjhhjij: I Gentle Giant. Vi dimenticate sempre i Gentle Giant. Sono tra i preferiti di Belisari in assoluto :D
Almotasim : Ok! Hj, ok!
hjhhjij: Oh!
Almotasim : Let's go.
luludia
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rece molto bella...questo disco ce l'ho e mi piace...
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Blasquiz
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Veramente ottima, complimenti. Condivido in pieno anche il giudizio comparativo con "Italyan...", che trovo superiore in termini di maturità compositiva ma meno avventuroso. Questo aspetto a mio parere è sempre stato punto di forza ed allo stesso tempo limite di questo album, che in alcuni momenti paradossalmente potrebbe suonare poco spontaneo, forzatamente sbilanciato verso tematiche estreme, per il semplice gusto di far vedere che non temevano di andare oltre. E infatti, per quanto apprezzi visceralmente questo disco, ci sono alcune trovate che ancora mi lasciano perplesso e mi fanno pensare di più a scomposte uscite goliardiche che a provocazioni ben concepite. Un po' come mi capita con alcuni lavori degli anni '80 di Zappa.
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Dislocation: Però i loro dischi in generale reggono molto bene il passar del tempo, tutti direi.
puntiniCAZpuntini
puntiniCAZpuntini Presidénte onoràrio
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Io credo che il meglio si veda da Cicciput in poi. Questo e quelli sino-cicciput erano già dei capolavori, ma non tanto quanto gli ultimi.
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Blasquiz: Guarda, il giudizio tuo e di Larrok mi lasciano spiazzato. Ma non tanto perchè non li condivido (secondo me già da Craccraccriccreccr hanno iniziato a mostrare un po' di stanchezza creativa), quanto perchè avevo sempre sentito giudizi unanimi riguardo il loro declino nel tempo. In che cosa gli ultimi album ti sembrano superiori?
puntiniCAZpuntini: Su tutto. I pezzi spaziano su mille soluzioni, e utilizzando cantanti veri fra gli ospiti, lo spettro si ampia ancora di più.

È proprio palese. Chi dice "son scesi" son quelli che apprezzavano più il lato comico/irriverente, che è calato di brutto. Musicalmente è il contrario.
puntiniCAZpuntini: Ma Plafone l hai sentita? Hai il coraggio di dire che qualcosa di sto disco possa lontanamente sfidare Plafone? Anzi, una qualsiasi di Cicciput.
Blasquiz: Certo che l'ho ascoltata, ma il mio giudizio non è solamente riferito all'aspetto musicale, quanto principalmente al bilanciamento di questa con tutto quello che riescono a mettere in un pezzo, dalle rielaborazioni di altre canzoni, alle citazioni, alla scelta di tematiche insolite e quant'altro. Insomma, quello che tu definisci il lato comico/irriverente, che per tua stessa ammissione è calato di brutto. Dunque, se vogliamo essere precisi, non puoi dire che negli album più recenti gli Elii ti sembrano superiori proprio in tutto, non trovi?
Infine, in merito al fatto che "utilizzano di cantanti veri", beh, per quanto non mi piaccia granchè il distinguo (quali sarebbero i cantanti "falsi"?) lo hanno fatto anche prima di Cicciput.
Blasquiz: (Tanti errori di battitura, perdonatemi. Ma credo che il senso si capisca ugualmente)
puntiniCAZpuntini: Bèh, su "tutto ciò che è importante", sono migliorati.

Non credo che "fare satira musicale" sia una cosa che porta bene. Credo anzi che "laggente", abituandosi a ridere delle infamie (politici ladri ecc ecc), si abitui a vederle come normali. Insomma: non credo che la loro satira sia mai stata decente, al massimo erano un tentativo di comico che raramente faceva ridere.

Poi si va sull'ovvio matematico: chi ascolta la musica comica, sia essa fatta bene (Elii) o fatta a cazzo (Skiantos)? I Ragazzi. Quindi chi la fa bene? I Ragazzi. Quindi gli Elii da ragazzi sapevano farla? Certo. Sono ancora ragazzi? Forse un paio sono anche nonni. Può quindi lamentarsi un ragazzo dell'umorismo di un nonno? No, non può.
Potrebbero anche sciogliersi, allora? No, perchè fanno dischi, quindi musica, quindi di Shpalman non ce ne fotte nulla, ce ne fotte di questo Elio e le Storie Tese - La follia della donna

è un po' come dire:
A:"il ristorante di Gianni è calato di brutto"
B:"ma se ha vinto 37 stelle michelin e lo chef è cintura nera di 9 cucine!"
A:"eh, ma non c'è più quell'arredamento vintage che tanto mi piaceva"

Alchè B, griderà: "ma checcazzo te ne fotte? Il punto è mangiare, no?" ma sicuramente A risponderà: "eh no vabbèh ma..." elencando un sacco di cagate accessorie che non dovrebbero scalfire il nucleo centrale.

Quindi, in finale: gli Elii sono un gruppo musicale, e sono migliorati sempre anno dopo anno dopo anno e chi dice di no è un coglione che si guarda Colorado Cafè e Zelig, finanzia lo sport di intrattenimento, ha votato DC per molto tempo e ora vota PD, e probabilmente fatica a coniugare congiuntivi.
puntiniCAZpuntini: Ah, scusa. I "Cantanti di merda" o "non veri" sono Elio e tutti quelli con cui hanno collaborato prima di Cicciput, che sinceramente non ricordo bene chi e quanti fossero ma la canzone restava degli Elii. Da Cicciput in poi, la canzone veste il cantante e non il contrario.
Ribadiamo e sottolineiamo: Elio non è un cantante e fa anche molto poco ridere.

Faso, è il King. Dopo c'è il Drummer, poi Tanica. Elio e vari e vari livelli più in fondo.
Blasquiz: Spiacente, ma non condivido praticamente nulla di quello che dici. E neanche il tuo essere così tranciante nei giudizi.
puntiniCAZpuntini: Sbagli ahahahahahaha
spiritello_s: Personalmente eat the phikis mi pare il più equilibrato e piacevole da ascoltare....forse perchè apprezzavo la comparsa a sanremo e lo scippo del titolo con le solite manfrine italiche.
puntiniCAZpuntini: Ma forse la migliore di tutti è Il Pippero. Il Pippero spacca fortissimo eh.
dsalva
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grandi musicisti, niente da dire, devastanti live, ma se devo esprimere un giudizio su di loro, preferisco rimanere nella terra di mezzo.....a volte esaltanti, spesso irritanti, e comunque un disco per intero non riesco a digerirlo. Forse non li capisco, mentre capisco molto bene la tua bella rece, complimenti
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Larrok
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Questo disco d'esordio lo conosco a memoria, è uno dei miei dischi italiani preferiti in assoluto. Lo preferisco anche al più osannato Rum Casusu. Tuttavia nella loro carriera non vedo parabole discendenti, anzi, concordo con ...Caz..., album più recenti come Cicciput, Studentessi e l'ultimo Figgatta de Blanc li trovo geniali, ricchi di inventiva, musicalmente orgasmici e con testi quasi sempre intelligenti, ironici e surreali. Sono un unicum nella musica italiana, da clonare.
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Johnny b.
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Non hanno mai attirato la mia attenzione. Questo proverò ad ascoltarlo cercando di non farmi influenzare dai pregiudizi. Recensione sontuosa come tuo solito. Tre su tre. Le tue che ho letto.
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joe strummer: Grazie mille, davvero!
Eneathedevil
Eneathedevil Divèrs
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Non c'entra una beneamata, ma a me è sempre stato sul culo quel "tutti mi scherzavano" di John Holmes, perché "scherzare" non è transitivo ed è una porcata che sento troppo spesso. Probabilmente l'hanno sdoganato loro. Che nervi.

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Dislocation: @[Eneathedevil] ha ragione, però è meglio che lui, io e gli altri che s'incazzano ogni volta che odono strafalcioni se ne facciano una ragione e continuino a coniugare decentemente il congiuntivo, anche nei pensieri.
joe strummer: È fatto apposta. Lo usano anche in un'altra canzone, con una frase tipo «verrai scherzato». Non ha senso dire che l'abbiano sdoganato, come se la gente parlasse in base ai testi di Elio
Dislocation: Cert che è fatto apposta, non son certo loro che hanno influenzato la marea di illetterati colpevoli, semmai il contrario. Ed il brutto è che almeno fino a tempo fa qualcuno un libro ogni tanto lo leggeva, le istruzioni del cellulare, ora neanche più quello, non c'è più....
Eneathedevil: Eh, sdoganato no, ma EELST sono certo dei comunicatori che contribuiscono ad alimentare l'utilizzo mediatico di questo tipo di lessico. Che apposta e apposta, è uno strafalcione. Non cominciate a fare i soliti fan che adorano anche le scorregge più fetide dei propri beniamini pur di difenderli. Io amo gli Elii ma qui mi hanno calpestato la lingua italiana e mi sento ferito.
puntiniCAZpuntini: Te lo fanno apposta, te lo fanno. Il prossimo singolo si chiama "Ivo il Congiuntivo", non so se sopravviverai.
joe strummer: In un'altra canzone si capisce che è fatto apposta, giuro :)
Dislocation: @[Eneathedevil] Non è questione, io non sono un fan adoratore, te l'assicuro ed odio gli strafalcioni, i congiuntivi falliti ed i condizionali strapazzati, le citazioni latine contraffatte ecc... ma sul serio pensi che non possano essersi accorti di una cosa simile?
E poi, Enea, nessuno siamo perfetti, ognuno ci abbiamo i suoi difetti, no?
Eneathedevil: Non lo so, ragazzi. Sono quelle scoperte che ti fanno male, un po' come quando scopri che Una carezza in un pugno è sì la storia di due romantici onanisti, ma poi Celentano dice "non vorrei che tu stai già pensando a un altro uomo" e mi toglie dieci anni di vita con l'indicativo presente, quindi non voglio altre delusioni. @[joe strummer]: Portami l'altro esempio e vediamo cosa posso fare. Mi sembri un bravo ragazzo.
joe strummer: Trovata! Ne La vendetta del fantasma formaggino dice: «Per mano di inglese stavolta cadrai, per man di francese scherzato verrai» e mi pare un costrutto fatto apposta per evidenziare l'errore grammaticale :)
Dislocation: Ora io mi siedo qui davanti allo schermo, birra gelata e rutto libero, ed attendo sviluppi della querelle semantico/linguistica tra @[Eneathedevil] e @[joe strummer]... Attendo.
Eneathedevil: Ma va', tentativo bolso: non c'è alcun elemento che rimandi all'evidenza di un falso strafalcione. Non mi hai convinto. Comunque vorrei ricordare a tutti che questo disco mi piace, come anche Italyan, mentre poi è un calando di creatività comica.
IlConte: Ehi ma che sono questi termini!!! Un po' di rispetto per chi non e' dotto e non conosce l'italiano ed e' molto grezzo e selvaggio (ma con tanta anima!)... nobiltà offesa ahahahah!
joe strummer: Per me è assurdo pensare che non sia voluto...
Dislocation: Concordo.
GinoRamone
Opera: | Recensione: |
"la cozza tattu piane di sbarro" dice tutto
avevo e ho ancora le cassette pirata degli inizi, il Ciak, Borgomanero, etc
IMHO una carriera in calando più che altro per voler fare i personaggi a tutti i costi, con Sanremo ed Eat the phikis hanno perso del tutto l'innocenza che si stava già smarrendo in Italyan Rum Casusu (però la Vendetta del fantasma formaggino è un capolavoro) nel quale iniziavano le forzature
BËL ( 01 )
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Flame
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Per me è un gran disco, e John Holmes un gran pezzo rock. Ricordo bene che quando il disco iniziò a girare anche dalle mie parti, per noi pulciosi di provincia fu una boccata d'aria fresca in un Italia di ramazzotti e bolsi vaschi rossi.
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Flame: la rece poi la leggo e ripasso

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