Emilio Lussu
Marcia su Roma e dintorni

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Voto:

Il 25 settembre è alle porte, i fascisti stanno arrivando. Voi vi state preparando? Io sì e con molta attenzione.

I ricordi scolastici erano sepolti sotto chissà quante inutili stronzate, avevo bisogno di rinfrescarmi la memoria. E quale libro migliore potevo ritrovare tra le mie mani se non “Marcia su Roma e dintorni” del sardu Emilio Lussu. Qualcuno, forse, lo ricorderà protagonista al fronte di “Un anno sull’altipiano” (libro mirabile, un Platoon alla Oliver Stone fra le trincee della Prima Guerra Mondiale di Asiago e sul Carso).

In “Marcia su Roma” l’obiettivo si focalizza sulla genesi del fascismo, nel periodo che va dalla fine della Grande Guerra fino al 1928/29. Scritto semplicemente e senza alcun orpello, racconta la storia dell’autore tra Roma e l’amata Sardegna, tra la Camera dei Deputati e piccoli paesi sardi, tra fascisti della prima ora (pochi) e quelli della seconda ora (tanti, tantissimi e spesso insospettabili).

Ho scoperto che i fascisti giravano con delle camicie nere (non mi pare di vederne oggigiorno ma forse solo perché si son fatti furbi e sanno bene che è l’abito a fare il monaco). E picchiavano di bestia col manganello queste squadraccie, non come oggi che mi paiono tutti un bel gruppo di deficienti pronti per una bella e grassa merenda. E uccidevano, perfino i deputati. E Di Vagno? E Matteotti? Non sono solo i nomi di qualche via o corso nelle nostre città. Erano feroci, non come questi sfigatelli che andremo a eleggere. Chiudevano i giornali nemici, assaltavano le sedi sindacali (ma ci sono ancora i sindacati? non so, se ci sono non fanno bene il loro lavoro, oggi son bravissimi a proteggere chi ha finito di lavorare!), saccheggiavano gli appartamenti, invadevano i paesi, torturavano, intimidivano. E quando non uccidevano o non potevano piegare gli oppositori, i fascisti mandavano i nemici in esilio (per l’amara cronaca, Lussu finirà a Lipari con altre centinaia di persone). E facevano pure il saluto romano (ogni tanto scappa a qualcuno anche oggi, soprattutto alla stadio!).

E quindi? C’è qualcuno sano di mente che ha veramente paura che possa forse risuccedere un decimo di quello che accadde nel Ventennio? Il Re rincoglionito è finito malamente nei libri di Storia, fortunatamente. Ci mancano gli anticorpi? Li abbiamo dimenticati in qualche cassettino della nostra scarsa memoria? Forse ma a un popolo come quello italiano abituato a fare quel cazzo che gli pare prova a togliere un briciolo SERIO di libertà e voglio vedere cosa succede.

Bisognerebbe avere un minimo di rispetto della Storia e una piccola base culturale per non buttarla tristemente in caciara. Potrebbe essere il caso di leggere Emilio Lussu e di rendersi conto che certi termini dovrebbero essere usati con parsimonia per non inflazionarli e svuotarli di significato. Il Fascismo è stata una catastrofe, non offendiamo la Memoria.

E bisognerebbe anche votare con attenzione ma questa è tutta un’altra storia… Quelli che arriveranno, se arriveranno, avranno il volere e il dovere di fare quello che la Democrazia permetterà loro. Ci sarà tempo per il giudizio storico, i giudizi a preventivo lasciamoli al bar, magari annegati in una birretta.

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