Esther Béjerano & Microphone Mafia
La vita continua

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C’era musica nei campi di sterminio nazisti. Ma quasi nessuno lo sa.

Marcette, canti popolari, arie famose, danze, inni, persino musica jazz!

Ogni campo aveva il suo inno: In quello di Dachau risuonava la frase “Arbeit macht frei”, a Börgemoor, (il campo destinato agli oppositori politici più pericolosi) era il canto dei “soldati della palude” di Rudi Goguel, canto che raggiunse tanti lager, compreso Sachsenhausen ed il campo femminile di Ravensbrück.

Le piccole orchestrine di detenuti salutavano gli altri prigionieri mentre si avviavano al lavoro, li attendevano al loro ritorno. Accoglievano i nuovi arrivati, allietavano le festicciole dei loro aguzzini.

E accompagnavano quelli che andavano verso le camere a gas….

Nel campo di Sachsenhausen c’era uno straordinario gruppo vocale di otto voci: i Sing-Sing Boys. La loro principale abilità era di imitare gli strumenti con la voce.

A Natzwailer-Struthof una piccola orchestra si riuniva di sera a suonare nel totale silenzio, dal momento che tutti crollavano per la fatica ed i morsi della fame.

A Bełżec, si suonava nell’area tra le camere a gas e le fosse per la sepoltura, e la musica spesso accompagnava l’attività del Sonderkommando.

E poi c’era Terezín.

Ma Terezín era un’altra cosa: era una truffa!

Nato per ingannare la Croce Rossa e l’Europa intera circa le reali condizioni di vita presenti nei lager, questo campo di transito (verso Auschwitz), si popolò di numerosi prigionieri intellettuali e musicisti di ogni genere. A Terezín si rappresentavano opere teatrali, anche per bambini (gli stessi attori erano i bambini prigionieri), cabaret, concerti jazz, concerti di musica da camera, récital di pianoforte solo.

Ai nazisti piaceva.

La musica serviva come fattore di controllo, valvola di sfogo, attività sociale nel campo.

Josef Mengele andava matto per il pezzo di Schumann “Die Träumerei” che, i prigionieri, suonavano per lui. Anche Himmler si divertiva ad ascoltare quelle orchestrine.

E, poi, il führer – tutti lo sapevano – amava la musica (quella giusta, sia chiaro!). La chiamava “la regina delle Arti”, si sentiva felice a Villa Wahnfried - lì dove Wagner aveva trovato la “pace” – e dove lui andava a discettare di “musica pura”, mentre Winifred (la giovane moglie del primogenito del grande compositore, prigioniera di un matrimonio-farsa) gli sedeva sulle gambe chiamandolo “zio Wolf”.

Lo sapeva bene Goebbels, che coniò il termine “Musica Degenerata” (ed organizzò una famosa mostra contro la stessa) per condannare, prima di tutto, il Jazz; poi le altre musiche “impure”. E, visto che funzionava, lo trasformò, poi, in “Arte Degenerata” e lo usò con l’efficacia che – purtroppo – conosciamo.

Ora, la piccola Esther, quando appena diciottenne, finisce nell’inferno di Auschwitz-Birkenau, tutte queste cose non le sa.

Sa solo che è troppo gracile per poter sopravvivere al lavoro massacrante del lager.

Così, quando Zofia Tschaikowska, una deportata polacca, mediocre violinista, a cui i nazisti avevano ordinato di mettere su una piccola orchestra, le mise in mano una fisarmonica lei capì che era l’unico modo per salvarsi.

Esther non aveva mai suonato la fisarmonica, ma suo padre - primo cantore della comunità ebraica di Saarbrücken – le aveva fatto prendere lezioni di piano.

Le ordinarono di suonare “Du Hast Glück Bei Den Frau’n Bel Ami” una canzoncina in voga in quei tempi. Ed Esther ci riuscì senza neanche sapere come.

Così la Musica le salvò la vita.

A dirigere l’orchestra fu messa, poi, fino alla sua morte - avvenuta, sembra, per avvelenamento - Alma Rosè, nipote di Gustav Mahler e grande violinista.

Non fu facile: si doveva comporre su fogli di carta igienica incollata (un repertorio a memoria prolungava la vita dei prigionieri). Spesso si suonava in condizioni deliranti, al freddo, sotto la pioggia, all’alba o di notte mentre il comandante del campo obbligava ad intonare canti militari, urlando e picchiando.

Non fu facile: le condizioni di vita erano sempre quelle del campo, anche se le musiciste non erano sottoposte a turni massacranti di lavoro. Esther si ammalò anche di tifo.

Non fu facile suonare per chi andava ai forni.

Non fu facile.

Ma Esther si salvò.

Andò in Israele. Credeva fosse la sua casa. E cercò di restituire qualcosa alla Musica: insegnò, suonò, compose.

Poi si sposò ed ebbe dei figli.

Ma Israele non era la sua casa.

Non era stato facile adattarsi: sui sopravvissuti pesava un tacito pregiudizio, quasi una condanna. Come avevano potuto permetterlo? Non era facile fare i conti con una simile Storia, con un tale macigno!

Ma Esther si era inserita. Lavorava e tirava su la sua famiglia. Il problema furono le scelte politiche dello Stato Israeliano.

Ora, una come Esther, l’intolleranza – che è madre puttana del fascismo - la riconosce subito quando la vede e, una come lei, non la fai stare zitta.

E’ il 1960 e la nostra Esther prende suo marito ed i suoi figli e lascia Israele. Se ne torna in Germania. Qui riprende a suonare, ad insegnare e a raccontare la sua storia. Ed a tenere dritte le antenne ed allenato il naso per sentire, per tempo, la puzza di fascismo quando arriva. Fonda, con altri come lei, l'Auschwitz Komitee Deutschland. E mette su un gruppo musicale con i suoi figli, i “Coincidence”. Fanno musiche tradizionali yiddish e canti della Resistenza, canzoni di protesta e musiche di popoli calpestati. Vanno molto in giro, si fanno ascoltare.

Ma non basta.

Esther ha le antenne drizzate e vede che, l’intolleranza (la madre puttana di tutti i fascismi), in Germania ha ripreso a serpeggiare. Vede che la Bestia – che lei conosce bene – sta cercando di rialzare la testa in tutta Europa.

Lei ne conosce bene il fetore.

Esther sa che bisogna parlare (una come lei non la fai star zitta), che si deve fare barriera, che non ci si deve voltare da un’altra parte quando si alzano muri e sorgono barriere.

Ha più di novant’anni ma non ha perso la voglia di combattere.

Ma, soprattutto sa che si deve parlare, per prima cosa, ai giovani. Che L’antifascismo, la memoria della Shoa, la denuncia delle intolleranze rischiano di diventare solo dei santini per vecchi (e noiosi) nostalgici.

Così Esther decide di mettersi a fare Rap!

E qui bisogna raccontare un’altra storia: ci sono un tedesco, un turco ed un italiano.

Mettono su un gruppo rap. All’inizio sono in cinque, poi restano in tre. Vogliono parlare di Germania multietnica e multilinguistica, una Germania che non sa e non vuole sapere di essere così. Il successo non arriva ma loro non demordono.

Poi incontrano Esther.

Faranno due dischi, “Per la vita” e “La vita continua”, raccolti – poi – in un cofanetto “Ama la vita” contenente i due dischi più alcuni brani dal vivo. Soprattutto fanno un sacco di concerti in giro per l’Europa. Poi l’italiano lascia il gruppo per andare a fare il cuoco ed al suo posto arriva il figlio di Esther.

Che musica fanno? Come suonano questi dischi?

Ti interessa davvero?

Mai come in questo caso il “cosa” conta molto più del “come”. Comunque è rap, non del più originale, forse. Ma ti pare che mi metto a parlare di “flow”, di “groove” o di “style” per questa roba?

Esther ha 96 anni, canta, balla, “rappa” e non sta zitta. E’ intensa Esther: le sue rughe sono caverne, strade che vanno lontano, ed i suoi occhi sono fiammelle. Sì, è bella Esther a suo modo: è bella come un’idea.

Sono venuti pure in Italia, lei ed i Microphone Mafia. Esther ha voluto dire la sua contro la vergogna dei porti chiusi (te l’ho detto che, a lei, non la fai stare zitta). Hanno anche scritto un libro su di lei: “La ragazza con la fisarmonica” (a cura di Antonella Romeo).

Così Esther continua a raccontare la sua storia.

Una storia che pochi sanno.

Che c’era musica nei campi di sterminio nazisti.

Todah achot Esther.

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Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/esther-bejerano-and-microphone/la-vita-continua/recensione

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Commenti (VentUno)

Hank Monk
Opera: | Recensione: |
Sempre interessante. Molti anedotti sulla musica dei lager mi erano ignoti e li trovo tristemente affascinanti.

Della musica di questo disco probabilmente posso fare a meno (quando il come è più importante del cosa ne posso fare sempre a meno)

Sul paragonare certi movimenti politici attuali al nazi fascismo...pensondi averlo già detto ma la trovo francamente una baggianata.
Soprattutto considerando che in teoria sarebbeto ""'l opposizione"" all attuale """sistema""" che è ultralibrtista capitalista ed ha molte somiglianze con il capitalismo che molti storici indicano come incubatore e protettore del nazifascimo origgginal.
Ma vabè

Onirico: Ora non voglio fare un gippone, anche perché sono terribilmente ignorante.
Quello che posso dire, però, è che lo stesso male non si presenta mai vestito uguale due volte.
Caspasian: L' inquisizione si adatta, brutale e subdola, ai tempi.
Hank Monk: "lo stesso male non si presenta mai vestito uguale due volte."
Appunto, siamo d'accordo allora
lector: Ho cercato l'articolo con le dichiarazioni della Béjerano ma, purtroppo, non lo trovo più. La mia posizione sulla nostra politica riguardante la questione dell'immigrazione è, chiaramente, sfaccettata e non mi sembra, qui, il caso di somministrare un pallozzone sull'argomento. Mi limito a dire che sono d'accordo con lei quando stigmatizza ogni forma di chiusura e denuncia l'innalzamento di ogni tipo di muro.
Hank Monk: Mah, io no invece.
Altrimenti il progetto di dominio di Hitler sarebbe stato bello. D altronde nn stava forse unificando l europa? E guarda caso quei brexiters del cavolo gli han detto no (e saprai meglio di me quanta fatica ha fatto churchill a imporre la sua posizione)

Uno Stato è una comunità con le sue regole e i suoi confini. Un mondo senza confini è il sogno globalista del capitale.

Poi sì il problema dell immigrazione è il più piccolo dei problemi.
lector: Hank, così semplifichi troppo....
Il discorso è lungo ed è difficile farlo qui.
Hank Monk: Sì vero.
Ma rimane il fatto che il diritto all autodeterminazione è, anche, avere um confine (come ben sanno palestinrsi e curdi)

Per come la vedo io possono anche aprirli i porti, ma di sicuro i flussi migratori di uno stato non li decide una flotta di navi private che battono bandiera di un altro stato.
lector: Prima non lasciamo la gente affogare in mare (o torturata in campi di detenzione illegali pagati anche da noi, o a morire di fame o di guerra o a crepare di stenti nei ghetti del nostro presente....) e poi ci mettiamo a spaccare i peli in quattro....
Caspasian: Purtroppo i flussi li sta decidendo SoRoS, e non solo migratori.
lector: Vabbé, Soros è diventato il nuovo Beltzebù.....
Hank Monk: Vabè cmq quando ho scritto il mio post all inizio nn pensavo ai flussi migratori quanto piuttosto alle politiche predatorie e mercantilistiche della nostra bella UE. Ad esempio un bel muro alla libertà di circolazione ďei capitali nn sarebbr tanto piì bello?
La Germania Est dopo il crollo del muro nn è forse vero che è stata mangiata im um sol boccone dalla gernania ovest?
Poi si tirna sempre a parlare dei barconi e dei buoni sentimenti, che son cose diverse.
Io la penso così a riguardo: l immigrazione economica non è un diritto e quindi è legale e NON disumano chiudere i porti.
Poi che io personalmente nn fsrei tutto sto cinema e manderei la GUARDIA COSTIERA ad aiutare quella povera gente è un discorso diverso dal fstto che se la maggior parte della gente vota per chiudete i porti non lo possa poi effettivamente fare.
O che gli altri stati sparino alle imbarcazioni e poi ci facciano la morale.
lector: L'immigrazione economica non è un diritto?
Ok, chiudiamola qui....
Hank Monk: No nn lo è. Nn è riconosciuta da nessun trattato internazionale QUINDI uno stato (la maggiornzs dei suoi cittadini) può decidere se e come regolare i propri flussi migratori.
Piace o no è così.
Per questo la scelta (può piacere o meno) è democratica e indicare come disumani le persone che vogliono diminuire gli ingressi al paese è mandare in merda la discussione.
È mooolto diverso che aprire dei lager o discrimanare le persone in base alla nascita.
E a volte è anche legittimo immagino.
Hank Monk: Nel senso; hai mai provato a lavorare in USA? O in Australia? Mica fscile sai?
E nn li considero mica nazisti perche nn mi prendono...
lector: Non era per mandare in merda la discussione, Hank, ma perché è chiaro che le nostre posizioni divergono in modo inconciliabile e portere avanti un confronto su dei post che non riesco neanche a rileggere rischiava di diventare sterile ma, cosa più grave per me, poteva ingenerare delle incomprensioni.
Sono rimasto impegolato poco tempo fa in una discussione con nes che è degenerata in un pessimo modo e vorrei evitare che possa ricapitare.
E' difficile confrontarsi senza guardarsi in faccia.....
Allora come unica premessa sia ben chiaro che, se pure la penso in modo radicalmente diverso da te, questo non fa venire meno IN ALCUN MODO, il mio rispetto nei tuoi confronti.
lector: Continua....
lector: Dunque tu butti sul piatto ben più di un argomento, però poi tendi a mischiarli.....
Ecco teniamo separate le cose:
1) "Un mondo senza confini è un sogno ultraliberista"
Non credo che il problema siano i confini ma i meccanismi del mercato. Un altro Mondo è possibile(?) solo se puntiamo a forme di redistribuzione della ricchezza, ma è un progetto che ha senso solo se viene declinato in un contesto globalista.
Ora, qui il discorso è davvero troppo lungo! Dovremmo passare in rassegna alcune diverse teorie economiche, concordare che c'è un certo tasso di utopia in certe visioni (ma senza il coraggio di essere visionari non si può sperare in un cambiamento), dirci che la libera circolazione delle persone per prima cosa e delle merci poi è una premessa, non un fine. Ma non ne usciremmo tanto presto....
lector: 2) L'autodeterminazione dei popoli passa anche dai confini.
No! Palestinesi e Curdi sono vittime di confini che gli sono stati imposti.....
L'unica soluzione è la convivenza.
Non si può allargare lo spazio fisico. si può allargare solo la coscienza.
O impariamo a convivere con le nostre diversità nello stesso spazio o dovremmo concordare che l'unica soluzione a certi conflitti è la sopraffazione.
Hitler non voleva unificare l'Europa, voleva creare un regime razziale in uno spazio definito, voleva eliminare le differenze e purificare il mondo....
Io parlo di mischiarci, esattamente quello di cui tutti i fascismi hanno ribrezzo.
lector: 3) L'immigrazione.
Questo è un problema epocale. Chiunque ritenga di poter controllare o soltanto gestire i flussi o è stupido o è in malafede.
lector: Andare a lavorare in Australia per far valere la propria specializzazione è molto diverso dallo scappare da un posto dove sei destinato (tu ed i tuoi cari) a morire di fame.
Non è un diritto: è un DOVERE!
Ora possiamo discutere del diritto o meno di farli entrare, perdiamo di vista il fatto, inequivocabile, che ENTRERANNO.....
Non si ferma la marea con gli sputi....L'unica cosa che possiamo cercare di decidere, adesso, è quanta gente dovrà morire prima che ciò che è inevitabile accada.
lector: Mi rendo conto, rileggendo, di essere stato semplificatore, tranchant, persino banalizzante....Ma non so proprio come spiegare meglio in un post la mia posizione che è ancora più sfaccettata....
A rileggermi quasi non sono d'accordo con me stesso.
Ma meglio di così non riesco a fare.
Spero che qualcosa si capisca.
Hank Monk: Ahaha ma sì lector sei un grande ed è sempre un piacere leggerti e confrontarsi con te.
Nn penso che le nostre opinioni siano inconcialibili ma ho una visiome diversa. Ti rispondo in ordine sparso per amore di discussione.
1) confini. Dici bene, curdi e palestinesi subiscono i confini sbagliati, da lì il loro problema. Se avessero confini conformi al loro popolo avrebbero apounto la libertà di autodeterminarsi.
2) nn penso che un singolo stato possa farsi carico dei poveri di tutto il mondo. Importare manodopera a basso prezzo (questo fanno gli schiavis...ops, le ong) danneggia tutti.
3) senza confini le persone sono merci che si spostano da una parte all altra.
3) nn c entra nulla la spexializzazione. Se vale per un laureato vale anche per un manovale.
Hank Monk: Cmq in generale quello che penso è che questi "buoni sentimenti" siano usati come cavalli di troia.
La cancellazione dei confini (anche l annrssione monetaria lo è di fatto) sono strumenti che vanno nella direzione (palese ai miei occhi) di distruggete gli stati. E di fatto la democrazia. Oggi le social democrazie sono di fatto Hayekiane...nn so se ci siamo capiti.
E la gente che pensa di essere di sinistra è contenta e convinta chr sia giusto essere hayekiani perchè alla fine "eh ma siamo tanto buoni con quei poveri negri inferiori".

E, più in generale, tacciare di nazifascismo l avversario politico (o organizzare manifestazioni di piazza fintamente aprtitiche contro partiti dell OPPOSIZIONE) a me risulta francamente antidemocrstico
Hank Monk: Un esempio che nn c entra con la questione ma che esemplifica per me il "cavallo dintroiaggine".
- quanta evasione signora mia!!
- eh vero, questi piccoli artigiani che evadono!!!
- aboliamo il contsnte così quelle merde nn evadono più!
- siii

E poi consegni tutto il circuito dei pagamenti a istituti privati (le carte fi credito).
Però le multinazionali nn le tassi.
Però le monete elettronichr nn le regolamenti.

E lo stato fa un altro passo indietro.
Hank Monk: Oh lector nn avere paura di offendermi che sei un grandr e cmq anxhe se nn lo fossi scrivo per confrontsrmi mica per prender sempre ragione :)
Hank Monk: Cmq, è vero che è difficile spiegarsi. Ti lascio però un link tratto dal blog di Bagnai (persona di sinistra, keynesiano, che è finito per candidarsi xon la Lega...mi lasciò un po spaesato).
Se ti incuriosisce dacci un occhio al suo blog; credo lo troverai intellettualmente stimoltante.
Questo perchè credo che rappresrnti molto bene (e spieghi meglio) quello che cercsvo di scriverti sopra.


Goofynomics: L'immigrazione è la prosecuzione della deflazione con altri mezzi?
Hank Monk: Così en passant. Voto scheda bianca in attesa di una sinistra anti europeista. Giusto per essere chiari
nix: condivido gli argomenti di lector, di cui ho apprezato la bellissima pagina. Trovo però questo confronto lector - Hank Monk interessante. E' bello leggervi perché, per una volta, siete riusciti a esporre le vostre ragioni senza cedere alla tentazione dell'insulto. Non è facile, io per primo sono caduto e cado in questa tentazione. La vostra è forza. Nes (e pure il sottoscritto qualche volta) era debolezza.
nix: poi, se vai a rileggere attentamente i post naufragati nell'aggressione, ti accorgi che alla debolezza dei modi corrisponde anche una debolezza dei contenuti (argomenti contraddittori e irrisolti, domande lasciate senza risposta, confusione ecc.). Può darsi che sia proprio la debolezza nei contenuti la vera miccia che accende l'aggressività.
nix: comunque, complimenti a lector e a Hank Monk
Hank Monk: Pace e amore sul Deb. Figurati se mi metto a incazzarmi pure qui e soprattutto con lector
Hank Monk: Cma nix i miei argomenti nn sono in contrasto con quelli di lector sefondo me.
Però credo sia sempre giusto sottolineare (ad esempio in questo caso) i dovuti distinguo.
In un paese con una dispccupazionr e un tasso dinpovertà
Hank Monk: In salita credo possa anchr essere plaisibile che si pensi di "chiudere i porti" (io nn ne sono contrario a prescindere purchè si parli di guardia costiera e nn di ong) Questo nn è la stessa cosa di essere razzisti o nazisti (nn che sia quello che ha detto lector) Tutto qui.
Poi findamentalemente volevo solo ricordare come mio incancrenamento solito che la UE è il MALE ultracapitalistico (lo stesso che ha foraggiato i nazi veri) quindi io andrei più cauto a farw dei sovranisti di tutta un erba un fascio
IlConte: Tutto bellissimo...
però è tutto inutile. I vs punti di vista - decisamente “validi” con logica e cuore - sono disintegrati in una frazione di secondo dall’unico valore che conta in questa società - questo mondo in pratica - il vil denaro. Tutto ciò di cui parlate cercando soluzioni sarà adeguato e modificato periodicamente in ragione del soldo. Si approfittano di noi anche in questo... il capitalismo è fenomenale ragazzi. “Ti lascio libero, puoi dire e fare ciò che vuoi (o meglio pensare sia così), persino votare ciò che vuoi, persino credere che sei tu a determinare le cose”...
Io non so nulla ma guardate cosa è riuscito a fare il denaro in soli trent’anni: eliminare completamente il socialismo/comunismo - cioè quella teoria che non vorrebbe disuguaglianze sociali (quindi toglierebbe potere al denaro). Al di là delle idee politiche (??!!???) io penso da tempo, dall’alto o dal basso del mio odio verso la marmaglia, che l’essere umano non si merita altro che questa merda; anzi è talmente ignorante che meriterebbe di peggio... ma ci arriverà no problem.
A me frega un cazzo, mi sono adeguato a figa e soldi e mi faccio schifo ogni giorno quando ci penso... hai voglia a dire faccio qui, faccio la... solo il Che prese il mitra contro gli oppressori ... e non è retorica ma storia. Poteva starsene a fare il dottore o il ministro.
Se ho voglia farò una “recensione” su qualcosa che può accostarsi a questo, un po’ free però perché mi viene il nervoso poi, come sempre.
Quando riesco vi leggo davvero volentieri perché imparo sempre cose. Però in mezzo al denaro ci “lavoro” ed è molto più schifoso dello schifo che già pensiamo e sappiamo.
IlConte: Fanno summit sull’ambiente ed il clima...
ahahahahahahah, molto semplicemente si comincerà a fare qualcosa o tanto per clima e ambiente quando e se tutto ciò potrà diventare un business, altrimenti Nada. Però ci fanno pure credere che prendono in considerazione ciò che dice una ragazzina...
Raga’ non scherziamo...
Hank Monk: Beh sì d accordo. Per questo è importante cmq sottolineare che QUESTO sistema economico e sociale è il peggiore xhe abbiamo mai avuto.
E per cercare di uscirne c è da tornare a parlare di sovranità.
E nel momento storico in cui i "buoni" sono qurlli che lo difendono più di tutti credo sia meglio nn seguire il mainstream a caccia del fascista.

Poi NESSUNO (almeno qui) è d accordo a far morire la gente in mare però il tema della migrazione economica nn si risolve nemmeno esportando in massa tutta la forza lavoro dell africa, ecco
Hank Monk: *mai avuto da dopo la sedonda guerra mondiale
Onirico
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Pagina splendente, riesci sempre a tirare fuori storie inimmaginabili e toccanti....

lector: Sono contento che ti sia piaciuta, grazie.
Farnaby
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L' estate scorsa, durante una vacanza nella Foresta Nera, io e la mia famiglia andammo in visita a Natzwailer-Struthof unico campo di concentramento in territorio francese.
Esperienza potente e profonda per tutti noi.
Per me, mia moglie e soprattutto mio figlio (sedici anni).
Matteo ascolta prevalentemente rap.
Domani rileggeremo insieme questo tuo "racconto".
Domani, ne sono certo, avremmo un'ascolto in più da condividere.
Grazie.

lector: Grazie a te per questo contributo che arricchisce questa paginetta.
Farnaby: Altro che paginetta...
lector: :-)
De...Marga...
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Che dire...vado a preferirla...Sei un grande a tirar fuori queste storie. E lo fai con il tuo stile unico. Ti confermi una volta di più la pietra angolare di Debaser. Grazie per la pagina e la lettura che ha illuminato la mia nascente giornata.

lector: Grazie a te per la tua attenzione.
IlConte
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Le storie sui Campi di concentramento mi hanno sempre affascinato... ovviamente nel senso di “sapere cosa e come” (meglio specificare altrimenti arriva subito il coglione di turno pure su debaser). Mia mamma e mia cugina (la figlia di Ermete -rip-) mi raccontavano quando Lui torno’ vivo - si fa per dire - dai campi. Io l’ho conosciuto da bimbo-ragazzino che avrà avuto sessant’anni o poco più e ne dimostrava venti in più. Quando torno’ pesava attorno ai 45 kg ... era alto più di un metro e ottanta. Mia cugina Patti (rip), professoressa e studiosa chiedeva al padre storie del campo per conoscere e scriverne, ma lui le diceva “lasciami stare vai a leggere sui libri queste cose se proprio ti interessano”... non ne parlo mai con nessuno... mi salutava mentre tornavo da scuola lui, li nel suo cortile seduto mentre si fumava un sigaro... vecchissimo e distrutto... “ciao zio” “ciao nano’ fa a mot”...

Ciao Lec

IlConte: “Una come Lei non la fai stare zitta”...
Mi assomiglia
Ahahahahahahah
lector: Certe storie hai voglia a raccontarle....solo chi ha vissuto veramente in certi inferni può sapere davvero cosa è stato. Finché ne rimarrà vivo anche solo uno sappiamo che non potrà ricapitare, dopo però....poveri noi!
Caspasian
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"Chi nun more s' arivede"

Caspasian: Terezín è a 60 km. da Praga, qua vicino.
lector: Certi luoghi restano impregnati dalla loro storia per sempre.
Bubi
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Brutta pagina di storia e bella recensione. Queste faccende sui lager le conosco abbastanza bene, ma quello che hai raccontato mi era completamente sconosciuto. Impressionante che Mengele si facesse suonare brani musicali per divertirsi. Si fa fatica a credere che tutto questo sia successo, eppure è così.

lector: Si fa davvero fatica....
lector: Si fa davvero fatica....
Stanlio
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col senno di poi, fossi stato internato a quei tempi avrei fatto di tutto per fuggire o (pur facendomi ammazzare) cercare di portare con me all'inferno più deliranti nazisti possibile, so benissimo che è troppo facile dire questa cosa qui ed ora, ma non posso farne a meno dio cane...

5 all'opera per il non dimenticare!

proggen_ait94
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pensare che già adesso c'è tanta gente che nega l'Olocausto e ancora vivono dei vecchi col braccio tatuato. Chissà chi li fermerà dallo spargere falsità quando l'ultimo sopravvissuto andrà dove i nazisti lo volevano mandare

proggen_ait94: ho visto un video e sta vecchia è veramente na roccia.
proggen_ait94: Esther Bejarano live bei Konstantin Wecker 2012 la musica è meglio delle iniezioni de sangue de neonato
lector: 96 anni! E' davvero incredibile!
lector: La Storia è piena di massacri dimenticati. Sta a noi continuare a raccontarli.
sfascia carrozze
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Son qveste le storie givste!


lector: HU!
ALFAMA
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la pagina è interessante, suppongo più della musica ma è una supposizione che non vale niente se prima non ho sentito.

lector: E' un buon disco, ma niente di epocale (musicalmente parlando).
imasoulman
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sì, il 'cosa' in certi casi non deve contare niente
Non saremo fregati veramente finchè ci saranno storie come queste da raccontare (e chi ce le racconta, di prima ma anche di seconda mano)

imasoulman: intendo il 'cosa' in quanto tale, per il giudizio estetico
(herr professor @[lector] intendeva il 'cosa' come valore in sè, come 'sostanza' e il 'come' in quanto dispiegazione della 'forma'...cazzo, mi spiego peggio di Lukacs...meglio che mi ritiri)
imasoulman: ci vorrebbero degli ermeneuti di questa fatta, altrochè
Woody allen, Amore e Guerra - Dialoghi filosofici -1
lector: Sono pienamente d'accordo, anche se non ci ho capito gnente di nulla....:-))
Ciao Ima, grazie della tua attenzione.
imasoulman: 'Mai come in questo caso il “cosa” conta molto più del “come” ' (cit. testuale)
come non ci hai capito niente? se non ci hai capito nulla TU, allora sono fritto!
lector: Ti prendevo in giro....:-)
imasoulman: e fai bene...Lukacs è già illeggibile di suo, pensa un suo indegno vecchio e obnubilato studente...;))
lector: Eh si, i fumetti di Lukacs erano troppo complicati! E, poi, io i supereroi li ho sempre capiti poco.....
hellraiser
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Una pagina che fa pensare...

lector: Che storia, vero?
hellraiser: Una cosa a cui ho sempre pensato: mai nessuno e dico NESSUNO di quei carnefici, siano soldati semplici o generali, avrà mai connesso un momento con la realtà per rendersi conto veramente di cosa stavano facendo? Pure loro avevano figli o nipoti, padri e madri.. mai NESSUNO che sia stato tormentato dal rimorso o dall'ansia, dalla vergogna? È impossibile credo. Io fossi stato delle SS o simili mi sarei appeso ad una trave dopo mezza giornata...
lector: Andavano a messa, accarezzavano i bambini, si sentivano normali.....
Incredibile!
hellraiser: Terrificante...non un minimo di senso umano.. con i bambini poi... mostri...
Almotasim
Opera: | Recensione: |
In questi giorni un sondaggio ci dice che il 15,6% degli italiani nega la Shoah. Cazzo! Negare la Shoah?!?!?! Nel 2004 i negazionisti italiani erano il 2,7%. Come siamo ridotti...
Grazie per questo scritto, Lector!

sfascia carrozze: Probabilmente di questo 15,6% un buon 15,5% neanche sa cosa sia (stata).
Gnoranti come lo sterco millenario di un Brontosauro.
proggen_ait94: nel 2004 nessuno poteva dirlo senza subire uno stigma sociale, oggi sembra che tutto sia un'opinione. La destra era molto diversa, c'era quel liberale di Berlusconi e la Lega voleva vendere la Sardegna alla Francia :D Almeno questa è la mia idea
lector: La bestia sta rialzando la testa. C'è stata persino una povera mentecatta che sosteneva che nei lager c'erano le piscine....
Raskolnikov1789
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Grazie mille, parole, tra musica e potere, di cui si sente un grande bisogno. Tra parentesi, in questi giorni ho letto un articolo su Mengele che, al netto del titolo discutibile, mi ha inquietato e fatto pensare. Quel come è stato possibile evoca risposte dolorose

Raskolnikov1789: P. S. Il titolo del cartaceo suonava diversamente.
lector: Molto interessante, grazie.
odradek
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Grazie, Lector.



lector: Grazie a te!
macmaranza
Opera: | Recensione: |
Splendida rec. Comunque io ODIO il trap, il rap, l'hip hippyaié e quant'altro. Ecco.

lector: Qui il rap c'entra poco....
Grazie per la tua attenzione.
JonatanCoe
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Ha l'argento vivo questa donna, ce ne fossero 1000, 10000, un milione di persone così. Che bella storia!

lector: Gran donna la nostra Esther!
noveccentrico
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Sono andato ad ascoltare. Ho studiato i compositori morti dentro i lager ma la storia di questa donna la apprendo soltanto oggi. Lei canta. Temevo qualcosa stile "nonna rap", capace di trasformare una grande storia in uno sketch di Paperissima Sprint. Invece ha una sua dignità. Non le si può chiedere di più. Forse ci voleva un Battiato tedesco ma la Germania musicale è ai minimi storici da tempo. Avrei anche un pippotto sul termine "intolleranza" visto come male che prevede la tolleranza come bene. In realtà per me sono un male entrambi. Tollerare, così come sopportare sono sempre utilizzati nella loro accezione negativa. Non dirò mai a una persona amata "io ti sopporto", più facile che io dica "non sopporto" (i cori russi). Lo stesso vale per la tolleranza. (è che sto facendo alcune consulenze su diversità e inclusione in azienda e scanso ipocrisia istituzionale come paletti di un Super G.). Un caro abbraccio. (L'opera, come tante cose che piacciono a noi, può essere 1,2,3,4,5. E, sai com'è, magari su 'sta rece le stelline, non so, le eviterei)

lector: Assolutamente d'accordo su tutto!
Fatti vedere più spesso....
Geo@Geo
Geo@Geo Divèrs
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Grande ignorante in merito, io. Thanks per la condivisione *:)

lector: Grazie a te per aver letto e commentato.
Taddi
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Grazie...

lector: Grazie a te!

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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