Copertina di Eugenio Finardi Strade

Eugenio FinardiStrade

Extraterrestre portami via
voglio tornare indietro a casa mia
extraterrestre vienimi a cercare
voglio tornare per ricominciare
!

da "Extraterrestre"

L'abbandono della forma canzone più diretta, la ricerca di uno stile più intimo e personale. "Dal Blu" del '83 era stato questo per Finardi, un disco dai toni garbati, levigati e preziosi. "Strade" documenta l'esperienza live tratta da quel lavoro e ne riprende le atmosfere più raccolte per rileggerle in una chiave più rock senza tradirne l'essenza.

Siamo nel '84. Finardi è figlio dei '70 più politici e ricchi di contrasti; vero rocker italico riesce negli '80 a trovare la via corretta per continuare a fare musica senza snaturarsi, per farlo basta semplicemente che si guardi dentro e che trasmetta le sue emozioni. Ecco che allora "Musica Ribelle" non perde la sua forte carica tematica, è ancora efficace nel suo power rock trascinante. "Non é Nel Cuore" è coinvolgente e sfuma nel semplice motivo di synt che apre "Patrizia". Che bella canzone! Un testo che tutti vorremmo riuscire a scrivere, accostamenti splendidi, leggeri "Hai gli occhi verdi come il mare di un atollo tropicale / aperti come il cielo delle praterie", e ancora "E amo il tuo sapore di fragole e di panna d'estate / d'erba appena calpestata ". I Momenti più intimi continuano con la bella "Amore Diverso" e "Notte", entrambe da "Dal Blu". Il Finardi più rock riemerge con "Valeria Come Stai", la notevole "Fino In Fondo" e nel suo manifesto libero, "La Radio" qui presa da un sound check. Chiudono l'eterea "Le Ragazze D'Osaka" e "Extraterrestre", il pubblico (tedesco) canta con lui la celebre ripresa, un inno all'uomo e alle sue disillusioni.

"Strade" è un buon live, registrato perfettamente con un Finardi in ottima forma... non è disponibile su CD, meglio! Il vinile è molto più caldo.

Carico i commenti... con calma