Copertina di Eumir Deodato Whirlwinds
silvietto

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Per appassionati di jazz fusion, amanti della musica orchestrale anni '70, fan di eumir deodato e studiose di arrangiamenti musicali
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LA RECENSIONE

Poco più che trentenne e raggiunto il successo con Prelude, Eumir Deodato si ripete nello stesso '73 con l'ottimo Deodato 2, che tuttavia non ripete i fasti del precedente LP, ma addirittura porta alla separazione dell'etichetta discografica che li aveva prodotti la CTI, poi scomparsa. Si apre così un nuovo capitolo per l'attività del nostro eroe che firma un contratto con la MCA, ben più blasonata della precedente etichetta.

Viceversa Eumir nella produzione del nuovo Whirlwinds, uscito nel '74, prosegue con tutti, ma proprio tutti gli ingredienti che lo avevano portato così in alto. Infatti ritroviamo Billy Cobham e John Tropea, un corposo accompagnamento di fiati e violini e sostanzialmente la stessa musica fatta di arrangiamenti di brani celeberrimi: "Moonlight Serenade" e "Ave Maria" che seppur eseguiti con maestria non aggiungono più nulla a quanto Deodato avesse già proposto, rendendo sempre severo (e perdente) il paragone con gli originali. Molto più riuscito quello di "Do It Again" dal brillante album d'esordio degli Steely Dan, in cui a fianco della solita sezione di fiati risalta ancora una volta il grande John Tropea, senza il quale forse il successo di Deodato sarebbe ridimensionato.

Finiti gli arrangiamenti, il lato B dell'album, propone la creatività di Deodato, a differenza dei precedenti lavori in cui essi erano mescolati. Direi che questa fu una scelta coraggiosa: il tentativo di sdoganare l'immagine di arrangiatore, per proporsi sempre maggiormente come autore e che proseguirà nei successivi lavori.

Purtroppo senza l'esito sperato! Infatti il suo declino risulterà assai rapido, non tanto come artista, quanto come celebrità. Ritornando all'album e pur con un'ottima timbrica e lavoro orchestrale: "West 42nd Street" e "Havana Strut" risultano abbastanza noise e non in grado di suscitare l'entusiasmo sperato.

Molto meglio la title track finale, sempre grazie all'apporto determinante di John Tropea che non a caso inaugura alla grande il brano subito incalzato dalla sezione fiati e seguito dalla lunga suite atta a far risaltare le buone doti di Deodato alle tastiere, ma lascia anche spazio all'impegno di Billy Cobham. Grazie ad una conclusione così e rapportandomi alle due opere precedenti il giudizio "onesto" non può che assegnare a Whirlwinds le 3 stelle, aiutate anche dall'ottima tecnica di riproduzione sia dell'LP che del CD.

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Riassunto del Bot

Whirlwinds del 1974 rappresenta per Eumir Deodato una prosecuzione del suo stile vincente, con raffinati arrangiamenti e collaborazioni di rilievo. Tuttavia, l'album non aggiunge nulla di nuovo rispetto ai lavori precedenti, perdendo terreno nel confronto con gli originali. Il lato B mostra un tentativo coraggioso di spostare l'attenzione verso la creatività dell'artista, ma senza il successo sperato. La presenza di John Tropea e Billy Cobham rimane un punto di forza, mentre l'album nel complesso ottiene un giudizio onesto di 3 stelle su 5.

Tracce video

01   Moonlight Serenade (08:27)

02   Ave Maria (05:18)

03   Do It Again (04:09)

04   West 42nd Street (05:50)

05   Havana Strut (04:41)

06   Whirlwinds (08:09)

Eumir Deodato

Eumir Deodato (Rio de Janeiro, Brasile) è pianista, tastierista, compositore, arrangiatore e produttore. Salito alla ribalta nei primi anni ’70 con album come Prelude, è celebre per l’arrangiamento funk di "Also Sprach Zarathustra (2001)" e per collaborazioni con artisti come Antonio Carlos Jobim e Wes Montgomery.
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