Copertina di Explosions In The Sky The Earth Is Not A Cold Dead Place
Corsina

• Voto:

Per appassionati di musica post-rock, amanti di atmosfere evocative e sperimentazioni sonore
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LA RECENSIONE

Un viaggio in una dimensione surreale dove una trama sonora tenue, languida e trasognata avvolge e coinvolge i sensi in una sorta di sospensione onirica. Ma ecco che il ritmo incalzante della sezione ritmica ed una chitarra a tratti di frippiana memoria ti riportano in un "qui" che è, in realtà, un "altrove" intessuto di drammaticità rutilante, di nervi scoperti, di estatica malinconia.

Questi musicisti texani non sono certo degli innovatori: una piacevole sintesi tra Mogwai e Sigur Ròs (con qualche influenza Godspeed You Black Emperor). Ma uniscono una grande capacità compositiva all'espressione di sonorità e tappeti musicali interessanti. Imperdibili per gli amanti del genere.

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Riassunto del Bot

Il disco 'The Earth Is Not A Cold Dead Place' di Explosions In The Sky trasporta l'ascoltatore in un mondo sonoro surreale e coinvolgente, combinando atmosfere oniriche con ritmi intensi e malinconici. Pur non essendo innovativi, i musicisti texani riescono a sintetizzare influenze di Mogwai, Sigur Ròs e Godspeed You Black Emperor con grande maestria compositiva, offrendo un'esperienza imperdibile per gli amanti del genere post-rock.

Tracce testi video

01   First Breath After Coma (09:33)

Instrumental

02   The Only Moment We Were Alone (10:14)

Instrumental

03   Six Days at the Bottom of the Ocean (08:43)

Instrumental

04   Memorial (08:50)

Instrumental

05   Your Hand in Mine (08:17)

Instrumental

Explosions in the Sky

Explosions in the Sky sono un quartetto post‑rock strumentale formato ad Austin (Texas) nel 1999: Munaf Rayani, Mark Smith, Michael James e Chris Hrasky. Noti per i loro crescendo chitarristici e per lavori cinematografici come Friday Night Lights, hanno pubblicato album come The Earth Is Not a Cold Dead Place, All of a Sudden I Miss Everyone, Take Care, The Wilderness ed End.
10 Recensioni

Altre recensioni

Di  hugoniot

 Album strumentale di notevole fattura, sonorità mogwiane ma meno cupe, qualche raggio di sole in più.

 Tracce che per gli amanti del genere credo piaceranno, e li coinvolgeranno sino ad ascoltare e ascoltare con il tremendo presentimento di tralasciare qualcosa.


Di  Pandalillo

 "Il post-rock, quello ispirato, per certi versi innovatore, termina qui, il resto è davvero noia!"

 "First Breath After Coma mette in chiaro il progetto della band; il territorio da battere è quello del rock e dei possibili utilizzi della sua strumentazione canonica."