Copertina di Fabrizio De André Creuza de mä
Morgan

• Voto:

Per appassionati di musica italiana, amanti del folk e delle tradizioni mediterranee, cultori del cantautorato e chi cerca un viaggio culturale attraverso il suono.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Trovarsi in una macchia mediterranea all'alba o al tramonto, da lontano guardare il mare, le barche, i pescatori e poco più in là un borgo, uno dei tanti borghi caratteristici del Mediterraneo.
Chiudere gli occhi e mentre riaffiorano pensieri e ricordi mille suoni viaggiano nella tua mente, come sinfonie. e tu ascolti quelle canzoni con vari strumenti etnici, come se fosse un pennello che fa mille sfumature su un quadro, mentre la tua mente è accostata da mille immagini e suoni che ti senti dentro.
Quando ascoltai "Creuza de mä" non feci altro che pensare, pensare, pensare. . . perchè è questo che ti crea l'album. Fabrizio non poteva fare di meglio per trasmetterci l'amore per le sue terre.

Il primo brano , "Creuza de mä, è la canzone forse più descrittiva dell'album dove descrive i posti e soprattutto le abitudini della gente. Naturalmente anche qui le sue canzoni cantate in dialetto si mischiano con gli argomenti del De André "vecchio", come "Sidun" che è un pianto di un padre nei confronti del figlio palestinese, ucciso da parte dei soldati israeliani, "A dumenega": la "Bocca di rosa" genovese, descrive i caroselli, antichi veicoli tipici di Genova, dove venivano liberate le prostitute. La trilogia "Sinan Capudàn Pascià" narra la storia di un marinaio genovese fatto prigioniero dai turchi nel 1400 (quindi XV secolo se non sbaglio) non scordando poi "Jamìn-a", "Â pittima" e "D'ä mê riva".

Insomma un album che ci fa essere fieri della nostra cultura, che purtroppo molte volte viene lasciata da parte, così che certe volte ci vergogniamo di essere italiani.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Creuza de mä' di Fabrizio De André come un album che trasporta l'ascoltatore nel Mediterraneo attraverso suoni etnici e testi in dialetto ligure. Morgan evidenzia come l'opera sia un omaggio profondo alle tradizioni, ai paesaggi e alle storie del territorio, suscitando riflessioni sull'identità culturale e il senso di appartenenza. Ogni brano racconta vicende che uniscono memoria storica e impegno sociale, rendendo questo disco un classico imprescindibile della musica italiana.

Tracce testi

01   Crêuza de mä (06:16)

02   Jamín-a (04:52)

04   Sinàn Capudàn Pascià (05:32)

Leggi il testo

07   D'ä mê riva (03:04)

Fabrizio De André

Fabrizio De André (Genova, 1940–Milano, 1999) è stato uno dei più importanti cantautori e poeti italiani, noto per i suoi testi legati agli ultimi, agli esclusi e per l'innovazione musicale che introdusse nella canzone d'autore, integrando lingua, dialetti, folk, world music e collaborazioni di rilievo.
92 Recensioni

Altre recensioni

Di  Grasshopper

 La musica abbatte quasi interamente questo ostacolo: questa volta il collaboratore eccellente è Mauro Pagani.

 È il momento più toccante del disco, e il pathos è altissimo anche grazie al suono metallico e disperato di un bouzouki.


Di  Talkin' Meat

 «È uno dei motivi più importanti per ricordare Creuza de mä: un capolavoro totale.»

 «Quando un navigante abbandona la banchina... riaffiora come uno scoglio a cui aggrapparsi la speranza di una Jamin-a.»