Copertina di Falco Wiener Blut
LillyGabue

• Voto:

Per appassionati di musica pop/rock anni '80, fan di falco, cultori di storie di artisti in crisi, addetti ai lavori musicali.
 Dividi con...

LA RECENSIONE

"Io non ho mai dormito con la foto dei Bolland sotto il cuscino!"

Con queste parole un Falco seccato ed inacidito motivò alla stampa l'interruzione della fortunata collaborazione con il duo olandese che aveva caratterizzato la prima fase della lavorazione al quinto album "Wiener Blut", pubblicato dopo un paio di anni di sostanziale pausa discografica.

Un periodo di "stacco" solo relativo, che portò in dote all'austriaco più problemi che benefici.

La pressione costante di una Major insoddisfatta del mancato riscontro "post Amadeus" a livello globale, lo stress per ventiquattro mesi (primavera 1985 - primavera 1987) condotti a ritmi vertiginosi per la promozione dei due dischi precedenti ed uno status da superstar spesso ostentato con eccessiva presunzione ebbero conseguenze negative anche sulla sua reputazione.

"Falco è arrogante", "Falco si è montato la testa": queste le voci che circolavano da tempo nell'ambiente.

Ad aggravare la situazione contribuirono i già noti ma progressivamente crescenti problemi con alcool e droghe. A comprometterla definitivamente ci pensò la rovinosa situazione familiare che si venne a creare con la moglie (che Falco descrisse inizialmente come "la mia donna ideale: bella, bionda e con la tubercolosi") culminata poi con un dispendioso accordo di divorzio a distanza di pochi mesi da un folle matrimonio-lampo a Las Vegas.

Le prime incisioni per il nuovo LP "Wiener Blut" avvennero a fine 1987 in Germania, nello studio di un duo di nuovi produttori (Gunther Mende e Candy de Rouge) scelto per imprimere una svolta stilistica maggiormente improntata sulla melodia e sul cantato.

Le sessioni però non furono particolarmente soddisfacenti: la casa discografica rigettò tutto il materiale proposto e pretese un "ritorno nei ranghi".

Poco convinto ma messo alle strette Falco accettò dunque di tornare a collaborare con i Bolland, con i quali non si era lasciato benissimo per via dei suoi reiterati comportamenti imprevedibili e fuori dalle righe durante la registrazione del precedente LP Emotional.

"Wiener Blut" venne dunque pubblicato con una tracklist divisa in due parti distinte: la prima contrassegnata nuovamente dal binomio Falco/Bolland, più tirata ed energica come da probabile gentile richiesta Warner. La seconda nettamente più raffinata e meno d'impatto, con una manciata di brani frettolosamente ripescati dalle criticate sessioni con Mende e DeRouge.

Nonostante le complicate premesse, il disco custodisce comunque più di un gioiellino: L'iniziale title track può essere annoverata tra questi. Scelto come primo singolo - nonostante un testo in slang viennese davvero poco comprensibile anche solo appena al di fuori dei distretti della capitale - si schiantò però contro un riscontro di vendite appena discreto in patria e nella vicina Germania, ed impietoso a livello europeo.

Altri pezzi di indubbia rilevanza sono la melodiosa ed epica "Garbo", la super groovy "Tricks", la ballata "Walls of Silence" ed una "Satellite to Satellite" lanciata come secondo singolo verso la fine del 1988 (nel disinteresse generale) da una WEA sull'orlo della disperazione.

Fu inclusa anche una banalotta cover degli Steely Dan, "Do it Again", uno sfizio che Falco si volle concedere senza badare più di tanto al risultato artistico.

Il Long Playing vendette molto poco rispetto alle aspettative: anche il mercato dei "fratelli maggiori" tedeschi non rispondeva più come qualche anno prima.

Anzi, in Germania cresceva progressivamente l'astio e l'insofferenza verso lo "spocchioso austriaco", tant'è che il tour che doveva toccare parecchie città tedesche fu addirittura cancellato proprio a causa dello scarso interesse del pubblico.

La popolarità che calava a picco, eccessi di ogni genere, una famiglia che non c'era più.

Falco crollò, come Popstar e come uomo.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione analizza 'Wiener Blut' di Falco, album segnato da crisi personali, produttori in conflitto e pressioni della major. Nonostante brani interessanti, il disco non decolla nelle vendite e segna il declino della popolarità dell'artista, evidenziando fragilità artistiche e umane.

Falco

Falco (Johann Hölzel) è stato un cantante e songwriter austriaco, figura chiave della Neue Deutsche Welle e del pop europeo anni ’80. Ha raggiunto il n.1 negli USA con Rock Me Amadeus e ha firmato hit come Der Kommissar, Vienna Calling e Jeanny. È scomparso nel 1998 in un incidente stradale nella Repubblica Dominicana.
10 Recensioni

Altre recensioni

Di  Danny The Kid

 Un antidivo travestito da divo, capace di esprimere concetti «underground» utilizzando un linguaggio smaccatamente mainstream.

 No man can guess in cold blood what he might do in passion, but the things that he deplores today are tomorrow’s latest fashion.