Copertina di Faust'o Suicidio
RINUSMARTE

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Per appassionati di musica italiana d'autore, fan del punk e new wave, cultori della musica alternativa anni ’70, giovani e adulti interessati a testi forti e atmosfere cupe.
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LA RECENSIONE

Datevi come sfondo una strada di città, lunga e diritta; è notte, dall'alto le luci gialle dei lampioni sono sfumate dalla nebbia e dai gas di scarico. Macchine in coda, sguardi inespressivi, cattiverie palesi o celate. Un trillo cattivo, un pianto di bimbo, una risata diabolica: ecco 'Suicidio' opera prima di Faust'o al secolo Fausto Rossi.

Siamo sempre dalle parti del maledetto 1978 e il puzzo che ammorba l'aria è davvero forte. "Non aprire la finestra non ho voglia di sentire quello che hanno da dire. Non mandarmi giù con loro, no!" declama l'autore nella title track, sorretto da una melodia lavata nel punk e nel Bowie berlinese. Sì: c'è un no-future che esce prepotente dai solchi. Il mondo nuovo è alle porte e non promette niente di buono, il passato è un deserto che non dà più parole d'ordine; il presente è un mercato avrebbe detto qulcun'altro qualche anno dopo. Che resta? Godere, forse. Perchè 'è la perversione la tua ultima occasione', la chiave per sfuggire a una nuova omologazione. Ma siamo lontani anni luce dal 'libero amore', dalle utopie da Parco Lambro, dal 'liberi tutti'. Il sesso è costrizione, rinuncia, incognita. Non esiste la piazza, le città sono attraversate da 'Bastardi' "vigliacchi come rasoi", da rifiuti umani che aspettano la notte per vomitare sangue sui 'figli della merda' che intasano il giorno. E Faust'o canta, urla, sibila, declama, graffiante e dolente, sempre perfettamente plausibile, sopra partiture che hanno ormai poco a che fare con la canzone italiana ma si spostano piuttosto verso un punk distratto (Il mio sesso), un rock gelido (Bastardi; Benvenuti tra i rifiuti), e follie varie (Godi; Eccolo qua) che si evolveranno nei dischi immediatamente successivi in una personalissima new wawe.

Un esordio d'eccezione per un autore del tutto particolare nel panorama italiano all'interno del quale è sinceramente difficile trovare similitudini. Le assonanze vanno piuttosto ricercate nel mondo anglosassone, non solo musicalmente, ma anche per l'interpretazione e il modo di porsi, lontani anni luce dal 'bel canto' e dall'austerità quasi impacciata di molti nostro autori. Tornate alla strada, alle luci gialle, alla nebbia e ai gas di scarico. Improvvisamente qualcosa si muove, le macchine ingranano la marcia, i visi paiono, per qualche attimo, quietarsi: "Grazie Dio! Non è poi così male, ma avrei speratoanche un po' di soleGrazie Dio! Non è poi così male, ma avrei speratoanche un posto al sole!"

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Riassunto del Bot

‘Suicidio’ è l'album d'esordio di Faust'o, un lavoro intriso di atmosfere cupe, punk e influenze berlinesi. Il disco riflette una città desolata e un presente senza speranze, ma trova riscatto nell'arte e nella profondità emotiva dell'autore. Musicalmente innovativo per l'epoca, anticipa l'evoluzione verso il new wave personale di Faust'o. Un debutto unico e graffiante nel panorama italiano.

Tracce video

01   Intro (03:07)

02   Suicidio (03:40)

03   Godi (03:25)

04   Bastardi (03:20)

05   Piccolo lord (05:43)

06   Eccolo qua (03:00)

07   Il mio sesso (04:03)

08   C'è un posto caldo (03:23)

09   Innocenza (03:15)

10   Benvenuti tra i rifiuti (04:52)

Faust'O

Fausto Rossi, noto come Faust'O, è un cantautore e figura centrale della new wave italiana. Debutta nel 1978 con Suicidio, prosegue con lavori che mescolano post‑punk ed elettronica (Poco zucchero, J'accuse... Amore Mio) e con lo strumentale visionario Out Now, fino al minimalismo di Love Story. È friulano e ha collaborato con Alberto Radius e il paroliere/produttore Oscar Avogadro.
12 Recensioni

Altre recensioni

Di  ez

 "Suicidio di Faust'O è forse uno dei migliori esempi e ritratti dell'epoca, i fine anni Settanta."

 "Parole scomode che forse mai nessuno osò pronunciare prima in maniera così diretta all'interno di una canzone."