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Faust'O
Suicidio

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Prendendo spunto dal recente ritorno dei Massimo Volume, che nel loro ottimo "Cattive Abitudini", includono "Fausto" una canzone che cita in modo molto esplicito uno dei massimi esponenti e personaggi del rock italiano. Fausto Rossi (in arte Faust'O) a più di trent'anni di distanza dal suo esordio discografico rimane ancora una figura per certi versi enigmatica e ancora tutta da scoprire. Sicuramente precursore e punto di partenza di una generazione di giovani artisti italiani che iniziarono la loro carriera negli anni Ottanta. La copertina lascia poco spazio all'immaginazione, il plagio, la citazione, la reverenza verso "Heroes" di Bowie è palese e poco nascosta.

Il biennio 1977/78 fu di radicale cambiamento per la musica. Non solo di punk si tratta ma una nuova concezione musicale che andrà a pescare le sue influenze nei più svariati mezzi di comunicazione e di costume della società, tutto quello che ne conseguirà diede nuovi sbocchi alla musica, contaminazioni che germoglieranno negli anni a venire.

Anche l'Italia ha i suoi "eroi" del periodo, personaggi che lavoreranno nel sottosuolo cercando di portare nel Belpaese quello che in Inghilterra e negli States erano all'ordine del giorno. Echi del duca bianco immerso nel periodo berlinese, di Lou Reed e la scena newyorchese, della nascente scena New Wave e post-punk - in particolar modo degli amati Ultravox! - l'elettronica e della scena glam-rock britannica più decadente come Roxy Music e i suoi leaders maximi Eno e Ferry, sono evidenti ma, con particolare bravura, rivisitati e riveduti in modo del tutto personale, uscendone fuori come incarnazione di una nuova figura da poeta maledetto. "Suicidio" di Faust'O è forse uno dei migliori esempi e ritratti dell'epoca, i fine anni Settanta, anni che riportavano i "fumati" sogni di qualche anno prima con i piedi in terra, dove il no future sbandierato dal punk sembrava profetizzarsi anche troppo presto.

Quello di Faust'O è un ritratto del mondo, amaro e dissacrante, che si prende beffa di tutto e tutti, senza giri di parole e falsi moralismi. Anche se in più occasioni l'autore si dissociò molto da questo suo debutto, arrivando anche a rinnegarlo in alcuni passaggi e metodi di realizzazione, non si può dire che il messaggio di rottura non arrivò forte e chiaro, spontaneo o no che fosse.

Certamente in Italia non si era ancora preparati a sentire certe parole, certi concetti e certe critiche che affondavano il coltello nella ferità in modo così dissacratorio. Forse un album come questo ancora oggi farebbe fatica ad essere accettato e digerito. Il triste destino che se ne parli solo e solamente come un reperto "cult" ne è la testimonianza chiara, mentre dovrebbe, a tutti gli effetti, essere considerato tra i migliori lavori musicali (ancor più, essendo un debutto) usciti in Italia.

Nulla viene risparmiato, le catasfrofi naturali, il sesso, la religione, il mal di vivere, i vizi, le virtù, la ricchezza, la corruzione. Se da una parte dell'Italia c'era un Rino Gaetano che usava ritornelli e ottimi brani di facile presa per far arrivare messaggi "forti" dall'altra c'era Faust'O con le sue liriche concettuali e graffianti e le musiche così spoglie, nervose e nude, quasi fredde e distaccate ma comunque sempre d'impronta pop e a volte quasi teatrali.

Fausto Rossi è friulano di nascita e la citazione del terremoto che colpì il Friuli Venezia Giulia nel 1976 in "Suicidio" non è casuale: "Sento tutto quello che mi gira intorno è noia, noia, noia. Anche il terremoto adesso mi da solo noia, noia, noia". Faust'O analizza un gesto estremo e finale collegandolo al mal di vivere e al pieno nulla della società circostante tanto da far passare in secondo piano un avvenimento che lo ha coinvolto da vicino.

Faust'O si avvale dell'aiuto in studio di registrazione di Alberto Radius, famoso per il suo ruolo nella band Formula 3, ma soprattutto grande chitarrista e compositore, anche lui mai troppo lodato a dovere e con la produzione di Oscar Avogadro

I toni teatrali di "Godi" sono uno sputo in faccia al dilagante perbenismo della società cattolica ed ad un'Italia schiava e repressa dallo Stato Vaticano.


"Godi, però di nascosto, nel cesso, nel bosco.
nell'ultimo posto in cui Dio ti vedrà!
No, non farti problemi, nascondi le mani
nel mondo dei nani sei grande anche tu!
E vergognati alla sera mentre dici una preghiera
della voglia di bestialità!" 

Vi è poi un attacco esplicito e diretto ai poteri forti, alla ricchezza e alla corruzione derivante e dilagante. I testi di "Bastardi" e della conclusiva "Benvenuti tra i rifiuti" non hanno bisogno di ulteriore spiegazione. Le liriche sono quanto di più crudo ed esplicito si possa chiedere da canzoni di denuncia, il tutto su un tappeto di suoni che cita tanto il post/punk quanto il glam rock inglese.

"Quando cade la notte
e i vostri sogni si fanno pesanti
ricchi, poveri politicanti
siete figli della merda
noi scaviamo dentro il buio
vomitiamo sangue sulle vostre verità!
Benvenuti tra i rifiuti
non vi cacceremo via!"

Parole scomode che forse mai nessuno osò pronunciare prima in maniera così diretta all'interno di una canzone.

Vi è poi il tentativo di toccare temi tabù e comunque delicati, cercando di portare a galla problemi legati all'infanzia e ai sopprusi morbosi da parte del mondo adulto verso i bambini. Segni da portare dietro come enormi massi per tutta la vita.
"C'è un posto caldo" e "Piccolo Lord" sono due stupende mini operette-pop/rock. Mentre la prima parla di sopprusi e devianze sessuali, la seconda racconta della triste vita di un bimbo prodigio costretto ad allietare le giornate delle amiche di una mamma bene in vista. Ma l'idea di ribellione, nascosta e repressa, scatterà in lui e gli farà compagnia per tutta la vita non senza rimpianti.

"Harry!!
suona il piano un po' per noi
su da bravo.
solo un pezzo solo dai!
Harry!!
suona un po' Chopin per noi
guarda com'è bravo
vuole ancora un po' di tè!?"

"Il mio sesso" è un'altra esplicita canzone sul rapporto assai conflittuale tra un uomo e il suo apparato genitale, spesso vera e propria guida spirituale nel bene e nel male dell'essere umano di sesso maschile. A volte prigionieri e vittime di un qualcosa che nemmeno il cervello riesce a controllare e domare. Insomma l'uomo che ragiona con il c***o.

"Il mio sesso è spesso solo
mi chiede un po' di aiuto
ma io mi sento solo quanto lui
E' fragile e pauroso
triste e silenzioso
vorrebbe che lo amassi un po' di più.
Spesso ne ho bisogno, mi sfogo su di lui
ho paura che sia il contrario
che sia lui ad usare me"

Faust'O tiene a battezzo (forse anticipato dal solo Tenco, ma erano altri tempi) ed incarna una nuova generazione di cantautore italiano, decadente e maledetto, poco disposto ed incline a piegarsi alla nascente società consumistica che gli anni ottanta produrranno. La sua visione del mondo è pessimistica e poco disposta a lasciare filtrare raggi di luce positiva. Mette alla berlina incubi e visioni dell'uomo moderno, senza cadere nella banalità ma usando un linguaggio tagliente tra slogan dal forte sapore punk e colpi da teatro burleasque e arraggiamenti fuori dai classici schemi. Un germe del male che si insinua nell'uomo già in giovane età, seminato da un mondo adulto che si rispecchia compiaciuto nell'apparenza e nella finzione e dove il sesso Freudiano fa da spalla ideale. Il bello è che Faust'O continuerà a produrre grande musica già dal successivo passo discografico ("Poco Zucchero", 1979) una anno dopo...

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Commenti (VentiCinque)

nes
nes
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Sei riuscito a commuovere Iside. (Almeno credo)


blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Troppo lunga, troppo!


radon
radon
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Come tutta la new-wave italiana (Gaznevada, etc.), non avendo vissuto quegli anni ed in quei luoghi, non riesce mai a convincermi del tutto. Troppo folklore, troppo poco "new". Il signore, lo preferisco di gran lunga come autore lungo gli anni successivi. "L'erba", soprattutto, mi sembra una piccola, semi-dimenticata perla del recente cantautorato nostrano.


kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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(che palle blech, uff! ma che ti prende??) . E' un discone assoluto, e nessuna parola è sprecata qua. E il suono... che bello che è.


kosmogabri
kosmogabri Divèrs
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si è vero, forse sono dischi questi che dovevano essere vissuti sul momento.


gasolio
gasolio
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sempre sia lodato


UhuhPanicoUhuh
UhuhPanicoUhuh
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Bletchtrometro hai rotto il cazzo! :)


Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Per tutto il mio primo anno di frequentazione di Debasio, ho pensato che Faust'o e Iside fossero la stessa persona. Davvero, non è una battuta. Spero di non avere offeso nessuno. Blechtramviere ha rotto il cazzo.


Alexander77
Alexander77
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E' così bello questo disco?! Urge un commento di Iside, l'unico debaseriota obiettivo sul Fausto!
Bella la rece, bravo...Blechantastorie non rompe il cazzo, dispensa saggezza!


blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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Che ci volete fare, ultimamente son delle mattine che mi sveglio rompicazzo! Che mi svegli troppo presto (per i miei standard, of course)? Mmmm, probabile :D Comunque, molto rompicazza-mente (?), rimango della mia idea sulla recensione, tzè!


blechtrommel
blechtrommel Divèrs
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E comunque questo è uno dei dischi che ho ascoltato di più di Fausto (insieme a Exit), e mi piace pure tanto.


Pinhead
Pinhead
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Disco di cui ho sempre sentito parlare in termini mitici - un po' come per «Andare, Camminare, Lavorare» di Piero Ciampi - ma che per ignoranza personale non ho mai ascoltato. Vedrò di rimediare. Bravo per la segnalazione!


ez
ez
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Mi è venuta così...cosa devo farci...cmq se togliete i pezzi di testo riportati(inizialmente la recensione è stata concepita per il mio blog), ritorna una recensione MEDIO-lunga :)


teenagelobotomy
teenagelobotomy Divèrs
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Non ho mai sentito un suo disco, ma devo averne sentito parlare da qualcuno da qualche parte... non mi viene in mente da chi ;)


giola
giola
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Conosco Faust'o e questo disco. Un artista ignorato, da me compresa fino a poco tempo fa, a torto secondo me.


iside
iside Divèrs
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uso le parole di Lorenzo Pergolato ( uno dei tre musici che vennero fatti fuori dalla CGD dopo la partecipazione al primo album): "Ho avuto il privilegio di suonare nel primo LP di Fausto, posso garantire che ho sempre creduto nella sua creativa ed originale emozione musicale.
Purtroppo ho anche assistito come le mafie discografiche possono dare merda ...su chi è stato il primo a creare un sound che avrebbe fatto onore all'Italia di avere un figlio di tale portata.
Ho un rammarico, che ai tempi io ho lasciato l'Italia per dei tours,non ho potuto rimanere con Fausto, ma ancora oggi ne parlo e ai miei figli ho fatto conoscere chi contava veramente nella musica ai tempi, ma cosa ancora più gradita, che sia loro che gran parte dei musicisti che ho avuto a che fare, ne convengono e ne apprezzano in pieno la genialità e l'originalità ma sopratutto la sensibilità del mio amico Fausto...grande musicista..uomo e cantautore!
Spero presto di rivederlo, sarei felice di riascoltarlo in un suo concerto e di riabbracciarlo! ""


ale9t0
ale9t0
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hugoniot
hugoniot
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grande Fausto ... grande ISIDE


geb
geb
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sì. scuoti i tuoi sogni drogati, Fausto.


aries
aries
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Ottimo lavoro e citazioni illuminanti (Soprattutto quella di "Godi", "Piccolo Lord" - povero piccolo Harry! - e "Il mio sesso"). Però non sono molto attratto dalla new wave italiana, anche se le riconosco un ruolo di rottura.


santalessio
santalessio Divèrs
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credo sia, parlando in termini di musica italiana, uno dei miei tre dischi preferiti da quindici anni a questa parte. la recensione gli rende onore. (p.s.: sopruso)


GustavoTanz
GustavoTanz
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madamedubarry
madamedubarry
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Bella recensione su una delle fiammate più originali della scena italiana.
Disco imperdibile che dice con perfetta scelta di parole tutto quello che non è politicamente corretto dire.
Non so mai cosa preferire di lui, se il sarcasmo schizoide di Faust'O o la tremenda lucidità di Fausto Rossi. Nel dubbio, li scelgo entrambi e me li tengo tra i suoni più cari.
Per completezza, "Il mio sesso" si riferisce in modo esplicito a un grande brano dei primi Ultravox, quelli strani e disturbati di John Foxx. La canzone è, per l'appunto, "My Sex".


hjhhjij
hjhhjij
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Finalmente ho cominciato ad approfondirlo (Iside me lo aveva consigliato tipo un anno fa :D). Ho ascoltato per benino solo questo per ora. Molto bello, anche se sono più orientato verso il 4 che verso il 5. Ma prima di votare gli spettano almeno altri 2 ascolti.


dosankos
dosankos
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Bene, ne approfitto anch'io per votare. Disco leggendario; "Benvenuto tra i rifiuti" poi è indescrivibile.


dosankos: "Benvenuti tra i rifiuti", ma che cazzo è oggi? Le sbaglio tutte!

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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