Copertina di Fear Factory Dog Day Sunrise
GenitalGrinder

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Per appassionati di metal industriale e thrash, fan dei fear factory, cultori di musica estrema anni '90
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LA RECENSIONE

Non accenna a placarsi la terrificante onda d'urto dei Fear Factory; sono i primi mesi del 1996 e la "Fabbrica del Terrore" è di nuovo tra noi. L'anno prima la band di Los Angeles ha pubblicato il secondo lavoro sulla lunga distanza, quel "Demanufacture" autentico colosso musicale di smisurata potenza. Nasce la dicitura Cyber-Thrash-Metal per classificare il marasma sonoro impressionante generato dai quattro californiani.

Una colata siderurgica di acciaio fuso è ciò che si ricava nell'ascolto dei quattro brani che vanno ad edificare questo singolo; un quarto d'ora di massacro uditivo senza ritorno. Un buio e claustrofobico tunnel da percorrere a folle velocità; un viaggio di sola andata verso il nero abisso. Freddo e profondo. La produzione spaventosa e a tratti fin esagerata è di Colin Richardson.

Il torrenziale macello viene aperto dalla title track, presente in due versioni pressochè identiche a parte il diverso minutaggio: "Dog Day Sunrise" è una cover dei poco conosciuti Head of David, band Industrial-Noise dove si è fatto le ossa un certo Justin Broadrick (...GODFLESH...). Si prosegue con il remix di "Replica": la voce declamatoria e densa di effetti di Burton C. Bell, la chitarra Techno-Elettronica di Dino Cazares capace di creare un moto ondoso che spazza via ogni resistenza; ed infine il drumming in costante doppia cassa ed in controtempo di Raymond Herrera. L'incubo di Blade Runner che diventa Musica.

La corsa termina con "Concreto" e sono vivi dolori: brano che si posiziona a metà strada tra i già citati Godflesh e gli Slayer. Un insano mid-tempo ultra pesante, saturo di atmosfere sintetiche ed ossessionanti; difficile spingersi oltre, anche per i Fear Factory. Ed infatti la fase più estrema della band qui si conclude; una carriera che ancora prosegue ma i fasti incontrollati dei primi dischi sono un lontanissimo ricordo.

Ad Maiora.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra l'EP 'Dog Day Sunrise' dei Fear Factory come un concentrato di potente Cyber-Thrash Metal. Descrive un viaggio sonoro oscuro e claustrofobico, con una produzione spettacolare di Colin Richardson e interpretazioni tecniche di alto livello. La cover della title track, il remix di 'Replica' e il brano finale 'Concreto' mostrano un mix perfetto tra industrial, metal e sperimentazione sonora, rappresentando l'apice creativo della band negli anni '90.

Tracce testi

01   Dog Day Sunrise (edit) (02:47)

02   Replica (Electric Sheep mix) (03:59)

03   Concreto (03:30)

Hammer down
The sickness
Wipe it out
Of existence
Cut down corruption
Cut down infection
Scrape down
Wipe out
Concrete
Concrete (x2)
Repeat first verse
Scrape down
Wipe out
Cut down

04   Dog Day Sunrise (04:46)

Dog Day Sunrise
Every day of my life
I'm working on a scheme
Working overtime underground
Girls work under floors
The failures tend the moors
But once the seem is cut
They find out what is learned

Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise

Drag your feet through hollow streets
Drag your feet through hollow streets
Drag your feet through hollow streets
Drag your feet through hollow streets

Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise

Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise

Valentine has shining eyes
Valentine has shining eyes
My valentine has shining eyes
Valentine has shining eyes

Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise

Valentine has shining eyes
Valentine has shining eyes
My valentine has shining eyes
Valentine has shining eyes

Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise
Dog Day Sunrise

Fear Factory

Fear Factory è una band di Los Angeles associata a una fusione di metal estremo ed elementi industrial/elettronici, spesso legata a immaginari distopici e al tema uomo-macchina. Nelle recensioni spiccano l’alternanza tra growl e parti pulite e un approccio ritmico serrato e “meccanico”.
21 Recensioni