Fiona, Bob Dylan, Rupert Everett
Hearts Of Fire

()

Voto:

Versioni: v1 > v2

Il problema con Dylan, spesso e volentieri, è un problema di faccia. Per tanti artisti metterci la faccia è un valore aggiunto, con Dylan è una scelta che può peggiorare le cose. O rovinarle in via definitiva.

Se poi lo coinvolgi in un progetto di cui non è convinto, peggio mi sento. Lui è bravo come nessuno, a fartelo pesare. Perché in quel caso ti tiene tutto il tempo quell'enigmatica e indecifrabile faccia da cazzo su cui tanto s'è detto e scritto, ma che alla fine non si capisce mai bene cosa voglia esprimere.

E forse anche questo è parte dell'eterno affascinante mistero dylaniano. Forse...

Ah. Ci sarebbero anche le dichiarazioni nientemeno che di Slash, a suo tempo coinvolto nelle sessions di 'Under The Red Sky'. Al Kooper (un altro coinvolto in quel disco, ma i coinvolti furono un plotone in cui lo special guest era Elton John) lo soprannominò 'l'album incappucciato'. Non perché il disco sia uscito nei negozi avvolto in una confezione speciale, ma perché Dylan – in probabile fase sociopatica – passò tutto il tempo di quelle travagliate sessions dentro una felpa con cappuccio, e a malapena rivolgeva la parola a chicchessia.

E appunto Slash (che immaginiamo col cilindro, tanto per non esser da meno del cappuccio di Zimmie) ebbe a dire: 'ho conosciuto 'sto tipetto che non sembrava Dylan, ma sembrava un eschimese. Era estate e lui portava un maglione col cappuccio e un berretto da baseball sotto. Aveva grossi guanti di lana e sembrava completamente fuori di sé. Fu scortese in ogni cosa, ed è stata una delle peggiori esperienze della mia vita'.

Certo, va detto che spesso a discutere la faccia di Dylan sono personaggi con una faccia più discutibile della sua. Ma passiamo oltre.

Ebbene, veniamo al punto. Dylan negli anni '80: tasto dolente, chi lo nega. Prima l'assalto a MTV, con 'Empire Burlesque' (riuscito solo in parte). Poi, la più grande crisi d'ispirazione di un'intera carriera. Lui che aveva sempre scritto a fiumi, stenta addirittura a mettere insieme dieci canzoni in croce per un dischetto di mezz'ora. E mentre stanno per iniziare le penose sessions di 'Down In The Groove', uno stllicidio trascinato avanti mesi e mesi, Zimmie si butta in un nuovo progetto.

Anche se quasi nessuno se lo ricorda (e c'è un motivo).

Succede che Dylan invita a casa sua a Malibu (la famosa casa di Dylan a Malibu) Richard Marquand, il regista de 'La cruna dell'ago' e 'Il ritorno dello jedi'.

E cosa mai avrà a che spartire con Dylan? (si dirà) Ma qualcuno l'avrà già intuito.

Succede che, al culmine di una sbornia epica, Marquand gli butta lì una proposta. 'Sono parecchi anni che non fai un film, che ne diresti se...?'. E Dylan non se lo lascia ripetere due volte. Ma ripetiamo, siamo al culmine di una sbornia epica.

L'idea è quella di fare un film sulla musica, sulla musica rock (Marquand ha già all'attivo un 'La nascita dei Beatles' passato pressoché inosservato, salvo un fugace periodo di passaggi tv in seguito all'omicidio-Lennon, e già questo dovrebbe far riflettere). La trama, originalissima e non c'è che dire, dovrebbe vertere su un torbido triangolo passionale col music-business sullo sfondo: c'è la rock-star in pensione, c'è il giovane idolo-pop rampante, c'è la bella gnocca aspirante starlet contesa fra i due.

Trama così imprevedibile, come vedete, che proprio non si riesce a intuire quale parte dovrebbe interpretare Dylan.

Marquand è convinto, ci crede davvero, vuole fare le cose in grande. Per il resto del cast punta in alto, non si accontenta di comprimari da affiancare a Dylan. Tanto che per la parte dell'idolo più giovane contatta prima Bowie e poi Sting.

E' un due di picche in entrambi i casi (che fossero entrambi sobri al momento della proposta?).

Allora ripiega su Rupert Everett, per lo stupore di chi non avrebbe mai immaginato di veder recitare Dylan al fianco di Rupert Everett. E nel ruolo della bella niente Madonna, costa troppo. Meglio puntare sulla focosa Fiona Flanagan, cantante con una carriera così densa di successi che ancora oggi è ricordata come 'la ragazza amata da Dylan nel film Hearts of Fire'. E, si aggiunga, per un'apparizione in una puntata di Miami Vice dell'86.

Ho quindi anticipato che il film si chiama 'Hearts of Fire'. Per l'appunto. Titolo che, più che al fuoco sacro del rock'n'roll e alle great balls of fire di Jerry Lee Lewis, fa pensare all'indimenticabile 'Hearts on Fire' di Rocky IV. La canzone che parte sul finale (ta-ta-ta) quando Ivan Drago è battuto e lo Stallone Italiano pronuncia il celebre 'se io posso cambiare e voi potete cambiare, tutto il mondo può cambiare!'. Mentre il figlioletto gioisce e guarda Rocky da casa. 'Anch'io ti voglio bene, papà!'.

Cuori di fuoco. Un titolo che più-anni '80 non si potrebbe.

E una storia profonda, anch'essa piena di cuore e sentimento, sui veri valori della vita. Billy Parker alias Dylan che ha lasciato la musica e alleva polli, sta con la giovanissima Molly alias Fiona che però s'è stufata di lui, sai, c'è troppa differenza d'età e si mette col piacione neo-fenomeno pop James Colt alias Rupert Everett, solo che alla fine Molly si rende conto che lo show-biz non è poi questa gran cosa e torna alla fattoria di Dylan che nel frattempo continua ad allevare polli e la ammonisce con un "vedi, che ti avevo detto? Il mondo là fuori è una schifezza baby, è pericoloso baby, ci sono i lupi là fuori baby, ti conviene restare insieme a me. Baby".

E questo è tutto. Alla fine il bene vince sempre e i lupi non fanno strage dei polli di Dylan.

Per quanto riguarda un giudizio sul film, si potrebbe dire che dei tre Dylan è di gran lunga quello che recita meglio. E quando Dylan è quello del cast che recita meglio, un po' di apprensione sopraggiunge.

Magari Marquand ci avrà pensato, rivedendolo.

E non si è detto del lato più importante della questione: la colonna sonora.

Chiaro che Marquand non ci pensa minimamente, lascia carta bianca a Dylan. Del resto: hai Dylan come protagonista del film, ti sei spremuto a concepire una trama del genere, e devi anche pensare alla colonna sonora? Sarebbe troppo.

Ma Dylan, si diceva, è nella peggior crisi d'ispirazione di un'intera carriera. Per cui non ha nulla di pronto, salvo sperare di tirar fuori una cosa estemporanea sul set – magari come 'Knockin' On Heaven's Door' ai tempi di Pat Garrett, non si sa mai.

Ovviamente non succede, e si limita a contribuire con 'Had A Dream About You' e 'Night After Night, che non sono diventate famose come 'Knockin' On Heaven's Door'. E chissà perché.

Più una cover di 'The Usual' di John Hiatt, perché non era rimasto nemmeno uno scarto di 'Knocked Out Loaded' da riciclare. E Marquand si mettesse l'anima in pace.

A Rupert Everett fanno pure cantare una 'Tainted Love' stile-Phil Collins, ma nel film ci si mette il playback brutale a rendere le cose ancora più imbarazzanti.

La presentazione è prevista per metà-settembre '87. Marquand non potrà mai ricordarla: muore per un ictus il 4 settembre, a soli 49 anni. Dylan è a Londra per la prima, ma all'ultimo ci ripensa e non si presenta.

L'effetto di quella sbornia epica era finito, e fra sé deve aver realizzato qualcosa. Chissà.

Nemmeno la morte improvvisa di Marquand risolleva 'Hearts of Fire', come quella di Lennon ai tempi del film sui Beatles: negli USA il film non esce proprio, la distribuzione è cancellata e a Dylan non resta che riguardarselo in VHS. Ammesso l'abbia mai fatto.

Di queste sessions ai londinesi Townhouse Studios sopravvive una manciata di scarti e out/alternate takes con la partecipazione dei vecchi compari Ronnie Wood e Clapton (che immaginiamo in giacca oversize come sulla copertina di August, prossimo a uscire).

Chissà che pensava, Dylan, durante la quinta take di 'Had A Dream About You'.

E chissà che faccia aveva, soprattutto.

Questa DeRecensione di Hearts Of Fire è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
Può essere parzialmente o totalmente riprodotta, ma solo aggiungendo in modo ben visibile il link alla recensione stessa su DeBaser: www.debaser.it/fiona-bob-dylan-rupert-everett/hearts-of-fire/recensione

Area sponsor. La vedono solo gli utenti anonimi. Quindi Accedi!


Commenti (VentiQuattro)

Hank Monk
Opera: | Recensione: |
Interessante; mi mancava proprio questa parentesi dylaniata...e chissà perché.
Bello l'aneddoto di Slash...me lo sono sempre immaginato pane e salame con Dylan mentre registravano quel disco.
Il fatto che per Slahs sia stata un'esperienza orrenda un po' mi rincuora devo dire :D
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: questo può succedere quando il produttore di turno, Don Was in quel caso, mette assieme un'accozzaglia di gente con criterio discutibile.
A me quel disco non è mai piaciuto, a parte un paio di canzoni. Si sente proprio la freddezza della session formale.
Mark76
Opera: | Recensione: |
Il problema con Dylan, spesso e volentieri, è un problema di faccia. Per tanti artisti metterci la faccia è un valore aggiunto, con Dylan è una scelta che può peggiorare le cose. O rovinarle in via definitiva.

Perfetto, il maestro del Tao ha compendiato in poche parole la storia della cornacchia di Duluth.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: in effetti, anche per una cornacchia metterci il muso non è il massimo. Se poi apre becco, peggio.
Zimmy
Opera: | Recensione: |
Recensione eccellente davvero, per uno dei capitoli meno noti (fortunatamente, mi vien da dire) dell'epopea dylaniana. Il vecchio Zimmy di cazzate indifendibili ne ha fatte ed è uno dei motivi per cui gli si vuole bene. 'Sto film non l'ho mai visto e se da un lato me ne vergogno per la mia mancata completezza di dylaniano, dall'altro vorrei non vederlo mai perché non c'è nulla che mi invogli a farlo, anzi... Curiosa ma non troppo sorprendente la dichiarazione di Slash, che non conoscevo (la dichiarazione, non Slash). La "fase sociopatica" comunque non la chiamerei una "fase", se non altro perché pare che non gli sia mai passata, vedi i recenti casini seguiti al Nobel e le altrettanto recenti paparazzate di un Dylan che, a quanto pare, ancora oggi quando non è sul palco gira incappucciato nei felponi.
BËL ( 02 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: il film potrebbe indurre qualcuno a una disaffezione temporanea verso Dylan (dubito sia il tuo caso, comunque).
Per cui meglio, se parliamo di quel periodo, optare per il live australiano con gli Heartbreakers. Un Dylan parecchio springsteeniano in quanto a look (Bennato ai tempi aveva lo stesso sarto) - ma con la migliore backing band dai tempi di The Band.
Di quelle 'fasi' ne ha avute tante e a ripetizione, sicuro. Ognuna corrispondente ad altrettanti cappucci.
hjhhjij
Opera: | Recensione: |
Bellissima recensione Lao, tra l'altro mi ha divertito parecchio. Questo è un Dylan che non approfondirei nemmeno sotto tortura. E il povero Richard Marquand non sapevo nemmeno che fosse morto così presto e così giovane anzi, a dire il vero devono sempre ricordarmi che il regista de "Il ritorno dello jedi" si chiama così.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: ti ringrazio.
In effetti non c'è molto da approfondire sul biennio '87/'88, visto che a raschiare il fondo ci ha pensato lui stesso con quella cosa che è Down In The Groove, uno dei più grandi dischi di soli scarti dell'intera storia del rock.
hjhhjij: Roba da ascoltare quasi a livello di studio insomma.
Lao Tze: ascoltare su Spotify 'Down In The Groove' è qualcosa di molto gratificante. Perché c'è la consapevolezza di non aver comprato il disco.
madcat
Opera: | Recensione: |
Bella e divertente. Ciao Lao.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: ciao, grazie e grazie del passaggio.
mrbluesky
Opera: | Recensione: |
Mi rivedo parecchio nel ruolo del Dylan che alleva polli ripetendo il mondo la fuori è una schifezza baby,sarà un po come chiudere in bellezza,si si.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: anch'io.
Pinhead
Opera: | Recensione: |
La copertina di «August» è da brividi, me la ricordo ancora nitidamente pur non avendo mai avuto il disco.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: un brivido che è anche storia del costume.
Ma la cosa sconcertante di August è che nemmeno Dylan è riuscito a eguagliarlo. Avrà fatto dischi più mosci, ma il cattivo gusto purissimo di August è un'altra cosa.
Johnny b.
Opera: | Recensione: |
Prima recensione tua che leggo. Mi sa che andro` a riperscarne altre perché mi è piaciuta tanto tanto.
BËL ( 02 )
BRÜ ( 00 )

Rorix
Opera: | Recensione: |
Molto meglio "Hearts on fire" la canzone, insomma.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: quella di Rocky, dici. Beh vuoi mettere.
Barkridge
Opera: | Recensione: |
Questa si che e' una recensione. Bravo.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

RinaldiACHTUNG
Opera: | Recensione: |
ed eccolo il finale. In realtà il pezzo non mi dispiace, apprezzo Dylan con l'elettrica. Il problema principale, converrete, è il taglio di Rupert

BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

RinaldiACHTUNG: Recensione completa e dettagliata, ma questo cosa lo scrivo a gatr
Lao Tze: quella zazzera è terrificante.
Coi dialoghi mi sono preso un minimo di licenza, anche se riguardandolo a distanza di tempo debbo dire che non me lo ricordavo poi così male.
Nell'originale c'è Dylan che dice a lei 'è una merda, è tutta una merda là fuori...' e lei 'avevi ragione'..
Poi c'era una fan di Everett che si sparava, ecco questo è un dettaglio che ho richiamato adesso. Probabilmente la cosa doveva far riflettere sulle contraddizioni del successo e del fanatismo ossessivo o una qualche cazzata del genere.
Tieni conto che i dialoghi erano barbari anche per la media dei film commerciali del periodo.
Almotasim
Opera: | Recensione: |
Gran bello scritto, letta davvero molto volentieri e sogghignando continuamente. Progetto che praticamente ignoravo.
BËL ( 03 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: in pratica la mia funzione pare sia diventata quella di rievocare aborti che la maggioranza ignora.. non nego che io stesso ne sono inquietato.
luludia
Opera: | Recensione: |
Bellissima pagina
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

zappp
Opera: | Recensione: |
serpeggiante ironia fra le righe, molto gradevole.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: ma proprio serpeggiante. Ti ringrazio.
zappp: Lao, è un po' che non ti vedo appoggiato al "juke-box"..
fatti vivo, mi mancano certe sfide..;-)
Lao Tze: ci provo ma chi gliela fa. Oggi ho del tempo in più (forse).
zappp: ok, io intanto continuo a picconare il server..
hellraiser
Opera: | Recensione: |
Ah ah! Visto anni fa penso in seconda serata su rete4. Non mi ricordavo più della sua esistenza, chissà perché.. Dylan lo ricordo molto "ganzo" con un pick-up nero, lei strafiga da paura, Everett non ricordo e meglio così. Dylan con i polli... penso che Bobby negli 80 avrebbe dovuto fare l'eremita sull'Everest, non ne ha fatta una giusta.. forse qualche disco ed i Travelling li salvo, per il resto i polli facevano per lui quel decennio. Che bella rece
BËL ( 03 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: bravo. Eppure lui "è uscito vivo", dagli anni '80 (come si dice).
hellraiser
Opera: | Recensione: |

BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Stanlio: miiiinchia il trailer promette bene assai... xD
lector
Opera: | Recensione: |
Non capite niente:questo film è un CAPOLAVORO!
BËL ( 02 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: strilliamolo a tutta voce, alla faccia della critica convenzionale.
Stanlio
Opera: | Recensione: |
Che faccia vuoi che abbia avuto mai Dylan se non la solita da pokerista avvezzo a spiazzare qualunque giocatore professionista?
Comunque se c'è il piu grande cantautore vivente premiato più che giustamente anche con il Nobel, nonostante il film non l'abbia mai visto e ne senta parlare adesso per la prima volta si becca lo stesso five star per averci messo tutto il resto oltre alla sua bella ed enigmatica faccia...
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Mark76: e c'è il piu grande cantautore vivente premiato più che giustamente anche con il Nobel

Cosa?
Stanlio: La domandina è rivolta a me o referenzialmente in maniera retorica a te Marchettino Sette Sei?
Mark76: A lei, caro Stanlio. Speriamo la sua sia stata solo una spiacevole, paradossale iperbole.
Stanlio: Constato che continui a nutrire vane speranze in ogni dove giovine Marchettaro ma il tempo dicono che curi tutto e forse riuscirai anche migliorare chissà, te lo auguro.
Lao Tze: e non credere che l'Accademia di Svezia non abbia tenuto conto di cotanta pellicola, al momento di assegnare l'ambito premio.
Me li vedo tutti incravattati davanti allo schermo mentre Rupert Everett derapa con la moto e la zazzera al vento.
Stanlio: già, si nun fusse pè sto firme er nobbel si lo poteva scurdà...
Mark76
Opera: | Recensione: |
"Spes ultima dea", asseveravano gli antichi arioromani: i nostri padri nella fede del suolo e del sangue. Noi, ben più modestamente, aggiungiamo l'augurio sincero di una buona e fruttuosa nottata a lei, Signore.
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Stanlio: " Altra speme non resta / che terminar la vita "
.: Pietro Antonio Domenico Bonaventura Trapassi :.

p.s. ah sì, remember: di mamma ce ne una, mentre di padri...
imasoulman
Opera: | Recensione: |
sottolineerei soprattutto l'inciso 'Dylan è a Londra per la prima, ma all'ultimo ci ripensa e non si presenta.' Come dire, il lupo perdeva il pelo ma non il vizio GIA' nell'Anno Domini Millenovecentoottantasette. per questo ti amiamo, Zimmie...PS: gran rece di Lao, che come da ormai consolidata abitudine recente, dà il meglio di sè discettando di merda d'artista (a volte merda tout court...)
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: che io ricordi la merda d'artista era inscatolata e celata allo sguardo, ciò che Dylan ha disseminato in quel periodo è impietosamente sotto gli occhi di tutti.
(e ci si mette anche YouTube, ci mancava solo lui)
Probabile sia una musa minore ad ispirarmi mentre butto giù queste pagine, dovrò farmene una ragione.
Cialtronius
Opera: | Recensione: |
...n' c'hai proprio 'n cazzo da fa' eh? :)
manco sapevo esistesse sto film
rece lunga ma buona!
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: al contrario, ho troppe recensioni da fare ma riesco a scrivere solo quelle più indispensabili.
Mica t'avevo riconoscuto subito, col signor D'Amico come avatar al posto di Jimi m'avevi disorientato.
Mark76: Jimi Jamison?
Mark76: Riposi in pace nella stratosfera AOR.
Lao Tze
Opera: | Recensione: |
Modifica alla recensione: «Qualche lettera lasciata per strada.». Vedi la vecchia versione link rotto
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

De...Marga...
Opera: | Recensione: |
Ecco finalmente il Lao migliore; ti confermi una delle penne più preparate ed ironiche del sito. Ma tutto ciò lo sapevo già da tempo. Nulla sapevo invece del film, anche se non sembra un gran problema.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: sarebbe un problema vederlo (il film).
IlConte
Opera: | Recensione: |
Ahahahahah, me l'ero persa grande Lao. Stile eccelso e ironia deliziosa. Certo che solo questo poveretto poteva vedere in Dylan un attore, con la sua espressività e "carica agonistica" notoriamente invidiabili. Domattina con l'altro pc (senza demoni) voto come merita.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Lao Tze: in Pat Garrett & Billy The Kid, Dylan faceva la sua figura (infatti non apriva bocca o quasi).
IlConte: Ahah vero Lao... anche tu sei un altro gran soggetto è unico. Come cazzo fai a sapere tutto sia di roba "seria" di ogni genere che essere aggiornato su tutto il trash bendiddio ahahah?! Favoloso punto.
Manca sempre il five domani dall'ufficio
Lao Tze: me lo chiedo anch'io ma penso sia perché sono cresciuto coi telefilm e la musica truzza fine-'80 e '90. Anche con l'altra, certo, ma "questa" non l'ho rinnegata.
Motivo per il quale mi addentro in contesti che il vostro alto lignaggio si rifiuterebbe di considerare anche sotto tortura.
IlConte: Nobile, guarda che era un complimento eh?! "Della serie" come fai era in senso positivo. Io manco ricordo le cose che mi interessano... qualità innate e curiosità penso. Truzza ahahahah!
Lao Tze: no ma tranquillo, si capiva benissimo.
Se poi questo sia 'talento' lo lascio giudicare a voi che commentate, più che altro queste sono cose in cui - come si dice - "ci si rotola". Lasciandosi andare. Non tutti potrebbero parlare di porcherie, su questo sono d'accordo (altro discorso).
Io questo lo giudico un 'periodo controverso' della storia di Dylan. Erano anni così. E forse limitarsi alla stroncatura non è il modo giusto per riparlarne oggi.
Scusa se non t'ho risposto subito, la sera ci passo poco da queste parti e poi c'era la partita.

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

Per vivere con pienezza la vera esperienza dello stare sul DeBaser è bello esserci registrati. Quindi:

Il tuo voto alla recensione:
Il tuo voto all’opera: