A sei anni di distanza da Nuovo Marco Polo, che era un audiolibro, ma a nove dal suo ultimo album Le promesse del mondo, torna il nostro amato Flavio Giurato. Cantautore di culto, 77 anni compiuti a gennaio, ci ha abituato a tempi biblici tra un album e l'altro. Ma l'attesa è stata sempre ripagata. E vale anche per quest'ultimo lavoro, Il console generale, sette canzoni nuove di zecca più la finale uscita già nel 2020.
Apre Intrepid cosmonaut, introdotta da oltre un minuto di voce sdoppiata, canzone su un viaggio cosmico-onirico di un bambino prima di addormentarsi. La chitarra fa il suo ruolo.
Si prosegue con Tahiti Tamurè, dove anche qui la chitarra è protagonista. Solo alla fine, quando Flavio cita Auschwitz e Birkenau, si capisce il significato della canzone. Flavio non è nuovo alle canzoni su fatti storici, basti pensare al suo primo album del 1978 ma anche ad alcuni episodi del Manuale del cantautore.
La terza traccia, La prossima liberazione, è una riflessione malinconica di un detenuto che deve fare i conti con sé stesso. Buona canzone.
Laura e il cubano dura solo due minuti e sette secondi, un fatto insolito per Giurato che ci ha abituato a brani lunghissimi, specie nella seconda parte di carriera. La canzone gioca sull'identità falsata del protagonista che illude Laura.
Atene 4 è il nome di un taxi, ed è un brano reso in maniera quasi cinematografica dalla chitarra e dalla sua progressione di accordi.
Si arriva quindi alla title-track, che narra di una guerra in partenza, di navi che partono e dove nel finale gli strumenti simulano una sparatoria. Un brano destinato a diventare un classico della discografia di Giurato.
"Voglio effettuare una ricarica con te" è l'incipit di Ricarica, una metafora dell'incomunicabilità resa attraverso il confronto Nokia vs Panasonic. Un brano davvero originale e riuscito.
A chiudere il lavoro l'unico brano già conosciuto, quella Caravan che su due accordi, alla maniera di Digos, riesce a stare su per ben dodici minuti, risultando il brano più lungo di tutta la produzione del cantautore romano. Questo pezzo, a conti fatti, è anche il preferito dell'album da parte di chi scrive.
Il console generale è un album suonato senza spartiti e senza metronomo, nonché in accordo con le fasi lunari. Flavio Giurato continua il suo modus operandi e ci regala un disco senz'altro da 4 stelle, un disco dove, con l'aiuto dell'amico Giuliano Ciao, autore de Le gocce di sudore più duro, canta anche in dialetto napoletano!
È già stato annunciato il tour. Consiglio a tutti l'ascolto del disco nonché la presenza a un suo concerto. Personalmente l'ho visto nel 2019 dal vivo, e ne vale davvero la pena.
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