Copertina di Francesco De Gregori De Gregori
Eneathedevil

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Per appassionati di musica italiana, cantautori, amanti della poesia e delle storie narrative in musica
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LA RECENSIONE

C'era una volta un prezioso artista che cantava di immagini e di luoghi della mente, c'era una volta un impagabile affabulatore, c'era una volta un cantastorie.

C'era una volta un Ungaretti tradito che parlava di generali sconfitti, c'era una volta una storia che parlava di guerra, c'erano una volta figli di madri senza più figli.

C'era una volta un sogno metropolitano, c'era una volta lo sguardo fiabesco di un cantautore, c'erano una volta storie di zingari, di amanti perduti, di Natali lontani.

C'era una volta un triste spaccato sull'esistente, c'erano un tempo campane dal suono lugubre, c'erano un tempo carceri ricolme, c'erano un tempo esecuzioni sommarie, c'era una volta il dolore.

C'era una volta uno che prima di fare il '68 aveva fatto il '56, era il Natale in cui si incollavano le fotografie dei carri armati su pezzi di cartone, c'era una volta il gusto del ricordo, c'era una volta.

C'era una volta De Gregori, adesso non c'è più.

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Riassunto del Bot

La recensione celebra Francesco De Gregori come un raffinato cantastorie capace di raccontare immagini, memorie e storie di guerra con un tocco poetico. Viene evidenziato il suo sguardo nostalgico e profondo sui temi dell'esistenza e del dolore. Un album denso di emozioni e racconti intimi che affascina l'ascoltatore.

Tracce testi video

03   L'impiccato (03:59)

04   Babbo in prigione (02:10)

06   Renoir (2ª versione) (02:22)

07   Il '56 (03:05)

08   La campana (03:38)

09   Raggio di sole (03:08)

10   Due zingari (04:15)

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori è un cantautore italiano, figura centrale della canzone d’autore dagli anni ’70. Autore di classici come Rimmel, Generale, La donna cannone e Viva l’Italia, ha coniugato poesia e sguardo civile, con influenze dichiarate di Bob Dylan e frequenti collaborazioni con Lucio Dalla.
66 Recensioni

Altre recensioni

Di  gino

 "Un dolore di quelli che induce a rivedere la direzione artistica che si era intrapresa."

 "In questo disco De Gregori tocca un lirismo forse più raggiunto, coadiuvato da un carattere musicale riservato ed acustico."