Copertina di Francesco De Gregori Titanic
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Per amanti della musica d'autore, nostalgici dell'italia anni '80, appassionati di storia sociale, fan di de gregori, cultori della musica italiana.
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LA RECENSIONE

TITANIC 9,5/10

In un'epoca in cui nascevano nuove forme musicali (new wave in particolare) ed il cantautorato sembrava dover soccombere (laggiù, negli States, anche Dylan cominciava a vendere molto meno) De Gregori fa uscire ad inizio giugno 1982 (un mese prima della vittoria dell'Italia al Mùundial) un album coraggiosissimo, cantautorale sino al midollo e deliziosamente “passatista”: a mio avviso, il suo migliore di sempre. Motivo? Perché lo contiene tutto e perchè, soprattutto, “sviscera” più generi musicali (dal folk al rock, dal jazz al cantautorato puro) e lo fa senza quasi una soluzione di continuità, a livello musicale. Perchè a livello concettuale la continuità c'è eccome: è la nostalgia (a volte solo il ricordo, non forzatamente nostalgico, anzi...) di un tempo passato, quello di vecchi programmi radiofonici, dei campetti di periferia, di persone conosciute e poi perse e di un tempo (che sia il primo Novecento o sia l'immediato dopoguerra, senza dimenticare l'epoca fascista) comunque passato: è un disco che fa di tutto (riuscendoci) per essere il meno moderno possibile, ed è la sua forza maggiore, oltre ad una varietà lessicale davvero prodigiosa (qui si trovano alcuni dei testi più belli a firma De Gregori). E dentro ci suonano grandi nomi “degregoriani”: su tutti, Mimmo Locasciulli.

A sorprendere sono soprattutto le scelte musicali. La title-track racconta, sostanzialmente, la tragedia del trasatlantico con le sue feroci distinzioni classiste (i ricchi in prima classe che pensano a cocktail e cappellini francesi, i poveracci in terza classe anche se “...questa cuccetta sembra un letto a due piazze/ci si sta meglio che all'ospedale”; n prima classe le ragazze vanno in America per sposarsi, in terza classe i poveri vanno in America per “non morire”) è arrangiata con un ritmo prettamente sudamericano, comunque vivace ed allegro. La contrapposizione funziona a meraviglia (e nei successi live, specialmente negli anni Novanta, questa componente viene rimarcata con lunghi, ed interminabili, assoli) e si “lega” perfettamente al brano successivo: “I muscoli del capitano”. Il Titanic, sempre lui, questa volta parlano mozzo e capitano. Qui a stupire è la componente letteraria decisamente “marinettiana”: siamo nell'epoca in cui sorge, nasce e si alimenta il mito della velocità (il futurismo) e l'uso dei termini utilizzati dal cantautore romano riflette alla perfezione velocità e ritmo (“...la nave è fulmine, torpedine, miccia/scintillante bellezza, fosforo e fantasia/molecole d'acciaio, pistone, rabbia/guerra lampo e poesia”) senza contare un gioiellino pianistico che cresce e diventa “...questa nave fa duemila nodi, in mezzo ai ghiacci tropicali/ed ha un motore di un milione di cavalli che al posto degli zoccoli hanno le ali”). In stato di grazia assoluta.

Già, poi c'è la sua canzone più bella, il capolavoro. “La leva calcistica della classe '68”. La scrisse due anni prima, 1980, ed è una storia vera, quella cioè di un ragazzino di 12 anni che fece un provino presso una squadra di calcio. Dentro ci sono almeno 2-3 frasi passate alla storia e divenuto ormai di uso comune, vedi “...Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore/non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore” che è un po' come il “Lo scopriremo solo vivendo” di Battisti divenuto un modo dire. Ricorda un vecchio pezzo di Elton John? Sì, e chi se ne frega, la citazione finale “battistiana” de “Vento nel vento” vale il prezzo del biglietto. “...Una canzone che avrebbe potuto scrivere Paolo Conte, e invece l'ha scritta De Gregori, rendendo immortali nell'affollato mondo della letteratura calcistica il piccolo Nino ed il suo rigore...” (Luca Sofri). Il folk risuona vibrante ne “L'abbigliamento del fuochista” (in coppia con Giovanna Marini) che avrà una specie di sequel, l'anno dopo, con il brano “La ragazza e la miniera”, mentre l'armonica inconfondibilmente d'ispirazione “dylaniana” è alla base de “Caterina” dedicata a Caterina Bueno cantautrice fiorentina con il quale De Gregori condivise un tour ad inizio carriera, nel 1971. Il passaggio “...per poteri conquistare”, dopo la scomparsa della Bueno, venne modificato dallo stesso De Gregori con “...per poterti ricordare”. Senza dimenticare il ricordo delle radio a valvole e del programma “Il Discobolo” nella rutilante “Rollo & His Jets” o il finale, tutto pianistico, in cui si ricorda l'arrivo del Papa (Pio XII) tra la folla al quartiere San Lorenzo a Roma a seguito del bombardamento Usa (“...sembrava proprio un angelo con gli occhiali”).

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Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Titanic' di Francesco De Gregori come il suo album più riuscito, lodando la varietà musicale, la profondità dei testi e il coraggio di un approccio passatista e colto. È un disco che esplora temi sociali e storici tramite arrangiamenti raffinati e collaborazioni d'autore, lasciando emergere una forte nostalgia per il passato e affermando la rilevanza senza tempo del cantautorato italiano.

Tracce testi video

01   Belli capelli (03:29)

03   La leva calcistica della classe '68 (04:19)

04   L'abbigliamento di un fuochista (04:20)

06   I muscoli del capitano (04:02)

07   Centocinquanta stelle (03:25)

08   Rollo & His Jets (02:30)

09   San Lorenzo (04:17)

Francesco De Gregori

Francesco De Gregori è un cantautore italiano, figura centrale della canzone d’autore dagli anni ’70. Autore di classici come Rimmel, Generale, La donna cannone e Viva l’Italia, ha coniugato poesia e sguardo civile, con influenze dichiarate di Bob Dylan e frequenti collaborazioni con Lucio Dalla.
66 Recensioni

Altre recensioni

Di  nathan

 "La prima classe costa mille lire, la seconda cento, la terza dolore è spavento!!"

 "Oggi pietà l'è morta ma un bel giorno rinascerà"


Di  pana

 "La nave è fulmine, torpedine, miccia, scintillante bellezza, fosforo e fantasia... il futuro è una palla di cannone accesa"

 "Ma il capitano dice al mozzo di bordo... c'è solo un po' di nebbia, che annuncia il sole, andiamo avanti tranquillamente"