Copertina di Franco Battiato Fisiognomica
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Per appassionati di musica italiana, fan di franco battiato, ricercatori di album d'autore, ascoltatori interessati a temi spirituali e contaminazione musicale.
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LA RECENSIONE

L'ultimo album registrato a Milano da Battiato (prima del ritorno in Sicilia) forse non è un capolavoro ma gli somiglia moltissimo, oltre che essere uno dei suoi più famosi e celebrati. Uscì un po' a sorpresa: Battiato "mancava" dai negozi con un disco di canzoni dal 1985 ("Mondi lontanissimi"), la sua principale attività consisteva nello scrivere opere teatrali, tra cui "Genesi" che debuttò al Teatro Regio di Parma nell'aprile del 1987 con un buon successo. Deciso a scriverne una seconda parte, "Gilgamesh" si accorge che molto del materiale composto pare più adatto ad un disco pop ed ecco nascere "Fisiognomica", un album nato da esigenze (quasi) imprenscindibili e che "vola via" veloce nei suoi 31 minuti tra amtosfere arabeggianti, musica classica e cori che tradiscono l'ìspirazione lirica primigenia. Ma sono evidenti anche temi spirituali e trascendentali tipici del Battiato anni '90: ma qui molto più a fuoco, tanto che, stringi stringi, "Fisiognomica" mi pare l'ultimo grande album del cantautore siciliano (non che i successivi siano da buttare) con una scaletta che, forse tolto un piccolo inciampo, è perfetta nelle sue 8 tracce.

Spicca, ovviamente, "E ti vengo a cercare" che i fans (eccomi qui!) di Nanni Moretti associeranno immediatamente a "Palombella rossa" (1989). Canzone d'amore? Secondo taluni sì. Credo invece sia un brano in cui il desiderio di un unione con il divino viene espresso con un linguaggio molto dolce a cui fa da contraltare un arrangiamento elettronico-sinfonico a tratti persino maestoso. Che questa interpretazione possa essere la più corretta lo dimostra la versione live che lo stesso Battiato tenne, nel 1989, in presenza del Papa Giovanni Paolo II in cui, a dire dello stesso autore, i versi "...emanciparsi dall'incubo delle passioni/cercare l'Uno al di sopra del bene e del Male/essere un'immagine divina/di questa realtà" risuonarono come un qualcosa di particolarmente, per così dire, "effettistico". Ma c'è chi la vede in altro modo e la considera una (splendida) canzone d'amore, come Luca Sofri: "La canzone d'amore più limpida e semplice che gli sia mai venuta. Certo, non è "ti amo, mi manchi, senza di te non vivo", naturalmente: ma è la versione di Battiato di "ti amo, mi manchi, senza di te non vivo" (Playlist - La musica è cambiata). Trascinò l'album fin al primo posto della hit parade (a Battiato non succedeva da molto tempo) ed a fine anno l'album risultò il 15esimo più venduto in Italia. I CSI di "E ti vengo a cercare", nel 1995, ne fecero una bella cover, con intervento "battiatesco".

La title-track è spiritualismo puro ("...Ma se ti senti solo/rivolgiti al Signore") mentre "Nomadi" (che apre il lato B) ha una storia tutta da raccontare. Pubblicata in questo album da Battiato venne incisa da Alice nel 1986 e l'anno dopo dall'autore siciliano nell'album spagnolo Nomadas ("Fisiognomica" avrà una edizione spagnola abbastanza famosa anche laggiù). Il brano, il cui autore è Juri Camisasca, e che anche Giuni Russo inciderà nel 2002 in versione live, è uno degli esempi più alti di canzone d'autore applicata ad una (poi sfumata) scelta di vita. "Nomadi" non a caso presenta quel verso "...E me ne andrò/dalle città/in attesa del risveglio" e che Camisasca intendeva come l'inizio di una propria personale "iniziazione" alla via monastica, scelta che poi abiurò di lì a poco. Battiato ne dà una interpretazione magistrale, ma è affascinante, e sorprendente, anche quando racconta le proprie radici siciliane ("Veni l'autunno") mescolandole alla lingua araba (due culture che nella storia hanno "viaggiato" spesso su binari paralleli) con qualche piccolo mistero nel testo, poi negli anni chiarito (ostico, per i non-siciliani, comprendere il significato di un verso come "è inutile ca 'ntrizzi/e fai cannola/lu santu è di mammuru/e nan sura" traducibile, più o meno, in italiano come "è inutile che ti fai bello per quello o quella lì, nemmeno ti guarda, come il santo che è di marmo e non suda").

Il misticismo è ancora più esplicito nel brano finale, "L'oceano di silenzio", forse il capolavoro dell'intero album. Opera sul silenzio, la meditazione, il bisogno umano di essere (e ricercare) altro rispetto all'aspetto corporeo dell'individuo, venne così spiegato da Battiato a Franco Pulcini: "...La meditazione è uno stato di totale rilassamento [...] nella meditazione l'aspetto centrale è stare fuori dal circolo meccanico dei pensieri". Vi partecipa il soprano Donatella Saccardi e la parte finale riporta dei versi di Wasserstatuen di Fleur Jaeggy. La ricanteranno, nel tempo, Morgan ed Eugenio Finardi. Altrettanto mistica è "Il mito dell'amore", tra amori sul lungomare e Brahms, anche se meno "potente" dell'inarrivabile Oceano di silenzio.

"Zio Saiman" mi pare il pezzo meno interessante, ma gusti a parte l'album, nella sua brevità, è davvero uno dei capolavori di Battiato, l'ultimo di un decennio (gli anni '80) irripetibile. Come al solito, il fido Giusto Pio (che dirige l'Orchestra Nazionale Italiana) fa miracoli in sede d'arrangiamento , mentre l'organo Hammond di Michele Fedrigotti lascia intendere che nella musica, ed in quella di Battiato in particolare, l'elettronica si puo' sposare anche con strumenti lontanissimi dal genere, come appunto l'Hammond, il simbolo del prog anni '70.

Un giovane Battiato compare in copertina.

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Riassunto del Bot

La recensione racconta Fisiognomica come l'ultimo grande album di Franco Battiato, capace di fondere spiritualità, tradizione e modernità in soli 31 minuti. L'autore esplora i temi e le storie dietro le canzoni, soffermandosi su capolavori come 'E ti vengo a cercare' e 'L’oceano di silenzio'. Pur con qualche riserva su un brano, il giudizio finale è molto favorevole nei confronti dell'opera.

Tracce testi video

01   Fisiognomica (04:32)

02   E ti vengo a cercare (03:52)

Leggi il testo

04   Secondo imbrunire (03:17)

06   Zai saman (03:53)

07   Il mito dell'amore (03:28)

08   L'oceano di silenzio (04:17)

Franco Battiato

Franco Battiato (Ionia/Riposto, 23 marzo 1945 – Milo, 18 maggio 2021) è stato cantautore, compositore e regista italiano. Dalla sperimentazione elettronica degli anni ’70 al pop d’autore degli ’80, fino a opere classiche e collaborazioni con Manlio Sgalambro, ha attraversato generi e linguaggi con originalità.
98 Recensioni

Altre recensioni

Di  tom traubert

 Le canzoni che compongono l'album sono una sterzata decisa verso momenti di spiritualità altissima.

 "E ti vengo a cercare": una delicata ode alla ricerca dell'amata/o che è in realtà la ricerca del Divino.