Copertina di Franco Battiato L'Era Del Cinghiale Bianco
David Bowie

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Per appassionati di musica sperimentale, amanti della musica italiana, cultori di franco battiato, fan della musica elettronica e rock d'autore.
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LA RECENSIONE

7 anni a sperimentare, a trovare nuovi sbocchi sonori per una musica assolutamente fuori dagli schemi, il conseguente sgretolamento della forma canzone con rapide visioni colte, complesse e prevalentemente elettroniche, poi la svolta definitiva.

Il grande artista siciliano, vinse con "L'Egitto prima delle sabbie" il premio intitolato a karl Heinz Stockhausen, uno dei suoi principali ispiratori, e decise che il modo migliore per approdare alla completa maturità compositiva fu quello di inaugurare uno stile raffinato, essenziale e lirico che se da una parte continuava ad avere sfumati richiami alla sua stagione d'avanguardia, dall'altro coinvolgeva per la continua ricerca di un gusto Pop non affine e universale. Un processo che ha ne "L'Era del Cinghiale Bianco" la perfetta istantanea della carriera di Battiato, che aiutato dal violinista e collaboratore Giusto Pio, cesella 7 movimenti dall'intensità sorprendente per un mistico viaggio nella conoscenza assoluta del Cinghiale Bianco.

La title-track disegna scenari esotici che evocassero alberghi tunisini, sigarette turche, profumi nell'aria della sera e studenti di Damasco, con il vortice classicheggiante dei violini, ombre di tastiere, una chitarra incisiva e il canto quasi modesto di Franco. "Magic Shop" denuncia il consumismo più assurdo con toni cinici e perfidamente sereni mentre "la Falce non fa più pensare al grano, i Budda vanno sopra i comodini, carine le Piramidi d'Egitto, Supermercati coi reparti sacri che vendono gli incensi di Dior, rubriche aperte sui peli del Papa...". "Strade dell'Est" è un poderoso Rock sostenuto dalla magnifica chitarra di Alberto Radius e dalle percussioni incontenibili di Tullio De Piscopo, mentre Battiato effonde ancora immagini d'Oriente.

Dopo l'interessante strumentale "Luna Indiana", ci attende uno dei gioielli assoluti dell'artista: "Il Re del Mondo" incanta con il suo incedere magico, notturno ed evocativo come una fiaba, il giro di basso iniziale si stampa subito nella memoria e le lunghe attese strumentali mostrano una profonda estasi spirituale, prima che "più diventa tutto inutile, e più credi che sia vero, e il giorno della fine non ti servirà l'Inglese". "Pasqua Etiope" è una dolcissima sinfonia per complesso da camera, con Battiato a declamare una preghiera in latino e greco nel suo consueto registro meditativo. E per finire, il commovente ricordo di gioventù che affiora in "Stranizza d'Amuri", rigorosamente cantata in dialetto siciliano a fianco di uno xilofono che rompe la tensione iniziale, deliziosi cori e violini dalla trasognata compostezza.

Il capolavoro di un artista d'avanguardia che solo due anni dopo, avrebbe entusiasmato critica e pubblico con il mitico "La Voce del Padrone".

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Riassunto del Bot

L'Era del Cinghiale Bianco rappresenta la piena maturità compositiva di Franco Battiato, un album che fonde elettronica, rock e lirismo essenziale. Con l'aiuto di collaboratori come Giusto Pio e Alberto Radius, Battiato crea un'opera intensa e sperimentale, ricca di immagini orientali e riflessioni spirituali. La musica esce dagli schemi tradizionali per regalare un viaggio sonoro e mistico, preludio al successo di 'La Voce del Padrone'.

Tracce testi video

01   L'era del cinghiale bianco (04:16)

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04   Luna indiana (03:34)

05   Il re del mondo (05:38)

06   Pasqua etiope (04:29)

07   Stranizza d'amuri (05:11)

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Franco Battiato

Cantautore, compositore e regista siciliano, attivo dalla fine degli anni ’60. Ha attraversato sperimentazione elettronica, pop colto anni ’80 e lavori di ambito classico, intrecciando riferimenti filosofici e spirituali.
100 Recensioni

Altre recensioni

Di  Nite92

 «Music Shop» è una descrizione satiricamente geniale dell’unione sacro/profano dei nostri giorni.

 Battiato ci regala sette perle di saggezza ancestrale in chiave pop melodico.