"La maestra in estate ci dava ripetizioni nel suo cortile, io stavo sempre seduto sopra un muretto a guardare il mare. Ogni tanto passava una nave....."

Questo è il disco con cui il nostro Battiato vola sui suoi ricordi e fa loro omaggio...

Eccolo! Ha trovato la giusta "sequenza" di suoni volatili e vetrosi e comincia a vagare su di essa. Chiunque si è fermato a riflettere sarà incappato in quella "frequenza" fulminea che riporta di colpo a quel momento, a quell'odore, a quel sapore. Come "Nella ricerca del tempo perduto" Proust descrive che il protagonista, tramite un sapore, ritrova di nuovo se stesso da piccolo, così il nostro Stranizza d'Amuri si rivede tanti anni fa a contemplare le maestose e placide onde del mare della sua Sicilia, in una specie di sfera indefinita e placida, e forse insicura.... e questo viaggio è un viaggio adagiato su suoni appunto evocativi, su campanelli, percussioni, oboi, organetti, bacchette sul vetro, onde marine, tempo, e su quell' odore che non va via.

Quell'odore probabilmente non è mai esistito, oppure è stato captato troppo velocemente, e viene risucchiato fuori dai cassetti della memoria proprio ora. Ora era pronto.... ora era pronto.... La nostra mente è qualcosa d'incredibilmente criptico, ma Charles Sherrington aveva già parlato del "magico telaio" dei neuroni, cioè di quella trama di cellule nervose la cui funzione è quella di trasmettere messaggi. E la memoria è un turbine che stilla miele e magiche sequenze di celluloide, e che danza su ritmi tribali, su un sassofono che non ti aspetti, su oriente e occidente, su voci che giungono dalla lontananza...

"il cielo è senza nuvole, Padre fammi partire..."

...l'occhio osservava, l'occhio osserva. Ed è difficile reggere il cuore dinanzi all'infinito. Il nostro corpo è una navicella e spesso accade che nel primo pomeriggio si muova su scie luminose, gente!

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