Copertina di Franco Battiato Sulle corde di Aries
123asterisco

• Voto:

Per appassionati di musica sperimentale e poetica, cultori di franco battiato, ascoltatori di atmosfere oniriche e rituali sonori
 Dividi con...

LA RECENSIONE

وَلَقَدْ خَلَقْنَا ٱلْإِنسَـٰنَ وَنَعْلَمُ مَا تُوَسْوِسُ بِهِۦ نَفْسُهُۥ ۖ وَنَحْنُ أَقْرَبُ إِلَيْهِ مِنْ حَبْلِ ٱلْوَرِيدِ

Antica stuoia, giammai abbandonata, di trama ed ordito cadmio indaco e cinabro.

Ascolta, bronzea malachite, statua di sabbia d’argilla e di bitume.

Attendi, alfine, la tua spoliazione.

Un rituale per percussioni tastiere e antri stalagmitici ed umbratili.

Svuotati le tasche ed il torace.

Lascia qui quel che possiedi, senza eccezione.

Quel che possiedi non è quel che qui lascerai: un monile risplende nelle tue mani vuote.

Questa voce di Shahrazād, afona e taciturna, dice di notti e di stelle pestate in un mortaio.

Attingi, rimestandovi appena, per l’inesausto tuo desìo.

Mai s’interromperà, questa ventata mista a sabbia e saliva —di sangue e di sacertà— che ha nome rivoluzione.

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione celebra 'Sulle corde di Aries' di Franco Battiato come un'opera musicale immersa in un'atmosfera rituale, poetica e intensa. Il testo evoca sensazioni tattili e uditive, sottolineando l'unicità della voce e la trama sonora tra percussioni e tastiere. L'autore invita l'ascoltatore ad abbandonare sé stesso per cogliere l'essenza trasformativa dell'album. Un elogio all'innovazione e al fascino mistico della musica di Battiato.

Tracce testi video

01   Sequenze e frequenze (16:22)

Leggi il testo

02   Aries (05:27)

03   Aria di rivoluzione (05:02)

04   Da Oriente ad Occidente (06:33)

Franco Battiato

Cantautore, compositore e regista siciliano, attivo dalla fine degli anni ’60. Ha attraversato sperimentazione elettronica, pop colto anni ’80 e lavori di ambito classico, intrecciando riferimenti filosofici e spirituali.
100 Recensioni

Altre recensioni

Di  DanteCruciani

 Ha trovato la giusta "sequenza" di suoni volatili e vetrosi e comincia a vagare su di essa.

 La memoria è un turbine che stilla miele e magiche sequenze di celluloide, e che danza su ritmi tribali.


Di  Giammotto

 Pura psichedelia nostrana.

 Uno dei dischi più belli degli anni '70 italiani.