Franco Brambilla
Five Questions To Franco Brambilla

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Cominciamo il nuovo anno 2018 con una intervista a uno dei più bravi e importanti illustratori nell'ambito del fantastico e della fantascienza. Parlo di Franco Brambilla. Classe 1967, diplomato all'Istituto Europeo di Design (IED), comincia a lavorare nel mondo dell'editoria nei primi anni novanta, un periodo di grandi trasformazioni nel mondo della grafica dovute alla diffusione sempre maggiore dei computer. Da quel momento il digitale e lo sviluppo tecnologico dei software e delle macchine diventano parte integrante del suo lavoro al cui centro comunque continuano a essere 'le idee, il saper costruire una immagine padroneggiando luci, colori, prospettive che rende unici e apprezzabili i miei lavori.'

Alla fine degli anni novanta fonda l'Airstudio, che diventa un punto di riferimento nella progettazione grafica e nell'illustrazione per le maggiori case editrici italiane. Nasce così tra le tante attività editoriali a partire dal 2000 la collaborazione con Mondadori e il suo legame speciale con Urania, dove combina la sua professione con la sua grande passione per la fantascienza.

Ho contattato Franco (qui il suo sito ufficiale: http://francobrambilla.com/home.html) per fargli alcune domande sulla sua formazione come artista e quelle che sono le sue fonti di ispirazione e il suo metodo di lavoro. Chiaramente, dato l'interesse comune per la fantascienza, anche questa costituisce uno dei temi centrali di questa chiacchierata.

A nome di tutta la comunità debaseriana non posso che ringraziarlo ancora per la sua disponibilità e cortesia e per avere risposto in maniera esaustiva alle domande che gli sono state poste, dando adito a diversi spunti di riflessione e considerazioni sul mondo dell'editoria, dell'arte grafica e del mondo della fantascienza.

Grazie Franco e auguri di buon anno a te e ovviamente a tutti gli amici di DeBaser.

Buona lettura.

1. Ciao Franco. Ti ringrazio molto per avere dato la tua disponibilità a rispondere a queste domande. Per me che sono un grande ammiratore del tuo lavoro questo è un grande piacere oltre che una occasione per sapere di più su di te e le tue opere. Se non ti dispiace comincerei dagli inizi della tua attività artistica. Quando hai deciso di diventare illustratore e come nasce la tua attività? Quali sono stati i tuoi punti di riferimento diretti (mi riferisco a quelli che possono definirsi come i tuoi maestri) e quelli cui ti sei ispirato dall'inizio fino ad oggi? Non posso considerarmi un esperto per quello che riguarda le arti visuali. Quanto è determinante nel tuo lavoro il contributo delle moderne tecnologie? Che del resto sono uno strumento come un altro per un illustatore moderno. O sbaglio?

FB. Ciao, grazie a te per l'occasione. Ho sempre disegnato fin da piccolo. Dopo il liceo scientifico, alla fine degli anni 80, mi iscrissi allo IED: l'Istituto Europeo di Design. Fu lì che imparai da professionisti del settore e docenti molto preparati le tecniche classiche di disegno e come costruire un'immagine accativante. Terminata la scuola trovai lavoro in uno studio di consulenza editoriale che aveva appena comprato dei mac e cercava persone che volessero imparare ad usarli. Erano gli inizi degli anni 90, anni di grandi trasformazioni nel mondo della grafica dovute alla diffusione sempre maggiore dei computer, una vera rivoluzione. Io ho cominciato a lavorare in quegli anni subito "a computer", per me il digitale è una tecnica come le altre, niente di più, niente di meno... ha i suoi immensi vantaggi e anche molti difetti. Sicuramente tutta la mia carriera lavorativa è collegata allo sviluppo tecnologico dei software e delle macchine con cui lavoro ma sono le idee, il saper costruire una immagine padroneggiando luci, colori, prospettive che rende unici e apprezzabili i miei lavori. E' molto importante coltivare una cultura artistica, visiva, che spazi dalla fotografia all'arte in ogni sua forma. La tecnica è secondaria, digitale o classica che sia. Punti di riferimento: sicuramente le copertine di Urania di Karel Thole che sbirciavo sulle bancarelle dei libri di seconda mano, i lavori di Ralph McQuarrie mente artistica dietro all'immaginario visivo di Star Wars ma anche il cinema di fantascienza di quegli anni (che era tanto e innovativo) e gli illustratori americani e inglesi gran maestri dell'aerografo tra cui Tim White, Chriss Foss, Jim Burns per citarne alcuni.

2. Personalmente ho conosciuto la tua arte grazie alla tua collaborazione con la collana Urania Mondadori. Una collaborazione iniziata - correggimi se sbaglio - nel 2003 e che hai anche celebrato con un libro, 'Uraniarama', che raccoglie tutte le copertine dei primi 121 numeri della serie 'Urania Collezione' e alcuni inediti con prefazione di Giuseppe Lippi, dell'art director Giacomo Callo e del graphic designer Giacomo Spazio. Come nasce intanto il tuo interesse per le illustrazioni di genere fantascientifico? Sei sempre stato un grande appassionato del genere? Di conseguenza, ci racconti come e quando è avvenuto il contatto con il mondo di Urania?

FB. Le prime copertine per Urania le ho realizzate casualmente alla fine degli anni 90 quando ero un freelance appassionato di fantascienza ma che sopravviveva disegnando per l'editoria scolastica e facendo infografica per l'inserto economico del Corriere della Sera o per altre riviste tipo "Vera" e "Salve". Quando potevo giravo con il mio portfolio pieno di illustrazioni "spaziali" sperando di realizzare qualche bella cover scifi. Giacomo Spazio art director esterno di Mondadori notò alcune mie copertine che avevo fatto per gli amici della Shake Edizioni, ci conoscemmo e fondammo con altri illustratori e grafici l'Airstudio. Dal 2000 al 2011 Airstudio gestì (tra le tante cose) tutta la grafica e le copertine dell'edicola mondadoriana; 27-30 titoli al mese. Fu così che io e altri amici illustratori tra cui Pierluigi Longo, Massimo Basili, Paolo Barbieri fummo coinvolti nella realizzazione delle tante immagini di cui avevano bisogno. Nel 2003 Mondadori lanciò una nuova collana: Urania Collezione che mi fu affidata e di cui ho realizzato fino ad oggi (ho consegnato la n. 182 pochi giorni fa) tutte le copertine a parte un paio disegnate dall'amico Iacopo Bruno. "Uraniarama" è una raccolta che mi sono auto prodotto in cui ho inserito le prime 121 copertine della collana; quelle "a tutta pagina" quando la grafica non prevedeva il cerchio.

3. Come nascono le copertine di Urania? Voglio dire: quale processo segui nella ideazione e poi nella realizzazione del progetto? Leggi prima l'opera in questione o ti basi su quella che può essere una intuizione e poi la sviluppi di getto? Ti consideri più un artista metodico, che segue un determinato schema e studia accuratamente l'opera da realizzare o segui più quella che possiamo definire come l'ispirazione del momento? A proposito, come hai accolto il ritorno del 'cerchio rosso' in copertina? Ha comportato un nuovo modo di lavorare a queste copertine per quello che riguarda la concezione degli spazi da riempire o ti è stato indifferente?

FB. Essendo un appassionato del genere capita che abbia già letto tutto il libro ma non ritengo sia assolutamente necessario aver letto tutto il testo per creare una copertina bella e pertinente. Molti testi non sono disponibili o lo sono solo in lingua originale perchè ancora in fase di traduzione e magari sono composti da centinaia di pagine. Io realizzo ogni mese due, tre copertine solo per Mondadori sarebbe folle doversi leggere tutti i testi. Nessun illustratore professionista lo farebbe. La redazione, il curatore Giuseppe Lippi, mi fornisce un breve riassunto del romanzo e anche un paio di "visioni", idee da cui partire o su cui meditare. Se le informazioni non mi sembrano sufficienti si approfondisce con una telefonata ma anche ricercando in rete come il libro è stato illustrato all'estero o in edizioni precedenti da altri artisti. Solitamente consegno due immagini per ogni copertina, due proposte tra cui scegliere. Non faccio matite o bozze perchè non renderebbero quanto il definitivo anzi potrebbero fuorviare, meglio proporre due approcci completamente diversi e partire da li. Non è mai capitato che una delle due proposte non diventasse la cover del libro per cui è stata realizzata e spesso la seconda immagine mi è tornata utile successivamente. Il cerchio è una sfida, impone delle regole e delle limitazioni ma è anche stimolante e poi definisce le collane della Mondadori.

4. Posso chiederti, sempre relativamente alla tua collaborazione con Urania (ma non solo), come ti relazioni a quello che è stato sicuramente un mito da questo punto di vista, e immagino un punto di riferimento importante, come Karel Thole? Direi che la tua arte è sicuramente diversa dalla sua. A che cosa ti ispiri in generale nella creazione delle tue opere? Credo di potere dire che tu sia maggiormente orientato verso un certo realismo e a una cultura che definirei post-moderna rispetto alle visioni più allegoriche e simboliste di Karel Thole. È una considerazione giusta? Ci sono altri illustratori nel genere con cui senti di avere una qualche affinità? Sono curioso di sapere se siete anche in contatto e vi scambiate idee, pareri, tecniche. Se costituite magari reciprocamente uno per l'altro una fonte di ispirazione.

FB. Come ho già detto Karel Thole è un punto di riferimento importante per me, attingo anche io dall'arte surrealista che mi piace molto, le fonti visive e i modi di interpretarle comunque sono infiniti. Il mio immaginario forse è più cinematografico (sono cresciuto in altri anni rispetto al maestro) e le tecniche che utilizzo permettono un realismo superiore ma non è questo l'importante, la magia che alcune sue visioni hanno incarnato resterà immutata anche in questi anni di iper definizione e realtà aumentata. Ho alcuni cari amici illustratori con cui mi confronto spesso, lo scambio di idee e opinioni su una tavola a cui sto lavorando ha sempre migliorato il risultato finale e il distacco con cui un altro professionista può vedere e giudicare il tuo lavoro è prezioso. Adesso che lavoro da casa mi manca molto il contatto quotidiano con gli altri componenti dell'Airstudio.

5. Naturalmente la collaborazione con Urania non è l'unica delle tue attività. In questo senso l'ho usata in maniera strumentale per introdurre la tua attività come illustratore devoto al mndo della fantascienza. In realtà la tua attività come illustratore negli anni si è sviluppata a parte che con la produzione di illustrazioni e la conseguente pubblicazione diciamo 'autonoma' dei tuoi lavori, anche come collaboratore con altre realtà editoriali e con altri autori del mondo della fantascienza. Penso ad esempio a Dario Tonani e tutte le bellissime illustrazioni realizzate per le cronache di 'Mondo9'. In che rapporti sei con il mondo della fantascienza Made in Italy? Ho fatto una domanda molto simile di recente a Piero Schiavo Campo: quale pensi che sia lo stato attuale della fantascienza italiana? Per quanto riguarda la produzione letteraria sembra sempre che la attenzione sia ingiustamente troppo poco. Per quanto riguarda la tua attività come illustratore invece? La consideri legata strettamente a quella letteraria o puoi darci un punto di vista sia su questo aspetto che anche diverso per quello che è il tuo lavoro.

FB. Negli anni mi è capitato di realizzare copertine per molti autori italiani non solo di fantascienza e non solo per Mondadori, con molti sono in contatto diretto e con alcuni siamo diventati amici. Con Dario Tonani si è sviluppata nel tempo un'intesa molto profonda, è un autore generoso che lascia entrare e interpretare i suoi mondi in modo molto libero, direi con entusiasmo. Ritengo che se gli italiani leggessero di più in generale molti problemi che incontrano gli scrittori di fantascienza svanirebbero ma non conosco a fondo il mondo degli scrittori quindi non saprei cosa aggiungere. Come illustratore cerco sempre di espandere le mie collaborazioni anche ad argomenti e utilizzi oltre la fantascienza e quando ci riesco sono sempre sorpreso dai risultati straordinari che ottengo a fronte di una certa pigrizia e pessimismo iniziale. Sperimentare, proporre e tentare strade nuove sono aspetti molto importanti della mia professione insieme all'auto promuoversi.

Questa DeRecensione di Five Questions To Franco Brambilla è distribuita da DeBaser con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale.
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Commenti (Tre)

sfascia carrozze
Opera: | Recensione: |
Della serie Urania ricordo con (moderato) piacere qualche tomo ch'ebbi occasione di acquistare secoli fa.
Uno in particolare scritto da Valerio Evangelisti, ambientato in terrae Nuragicae con protagonista l'inquisitore Nicolas Eymerich mi pare mi piaqque assai.
Per la cronaca graficamente personalmente preferivo le DeCoperte Urania illustrate a pagina piena: però è anche vero che quelle con il cerchio caratterizzavano meglio la serie.
BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: FU proprio Franco, come ci racconta nell'intervista, a realizzare tutte le copertine illustrate a pagina piena. Semplicemente spettacolare. Purtroppo non conosco il romanzo di Evangelisti. Comunque a latere della intervista, suggerisco chiaramente un tour sul suo sito ufficiale per deliziarsi gli occhi con le sue bellissime e particolari opere.
Almotasim
Opera: | Recensione: |
Stai aprendo nuove vie al Debasio...
BËL (02)
BRÜ (00)

sfascia carrozze: Ma più chè Vie, Viali.
Dei Giardini ma anche Parchi della Vittoria, direi.
Almotasim : Non sara' che sotto il nome Sotomayor agisce un team di giornalisti professionisti... per me si apre una nuova questione shakespeareiana!
Almotasim : *shakespeariana
sotomayor: Al massimo possiedo una casetta diroccata in vicolo stretto...
lector
Opera: | Recensione: |

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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