sotomayor e i suoi ascolti

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sotomayor : Il poco tempo a disposizione

| DeRango™: 7.28

Il poco tempo a disposizione ultimamente mi ha costretto a trascurare questa rassegna, ma oggi ecco qui una nuova vecchia proposta.

#zot2017

The Molochs - America's Velvet Glory (Innovative Leisure, January 13, 2017)

Sicuramente bello accattivante questo disco dei Molochs, garage pop band californiana capitanata da Lucas Fitzsimons e che sulla scia di alcuni momenti Ty Segall e gruppi come gli Allah Las propone sonorità chiaramente vintage e di marca anni sessanta ("No More Cryin'"), caratterizzate da un certo beat e mix di jangle pop ("The One I Love", "Little Stars") e acidità rock and roll ("I Don't Love You") in particolare dovuta all'uso dell'organo elettrico ("Ten Thousand", "Charlie's Lips"), rimandi barrettiani ("That's The Trouble With You", "I Don't Love You") e sfumature Bob Dylan ("You and Me", "New York", "You Never Learn"). Realizzato con la supervisione di Hanni El Khatib, questo dischetto probabilmente non ha nessun contenuto particolarmente originale, ma questo non è uno di quei casi dove si cerchi di sorprendere l'ascoltatore con giochi da prestigiatore, ma l'obiettivo sia invece quello di coinvolgerlo con pezzi marcatamente pop e accattivanti puntando alla sostanza delle cose. Insomma alla fine derivativo ma comunque bello fresco come appena stampato in un rinnovamento della tradizione classica jingle jangle e pop psichedelica dai Beatles ai Byrds fino al giorno d'oggi.

#molochs #pop #jinglejangle

The Molochs - "No More Cryin'" (Official Video)


BËL (04)
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sotomayor : Caro @ALFAMA, se fossi nato

| DeRango™: 3.00

Caro @ALFAMA, se fossi nato in nord-europa la mia vita sarebbe stata sicuramente migliore.

#buzz

Annexus Quam - Beziehungen (Ohr, 1972)

Conosciuti anche come Ambition In Music, gli Annexus Quam (Peter Werner, Hans Kamper, Ove Volquartz, Harald Klemm, Martin Habenicht) furono un collettivo di musica psichedelica proveniente dalla Germania e emersi alla fine degli anni sessanta come collettivo di musica cosmica ma dedita per lo più a sonorità jazz che venivano mescolate a quella dimensione sonora conosciuta come kraut-rock (vedi in particolare "Dreh dich nicht um"). Il gruppo pubblicò due dischi. Il secondo è questo disco pubblicato nel 1972 e intitolato "Beziehungen" e composto da sole quattro tracce dominate da un imprinting tipicamente free-jazz e da jam band dedita all'improvvisazione con costruzioni armoniche molto particolari combinate a un minimalismo di impronta Philip Glass ("Trobluhs el e isch") e rumorismi sperimentali "avant" ("Leyenburg 2") che in "Leyenburg" si sublima in una impennata finale con dei chitarrismi derivati dalla tradizione ispanica. Tutto sommato quindi in questo caso è forse proprio la componente più kraut quella meno interessante. Del resto bisogna dire che andando a scavare nella musica tedesca degli anni sessanta-settanta questa non è la prima volta che capita di imbattersi in registrazioni e gruppi così sperimentali ma allo stesso tempo fuori da quei canoni che oramai bene conosciamo e che in una dimensione comunque parallela e mista alla musica cosmica di Tangerine Dream oppure il motorik NEU! e l'elettronica Kraftwerk, si disimpegnavano in altri generi come questo dischetto qui che francamente è di una bellezza disarmante e sprigiona energia e sensazioni di libertà dalla prima all'ultima nota.

#kraut #annexusquam #kosmischemusik

Annexus Quam - Troblush El E Isch (1972) HQ

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Battlegods: "Osmose" è ben fatto!
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sotomayor : A quanto pare hanno ristampato

| DeRango™: 8.84 Levitation   Consigliata

A quanto pare hanno ristampato questa bomba.

Nebula - "Let It Burn" (1998) [FULL EP]

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tia: Discooone . Che posseggo..
sotomayor

sotomayor : Pippo Franco - Che fico

| DeRango™: 5.52


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tia: giuro non lo reggo. brut ! ;)
sotomayor: Devi calarti nella giusta dimensione acida...
tia: Per me - che sono di larghe vedute - è troppo. Forse è oltre..
Dislocation: M'accodo al @[tia] ..... A volte ripenso le mie convinzioni sui grandi temi, la pena di morte, il carcere a vita.....
imasoulman: propongo il Bànno eterno a chi ha messo Brùt. perchè finchè si scherza si scherza, poi quando si fa sul serio...(cit. Pozzetto-Don Cimbolano) Tre Tigri Contro Tre Tigri Film Completo 1977
tia: Mi autosospendo a vita allora. L'umorismo di Pippo Franco mi genera l'orticaria!
Dislocation: Umorismo? Vabbé, pur di accontentare il buon @[imasoulman] mi autobahno per sedici secondi netti, in suo omaggio.
Dislocation: Rieccomi tra voi.
imasoulman: allora...il Francesco Pippo (nome e cognome) è un grande attore (vedi sua interpretazione in 'Che cosa è successo tra tuo padre e mia madre?, 1970, Billy Wilder, non proprio l'ultimo dei cottolenghi, converrete...) che purtroppo ha il grave torto di aver fatto il Bagaglino. Ma prima aveva un suo notevole perchè. Secondo me
Dislocation: No no, anche molto prima del bagaglino si dava ad infimità varie. Concordo per l'opera indicata, ma il buongiorno non s'è visto dal amttino. Pure fascio, tra l'altro. Oopps, mi sfuggì. Abbipazienza.
imasoulman: Massì certo, fascio...se sei nel giro di Pingitore...dopodichè buttiamo a mare anche Buzzanca e Banfi, allora? No, non ci sto...
Dislocation: Macché, te l'ho detto, mè scappato e non l'ho cancellato.... Fai come se non....
Dislocation: * m'è
sotomayor: La penso come imasoulman. Sicuramente il bagaglino è quello che è rimasto nell'immaginario di tutti... che poi è la tipica cosa che nessuno ha mai visto ma si critica a prescindere. E lo faccio anche io, eh. Comunque penso che sia stato un bravo attore e un comico divertente in passato. Poi sicuramente non è mai stato impegnato e politicamente non so se sia fascio o comunque di destra (immagino che sia sicuramente almeno di…
Dislocation: Cioè scemo ed inconsistente, ecco.
mrbluesky: lunga vita al trash,oh ma non si sente
Falloppio: Best song after Shine on you crazy diamond... :)
sotomayor

sotomayor : Implacabile Howe... #zot2017 Arizona Amp

| DeRango™: 0.00

Implacabile Howe...

#zot2017

Arizona Amp & Alternator - The Open Road (Self-Released, February 02, 2017)

Quando mi sono ritrovato tra le mani questo disco, mi sono francamente domandato, "E questo ora da dove esce fuori?" Voglio dire: un nuovo disco di Howe Gelb a nome Arizona Amp & Alternator spuntato così all'improvviso dalle sabbie del deserto e mentre intanto registrava e pubblicava due dischi di "standard". Peraltro il progetto era stato appunto seppellito sotto le sabbie del deserto oramai da più di dieci anni, quando nel 2005 fu pubblicato il primo disco che costituiva in verità una specie di piccolo gioiellino con collaborazioni interessanti e preziose con artisti come M. Ward oppure Scout Niblett. Questo qui più o meno allo stesso modo raccoglie tutta una serie di pezzi registrati a vario titolo nel corso degli ultimi cinque anni. Una specie di miscuglio con il quale poi alla fine di grande mestiere Howe ti frega sempre: perché pure questa non-formula alla fine ti convince della sua bontà, perché le canzoni e le interpretazioni e gli arrangiamenti funzionano in ogni caso. Che si tratti di registrazioni in studio oppure dal vivo("Bottom Line Man"), da solo oppure in compagnia ora con Lonna Kelley ("Left Of Center") e ora con Jason Lytle dei Grandaddy ("Left") sono belle, convincenti seppure varie nel suo contenuto così come è variegato e incredibilmente vasto e sconfinato il repertorio di canzoni di Howe Gelb. A parte le canzoni che ha scritto in prima persona, penso che potrebbe praticamente suonare ogni classico standard della canzone americana così sulla punta delle dita e sono proprio quelle interpretazioni estemporanee che del resto rendono meglio di qualunque altra la sua grandezza.

#desertrock #giantsand #howegelb

The Open Road | Howe Gelb
BËL (00)
BRÜ (00)

mrbluesky: per un momento ho pensato ad un altro Howe
sotomayor: Andrew?
sotomayor

sotomayor : Ho deciso di avere un

| DeRango™: 5.30 Artista del Popolo   Approvata dal Comindeb   Isolabile

Ho deciso di avere un debole per Kim Yo-jong. È lei la donna della mia vita. Aiutatemi a coronare il mio sogno d’amore.
BËL (03)
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sfascia carrozze: Speriamo solo non la dia in pasto ai cani quando rientra a Pyongyang (come ha fatto con lo zio qualche tempo fa) per aver dimostrato un eccesso di democraticità verso Seoul e il resto del mondo civilizzato.
sotomayor: Non oserà... Io non sono un fanfarone come Donald Trump, se osa solo sfiorarla con un dito io lo ammazzo!
hellraiser: Immagino già i bei pranzi in famiglia la domenica... subito dopo una bella sfilata militare in piazza...
proggen_ait94: contatta razzi
Dislocation: Ma da quando ti dai al bondage maso?
sotomayor: Mi sorprende non riusciate a coglierne quel carisma da madre del popolo, la formazione intellettuale di stampo marxista e la fierezza per le sue origini e allo stesso tempo quella voglia incredibile di dolcezza e di tenerezza.
Dislocation: Devi cambiare psichiatra. In tutta amicizia, eh?
sotomayor

sotomayor : Questo gruppo è chiaramente una

| DeRango™: 5.65 Scelta degli editor   Consigliata

Questo gruppo è chiaramente una delle rivelazioni dell'anno: Holy Motors - Slow Sundown - full album (2018)

Tra Morricone e Mazzy Star, tra Jim Jarmusch e Miranda Lee Richards.

BËL (02)
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heartshapedbox: questo album è semplicemente stupendo. lo adoro.
sotomayor: Sono bravissimi. Sai che vengono dall'Estonia?
sotomayor: Ovviamente, se ci tieni a saperlo, hanno la benedizione oltre che di Jim Jarmusch, anche di Anton...
heartshapedbox: ah bè e se hanno la benedizione soprattutto di Anton.. -.- no comunque fantastici davvero, avrei detto fossero californiani! peccato sia passato inosservato questo ascolto, secondo me potrebbero piacere a molti, io già li adoro.
sotomayor: Ma penso che nei prossimi mesi si parlerà sicuramente ancora di loro. Se hannola benedizione di Anton non è un caso, ma significa che sono bravi.
heartshapedbox: ma sì ti sto soltanto sfottendo su Anton-.-
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sotomayor : #buzz@[ALFAMA] qui siamo su un

| DeRango™: 0.93

#buzz @[ALFAMA] qui siamo su un livello di avant-jazz, decisamente altissimo. Big band capitanata da Martin Kuchen e stesso duo ritmico dei Fire! Sempre dalla Svezia...

Angles 9 – Disappeared Behind The Sun (Clean Feed, January 17, 2017)

Considerati come dei rinnegati dagli amanti del jazz tradizionale, quello dei grandi classici e delle big band tipo quella di Duke Ellington, gli Angles 9 sono un ensemble svedese capitanato da Martin Kuchen, sassofonista visionario in giro sulle scene già da una decina di anni che nel tempo ha preso parte a diversi progetti di tipo sperimentale. Questo si intitola "Disappeared Behing The Sun" ed è stato pubblicato lo scorso danno da un'etichetta specializzata nel genere come la portoghese Clean Feed. Anche in questo caso non parliamo sicuramente di un disco che ha bisogno di più ascolti per essere apprezzato. Questa proposta di avant-jazz sfugge da ogni definizione intellettuale e si presta semplicemente a essere ascoltata e lasciarsi andare dalla bellezza e la variegatezza dei suoni propsti. Devo dire del resto che tra le diverse proposte nel jazz sperimentale e d'avanguardia ascoltate nell'ultimo periodo, nessuna mi ha colpito così tanto quanto questo disco degli Angles 9. Una vera e propria commistione di suoni che appaiono rimandare allo stesso tempo a esperienze come l'afro-beat oppure l'ethio-jazz e a esperienze sonore mediorientali oppure della musica orientale, questo disco appare varcare ogni confine possibile e in qualche modo essere l'equivalente del punk per la musica rock e di "Parson Sound" per la musica rock psichedelica europea. Un disco che in definitiva potrebbe veramente segnare un'epoca per il genere, ma questo eventualmente lo scopriremo solo nel tempo. Acido, entusiasmante, esplosivo.

#jazz #avantgarde #angles9

Angles 9 ‎- Disappeared Behind The Sun - full album 2017

BËL (01)
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sotomayor : Ritornano i nostri amici preferiti

| DeRango™: 0.00 Levitation   Artista del Popolo

Ritornano i nostri amici preferiti svedesi @ALFAMA.

#buzz

Harvester - Hemat (Decibel, 1969)

Pensavo a come il mondo della musica sia pieno di menzogne e falsi miti o comunque di mezze verità. Se senza dubbio i Velvet Underground furono e sono ancora oggi una delle band più influenti della storia della musica, questo è chiaramente in larga parte dovuto (oltre che alla bravura del gruppo) a questioni di carattere promozionale che - va detto - furono per quegli anni decisamente all'avanguardia. La presenza di un padrino come Andy Warhol non fu del resto qualche cosa di irrilevante e va detto che egli azzeccò praticamente ogni mossa. Compresa quella di affiancare al gruppo una vocalist brava e bellissima come Nico. Chiaramente ciascuno può avere le sue idee, ma se dico che per quanto mi riguarda alla lunga il primo disco in particolare dei VU mi ha praticamente stancato non sto di sicuro dicendo qualche cosa con lo scopo di provocare. Né se dico che furono un gruppo solo relativamente sperimentale rispetto a quello che succedeva dall'altra parte degli USA o nella cara vecchia Europa, penso di dire una menzogna. Penso che una esperienza come quella maturata negli anni dai tre grandi della musica psichedelica svedese Trad, Gras & Stenar abbia pochi paragoni. Qui il gruppo pubblica con la denominazione Harvester un disco ("Hemat", 1969) completamente registrato dal vivo nel 1968 in un piccolo locale di proprietà dei giovani comunisti svedesi intitolato a Karl Marx. In otto tracce il gruppo mostra tutto il suo campionario. Ritualità mistiche come "Nar Lingonen Mognar" e momenti di delirante recupero di sonorità tradizionali come "Kuk - Polska", la psichedelia allucinata di "Kristallen Den Fina", "Bacon Tomorrow", "Och Solen Gar Upp", "Hemat" e la furia selvaggia di "Nepal Boogie", fino alla cover di "Everybody (Need Somebody To Love)" che anticipa il sound dei Devo di una ventina d'anni. Per quanto mi riguarda un disco fondamentale come tutti gli altri in cui mi sono imbattuto registrato da questo geniale giro di musicisti. PS Dimenticavo: la qualità della registrazione non è delle migliori, ma veramente volete badare a qualche dettaglio così irrilevante? Come se questo contasse qualcosa... Ci sono gruppi che oggi per suonare in questo modo si fanno produrre il disco a suon di soldoni.

#harvester #hemat #svezia

Harvester - Hemåt (Silence Records) [Full Album]


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sotomayor : Si imparano più cose da

| DeRango™: 4.40

Si imparano più cose da Sonny in cinque minuti che sui testi sacri buddhisti che hanno migliaia d'anni di storia e di cultura illuminata alle spalle: Film - Bronx - Consiglio di Sonny e scena motociclisti

BËL (02)
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sotomayor: Ho sbagliato video, il vero insegnamento è qui: Film - Bronx - Consiglio di Sonny e scena motociclisti Va be', anche lì comunque.
heartshapedbox: ma è lo stesso -.-
sotomayor: Mannaggia. Bronx - E' Meglio Essere Amati o Mettere Paura?
sotomayor: È troppo difficile da usare sto sito.
sotomayor: #debaserèmorto
heartshapedbox: tu sei vecchio.
sotomayor: Io possiedo la saggezza di Sonny: Bronx Il test di Sonny
heartshapedbox: ti piacerebbe.
Stanlio: ehm, averceli 20 $...
LittleBluebelle: Vai con il test!
odradek: La paura dura più dell'amore. Sallo.
CosmicJocker: Io ho paura di non essere amato..o forse amo non mettere paura? Boh..
sotomayor: Quante ragazze ho mollato a causa del test dello sportello.
CosmicJocker: A me lo dici..le chiusure centralizzate hanno complicato tutto..!
sotomayor: Una volta era tutto più facile...
CosmicJocker: Ora per capire con che ragazza stai devi farti minimo 10 anni di convivenza..
sotomayor: Da questo punto di vista sono agevolato dal fatto che loro ci mettono mezz'ora per capire con chi stanno. Chiaramente per quanto riguarda loro, io poi resto sempre col dubbio, ma a sto punto è più un fatto di curiosità che altro.
Stanlio: avercelo saputo prima sto trucco me risparmiavo 'n sacco de guai me rispa...
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sotomayor : Mi segnalano che sti giorni

| DeRango™: 10.00

Mi segnalano che sti giorni ricorrono i vent'anni dalla pubblicazione di questo disco qui: Neutral Milk Hotel - In The Aeroplane Over The Sea (FULL ALBUM)

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sotomayor : Cose molto belle che avevo

| DeRango™: 3.43 Consigliata

Cose molto belle che avevo dimenticato.

Stephen Malkmus performs "One More Night" [Can Cover]

BËL (03)
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sotomayor: Bello tutto il "remake". Stephen Malkmus poi per me è l'Elliott Gould della musica indipendente: un gran figlio di puttana con la faccia da schiaffi.
heartshapedbox: faccia da paccheri come te
LittleBluebelle: Bellobellobello!!! me n'ero dimenticata anch'io, come ho potuto?? ho ascoltato per un po' i Pavement. Chiunque abbia una faccia da Malkmus, direi che può ritenersi fortunato assai :-)
sotomayor: Solo che purtroppo io non somiglio né a Stephen Malkmus né ad Elliott Gould e chiaramente heart mi prendeva solo in giro. :(
LittleBluebelle: ....ma non avevamo detto che è il fascino che conta, e che il fascino non è fatto solo di canoni estetici? :-) poi ci sono anche quelli che, per fortunate e fortuite combinazioni di DNA, si ritrovano con una faccia da Malkmus....
heartshapedbox: Ma no Soto, tu sei più bello! sicuramente hai un naso più bello di quello di Malkmus.
LittleBluebelle: Massi', ecchiccazzo sarà poi mai, 'sto Malkmus, in fin dei conti. Ma che si tenga la sua faccia da schiaffi.... Soto forever!!
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sotomayor : Je cherche encore une fille

| DeRango™: 0.00

Je cherche encore une fille qui voudrait bien de moi.

PIERRE VASSILIU "FILM"

BËL (00)
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LittleBluebelle: E questi dove li hai scovati? Molto nouvelle vague, belli! Comunque non ci credo che questa "fille" non si sia ancora fatta viva, sei troppo simpatico e carino! :-)
sotomayor: Arrossisco. Comunque no, non si è ancora fatta viva, sono un cuore solitario...
LittleBluebelle: Arriverà, arriverà... a suo tempo, quando i pianeti saranno nel giusto allineamento. Si tratta solo di pazientare. E nel frattempo, per ingannare l'attesa, di divertirsi e fare quello che piu ti pare! Non hai idea di come sia dura poi avere una donna sempre tra i piedi, e che magari vuole farsi accompagnare ai concerti di Ligabue e Vasco! :-D
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sotomayor : Suggerito da @ALFAMA mi sono

| DeRango™: 0.84

Suggerito da @ALFAMA mi sono di nuovo incamminato sulle orme di "Kuba" Ziolek e del suo progetto Alameda.

#buzz

Alameda Duo - The Luminous Guitar Craft of Alameda Duo (Instant Classic, August 31, 2017)

L'ultimo capitolo degli Alameda (pubblicato a nome Alameda Duo), il progetto di Jakub "Kuba" Ziolek e del suo storico collaboratore, il chitarrista Mikolay Zielinski, si intitola "The Luminous Guitar Craft of Alameda" (Instant Classic). Registrato in una chiesa evangelica nella città natale di Ziolek, Bygoszcz, nel nord-ovest della Polonia, la registrazione si giova della eccezionale acustica del posto, sfruttata al meglio solo durante le ore notturne per evitare interferenze dall'esterno. Le sessioni di registrazione sono avvenute solo di notte, una caratteristica che ha chiaramente condizionato il sound del disco che è praticamente una specie di viaggio nella cultura della tradizione musicale greca cui Kuba è stato introdotto da Rafael Iwanski (suo collaboratore in occasione di "Duch Tornada", 2015) tramite l'ascolto di una audio-cassetta di "Music of Ancient Greece" di Christodoulos Halaris (1946), musicista contemporaneo dedito allo studio e la ricostruzione di composizioni dell'era classica. Ziolek menziona Robbie Basho aka Daniel L. Robinson Jr e spiega che le radici dei suoi lavori sono le stesse che lo hanno spinto in questa avventura a riconoscere tracce nel primitivismo americano degli stessi suoni della musica greca antica. Registrato esclusivamente in acustica e con il bouzouki greco-turco, il disco si compone di quattro tracce in cui i due musicisti danno prova delle loro grandi capacità tecniche e costruiscono composizioni armoniche estatiche e che riecheggiano di luce come cristalli persi nel tempo e in cui dettagli come l'uso di strumentazioni sintetiche e fiati, oltre le partite cantate e l'uso dei cori, fanno chiaramente la differenza e arricchiscono ulteriormente un lavoro che a ogni ascolto si lascia scoprire e mostra dei nuovi aspetti. Penso che lo ascolterò ancora a lungo. Fatto sta che davanti a un artista come Ziolek ci si debba togliere tanto di capello per quanto è bravo.

Alameda Duo - The Luminous Guitar Craft of Alameda Duo (Full Album)

#alameda #kubaziolek #anticagrecia

BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor: @ALFAMA, nei prossimi giorni proverò a farti una specie di "regalo", vediamo se riesco a organizzarmi.
ALFAMA: Questo lo reputo un grande lavoro degno di essere esplorato
sotomayor

sotomayor : Ultimo capitolo della saga King

| DeRango™: 3.00 Levitation

Ultimo capitolo della saga King Gizzard & The Lizard Wizard del 2017.

#zot2017

King Gizzard & The Lizard Wizard - Gumboot Soup (Flightless, December 31, 2017)

Il 31 dicembre l'opera si è compiuta e i King Gizzard & The Lizard Wizard hanno fatto cinque su cinque e pubblicato l'ultimo disco del 2017: "Gumboot Soup" (Flightless). È stata un'annata irripetibile per il gruppo capitanato da Stu McKenzie che ha sicuramente scritto una delle pagine più importanti nel genere rock psichedelico di questi anni, prima a quanto pare di prendersi un periodo di pausa (così pare...) per riposarsi dopo la super-produttività dimostrata fino a questo momento. Tirando le somme, su cinque dischi, direi che "Flying Microtonal Banana" e "Sketches of Brunswick East" costituiscono due piccolo gioelli, ma il livello qualitativo e in ogni caso molto alto e questo disco qui non fa eccezione, anche se è stato accolto più tiepidamente dagli ascoltatori e dalla critica che forse avrà ritenuto - ingiustamente - di averne avuto abbastanza dopo avere ascoltato i quattro precedenti. E invece questo disco qui non solo è molto bello, ma offre ancora qualche spunto ulteriore che non arriva tanto dai pezzi più tipicamente "freak-psichedelici" ("Greenhouse Heath Death", "Muddy Water", "The Great Chain of Being", "All Is Known") oppure da momenti jazz fusion simili a quelli di "Sketches..." come "Superposition", "The Last Oasis" oppure "The Wheel". Penso invece a questo sound quasi pop-soul psichedelico di canzoni come "Beginner's Luck", "Barefoot Desert", il funky di "Down The Sink" e il groove di "I'm Sleepin' In", i momenti più interessanti di questo ultimo capitolo di questa grande e incredibile epica cavalcata di questo matto e allo stesso tempo geniale gruppo che qui si disimpegna ancora nell'ampliare i propri orizzonti e con risultati positivi. Sarà difficile chiedergli di più nel futuro perché con questi dischi sono veramente andati oltre ogni aspettativa possibile e impossibile.

King Gizzard & The Lizard Wizard - Gumboot Soup (Full Album)

#psychedelicrock #neopsychedelia #gumbootsoup

BËL (01)
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hjhhjij: Magari nel 2018 se stanno fermi hahahahaha
sotomayor: McKenzie ha detto che adesso deve prendersi una pausa. Poi chi lo sa che cosa intende con "pausa". :)
sotomayor

sotomayor : Comunità hippie, che passione. @ALFAMA,

| DeRango™: 0.84

Comunità hippie, che passione. @ALFAMA, questo qui mi sa che alla fine era una via di mezzo tra il reverendo Jim Jones, Howlin' Wolf e Charles Bukowski.

#buzz

Zendik - Zendik (Zendik Soundz, 1998)

Wulf Zendik (1920-1999) è stato un autore americano, poeta, musicista, ambientalista e bohémien. Appartenente alla cultura hippie, Zendik fondò la comunità omonima (conosciuta anche come Zendik Arts Farm) in diverse località del continente americano: Florida, sud della California, Texas, North Carolina e West Virginia. Una esperienza che è andata avanti anche dopo la sua morte e nata con lo scopo di promuovere le arti e avere uno stile rispettoso dell'ambiente. Una delle principali esperienze nella storia del movimento hippie USA, la comunità aveva una trasmissione in onda sulle reti televisive e adottava lo slogan, "Stop Bitching, Start A Revolution". Non conosco bene tutta la storia ma da quello che ho capito negli ultimi anni ci sono stati un po' di casini e scandali che hanno coinvolto la comunità per diverse ragioni e non so se questa esista ancora. Comunque... Comunque fatto sta che Wulf Zendik era veramente un artista interessante. Almeno per quello che riguarda la musica e questo album registrato tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta (completato nel 1972, ma non so molto su quella che potrebbe essere stata la prima pubblicazione) e in cui Zendik suona anche uno strumento a otto corde di sua invenzione. "Zendik" è un album composto da sette tracce in cui con dieci anni di anticipo sui Suicide, Zendik propone sonorità garage blues allucinate e si esibisce in una serie di rituali a metà tra Jim Morrison e Alan Vega. Accompagnato da percussioni minimali ma compulsive, potenti vibrazioni del suno del basso e chitarre acide e sintetizzatori che suonano in una maniera ripetitiva creando dei prodromi di atmosfere drone, le interpretrazioni di Zendik sono gospel morbosi, infetti di viralità blues e vibranti come se fosse scosso da delirium tremens. Assolutamente impressionante "Jewelsand Things" in cui usa dei trucchetti da bluesman navigato e usa la sua voce accompagnata dal suono della chitarra che cambia accordatura così come il tono della sua voce creando un incredibile effetto ipnotico. Praticamente uno sciamano che sapeva come esprimere quella dannazione dei suoi demoni e manipolare le forze della natura.

Zendik - The Album Wulf Zendik (1972)

#zendik #rock #blues

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ALFAMA: Zendik Farm Orgaztra - Danze of the Cozmic Warriorz (1988) credo che anche questo lavoro di allucinato space blues sia figlio dello stesso giro
sotomayor: Vediamo, mi aspetto un altro delirio.
LittleBluebelle: WOW!!!!!
ALFAMA: Wow è la cosa giusta , perché questo lavoro deve essere guardato davanti a un labirinto di specchi. Esempi di musica e immagini . Chiudi gli occhi e in una ipotetica macchina potrebbero essere dipinti sogni sulla terra, ma tutti avrebbero sempre ona fase in comune. Potrebbe essere l'inizio o la fine. Ecco nell'immaginazione "Inizio " ," Fine" , sono lo concetti completamente privi di significato. Solo la singola personalità li bolla con un significato…
sotomayor: Grande poeta. :) Dico sul serio.
LittleBluebelle: Commento molto ispirato! E molto vero: tutto dipende dalla prospettiva da cui si guarda. Beati coloro che sanno cogliere tutte e tre le dimensioni con un angolo di 360°! Noi ci si prova, almeno potremmo dire di aver tenuto la mente allenata e le famose porte della percezione aperte. :-)
ALFAMA: #sotomayor credo che questo sia pane per i tuoi denti.
sotomayor: Lo ascolterò sicuramente, questi deliri acid blues mi piacciono un sacco, infatti ho in ascolto da un po' anche Nihilist Spasm Band. Altra bomba.
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sotomayor : Un disco di David Grubbs

| DeRango™: 0.00

Un disco di David Grubbs è sempre l'occasione giusta per un viaggio verso nuove frontiere della musica sperimentale.

#zot2017

David Grubbs - Creep Mission (Drag City Records, September 22, 2017)

Chiaramente vale sempre la pena di recuperare e ascoltare ogni nuovo disco di David Grubbs, artista con alle spalle una storia gigantesca ma che praticamente continua a sfornare nuovi lavori e in cui continua a dimostrare la sua grande inventiva e le sue capacità tecniche e sperimentare nella doppia direzione della tradizione del primitivismo USA e del suo grande maestro John Fahey e del minimalismo di John Cage. "Creep Mission" è uno dei lavori migliori abbia pubblicato negli ultimi tempi e per il quale ha arruolato una serie di collaboratori (gli stessi che nell'album "Prismrose") come il batterista Eli Keszler e il trombettista Nate Wooley e uno sperimentatore nel campo dell'elettronica come Jan St. Werner. Il disco è un'opera in bilico tra primitivismo e sperimentazione. "Slylight", "Creep Mission", "Jack Dracula" e "The C In Certain" sono tre composizioni in cui Grubbs costruisce spettacolari arpeggi di chitarra creando suggestioni sonore accompagnate che creando vibrazioni prolungate nello spazio tra sfumature drone e eco blues nello stile di Ry Cooder. "Return Of The Creep" amplifica ancora di più l'effetto del suono della chitarra che crea onde sonore distorte aperte e sovrapposte a arpeggi minimalisti. In altre tracce il suono della chitarra di Grubbs viene immerso dentro sonorità ("The Bonapartes of Baltimore") e accompagna vibrazioni sonore sintetiche sperimentali ("Jeremiadaic"). Il leit-motiv dell'album sono proprio queste sovrapposizioni e stratificazioni sonore combinate ogni volta in un modo diverso ma sempre con grande stile e eleganza.

Creep Mission | David Grubbs

#avantgarde #primitivism #davidgrubbs
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sotomayor

sotomayor : PROGRESSIVE ROCK MADE IN BAVARIA.

| DeRango™: 0.00

PROGRESSIVE ROCK MADE IN BAVARIA.

#BUZZ

Ougenweide - Ohrenschmaus (Polydor, 1976)

Disco dal suono particolarissimo e che per questa sua specialità potrebbe anche in qualche modo far sorridere gli ascoltatori, al di là della poi qualità del suono. Si tratta di una band progressive rock proveniente da Monaco in Baviera, gli Ougenweide. Gruppo formato nel 1970 e attivo per tutto il decennio fino all'inizio degli anni ottanta, sotto contratto con la Polydor pubblicò tra gli altri questo LP denominato "Ohrenschmaus" nel 1976. Va considerata la posizione geografica della Baviera in questo senso e che era lontana da altri centri della Germania Occidentale e che videro proliferare movimenti musicali più sperimentali. Il disco è effettivamente un disco di musica progressive e in cui si colgono evidente sfumature di musica folk tradizionale della Baviera e che possono a tratti rimandare a alcune tradizioni celtiche e sonorità del Nord Europa. Questa caratteristica emerge tanto nei brani più progressive rock quanto e soprattutto in quelli più folk come "Eines Freitags Im Wald", "Engelboltes Tochter Helft Mir Klagen", "Om Wie Jaemerliche", "Pferdesegen "Contra Uermes". Non mancano ovviamente sfumature canterburyane e come spesso accade in gruppi del periodo con questo tipo di sonorità, vanno segnalate le performance vocali della "prima donna" Minnie Graw. Da ascoltare almeno per far cadere qualche mito sulla musica bavarese e sulla Baviera in generale.

Ougenweide - Ouwe wie jaemerliche

#bavaria #progressive #krauti

BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor: Sempre suggerito dal maestro @[ALFAMA] ovviamente.
ALFAMA: Cavolo questo lo ricordo vagamente. Lo ricerco su Y T e rinfresco la memoria
BortoloCecchi: Mai sentiti in vita mia
ALFAMA: effettivamente non è sicuramente opera memorabile ma un posto fra i vari ascolti lo merita .
BortoloCecchi: Infatti ho ascoltato, anche perché stavo ascoltando "Il Pavone" degli Opus Avantra e quindi ho detto "beh, siamo quasi in tema"
sotomayor: Be', cavolo, è una realtà assolutamente sconosciuta al di fuori della stessa Baviera mi sa. E poi chi se li immaginava mai sti bavaresi in preda a deliri progressive psichedelici.
sotomayor

sotomayor : Psichedelia dalla Grecia su Fuzz

| DeRango™: 3.84 Levitation

Psichedelia dalla Grecia su Fuzz Club.

#zot2017

Acid Baby Jesus - Lilac Days (Fuzz Club Records, September 29, 2017)

Formato nel marzo 2009 da Noda Pappas, Markos Mazarakiz e Tili Stronis, gli Acid Baby Jesus sono un gruppo di musica garage psichedelia di Atene, Grecia e che ha pubblicato lo scorso settembre 2017 il suo terzo LP su Fuzz Club Records. Sebbene il nome potrebbe far pensare a sonorità mistiche e acid rock, il gruppo ha invece un sound tipicamente garage molto semplice e alterna pezzi più rock con ballate psichedeliche che definirei deliziose e scorci di serenità pop. Il disco si apre con la title-track un brano di garage psichedelia con atmosfere e sapori della west coast californiana. "No Such Thing As Twice" è una specie di ballata rock and roll psichedelica con deliziosi e minimali arrangiamenti di fiati, "Me & Panormita", "Guide Us In" pezzi garage rock dai toni più accesi e suoni più grezzi. "Faces of Janus" una ballata pop psichedelica costruita su arpeggi di chitarra e arrangiamenti di synth semplici ma efficaci, "Down The Ley Lines" è chiaramente ispirata alle visioni di Syd Barrett, "Birth" una specie di cantilena ondeggiante, "Vile Man" ricorda tantissimo il sound del primo disco di Avi Buffalo, "Love Has Left My House Today" è il pezzo migliore del disco con la title-track dove di nuovo compaiono sonorità west coast in un pezzo diciamo più arrangiato e "complesso" rispetto agli altri e con una coda di piano molto suggestiva. Nel complesso un disco non trascendentale ma veramente molto molto piacevole e orecchiabile.

Acid Baby Jesus- Lilac Days (Full Album)

#psychedelia #atene #fuzzclub

BËL (02)
BRÜ (00)

ALFAMA: conosco l'omonimo , garage psychedelico più rustico del presente lavoro da te evidenziato.
sotomayor: Sì, questo è molto pop, la fuzz club sta svoltando su sonorità più morbide,prova chiaramente a ampliare il suo bacino di utenza e mi sa che ci riesce.
sotomayor

sotomayor : Proposta molto vintage da Northampton,

| DeRango™: 3.84

Proposta molto vintage da Northampton, Inghilterra.

#buzz

Axe - Music (Kissing Spell Records, 2002)

Ci sono notizie frammentarie e discordanti su questo gruppo del Northampton, Inghilterra. Il nome dovrebbe essere Axe, ma furono noti anche con il nome di Crystalline oppure Axe Music. Il gruppo era formato dalla bravissima vocalist Vivienne Jones (conosciuta anche come "Countess Vivienne"), Anthony Barford e R. Hillard alle chitarre, M. Nobbs al basso e S. Gordon alla batteria e le percussioni. La loro unica pubblicazione anche ha un nome incerto ma per i più è accreditata semplicemente come "Music" e risale al 1969. Inizialmente consisteva in sole cinque tracce, ma una ristampa della Kissing Spell Records ha recuperato altro materiale e pubblicato il disco nel 2002 in una edizione comprensiva di otto tracce e una registrazione dal vivo. Il sound della band è tipicamente psychedelic-rock ma al contrario di quanto si possa pensare, rimanda più a esperienze tipiche della west coast che tipicamente britanniche, se non in alcune sfumature. A tratti si potrebbe perino pensare ai Doors anche se il sound de gli Axe è molto più centrato sull'uso delle chitarre che hanno delle accelerate improvvise in cui si liberano in tutto il loro vigore acido e rock-blues. Sono evidente i rimandi alla cultura hippie imperante nel periodo (sentire ad esempio "Peace Of Mind") e il disco contiene anche una cover dei Love di Arthur Lee ("A House Is Not A Motel"). Da tenere sott'occhio la la lunga sessione in tre atti di "The Child Dreams" e la versione dal vivo di "Here To There". Un po' per la qualità delle registrazioni non eccelsa e un po' per attitudini del gruppo il suono delle chitarre è particolarmente grezzo, quasi garage e che mescolato alla incredibile e angelica voce di Vivienne dà luogo a una combinazione molto molto particolare.

#northampton #vintage #viviennejones

Axe - The Child Dreams (1969)

BËL (02)
BRÜ (00)

sotomayor

sotomayor : SPACE MUSIC SPACE MUSIC SPACE

| DeRango™: 0.00

SPACE MUSIC SPACE MUSIC SPACE MUSIC SPACE MUSIC SPACE MUSIC - - - - - - - - - -

#zot2017

Domboshawa - Minds Electrix (Drone Rock Records, August 26, 2017)

Pubblicato l'anno scorso su Drone Rock Records, "Minds Electrix" è un LP dei Domboshawa, collettivo space-rock capitanato da Anders Brostrom e proveniente come spesso accade dal Nord Europa e più precisamente dalla florida e psichedelica terra svedese, distretto di Hagersten, Stoccolma. Il disco si compone di sei tracce di musica spaziale acida e psichedelica per lo più ispirate alla solita matrice Ash Ra Tempel o al revivalismo di lunga data degli Acid Mothers Temple. Per la verità, tuttavia, va detto che il disco si apre con una traccia, "Saturdaze", che ricorda moltissimo i Pink Floyd di marca David Gilmour. Ma per fortuna il suono è più marcatamente garage e meno perfezionista di quello dei Floyd e in ogni caso il disco si evolve poi in una specie di lunghe trance di carattere meditativo, dei mantra composti di prolungate onde sonore Spacemen 3 ripetute in maniera acida e dove cogliamo elementi drone ("Quicksilver", "Karlavagnen"...) e si notano notevoli e imperiose linee di basso ("Far Beyond"...) e un uso dei synth che inserito in questa dimensione produce vibranti eco e riverberi che in "Aces High" trovano il loro culmine componendosi in un suono meraviglioso. Il risultato è un disco che non considererei come "essenziale" all'interno della vasta gamma di proposte di questo genere, ma si tratta di un bel trip di musica psichedelica e space che non posso che suggerire agli appassionati del genere o a chi comunque per qualsiasi ragione necessiti di calarsi in una dimensione acida. In fondo ogni tanto ne abbiamo tutti bisogno

Domboshawa - Minds Electrix(Full Album)

#SPACEMUSIC #ACID #PSYCHEDELIA

BËL (00)
BRÜ (00)

sotomayor

sotomayor : Dato che siamo in tema

| DeRango™: 0.84

Dato che siamo in tema di art-rock e registrazioni lo-fi, eccovi qui questo disco bellissimo per la rassegna #buzz devota e che giustamente riprende i saggi suggerimenti di @ALFAMA.

Officer! - Dead Unique (Blackest Ever Black, April 21, 2014)

Siamo di nuovo davanti a un'altra opera di ripescaggio meritevole di attenzioni e che recupera un pezzo di storia della musica degli anni novanta che per diverse ragioni non aveva mai visto la luce prima del 2014. "Dead Unique" è un disco registrato nel 1995 tra Baltimora negli USA e Londra (UK) dagli Officer!, un progetto messo in piedi da Mick Hobbs, musicista londinese attivo dalla fine degli anni '70 e coinvolto in diversi progetti come i Work, i Lowest Note, i Lo Yo Yo e i Momes, oltre per i lavori con This Heat e soprattutto per la amicizia con Jad Fair e le collaborazioni nel giro Half Japanese. La vicinanza a Jad Fair (peraltro una delle tante guest del disco, che gira comunque tutto intorno alla figura di Mick Hobbs) sul piano concettuale e visionario è peraltro evidente dalle diverse canzoni del disco (18 in tutto!) che combina art rock e musica garage con pop psichedelia di matrice UK e che rimanda a esperienze beatlesiane e degli anni sessanta. Tra sperimentalismi nel campo della musica jazz e con un uso minimalista e istrionico dei sintetizzatori, allestimenti di cabaret e teatri degli orrori e groove di basso marcatamente This Heat, "Dead Unique" è uno disco imprevedibile, al limite della sanità mentale e allo stesso tempo ascoltabile proprio come gli ultimi dischi degli Half Japanese oppure le uscite discografiche più pop della Flying Nun Records degli anni d'oro e della Elephant 6. Fossi in voi non aspetterei un attimo prima di ascoltarlo: mi ci butterei letteralmente "a pesce".

Officer! Someone At The Door

#halfjapanese #mickhobbs #jadfair

BËL (01)
BRÜ (00)

sotomayor

sotomayor : CIAO AZEGLIO, MITICO CT DELLE

| DeRango™: 5.56

CIAO AZEGLIO, MITICO CT DELLE NOTTI ITALIANE

Un Estate Italiana - Gianna Nannini & Edoardo Bennato

BËL (02)
BRÜ (00)

sotomayor: Buona visione: Calcio, Italia90 FIFA - Cerimonia di apertura (1a parte)
algol: Brava persona. Però, cazzo, è riuscito nell'impresa di perdere un mondiale in casa e con uno squadrone.
algol: tempi in cui i problemi del CT erano praticamente costituiti dall'imbarazzo della scelta. Scordiamoceli questi tempi.
perfect element: I tempi, a mio modesto parere, andrebbero ricordati per il saccheggio a mani basse avvenuto causa allestimento del baraccone mondiale.
sfascia carrozze: Io lo proporrei come prossimo CT. Anche dall'oltretomba non potrebbe fare di peggio di quelli attuali.
algol: con quella squadra arrivavo in semifinale pure io. Hai ragione perfect element, la mia era nostalgia per i piedi che circolavano.
perfect element: Brano di una bruttezza incivile.
sfascia carrozze: L'unico (sfocato) ricordo che ho dell'Itaglia delle notti magiche è quello relativo alla seconda/terza Eku28 tracannata di seguito in un Pub(e) malfamato della mia zona che già appestava l'audience [appestata] con le inutili partite del Mondiale. Il giorno dopo la sconfitta dellitaglia partivo per il milite ign(i)oto. DioG_à!
sotomayor: Io avevo sei anni, ricordo tutti quei cazzo di gadget di "ciao" che uscivano da tutte le parti, la Costa Rica, di cui ignoravo l'esistenza, Saddam Hussein, la vera stella di quei mondiali.
BortoloCecchi: La vera stella fu il giovane leone (38 al tempo) Roger Milla che portò il Senegal ai quarti, grazie alla vaccata di René "Tiroditutto" Higuita
mrbluesky: che spettacolo penoso con quel pupazzetto orribile che molti provavano pure a taroccare e miliardi buttati nel cesso.degno proseguo dell'86.non mi ricordo neanche chi vinse
sfascia carrozze: Forse vinse la Kamchatka. O L'Azerbaigian.
mrbluesky: sul serio chi ha vinto?la germania ovest boh!guarderò su uichi piedia
sotomayor: L'unica vera stella fu Diego... come sempre. Secondo posto: Totò Schillaci. Il Pablito Rossi di quel mondiale. Se avessimo vinto, le sue prestazioni sarebbero rimaste negli annali della storia del calcio. Roger Milla mito ovviamente. Vinse la Germania Ovest comunque, che alla fine effettivamente assieme all'Italia era la più forte.
algol: magari Baggio andava schierato più spesso. No eh ? E tu vergognati ... che sicuramente al S. Paolo fosti tra coloro che raccolse l'appello del Pibe e tifò Argentina. Ahah
sotomayor: Eheh non c'ero purtroppo, mio padre si è appassionato al calcio in tarda età proprio a causa mia e dei miei fratelli... ma ovvio che avrei tifato Argentina. :) Ancora oggi tifo Argentina.
algol: non ci rimane che tifare Argentina. Don't cry for meeeeee
sotomayor

sotomayor : La rassegna #zot2017 vi porta

| DeRango™: 7.75

La rassegna #zot2017 vi porta in giro per il mondo con questo progetto di Francois Cambuzat pubblicato lo scorso anno su Glitterbeat.

Ifriqiyya Electrique - Ruwahine (Glitterbeat, May 26, 2017)

Un progetto più che interessante pubblicato su Glitterbeat lo scorso maggio. L'idea è di Francois Cambuzat, leader dei Putan Club, francese, ma storicamente legato all'Italia meridionale e del resto "Ifriqiyya Electrique" più che una vera e propria band, si potrebbe definire come un il moniker che ha adottato specificamente per questo suo progetto in cui - accompagnato dalla storica compagna di avventure, la bassista Gianna Greco e Pierpaolo Leo - si affaccia letteralmente sul Mediterraneo e guarda alla cultura del rituale adorcista di Sidi Marzuq praticato dalla comunità Banga e che costituisce un evento annuale nelle comunità nere della Tunisia meridionale. Sono i discendenti degli schiavi Hausa trasportati lì dall'Africa sub-sahariana: è un rituale di adorazione nei confronti degli spiriti. Una specie di rito estatico e che Cambouzat ha voluto definire come post-industriale e che ha sviluppato in questo album denominato "Ruwahine" (proprio come gli spiriti della invocazione) e che fonde sonorità sperimentali e avant-rock con i rituali sufi del deserto tunisino e le voci di Ali Choucen, Youssef Ghazala, Tarek Sultan e Yahia Choucen e il suono indistinguibile delle tabla. Il furore post-industrial e il suono potente del basso impera in maniera compulsiva in tutte le composizioni, accostate a sperimentazioni no-wave e per la verve delle interpretrazioni, che rimanda al ruggito dei grossi felini sub-sahariani, accostati a artisti come Lydia Lunch. Ma possiamo in alcuni rituali al di là degli arrangiamenti riconoscere quella lontana matrice blues che poi si svilupperà nel nuovo continente e non mi stupisco in questo se alcuni mantra e rituali sufi recitati solo a voce e senza alcuna strumentazione come "Mawwel" oppure "Sidriiya" potrebbero alla fine farvi pensare a Leadbelly. Un mondo, una sola specie, le stesse radici.

Ifriqiyya Electrique - Arrah arrah abbaina - Bahari - Tenouiba

#ruwahine #tunisia #glitterbeat

BËL (05)
BRÜ (00)

dipsomane: Cambuzat! lo vidi al Tunnel di Milano con Les Enfants Rouge una vita fa e ne persi le tracce... questa tua segnalazione è un'occasione per riscoprirlo.
sotomayor: L'occasione migliore per farlo!
sotomayor: Comunque lui suona sempr ein Italia, penso che sia più popolare qui che in Francia oramai... La compagna e bassista è del Salento. Comunque correggo una informazione sbagliata data un po' di tempo fa: non è il fratello di Amaury (Ulan Bator) ma i due sono cugini.
dipsomane: sì. parla italiano e la sua compagna (sempre se è ancora lei) suonava con lui già ne Les Enfants
sotomayor: Sì, è sempre lei ed è proprio lei a suonare il basso in questo disco.
sotomayor

sotomayor : Disco proveniente dalla sempre florida

| DeRango™: 3.48

Disco proveniente dalla sempre florida scena psichedelica di Portland (Oregon) di un gruppo nel giro Dandy Warhols ecc. ecc.

#zot2017

Daydream Machine - The Show Must Not Go On (Picture In My Ear Records, March 07, 2017)

"The Show Must Not Go On" (Picture In My Ear Records) è il secondo LP dei Daydream Machine, gruppo di Portland (Oregon) composto da Jsun Adams, Josh Kalberg, B. Mild e Jonathan Mono. Jsun Adams è un musicista abbastanza noto nella scena psichedelica di Portland per essere stato il leader de gli Upsidedown e per la sua vicinanza ai Dandy Warhols e in particolare a Peter Holstrom con cui condivide il progetto Pete International Airport (hanno di recente pubblicato un nuovo LP). Proprio Peter Holstrom è una delle tante guest dell'album assieme a Colin Sheridan dei Federale, Matt Moore degli Upsidedown e Nathan Junior, tastierista di M. Ward e Rick Bain. Registrato nello studio di Gregg Williams (The Trench) e mixato da Jonathan Allen, il disco è sul piano concettuale inserito nel contesto geopolitico contemporaneo. Le sonorità invece sono quelle che definirei come tipicamente psychedelic-rock e con una certa devozione ai Velvet Underground evidente in canzoni come "Falls Out of View", la title-track "The Show Must Not Go On", "Modern Prophecy" e la ballata acustica "Tiny Galaxies". L'uso distorto della voce e alcune atmosfere più oscure ricordano invece i Singapore Sling mentre la attitudine rock and roll è chiaramente la stessa dei Dandy Warhols che hanno inevitabilmente molti punti di contatto. Particolare in alcuni casi l'uso dei synth che recupera momenti più "pop" del suono kraut-rock (un elemento comunque presente anche nel vigore del suono del basso e la ripetitività degli schemi) di gruppi come i Kraftwerk ("The Show Must Not Go On", "Ciggy Stardust") creando atmosfere sinfoniche armoniose e quasi trionfali. Un bel disco di rock and roll music dal sapore vintage e che chiaramente piacerà ai fan dei Dandy Warhols e di sonorità psych orecchiabili.

Daydream Machine- Modern Prophecy

#daydreammachine #dandywarhols #portland

BËL (02)
BRÜ (00)

LittleBluebelle: in effetti non mi dispiacciono per niente! ca
LittleBluebelle: ca stava per "carini"....
sotomayor: NOn sono male. Cioè non sono originalissimi, ma chi cazzo se ne frega. Scusi l'espressione poco elegante. :)
LittleBluebelle: ...difficile trovare qualcosa di veramente originale, a me sembra di avere già sentito tutto, a volte. Di sicuro sbagliando, ma forse anche no....
sotomayor: Ma forse tutto è già stato fatto, però ognuno penso che ci metta qualche cosa di suo "personale" in quello che fa (come in tutte le cose) e quella sfumatura chiaramnete dà poi un senso a un disco o a qualsiasi altra cosa, non credi?
LittleBluebelle: Sì, sono assolutamente d'accordo con te. Il tocco e la rivisitazione personali danno la cifra di un gruppo, ma giuro che al prossimo cantante di 20 anni che scimmiotta Ian Curtis, convinto di aver dato un apporto fondamentale alla musica, sparo un colpo in testa! No, dio mio, che immagine cruenta! Mi limiterò a mettere in standby le orecchie, o ad uscire dal concerto per andare a litigare nel tentativo di farmi rimborsare i soldi…
sotomayor: Ehm magari basta solo aspettare perché lo potrebbe scimmiottare, diciamo così, proprio in tutto e per tutto anche fuori dal palco e allora...
LittleBluebelle: ....e io che pensavo di essere stata troppo cinica!
sotomayor: E ma mi devi dire a chi ti riferivi però.
LittleBluebelle: Tom Smith degli Editors, ad esempio... loro tra l'altro sono tra quelli che salvo, ho anche un paio di dischi e li ho visti una volta dal vivo. Sonorità che mi appartengono, pur non presentando spunti particolarmente innovativi. Poi molto onesti e professionali sul palco, malgrado siano freddini....e gli riconosco di non essersi mai spacciato per il nuovo messia, mi sembrano tipi tranquilli. Ma soprattutto nel sottobosco musicale, locale e non, ho sentito talmente tanti…
sotomayor: Sì, è vero che per un periodo un sacco di gruppi scimmiottavano i Joy Division. Oggi forse un po' meno... Comunque lo fanno molto di più i britannici che gli americani, dove penso i JD abbiano sempre storicamente meno attecchito (non che questo li ridimensioni). Gli Editors non erano male, anche se li ho proprio persi di vista. I migliori di quella ondata forse gli Interpol, poi si sono un po' appiatti e ripetuti (forse…
LittleBluebelle: Le sonorità dark/new wave hanno attecchito piu nella loro patria d'origine che altrove, malgrado non siano mancati epigoni o chi seguiva il filone anche al di fuori dell'UK. Quando seguivo più di oggi i gruppi emergenti, le influenze dei Joy Division erano molto presenti. Poi c'è stato un momento di pausa, seguito da una nuova ondata di gruppi a cavallo tra Cure e Joy Division (come citi giustamente Editors e pure Interpol). Che a me…
LittleBluebelle: Gli Editors li ho visti due anni fa ad un festival orribile e molto disorganizzato che fanno qui a Treviso. Il concerto mi ha irritata, non per loro, che al di là che possano piacere o meno sono molto bravi. Ma per via di un pubblico di ragazzini dormienti, che non hanno reso niente indietro al gruppo. Io al posto loro avrei tenuto un contegno molto piu' punk: al terzo brano avrei mandato tutti affanculo…
sotomayor: Forse gli Editors li ho visti dal vivo, non ricordo. Gli Interpol invece mai visti di sicuro, comunque penso che il loro periodo top sia andato... Durata breve, ma appunto come dici non ci sono spunti nuovi e se non ne esci poi a un certo punto che fai? Non hai soluzioni. Figurati se mollavano e lasciavano il palco, questi qui sono comunque gruppi legati a determinati meccanismi che nel piccolo riproducono le logiche mainstream,…
LittleBluebelle: Anche! 😂😂😂
LittleBluebelle: Comunque, a ruoli inverso, c'è stato un concerto dei Soundgarden, all'epoca d'oro di Badmotorfinger (mi sembra a un festival a Modena, ma non mi ricordo più molto bene) in cui il gruppo ha fatto un'esibizione davvero misera. Il pubblico rumoreggiava e il bassista ha mandato la gente affanculo. Risultato: si sono presi una bombardata di zolle di terra! Il concerto è stato interrotto e la band è fuggita. Quelli sì erano bei tempi! 😂
sotomayor: QUesto mi stupisce, pensavo che in quel periodo ai Soundgarden fosse concesso di tutto. Anche se forse 1991... in qualche modo paradossalmente in Italia il culto di questi gruppi è aumentato più dopo la morte di Cobain che prima. Forse dopo la cosa non sarebbe mai successa.
LittleBluebelle: Molto anarco-punk! 😂