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lector e i suoi ascolti

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Cheesecake fredda (e mousse allo yogurt) con coulis di frutti di bosco. Tutto preparato con le mie manine d'oro.
Un po' di dolcezza (e bomba calorica) per sopportare la rabbia di essere invecchiato di un altr'anno.
MALEDETTI COMPLEANNI! Che vengono sempre senza essere invitati...

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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!

Estate, tempo di divertimenti fatui e di edonismo imperante.
Ma non per tutti!
Per fortuna vi sono ancora, poche, sparute menti eccelse, spiriti elevati che rifuggono dalla massificazione e dal pecoraio pecoreccio per dedicarsi ad alti pensieri e profonde meditazioni.
Ecco due dei nostri più acuti pensatori: @[Almotasim ] e @[asterisco] che stanno organizzando uno dei loro, altissimi, simposi. Incontri selezionatissimi a cui pochi prescelti sono ammessi. Sono - infatti - attesi conferenzieri del calibro di @[noveccentrico], @[luludia] e forse, si sussurra, persino di @[odradek] ...

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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!

ALLORA!!
C'è della gente DAVVERO INCREDIBILE su questo sito!
Gente capace di infilarsi dappertutto pur di farsi notare!
MA QUANDO E' TROPPO, E' TROPPO!!
Ma come hanno fatto certi elementi ad imbucarsi pure nella finale degli Europei??
ECCERTO: i soldi, il potere...
Certe cose te le aspetti da gaglioffacci come @[Falloppio] o @[hjhhjij] o @[sergio60] . Oppure da presenzialisti come @[tia] o @[IlConte] che farebbero di tutto per stare in mezzo, oppure da quel puzzone di @[Pinhead]...
Ma pure @[macmaranza] ... eppure sembrava tanto un bravo ragazzo!

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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!

Il noto playboy @[dsalva], sempre al centro dei gossip più caldi, ricercatissimo da fotografi e cercatori di scoop, ha FATTO OUTING!!
SOLO Novella200DeB ha l'esclusiva!!
NOI lo abbiamo beccato alle Maldive dove si era rifugiato con il SUO NUOVO FIDANZATO!!
-"Si, sono stanco di nascondermi - ha dichiarato l'ormai ex sex-symbol - finalmente con Furflo posso essere me stesso! Ero stanco di quella vita: ogni notte sesso selvaggio con modelle e miss di ogni tipo, non ne potevo più! Mi trattavano come un oggetto...una macchina del sesso...
Così ho detto basta!
Con Furflo è amore vero.
Lasciatemi in pace!"
Che dire!
Se è contento così...
Noi il nostro dovere di giornalisti con la schiena dritta che informano senza guardare in faccia a nessuno lo abbiamo fatto anche stavolta!

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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!

Alberghi di lusso, yacht giganteschi, resort a 5 stelle...così sono capaci tutti!
I VERI VIPs non fanno certe vacanzucce da borghesotti arricchiti...
Prendi @[imasoulman] (il noto finanziere delle star): per lui la vacanza è RIPOSO e MEDITAZIONE. Lontano dalla pazza folla e senza inutili sprechi che lo allontanino da quella ricerca interiore (ed anche dalla cura di quel brutto vizio che ha...) a cui anela dedicarsi.
Ecco che - lontano da sguardi indiscreti - il nostro ha raggiunto un piccolo luogo appartato, un buen ritiro, dove trascorrere i prossimi mesi in religioso raccoglimanto.
Il luogo gli è stato caldamente raccomandato da @[JonatanCoe] che vi è già ospite da alcune settimane (anche lui per curarsi dallo stesso viziaccio di @[imasoulman] ed altro...).
Il luogo è così ricercato che - pare - presto li raggiungerà anche @[Eneathedevil] (che soffre della stessa sindrome...).
Poi basta però, eh!
Lo so che MOLTI ALTRI starebbero bene in un simile posto...però ce ne sono anche altri...se no che roba da VIPs sarebbe??!!

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#paparazzi #novella2000DeB
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Ormai è ufficialmente iniziata la stagione dei GOSSIPS!!
Come tutti gli anni con l'arrivo di @[TataOgg] che, col suo panfilo costeggia tra Porto Cervo, Capri e la Costa Smeralda, si accende la dolce vita nostrana e i migliori galletti del jet-set internazionale cominciano a lustrarsi le creste.
Qui vediamo @[TataOgg] con alcune delle sue amiche (tar cui si riconoscono @[AlephZero] e @[Valentyna] ) che si preparano ad una delle loro, solite notti folli!
Attente che i più informati hanno già avvistato @[IlConte] e @[algol] da quelle parti...
I nostri fotografi sono già pronti e sul piede di guerra e #novella2000DeB vi terra informati su quest'estate che già si preannuncia bollente!

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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!

QUI SIAMO OLTRE OGNI LIMITE!!!!
I due noti ricconi arricchiti genovesi di cui NON VOGLIO fare i nomi (@[Dislocation] e @[Farnaby]) per rispetto nei confronti di TUTTI GLI ALTRI LIGURI (che poi pure quelli...lascia perdere...) ne hanno fatta un'altra delle loro!
Arrivati a Milano per bisinèss, da bravi parvenu sono voluti andare a pranzo al ristorante di Cracco (ma proviamolo 'sto Cracco, che sarà mai...). Solo che, una volta arrivati, hanno preteso di farsi cucinare la roba che si erano portati da casa!!
Il solito pestaccio che mangiano loro (e per giunta quello industriale di una nota marca italiana), perchè non si fidano.
CHE VERGOGNA!
Chiaramente sono stati "gentilmente" accompagnati alla porta...

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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!

Ecco qui siamo oltre lo scandalo!!
Quell'impunito di @[Falloppio] ha rischiato di rovinare le relazioni diplomatiche con la Perfida Albione!
CHE QUALCUNO PROVVEDA!



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#paparazzi #novella2000DeB
Cosa fanno tutta l'estate i VIPs del DeB? Come spendono i loro migliardi faticosamente raccolti sotto ai materassi (ed evasi dalle giuste tasse)? Noi ve li scoviamo tutti!
Ecco il primo: chi...CHI...poteva essere così sfrontato da parcheggiare il suo MotoBecane proprio sotto la Torre Eiffel?
CHI??

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Campagna "non abbandoniamoli!"
In questo sito di nababbi, frequentato da noti ricconi (tipo @[Falloppio], @[tia], @[dsalva], @[Dislocation], @[sfascia carrozze] ... etc. etc.), tutta gente abituata ai bagordi e ad andare in vacanza tra i 3 ed i 6 mesi, con i loro panfili, jet privati, motoslitte e monopattini elettrici, lanciamo una campagna di civilta!
Non lasciate il vostro ILLIBRO a casa da solo!
Portiamolo in giro per il Mondo, diamogli quel tocco di internazionalità che merita!
Io, per conto mio, l'ho già portato a prendere il sole a "Mappetella Beach" (rinomata località balneare che a Napoli tutti conoscono)!


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Vulisseve pruvà quaccos'e nuovo?
Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Napule Canta E More (Original Mix)
Dietro questa compilation di brani incredibili di funk napoletano restaurati e rieditati ci sono i Nu Guinea (Massimo Di Lena e Lucio Aquilina) che su questo canovaccio hanno realizzato il notevole "Nuova Napoli". Tutti e due i dischi sono del 2018 e sul DeB non se li è ancora filati nessuno...
@[imasoulman] ascolta questa blackploitation napoletana e sappimi dire!
Io non so se questo è il futuro del Napoli sound, però con la mia piccola rassegna mi fermo qui.
Ho lasciato fuori un sacco di roba, lo so, ma si rischiava di non finirla più!
E Pino Daniele?
L'ho già detto che non amo Pino Daniele?


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Vulisseve pruvà quaccos'e nuovo?
Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Int'o Rione
Che a Napoli si sia sviluppata una ottima scena hip-hop a me sembra del tutto naturale; ma io mi sono fermato ai Co'sang che sono roba di più di dieci anni fa (e dieci anni in questo ambito sono un'era geologica) e questo dimostra solo quanto sono anziano...
So che Luché e Antò continuano da solisti e so che, in città, qualcosa si muove ma ho perso quasi tutti i contatti e - quindi - ne so poco.
Ogni tanto qualche mio allievo mi fa ascoltare delle sue rime e mi chiede consiglio e questo dimostra quanto vitale sia la cultura hip-hop in tutte le periferie del mondo e quanto questa sia la musica di quelle periferie (e questo dovrebbero capirlo tutti i vecchiacci come me che quelle musiche scansano con un'alzata di spalle).
Per quello che mi riguarda i Co'Sang restano i migliori (lasciamo perdere i 99 posse!); però qualcuno, magari, mi potrà smentire e fare altri nomi.
Io, qui, confesso i miei limiti.


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Vulisseve pruvà quaccos'e nuovo?
Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Toni Servillo e Fausto Mesolella - Anema e core
Gli Avion Travel o Piccola Orchestra Avion Travel sono stati (tecnicamente non si sono sciolti ma tendo a credere che la loro storia sia ormai conclusa) un gran gruppo italiano; una delle migliori realtà musicali del nostro paese, punto!
Casertani di nascita ma napoletani d'adozione, io me li ricordo nel calderone Vesuwave (qualcuno di voi li ricorderà vincitori a Sanremo).
Musicisti sopraffini, dal batterista Alberto D'Anna (nome conosciutissimo a Napoli, presente in innumerevoli dischi, che ci ha lasciato nel 2015) al sassofonista Peppe D'Argenzio. Anche se i nomi più conosciuti sono quelli del cantante Peppe Servillo (fratello di Toni Servillo) e di Ferruccio Spinetti (il cui lavoro con Petra Mengoni sotto il moniker "Musica Nuda" è stato straordinario).
Ma qui voglio ricordare il chitarrista Fausto Mesolella.
Mesolella è stato un talento straordinario: grande chitarrista ma anche ricercato compositore di canzoni (per Nada, per la Mannoia, per Gianmaria Testa e tanti altri) ma anche di colonne sonore ( “2 euro l’ora”, “Lascia Perdere Johnny”, le prime che mi vengono in mente.
Fausto Mesolella ci ha lasciati tre anni fa.
Voi cercatevi almeno il cd "Dago Red" con Raiz.


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Vulisseve pruvà quaccos'e nuovo?
Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
MARUZZELLA (Gennaro Cosmo Parlato)
Ho apprezzato molto il film di Turturro, "Passione" del 2010, nel quale l'attore e regista, senza pretese di analisi sociologiche o storiografiche mostra una Napoli vitale e non stereotipata, verso cui nutre un amore sincero. Una città multiforme che Turturro non cerca nè di capire , nè tantomeno di spiegare. Il filo conduttore del viaggio di Turturro è la musica e la scelta dei brani è davvero ottima, consiglio vivamente a chi volesse l'ascolto della colonna sonora.
La versione di "Maruzzella" di Gennaro Cosma Parlato è, a mio avviso, uno dei brani meglio riusciti dell'album. Cosma Parlato è artista poliedrico, interprete personale ed in bilico tra eleganza ed eccesso. Se vi capita provate ad ascoltare "Cosa c'è di strano?" il suo primo lavoro, in cui si produce in cover di brani anni '80 di note cantati italiane: io lo considero un lavoro davvero divertente.
Cosma Parlato merita un successo maggiore di quello finora ottenuto, secondo la mia sommessa opinione.


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Vulisseve pruvà quaccos'e nuovo?
Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Bammenella
"Bammenella" è uno dei pezzi più belli del repertorio tradizionale napoletano; il testo di Raffaele Viviani non può essere interpretato con superficialità, pena il rischio di ridicolo involontario.
In calce all'ascolto precedente si è parlato di voci femminili, ecco "Bammenella" è da sempre uno degli esami più difficili da affrontare ed è una splendida cartina tornasole per giudicare la credibilità di un'interprete.
Infatti l'hanno cantata TUTTE/I! (Si trova persino una versione cantata da Ornella Vanoni in un napoletano piuttosto discutibile!)
Io ne approfitto per farvi ascoltare Maria Pia De Vito che è una delle più importanti cantanti Jazz (non napoletane o italiane) europee. La sua versione è forse un po' troppo "educata" ma l'interpretazione di Maria Pia è, comunque, splendida.
A Napoli - però - "Bammenella" E' Angela Luce! Così vi aggiungo anche una sua versione arrangiata da Marco Zurzolo (altro nome di punta del Jazz partenopeo e non solo), così che possiate apprezzare - spero - le differenti interpretazioni dello stesso materiale elaborato con un simile gusto e possiate scegliere.


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Vulisseve pruvà quaccos'e nuovo?
Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
AlmaMegretta Scioscie Viento
Vesuwave era morta e sepolta da quasi un decennio quando arrivano gli Almamegretta e spazzano via tutto. "Animamigrante" e "Sanacore" sono due capolavori, due dischi di respiro internazionale, due trai migliori dischi mai prodotti in Italia.
Poi, per mille disparati motivi, inizia la discesa (sebbene "Lingo" sia ancora un gran bel disco). Soprattutto Raiz cerca di emergere come solista ed interprete.
Raiz è un ottimo interprete ed una voce importante in città.
Però gli Almamegretta sono un'altra cosa.


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Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
10 Marcia delle Truppe Sanfediste Tarantelle alla napoletana par Marco Beasley et Accordone
«Il vostro Claudio è fuggito, Messalina trema»… Era obbligato il popolo a saper la storia romana per conoscere la sua felicità?" (V. Cuoco)
A Napoli, nel Museo di San Martino c'è un quadro che raffigura l'ammiraglio Caracciolo impiccato all'albero maestro della nave di Nelson. Mio padre mi ci portava spesso e cercava di raccontarmi della Repubblica Napoletana e dei sanfedisti, della Pimentel Fonseca e dei francesi che cannoneggiarono alle spalle quel popolo che erano venuti a liberare.
Io non capivo niente e ricordo a malapena quelle sue storie.
Le ho imparate dopo quelle cose, e anche le parole di Vincenzo Cuoco che spiegava che una rivoluzione di popolo si fa "con" il popolo e non contro di esso.
Il 13 giugno del 1799 il Cardinale Ruffo alla testa della sua Armata della Santa Fede in Nostro Signore Gesù Cristo (i Sanfedisti) entrava in Napoli, mettendo fine alla vicenda repubblicana e dando inizio alla sanguinosa repressione.
Il tutto con l'acclamazione popolare.
"La marcia delle Truppe Sanfediste" è il più famoso canto antigiacobino partorito in quei giorni; canto famosissimo di cui si trovano innumerevoli versioni (non manca, al solito, anche quella della NCCP).
Io vi propongo questa di Marco Beasley ed Accordone che è la mia preferita. Beasley e gli Accordone sono straordinari interpreti di Musica Barocca, studiosi del "recitar cantando" e del barocco napoletano ed europeo, autori di magnifici spettacoli. Se ne avete voglia procuratevi il loro "Storie di Napoli" che - vi assicuro - è un disco bellissimo; uno dei segreti meglio nascosti di un patrimonio musicale sotterrato sotto il solito cumulo di musicaccia inutile.


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Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Enzo Avitabile-Tutt' egual' song e criatur
Bell'esperimento quello di Avitabile coi Bottari di Portico!
Grande resa dal vivo e tutto il mestiere di Avitabile che non è certo il primo venuto.
Questo è uno dei loro pezzi più belli, secondo me.


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Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Lina Sastri - Tarantella del Gargano (tratto dal DVD per la strada)

Nel 1953 Alan Lomax viene in Italia e ci resta un anno. Spero che sappiate chi è Alan Lomax (forse il massimo studioso di musiche e canti tradizionali del '900). Lomax studia soprattutto le tradizioni musicali del Sud, dando un fondamentale stimolo a questo tipo di ricerche (senza dimenticare gli scritti di De Martino). Studiosi come Carpitella, Leydi, Sassu continuano quelle ricerche.
Ne viene fuori un patrimonio straordinario di tarantelle, pizziche, tammurriate, e quant'altro che oggi vengono eseguite e rielaborate di continuo, pensate solo alla "notte della taranta".
Questa "Tarantella del Gargano" mista di napoletano, calabrese e foggiano è una delle più belle.
Qui è interpretata (mirabilmente, secondo me) da Lina Sastri che, ad un certo punto, si è imposta come una delle migliori interpreti della musica tradizionale napoletana.
Questo piccolo assaggio di un suo spettacolo aiuta bene a capire perchè, a Napoli, sia così amata.


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Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.
Bisca feat. Nino D'Angelo - Note scunusciute
Ci avevano trovato anche un nome "Vesuwave", erano gli anni '80 e Napoli sembrava Manchester!
C'ero anch'io, giovane e bombolone, col mio gruppo, eravamo la seconda o la terza fila ma - cazzo! - sembrava davvero la "cosa" del momento: concerti, interviste, riunioni, contatti, hype.
I concerti ripresi dalle telecamere per farci un film (quella ciofeca do "Blues Metropolitano"), o dei documentari (anche la RAI), fotografie su riviste più o meno patinate. Contatti con gruppi inglesi e francesi (partecipammo - ma si era già alla fine - anche al "Red Wedge"). Mettemmo su anche un'organizzazione "WlaMusicaViva", c'era chi ci voleva scrivere su un libro...
Insomma, un vero sballo! E giravano anche dei soldi!
Certo col folk non c'entravamo niente, cantavamo quasi tutti in inglese (e questo, a ben vedere, era la cifra principale del nostro provincialismo), ma la rubrichetta è mia e ci infilo chi mi pare!
Ma c'erano dei gran gruppi: Little Italy, Anthra, Panoramics, Bisca, Whallalla.
Alla fine è rimasto ben poco: i Whallalla vincitori di "Sanremo rock" (Ossignùr!) e i Bisca. I Bisca, probabilmente erano i migliori della scena, gli unici rimasti; per loro non è mai stata una cosa napoletana, però qui collaborano co Nino D'Angelo e - così - sembra che ci azzecchi qualcosa col resto della rubrichetta.
C'era una "scena" ed era bello!
Vi lascio un piccolo ricordo personale. Eravamo appena tornati dall'Inghilterra, una indie ci aveva fatto registrare un pezzo agli studi Chapel (studi importanti da cui sono usciti non pochi dischi che avete in casa) a Louth (e cazzo mica lo sapevo che lì c'era Robert Wyatt!). Insomma eravamo convinti che la nostra carriera stesse decollando: suonavamo spesso e dovunque ed avevamo cachet superiori al milione di lire. Con quei soldi ci eravamo comprati una strumentazione professionale, ma da veri cazzoni, continuavamo a tenere tutto nel solito, vecchio, garage scarrupato. Morale: ci rubarono tutto! Fu l'inizio della fine.
Però, quando la notizia si seppe, in città si decise di organizzare un concerto per raccogliere fondi per aiutarci a ricomprarci gli strumenti, e tutti diedero la loro disponibilità.
Era bello far parte di una "scena"!


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Vesuvio
E Zezi (gruppo operaio) di Marcello Colasurdo sono stati (e sono) gli esponenti più lucidamente "politici" della canzone popolare napoletana.
Nascono a Pomigliano d'Arco nel '75 e Pomigliano d'Arco non è un posto come un altro: a Pomigliano c'era l'Alfasud, "la fabbrica", il tentativo fallito di creare un polo industriale su di un tessuto contadino. Un paradosso ed una forzatura il cui fallimento ha fatto terra bruciata sia delle tradizioni popolari che delle speranze di riscatto e di sviluppo di un territorio che oggi non ha più una identità.
I Zezi credono nella Cultura e nell'Arte come strumento di riscatto e di recupero di una identità, ma quando parlano di Cultura guardano essenzialmente alla cultura popolare, da cui traggono la linfa della loro musica. Una musica nuova ma con le radici ben piantate nel passato, che parla del presente con la forza di una identità ben piantata nel passato.
"Vesuvio" è uno dei loro pezzi più belli.


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Tammurriata Nera - Peppe Barra
Signori, Peppe Barra!
Prima con sua madre Concetta e poi da solo, Peppe Barra, ha riportato Napoli al centro del Mediterraneo; capitale di tutti i Sud
del mondo. Splendido animale da palcoscenico è su di un palcoscenico che ha sempre dato il meglio di sé.
La sua Napoli, è la città porosa: greca ed araba, vikinga e spagnola, africana, francese e tedesca, americana...miscuglio di razze, crocevia di mercanzie e sapori, serva di tutti e schiava di nessuno, splendida capitale e periferia degradata; tutte le Napoli sono incarnate dall'Arte di Peppe Barra.
Le chiameranno Musiche del Mondo; Musiche di tutti i Sud.
"Tammuriata Nera" è una della canzoni più - giustamente - famose di questo repertorio; un piccolo trattato sull'anima napoletana, sulla straordinaria ricchezza del nostro essere bastardi.
La versione "canonica" è quella della NCCP (con cui Barra, naturalmente, ha a lungo e proficuamente collaborato), ma quella di Barra non è da meno.


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James Senese & Napoli Centrale - Campagna
Se il folk di Napoli col rock si è incontrato poco, invece col jazz ci ha sempre flirtato parecchio sin dai tempi di Carosone.
Forse la sintesi migliore tra i due linguaggi la operano i Napoli Centrale di James Senese - Jèmm per i napoletani, che lo amano da sempre - e Franco Del Prete.
Jèmm è il Ciro di "Tammurriata Nera", uno dei napoletani più veraci che io conosca. Chiunque abbia bazzicato l'ambiente musicale napoletano lo ha conosciuto; lui e gente come i fratelli Zurzolo, Tony Cercola, Robert Fix...sempre pronti a bersi una birra, sempre disposti a dare un consiglio, una mano, a registrare ed arrangiare qualche pezzo coi pischelletti (o ex, ex pischelletti come l'estensore di queste 4 notarelle...), quasi inconsapevoli del peso e del ruolo che hanno avuto nella storia e nello sviluppo di un certo modo di fare musica non solo a Napoli.
Jèmm ha messo Napoli al centro far Chicago e Canterbury, consumando un rito orgiastico in cui la sua voce (più che il suo sax) era il membro pulsante che operava la penetrazione...
Da quelle musiche e con quei musicisti (edulcorando le prime e mollando per strada i secondi) verrà fuori, qualche anno dopo, il "fenomeno" Pino Daniele.


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Alan Sorrenti Dicitencello vuje
Che, se poi ce lo vogliamo dire, il fatto è che, a Napoli, un "Liege & Lief" non l'ha inciso nessuno.
Cioé nessuno ha mai pensato seriamente a percorrere una strada che innervasse di rock il patrimonio musicale della tradizione popolare. Insomma, niente Fairport Convention in Campania!
Non è strano: tra il tramonto dei '60 e la prima metà dei '70 la "musica popolare" flirtava con la canzone di protesta e la militanza politica e queste erano cose che si prendevano maledettamente sul serio. Dopo, e solo dopo, fioriranno ibridazioni e reinterpretazioni di ogni tipo. Però il rock e la canzone napoletana flirteranno sempre poco.
Peccato!
Questa "dicitancello vuje" di un Alan Sorrenti che non è più quello di "Aria" e non è ancora quello dei "Figli delle stelle" è - secondo me - una delle ibridazioni meglio riuscite tra canzone napoletana e sonorità elettriche. Ogni volta che l'ascolto mi rammarico del fatto che nessuno abbia pensato a comporre un "Liege & Lief" napoletano!
(Ma neanche un "Hangman's Beautiful Daughter"...)


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Un giro (per forza di cose non esaustivo) nello straordinario patrimonio musicale napoletano.

Renato Carosone-O Pellirossa

Se Murolo è la fonte, Carosone è l'ultima ansa del fiume.
Con Carosone si chiude la "golden age" della canzone napoletana. Carosone è l'ultimo dei "classici" (nessuno si stupirebbe di trovare in repertorio una "caravan petrol" al fianco di una "fenesta vascia" o di una "core 'ngrato"). Dopo di lui ottimi interpreti ed anche alcune belle canzoni, ma nessun "classico" (qualcuno dice Pino Daniele? Non scherziamo! Di Daniele vi dirò quello che penso - se a qualcuno può interessare - nel prosieguo di questa ressegnetta).
Ed è stato anche un grande innovatore!
Il suo swing non si giustappone semplicemente o si somma al melodismo mediterraneo ma si innesta in modo originale e personalissimo. Carosone non somiglia a nessuno e nessuno somiglierà più a Carosone.
Ma non bisogna mai sottovalutare l'apporto dei musicisti della sua band. Carosone portava sul palco una macchina da musica splendidamente oliata e perfettamente calibrata; musicisti di prim'ordine capaci di performances uniche - e non solo per i loro tempi! - primo fra tutti quel Gegè Di Giacomo, batterista di livello europeo che in questo video è anche cantante, vero cuore pulsante di una delle band più importanti del nostro paese.