Lotte Lenya
The Lotte Lenya Album

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Verranno i pirati. Verranno dal Mediterraneo in fiamme. Si prenderanno ciò che ci ostiniamo a credere nostro. Poi comincerà la caccia e, quel giorno, non ci saranno innocenti.

Jenny dei pirati, Jenny la sguattera, Jenny la puttana camminerà tra di loro e deciderà quali teste tagliare.

Lotte è Jenny, lo è sempre stata.

Ma è anche Polly che ha detto “si” all’uomo sbagliato e Jenny Hill la dolce sgualdrina che non fa sconti, è la moglie del soldato che riceve regali dalle città in fiamme e Venere portata in vita da un bacio, Minny Belle, la Duchessa, Liza Elliott e tutte le altre.

Ma Lotte è anche tutti gli altri: da Mackie Messer l’assassino a Johnny Johnnson il soldato perduto.

Tutti, proprio tutti, i personaggi delle opere musicate da Kurt Weill.

Perché, Kurt, quelle musiche le ha scritte per lei. Pensando a lei ed alla sua voce.

Lei, Lotte, nata Karoline Wilhelmine Charlotte Blamauer in Austria da famiglia povera, forse artisti di circo, forse con un po’ di sangue gitano nelle vene, che aveva cominciato a ballare a 16 anni e che se n’era andata a Berlino a cercare fortuna.

Ed è proprio lì – a Berlino – che Lotte incontra Kurt.

Kurt, il figlio dello chazan della sinagoga di Dessau che aveva studiato con Ferruccio Busoni e che, poco più che ventenne, cominciava a farsi conoscere come compositore d’avanguardia.

Cercava una via tra Mahler e Schönberg, ma la sera suonava il pianoforte nelle birrerie per mantenersi.

Fu grazie a Georg Kaiser, che volle le sue musiche per il dramma “Der Protagonist”, che Kurt incontrò i due più grandi (e tormentati) amori della sua vita: il teatro e Lotte.

Lotte aveva venticinque anni, un mare di capelli rossi ed il fuoco negli occhi. Non era bella, ma era un tizzone che bruciava ed aveva una voce….

Quella voce.

Roca, sgraziata, sguaiata, sensuale, profonda, evocativa, maleducata, lasciva, suadente. Torbida.

Il piccolo ebreo perse la testa.

Erano gli anni venti ed era Berlino e Berlino era il centro del mondo.

Nel bene e nel male.

C’erano Gropius e Fritz Lang, Hindemith e Kirchner, Otto Dix e Max Liebermann, Webern, Pabst, Piscator, Billy Wilder.

Josephine Baker faceva scoprire ai tedeschi il charleston al Nelson-Theater sul Kurfürstendamm, gli espressionisti rivoltavano la realtà come un guanto, la Bauhaus reinventava gli spazi e la AVUS (Automobil-Verkehrs und Übungsstrecke) era la prima autostrada al mondo.

Gli spartachisti erano stati soffocati nel loro sangue ed il putsch di Monaco era fallito.

Ma la Repubblica di Weimar era un esperimento nato morto, un corpo già infettato dai germi della malattia che lo porterà alla morte. Un uovo di serpente che lascia intravedere al suo interno il rettile formato.

A Berlino c’era anche il Novembergrüppe. Kurt ne entra a far parte ed lì che incontra Bertolt Brecht.

Bertolt e Kurt sono nati per lavorare insieme. Poco più di tre anni durerà la loro collaborazione, ma saranno tre anni che marchieranno a fuoco la storia del teatro e della musica del ‘900.

“Mahagonny songspiel”, “L’Opera da tre soldi”, “Happy End”, “Ascesa e caduta della città di Mahagonny”, “I sette peccati capitali”. C’è bisogno di dire altro?

Weill compone per Brecht alcune delle sue canzoni più belle e, giustamente, famose; come “Mack the Knife”, “Alabama Song”, “Pirate Jenny”, “Surabaya Johnny”, “Ballad of the Soldier’s Wife” e le altre. Musiche che vivranno di vita propria fino ad oggi anche slegate dal testo teatrale, che non si limiteranno a creare quell’effetto di “straniamento” teorizzato da Brecht. E che saranno interpretate da geniali jazzisti ed azzimati crooners, impeccabili cantanti d’opera e capelloni rockettari, cantanti leggeri ed attori dalla voce impostata.

E che sono ancora attuali.

Kurt ha trovato quella terza via che cercava tra la canzone e la ricerca, tra Mahler e Schönberg, tra melodia ed atonalità, tra volgare ed eletto. Insomma tra “alto” e “basso”, e senza mai tradire nessuno dei due.

Una via che è solo all’inizio e che lo porterà ancora molto lontano.

E Lotte e lì con lui, è la voce per la quale nascono quelle musiche, con la quale tutti quelli che le vorranno cantare dovranno fare i conti.

Ma quell’ibrido inaudito (nel senso di “mai udito”), quel frutto incestuoso, quella musica così oltraggiosa diventerà pietra di scandalo e arte “degenerata”, quando la Repubblica di Weimar morirà tra i dolori del parto nel dare alla luce il rettile mostruoso che covava nelle sue viscere.

La stampa nazista lo prende di mira: “È inconcepibile che un compositore che produce opere completamente anti-tedesche debba ancora avere l’opportunità di apparire in un teatro sostenuto dalle tasse dei cittadini tedeschi” si legge nel ’32 sul “Volkischer Beobachter”.

"WEILL, Kurt (Curt) Julian, Dessau 2-3-1900 Compositore. Il nome di questo compositore è inscindibilmente collegato con il peggior degrado della nostra arte. Nei lavori teatrali di Weill si manifesta apertamente e senza ritegno l’orientamento anarchico giudaico." Decretò la "Lexicon der Juden in der Musik".

Il Direttore dello State Opera verrà licenziato perché proverà a mettere in scena la nuova opera di Weill e Brecher, che ha diretto la prima di Mahagonny a Leipzig, sparerà a sua moglie e poi si suiciderà.

A Lotte e Kurt non resta che fuggire da Berlino. Nel marzo del ’33 sono a Parigi e poi a Londra.

Kurt continua a scrivere: il balletto “I Sette Peccati Capitali”, le opere “Marie Galante” e “Der Silbersee” e il musical “A Kingdom For A Cow”. Ma l’accoglienza è fredda.

Lotte non vuole più stare in Europa, per lei la prossima tappa è l’America. Ma Kurt è preso dal progetto di scrivere insieme a Max Reinhardt un lavoro sul destino degli ebrei: “The Way of the Promise”, che poi diventerà “The Eternal Road” e verrà rappresentata a Broadway. Kurt, ateo e comunista, sta riscoprendo l’ebraismo a causa delle persecuzioni naziste.

E Lotte se ne va.

I due divorziano. Kurt resiste due anni e, poi, se la va a riprendere lì in America

Si risposano nel ’37 e non si lasciano più, fino alla morte di Kurt. Anche se Lotte lo tradirà col commediografo Paul Green.

In America non è facile: Kurt è quasi sconosciuto come musicista ma ha fama di comunista. E poi le condizioni del mercato musicale e teatrale sono diversissime: Kurt dovrà fare i conti con le regole di Broadway ed Hollywood.

Ma diversi compositori e musicisti lo apprezzano, tra questi George Gershwin che lo inviterà alla prima di “Porgy and Bess”. Compagnie teatrali di sinistra come il Group Theatre di New York lo accolgono favorevolmente e gli commissionano lavori, come “Johnny Johnson”. Così Kurt riprende a lavorare ed a scrivere.

E’ la sua terza vita.

Kurt prende la cittadinanza americana e diventa autore di musicals e di musiche per la radio.

All’inizio non va: “Johnny Johnson” e “The Eternal Road” sono accolti freddamente. Ma è solo l’inizio. Ben presto i suoi spettacoli sbancheranno il botteghino. “Knickerbocker Holiday”, “Lady In The Dark”, “One Touch Of Venus”, “The Firebrand Of Florence”, “Street Scene” sono tutti successi e contengono canzoni bellissime come “Speak Low” o “September Song”.

Ed è sempre Lotte a cantarle per prima.

Qualcuno, però, storce il naso. C’è chi vede in quella trasformazione una resa alle logiche del consumo e del facile intrattenimento. L’allievo di Busoni, il sodale di Brecht, l’incendiario che aveva sventrato le regole del lied era diventato un innocuo intrattenitore?

Sciocchi.

A parte il fatto che lavori come “Down In The Valley”, “Love Life”, e “Lost In The Stars” introducono elementi di innovazione e ricerca, assolutamente rivoluzionari per gli standards dell’epoca, come non capire che dalla “Sinfonia n.1” al “Concerto per violino e fiati op.12” agli altri lavori degli anni ’20, passando per le musiche per il teatro dei suoi anni europei, fino a giungere alla sua produzione “americana” c’è una crescita, una continuità ideale, un disegno coerente?

Weill sta tirando fuori la musica occidentale del ‘900 dalle secche nelle quali l’avevano impantanata l’obesa magniloquenza di Wagner e l’autismo ombelicale delle avanguardie.

Weill ha tracciato una strada su cui si incammineranno visionari e coraggiosi (ed anche molti tipi strani e qualche cattivo elemento) come i Residents, John Cale, Tom Waits, i Can, LaMonte Young, Lou Harrison; ma anche seriosi compositori come Stockhausen e Nono, o inclassificabili come Morricone e Zorn e tanti altri che cammineranno in bilico fra popolare ed elitario, tra colto e volgare, tra pop e classicità.

Come Kurt, ma raramente ai livelli di Kurt.

Quelle canzoni finiranno in bocca a gente come Billie Holliday ed Ella Fitzgerald, Frank Sinatra ed Ava Gardner, Jim Morrison e Lou Reed, Ute Lemper e Barbara Hannigan e tanti, tanti altri (Nina Simone, Marianne Faithfull, Dagmar Krause, PJ Harvey, Luis Armstrong, Bowie, Domenico Modugno, etcetera etcetera). A loro agio in un club jazz come in un teatro d’opera o sulle assi di un concerto rock.

Musica universale.

E, forse, avrebbe divertito Kurt il vedere quei giovanotti con chitarre elettriche e batterie rifare le sue canzoni.

Ma Kurt non lo potè vedere: uno stupidissimo infarto se lo porta via a soli 50 anni, ancora nel pieno della sua maturazione. Chissà cosa avrebbe ancora immaginato? Invece quella musica si è persa tra le stelle.

E’ rimasta Lotte a conservare ed a gestire quella musica. E lo fa con decisione e fiero cipiglio. Persino Luis Armstrong dovette avere il suo placet per aggiungere le parti improvvisate di tromba alla sua versione di “Mack The Knife” (che canterà in coppia con la stessa Lotte).

Lotte le incide quelle canzoni. E vale la pena di procurarsi almeno qualcuno di quei dischi, per sapere come è che quelle canzoni andavano cantate. Io ti consiglio questo “Lotte Lenya Album” del ’70, perché è un po’ meno difficile da trovare, è ben registrato e non si limita alla sola produzione brechtiana come altri lavori a suo nome. La voce ha acquistato in maturità quello che ha perso in freschezza e sfrontatezza, ma è sempre “quella” voce. Occhio, però, ché la versione in CD ha un titolo diverso (perché poi?).

E poi Lotte ha fatto anche altro: tipo risposarsi, recitare e scrivere per il teatro, vincere premi, ed anche del cinema.

Hollywood non l’ha amata molto, per la verità, ma la sua interpretazione ne “La primavera romana della signora Stone” le vale una nomination agli oscar.

Ma tutti noi l’abbiamo vista, senza sapere chi è, in un altro film, quando, nei panni della crudele dominatrix con tendenze lesbo, Rosa Klebb, cerca di fare la pelle a James Bond con un coltello avvelenato ficcato in una scarpa (un coltello in una scarpa!) in “Dalla Russia con Amore”.

E qualcuno storcerà il naso.

Di tutta quella storia, di tutta quell’Arte, l’unica cosa che viene ricordata, l’unico - vero – momento di gloria è la partecipazione ad un film di Bond?

Non siate sciocchi.

Guardatela, Rosa, mentre balla goffamente con la sua ridicola arma, cercando di uccidere quello stronzo di un cicisbeo impomatato di Bond.

E’ sgraziata, sguaiata, sensuale, crudele, maleducata, lasciva, indomita. Torbida.

E’ Jenny. E’ sempre lei Jenny la puttana, la sguattera, la traditrice.

Rosa Klebb è Jenny dei pirati.

Verranno i pirati. Verranno dal Mediterraneo in fiamme. Dalla Siria e dal Marocco, dalla Nigeria e dal Maghreb, e da più lontano. Dall’Asia, dai mari della Cina, dall’Oriente. Da tutti gli Est e i Sud del Mondo.

E si prenderanno ciò che crediamo nostro, cammineranno per le nostre strade, scoperanno con le nostre donne, storpieranno la nostra lingua. Distruggeranno le nostre Cattedrali. E mischieranno le loro divinità con le nostre, festeggeremo il Natale, il Ramadan, Halloween e Seollal. Per le strade giocheranno bambini di mille colori.

Ed avremo un presidente nero con un nome strano.

Il Mediterraneo sta già bruciando.

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Commenti (VentiTre)

zaireeka
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La ho letta tutta, a mezzanotte. Incredibile.. Un solo appunto: non hai citato, tra gli ispirati da Kurt Weill, Tom Waits..
BËL (01)
BRÜ (00)

zaireeka: Vedi in particolare il suo “The black rider”
lector: Hai talmente ragione ed è così grave la mia mancanza che adesso correggo.
Sono contento che la pagina ti sia piaciuta.
Falloppio
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Letta a metà. Riprendo domani..... Aloha
BËL (01)
BRÜ (00)

Falloppio: Sei il genio della lampada. Ottimo tutto. Mi manca solo più lei....
Falloppio: Inascoltabile per un Rocker. Mannaggia a te.....
lector: C'è molto rock in Weill e nelle interpretazioni di Lotte. Certo erano gli anni '20 e '30 e la distanza si sente tutta, ma certo rock decadente e teatrale ha le sue radici lì. Per non dire della novità rivoluzionaria di un cantato così sguaiato e di una struttura ritmica così immorale....
lector: Grazie, però, della tua attenzione.
Falloppio: In effetti la versione moderna ha una spinta mica male.
Grande Hannibal Lector
Carlos
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Il giusto tributo.
BËL (01)
BRÜ (00)

lector: I coniugi Weill meritavano un ricordo. Sono contento ti sia piaciuto. Dici che Lotte possa fregiarsi del titolo di "artista del popolo"?
Carlos: Sisi direi anche che il tutto è approvato dal Comindeb
De...Marga...
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Straordinaria pagina, con quell'umpostazione scrittoria circolare che è pura genialità. Ecco perché apprezzo tantissimo debaser, grazie a queste pagine. Sei un pilastro, una pietra angolare del sito. Ora, con l'animo rinfrancato, posso partire per il Rifugio Andolla ascoltando in auto Lucio...
BËL (02)
BRÜ (00)

De...Marga...: Impostazione...Azz dannato telefono
lector: Sei sempre troppo generoso, grazie.
Spero che i tuoi monti ti abbiano rinfrancato.
De...Marga...: Siamo saliti circa in 400 al rifugio per una festa riuscitissima; giornata dal punto di vista meteorologico spettacolare con temperature clamorose per essere a settembre e soprattutto ad oltre 2000 metri di quota.
luludia
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applausi...
BËL (01)
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lector: Mi inchino e ringrazio.
imasoulman
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'persi nelle stelle: la letteratura in musica del Chiar.mo Prof. @[lector]'
BËL (01)
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imasoulman: hai fatto bene a scriverla adesso, finchè sei in tempo...chissà che un giorno l'Erdogan de Milàn non ti sopprima pagine simili...
lector: Più bidello che professore.... (comunque gran lavoro quello dei bidelli, pardon ATA).
lector: Nessun Salvini - o chi per lui - potrà fermarli, i pirati.
TheFab
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Grande rece come sempre, il disco lo ascolterò bentosto
BËL (01)
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lector: Thanx. Spero che il disco ti piaccia. Fammi sapere.
CosmicJocker
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Sì, però Milva era più figa...pagina avvolgente e transfondente!
BËL (02)
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lector: Per me la più figa è la Hannigan, ma sono gusti.... Kurt Weil : Youkali (Barbara Hannigan / Alexandre Tharaud)
lector: Grazie di essere passato.
lector
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Sono consapevole di aver tirato giù un papiro pure peggio del solito! Ormai devo aver perso del tutto il dono della sintesi. Ma mi sembrava che essere reticente con storie e vite così importanti (ed anche colpevolmente poco note) fosse una sorta di tradimento.
Per cui ringrazio davvero chi ha avuto la perseveranza ed il coraggio di seguirmi fino a qui e mi scuso con gli altri.
N.B.- C'è una piccola cosa da aggiungere: il film di Bond di cui si parla, Agente 007 - Dalla Russia con amore - Terence Young - Recensione di Bartleboom unico momento di vera gloria della nostra Lotte, è basato sulla lotta per il possesso di un marchingegno chiamato Lector, ed il capo dei fetentoni, il più cattivo dei cattivi, quello di cui tutti hanno paura si chiama @[G] ! E, tutto questo, vorrà pur dire qualcosa?!
BËL (04)
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Carlos: Il mio Bond preferito tra l'altro...
G: Non esistono coincidenze. Presto il piano verrà messo in atto.
lector: Ne ero certo....
lector
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Modifica alla recensione: «Grazie @[zaireeka] ». Vedi la vecchia versione The Lotte Lenya Album - Lotte Lenya - Recensione di lector Versione 1
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masturbatio
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Alla grande lector, alla grandissima.
BËL (01)
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lector: Thanx!
sfascia carrozze
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Io non so gnente-di-nulla di tutta qvesta gente qùà: spero solo che arrivin presto stì Pirati!
BËL (01)
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lector: Stanno arrivando, stanno arrivando....
sfascia carrozze: Ma che si sbrighino, però!
Che quà abbiamo tempo da vincere.
DrikyzBump
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Bellissimo scritto
BËL (01)
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lector: Sono contento che ti sia piaciuto, grazie.
Stanlio
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Da piccolo mi affascinava Milva quando cantava alcune delle canzoni citate e niente, ah no, anch'io come molti mi sedetti dalla parte del torto perchè avevo capito torta...
BËL (01)
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lector: La magica pantera di Goro....
macaco
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Sempre al top! Weill mi é pássato tante volte vicino, ma non gli sono mai corso dietro. Che si l'ora Di fare uno sforzo. Ora capisco chi é lá Jenì di Buarque.
BËL (02)
BRÜ (00)

lector: Ciao Macaco, grazie.
Pinhead
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Sono arrivato a Lotte che incontra Kurt a Berlino, probabile che per Natale finisco di leggere per sapere come va a finire la storia, intanto anticipo il voto.
BËL (01)
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sfascia carrozze: Ma non era Kurt che incontra(va) Lotte a Berlino?
Non si capisc(i)e più gnente-di-nulla qùà.
Pinhead: Nooooo, mi tocca ricominciare a leggere daccapo allora, non ce la farò mai a finire per Natale!
luludia: vi sbagliate entrambi: è Berlino che incontra Kurt a Lotte...
Pinhead: Quanto mi stanno antipatici quelli come lector che vogliono sempre fare i professoroni e scrivono difficile e non si capisce niente veramente, spero che gli editors la cancellano 'sta recensione, tanto nemmeno parla dei Ramones, chi se ne frega.
luludia: banniamolo!!!
Pinhead: Ma magari!
luludia: oppure un campo di rieducazione, tipo scrivere e riscrivere una rece sui Ramones finché non avrà la tua approvazione...
lector: Primo: sono contento che Pin abbia qualcosa di tranquillo da fare fino a Natale, invece di andare in giro per boschi a fare chissa cosa....
Secondo: non avete capito niente! Eppure ho scritto chiaramente che i due si sono incontrati a Valdobbiene di Sotto!!
Terzo: non sono io che scrivo strano ma sono le coincidenze ed i preamboli che sottendono alle inflessioni che procrastinano i metasignificati in melmosi meandri cognitivi.
Quarto: e che ci vuole a recensire i Ramones? Brutti, sporchi, cattivi e sempre uguali! Ecco fatto. Ora schiaffaci il titolo che preferisci!
sfascia carrozze: Più melmosi meandri cognitivi per tutti!
luludia: belli e brutti!!!
luludia: e comunque quella zot sui ramones non credo possa avere il vaglio di Pin....insisti compagno Lector!!!
sfascia carrozze: Più campagna per bannare Pinello (e i Ramones, ça va sans dire) dal DeBasio per tutti!
luludia: a meno che il pinello non scriva un elogio del death metal...in carta bollata...
sfascia carrozze: O perlomeno del Grindcore, che, si sà, è l'evoluzione della (sotto)specie del tipico suono DeRamonizzato.
hjhhjij
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Adoro Kurt Weill, conosciuto proprio attraverso molti dei nomi che hai citato nella recensione e che lo hanno ripreso-reinterpretato-omaggiato, quindi figurati cosa posso pensare di un tuo scritto su di lui e Lotte Lenya.
BËL (01)
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lector: Grazie Aigei della tua, solita, attenzione e benevolenza. Certo che stavolta è venuto un po' pesante!
hjhhjij: Ci vuole il tempo giusto per leggere bene le tue recensioni, indubbiamente :D Ma son molto coinvolgenti, e questo aiuta direi.
Johnny b.
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Scritto interessante come sempre.
BËL (01)
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lector: Thanx, Johnny
IlConte
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Riuscirò a capire tutto in un altra vita in cui sarò meno ignorante, forse ahahahahah.
Comunque sei il migliore anche tu ma dopo di quello che se ne è andato perché non gli dicevano che era in assoluto il migliooooooore!!!
BËL (01)
BRÜ (00)

imasoulman: cioè...avevamo Renzi iscritto sul Debasio e non lo sapevamo?
IlConte: Ahahahahahahah, secondo me c’è anche il Salvini e il Di Maio!!!
imasoulman: bentornato NH, questo posto non sarebbe più lo stesso senza di Ella
IlConte: Eh certo p, sentivi la mancanza di quella ignoranza vera e genuina eh ahahahahah
imasoulman: l'ignoranza per me è l'aristotelico Primo Motore della vita
lector: Conte! Che piacere rivederti da queste parti. Qui ci si annoia senza di te!
In quanto al migliore....non scherziamo! Ce l'avevamo e lo abbiamo fatto andare via :-((( Come potrei mai paragonarmi a lui?
imasoulman: ma alla fine...chi é sto migliore che se n'è andato? Saró figlio di un'antica cultura di sezione, ma io l'unico Migliore di cui ho ancora contezza é Palmiro Togliatti...
lector: Palmiro! Era qui e nessuno mi ha detto niente?
imasoulman: perciò, compagni, a non di tutta la Vecchia Scuola Formativa delle Frattocchie: fatemi uscire - io sí! - dall'ignoranza!
imasoulman: *a nome...i correttori sono i veri nemici del Popolo
IlConte: Ahahahahah, nobili questo mondo è incredibile... pure nel feudo debaseriano (quasi) immune da inutili sudditi capitano queste cose veramente patetiche... anzi mi fanno incazzare come una bestia... questo ha il problema che non viene considerato il migliore su Debaser.... che so vuoi mettere un tumore o una patologia cronica, un incidente stradale che ti riduce male, una situazione familiare disastrosa... no, il suo problema era questo.... ma zio porco da prendere a sani schiaffoni e svegliarlo sto cretino... qui ci voleva il baffone veramente...
lector: Il Conte si riferisce a questa perla Three Nights - Black Flag - Recensione di gate
IlConte: Ahahahahahahahahahahah ridiamo va che sembra una barzelletta....
imasoulman: Uh! (cit. da uno che é un vero Migliore...)
imasoulman: vedi cosa vuol dire non leggere le recensioni...eppure era un utente storico, il Gate...chissá cosa ha visto
imasoulman: io comunque voglio essere il Peggiore!
lector: Bé, allora mettiti in coda....
noveccentrico
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Per quanto entrambi non scriviamo tantissimo e - tecnicamente - non ci whatsappiamo due volte al giorno, ci svegliamo una mattina decidendo di prendere un'artista, donna e di raccontare il suo ieri navigando sui mari dell'oggi (in attesa delle nubi del domani odierino). Ok, in attesa di scrivere il mio viaggio, mi sono goduto il tuo. Comunque 'sti crucchidemmerda Grosso - Del Piero, ne hanno prodotto di cultura, eh? P.S. Non sarebbe giunta l'ora di inserire la menzione "outsider"?
BËL (02)
BRÜ (00)

noveccentrico: *odierno. Vedo che ancora non si possono modificare i commenti. Ciao. Ci vediamo nel 2210.
lector: Allora, aspetto di godermi il tuo viaggio.
Per la menzione "outsider" dobbiamo chiedere a @[G] (colui che tutto può).
Carlos: Outsider?! Sono Artisti del Popolo! Outsider è roba della borghesia
G: Se mi trovate una parola italianissima e fascistissima al posto di "outsider" io mi attivo!
noveccentrico: Perdenti. Nel caso della Lotte e di Kurt (che una volta mi ha vomitato sul tappeto), forse arista del popolo è più congeniale. Ma se penso a quanti perdenti abbiamo commentato su questi lidi, insomma, si avverte il bisogno di questa categoria.
lector: Magari, magnifici perdenti. Ma non rende l'idea, in effetti.....
lector: Alieni?
lector: @[noveccentrico] Weill ha vomitato sul tuo tappeto?
noveccentrico: @[lector]Parafrasavo Manuel Fantoni in Borotalco. Sarebbe carino “alienati” (da leggere sia come alienàti che come aliènati).
HOPELESS
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Wunsch im Winter, Deutsche Grammophon und Sehnsucht.
BËL (01)
BRÜ (00)

lector: Hula, capitano.
Almotasim
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Recensione sontuosa e di gran pregio. Contenuto interessantissimo.
BËL (02)
BRÜ (00)

lector: Thanx
Zimmy
Opera: | Recensione: |
Letta, finalmente. Splendida come lo sono sempre i tuoi scritti e le storie che racconti.
E tra gli innumerevoli artisti influenzati dall'opera di Kurt, guarda caso, c'è anche il buon vecchio Dylan che se non ricordo male nella sua autobiografia "Chronicles", letta anni fa, dedica alcune pagine a raccontare come fu folgorato dall'Opera da tre soldi e da Jenny dei pirati in particolare... e a ben vedere un brano come "When the Ship Comes In" è poco concepibile senza QUEL modello alla base. Nient'altro da aggiungere a uno scritto tanto appassionato, competente e curato da non farne pesare minimamente la lunghezza. 5 stelle è poco
BËL (01)
BRÜ (00)

lector: Ti ringrazio per i complimenti, sempre graditi, e per questo intervento che arricchisce questa pagina.
HOPELESS: Un album di Lotte Lenya era tra i dischi, riviste e cianfrusaglie varie della copertina di Bringing it all Back Home conosciuto anche come Subterranean Homesick Blues... Zimmy, da te non me l'aspettavo proprio ;-)
Zimmy: Grande, questa non me la ricordavo! Verissimo

Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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