Frank Zappa and the Mothers of Invention
Unkle Meat

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La supposta “Conceptual Continuity” zappiana, perfetta unità e coerenza di vita ed arte, se osservata dal di dentro della sua sterminata opera, acquista viepiù credibilità. Tommaso d’Aquino diceva che l’artista si cura di quel che crea e questo Frank Vincent non ha mai smesso di farlo. Quindi si può avvalorare la tesi, di per sé bizzarra, di una identità strutturale nella concezione di tutta la produzione del maestro di Cucamonga, che, poi, non difetta, mai, in quanto ad efficacia e valore.

Dopo l’interludio Doo-Wop di “Ruben and The Jets” e “Lumpy Greavy”, balletto composto da Zappa al banco di montaggio, unendo parti orchestrali e bandistiche da contesti diversi e disparati in una ubertosa attività di postproduzione, arriva “Uncle Meat”, come il buongiorno. Come una domanda.

Uncle Meat”, pura illazione, è Uncle Sam, il tritacarne. Si verifichi il collage aberrante della copertina.

“King Kong” è l’uomo bestiale e goffo redento dall’amore. Ma impossibilitato alla via che lo consegua. Esperienza di un mistero tragico e inesorabile. Male da tollerare. Non da razionalizzare. Dramma cinematografico, letterario e, superando entrambe, drammatizzazione in musica.

Le variazioni sui due temi portanti, che segnano il passaggio dagli sberleffi collagisti della trilogia psichedelica alla produzione orchestrale, attestano un altro significato dell’opera, ovvero la sua funzione antiaccademica.

Poi l’antropologia teologica zappiana. Contro Hegel, la sostituzione di Dio attraverso l’uomo era divenuta programmatica con Feuerbach, Stirner, Marx e Nietzsche. Cosa non molto vantaggiosa, per quanto Hegel cazzeggiasse con la razionalità di tutto il reale e, nella medesima misura, con la realtà di tutto il razionale. L’intenzione antimetafisica, come la perdita del Sacro o la ragione scissa dalla facoltà immaginativa, sono propizie tanto quanto le emorroidi esterne trombizzate, forma degenerativa di una patologia, in sé e per sé, già orribile. Non si tratta solo di “sentirsi bene” per il Duca delle prugne, che prontamente ci solleva da queste questioni querule! Ci presenta, invece, un uomo divertito e in salute. Intelligente e musicofilo. Un’immagine divina.

FranK, che per comodità chiameremo Vincent, rispedisce al mittente la critica adorniana dell’arte abbassata a mero intrattenimento; ne restaura invece la dignità, attraverso la cognizione di una perfetta reciprocità e comunione dei due termini, nient’affatto antitetici. Come? Combatte la musica colta col Rock e il Rock con la musica colta. Ne fa l’una la condizione di possibilità dell’altra. Occupandosi però -e sempre- di tutte le questioni della musica accademica, inglobandole, conglobandole nelle sue composizioni, e sbeffeggiandola, in ogni pretesa istituzionale. Altro che controversista o dogmatico! Purtroppo, difficile accettarlo, Vincent finisce per essere al di sopra di quasi tutte le questioni musicali. Questo, non vuol certo dire che non abbia mai sbagliato un colpo. Ma la mira non gli difetta. Non ci sono solo buone intenzioni, piuttosto c’è il giocarsi sempre tutto, senza negligenze, né distrazioni. Con generosità e con intuizioni profonde. L’ascoltatore assiduo, riesce a trovarle e, da questo contatto, si arricchisce: latte per i lattanti, crema di formaggio per gli altri. Una compenetrazione di tipo panico. Di più. Una percezione potente e piena. Quella sovrabbondanza poetica che ci toglie un po’ di miseria di dosso.

Il suo ideale di musica e di conoscenza onnivora si rivela liberamente a ciascuno. L’album, la canzone, il frammento, la smorfia che ti ferisce al cuore. O irrita intellettualmente. Il crampo mentale. È lì che comincia il rito iniziatico. Ogni pluralità si consuma nell’unità. Anche noi a inseguir il logos della musica (che FZ ama in modo viscerale, tenero e appassionato, razionale, ma anche carnale e spirituale, totalizzante). E la musica ci viene incontro. Vincent ci tende la mano. E i baffi a punta. Avvertiamo che tutto è pieno di misteri. Che si rivelano a poco a poco. Come Zappa, appunto.

Ma osserviamo alcuni tratti costanti dello zappismo spinto, se non oltranzista.

Il virtuosismo imperioso della performance. Cioè? Esecuzioni di primo rango. Contro il lezioso dogma dell’impossibilità. Action playing. Zappa rigetta la routine concertistica accademica e le relative istituzioni che sviliscono il suo perfezionismo musicale e la sua ferrea disciplina interpretativa. Sempre deluso dalle orchestre con cui lavorò, riparerà, consolandosi, sul synclavier, fino ad incontrare finalmente, ma solo nei ’90, l'Ensemble Modern. Perseguiva il massimo qualitativo, l’esecuzione impeccabile come nessun altro.

La maestria improvvisativa. Più che le pratiche tipiche del Jazz e del Rock, Vincent mette in atto un approccio infrequente per gli occidentali, appoggiandosi alla pratica improvvisativa modale delle tradizioni orientali arabo-ottomane e indiane. Cose toste, speziate quanto i cheeseburgers di Roy Estrada (peraltro accreditati tra i suoi strumenti).

L’immane competenza di scrittura. Le sue partiture complesse, frutto di una pignoleria intransigente, danno vita ad architetture eccezionali. Autentiche mirabilia. Gli arrangiamenti sono sempre accuratissimi. Poi Vincenzo ha quel vezzo di mettere in musica il linguaggio parlato con le sue irregolarità, addensandole con un paradossale e sistematico, per non dir insulso, rigore. La sua pagina scritta assume una dimensione utopica, misteriosamente ricondotta alla radicale improvvisazione originaria. Poi vellica il diatonismo, raramente ricorre all’arricchimento cromatico dei contesti melodico-armonici, per i quali, preferisce bazzicare col modello lidio.

Il Sound editing /Sound engineering. Frank, al banco mixer (finalmente da 12 piste con “Uncle Meat”), si profonde in estrose manipolazioni e sovraincisioni, rallentando e/o accelerando i nastri per ottenere assoli iperveloci, voci deformate, sonorità inedite, effetti clowneschi e, ancora, per inventare intrecci, commistioni e tessiture improbabili. Lo studio è uno strumento.

Il cazzeggio erudito. È un professionista del genere. Coniuga satira, utopia e cinismo. Il gusto del paradosso. Ha un etica interna: la liberazione. Di uomo e musica. Caricaturizza e decostruisce la tradizione colta, dall’interno ma senza appartenenze: questo lo strale affilato che FZ scaglia dapprincipio con “Lo Zio” e col suo lessico musicale provocatorio, umoristico, sapido e denso. Poi, irrinunciabilmente, bacchetta i pregiudizi e la società.

Nella sua arte, allora, la teoria e la pratica, la logica esecutiva e la logica improvvisativa, si coniugano attraverso movimenti speculari. Ovunque si guardi, si finisce per ritornare al tutto, col buon Vince. Come nelle biblioteche esagonali di Borges. Tutto che è uno. Conceptual Continuity. La composizione è un processo circolare, non è solo scrittura su pentagramma. È un processo totalmente organizzativo con una ratio forte, colta per quanto bastarda ed eterodossa, un telos ed una trama progettati e costruiti meticolosamente. E nessuna tendenza aleatoria.

Frank di Cucamonga, compositore autodidatta, non è un semplice musicista rock con ambizioni colte. Fa musica d’arte, musica totale, creazioni d’arte. Non eurocolta, non accademica, ma neanche superficialmente antiaccademica. È un factotum. È il demiurgo di un opera organica di 100 album, di 1100 brani più 500, tra cover e rielaborazioni d’altrui materiali. È un compositore in senso tradizionale, d’orchestre e di rock band, capace di pensare il Rock con i mezzi compositivi della musica Classico-Contemporanea. Nel panorama Pop Rock, è il più grande compositore del dopoguerra. Colui che sgretola definitivamente i confini tra pratiche musicali colta e popular. Precorre i tempi. Critica l’Estabilishment musicale perché sclerotizzato, ma ne prosegue la ricerca, anche negli interstizi più beceri e meno considerati.

“Uncle Meat” è il suo capolavoro assoluto. Rock anomalo, insolito, con decisive infiltrazioni sperimentali, forte di un armamentario musicale allogeno, diversificato per forma, armonia e colore. Il maestro nato a Baltimora (Maryland) ha assimilato il “suono organizzato” di Edgar Varèse, i costrutti poliritmici e politonali di Igor Stravinskij, la musica elettronica di Charles Ives e Pierre Schaeffer, le cacofoniche celebrazioni della meccanica di Georges Antheil, la musica utopica del compositore semisconosciuto Colon Nancarrow.

Così, in Zappa tutto diviene ritmo. E il ritmo è fisico, pressante, elettrico. Interpreta le tradizioni folkloristiche balcaniche. Ricorre al ritmo bulgaro, in 7/8. Adotta i ritmi additivi, interpolando o sopprimendo semicrome in struttre ritmiche altrimenti regolari. C’è la passione per la prosodia della lingua parlata, che cerca di riprodurre non solo nella ritmica, ma anche sotto il profilo melodico-armonico, fino a spingersi agli assoli di chitarra. Sfrutta l’emiolia, passando dalla suddivisione binaria a quella ternaria. Le sue linee melodiche privilegiano il diatonismo e ama il modo lidio, tipico dei Balcani, laddove il jazz e rock nella loro tecnica compositiva corrispondono il dorico e il mixolidio. Basta così. Andiamo al supporto fonografico in oggetto.

Uncle Meat” è dunque musica liberata, totale, obliqua, spinosa. Terra. Carillon, sarabande, pezzi strumentali, esperimenti sonori e filastrocche. È l’inclusione globale dei generi: rock, blues, classica, avantgarde, fusion, free jazz, doo-wop, vaudeville, recitazione; la fusione di rock e Jazz.

Vincent, si era appena affrancato dalla Verve e, fondata la Bizzarre, estende questo doppio LP. L’opera ne guadagna una cura maggiore. Anzi smisurata. Siamo tra la fine del 1967 e l’inizio del 1968.

“Uncle Meat” dispiega il suo tema in due minuti di asimmetrie di vibrafono, clarinetto arabo e accordi appuntiti di clavicembalo. Cinguettano, non tartagliano, si spigolano. Nella danza di un dio minore. Nel rivolo dove una ninfa si bagna. Una miniatura emblematica, tra Antheil e Nacarrow, pigolante nel contrasto ritmico tra scansioni differenti. Emerge la sua idea di “Xenochrony”, strana sincronizzazione, cioè gioco poliritmico. L’andamento ritmico in battere apparentemente è regolare, ma consta in una puntualità errata (poiché Zappa, spostando gli accenti su quarti successivi, ci illude di ascoltare una battuta di 2/4, laddove ce ne sono due di 3/4. Facezie del genere ci riserva il maestro di Archibald Boulevard). D'altronde le pulsazioni Zappiane sono sempre fisiche, carnali, scalpiccianti, generano e risolvono tensioni, tra inganni e sottigliezza per niente a buon mercato. Nelle composizioni orchestrali questo genio capriccioso anelerà spesse volte a fare esattamente il contrario (una maggior linearità, spostando l’interesse sui colori e sulle texture).

Il respiro stertoroso del tema di “Dog Breath” compare come un rock’n’roll. Avvertiamo la lallazione come beltà della popular music, mentre si moltiplicano gli strumenti (fiati, tastiere, percussioni, archi). Poi il canto pop, struggente, armonie vocali sincopate, quindi gli innesti classicheggianti del soprano Nelcy Walker, coretti a imitare gli strumenti, una voce ilare anticipa l’idiozia dell’era Chipmunks. Intanto il brano diventa avantgarde orchestrale, i clarini elettronicamente modificati simulano i tromboni. Sulle difformità cala una sublime indulgenza.

I temi, a lui molto cari, di “Uncle Meat” e “Dog Breath” Zappa li riprenderà, fino agli ultimi giorni della sua vita terrena, in “The Yellow Shark” dirigendo l’ Ensemble Modern.

C’è poi l’epica sortita all’organo della Royal Albert Hall di Don Preston che abbozza “Louie Louie”. Lo sporco riff (per eccellenza). La varesiana “Nine Types Of Industrial Pollution”: melodicamente apatica, percussioni scalpitanti e chitarra accelerata in postproduzione. “Electric Aunt Jamina”, componimento semplice, nonsense d’argomento amoroso con Collins in gran spolvero. Grandiosa “Mr. Green Gens” epica, marziale, a tratti, muta in elegia.

La suite “King Kong” comprova ulteriormente il novero di capolavoro. Un preludio in 5/8 e sei variazioni sui 3/4. Le Mothers si mettono nei panni della rock band, dell’orchestra jazz e dell’ensemble da camera. Splendide, briose, vivide, burlesche, farsesche ed elevate risultano la melodia “simplex” del “Preludio”, l’assolo al piano elettrico Fender Rhodes di Don Preston (bellezza devastante!), le svisate frenetiche del sax tenore di Euclid Motorhead Sherwood, il sax soprano Bunk Garder che replica agli effetti elettronici dediti all’imitazione di un contrabbasso. Svetta l’assolo, immortalato live, di Ian Underwood al sax contralto su un tappeto percussivo pulsante patrocinato da Artie Tripp; la chitarra di Frank arrovella incantamenti panici, gli strumenti vengono accelerati, dopo il solo di batteria (di Jimmy Black), si torna al caos primitivo, primordiale tra gag e pernacchie, sassofoni gommosi e strazianti. C’è insomma da leccarsi i baffi.

Poi, al consueto, intermezzi, sproloqui, barzellette, scherzi tra i membri della band, in un approccio dadaista. Questa componente però, in Zappa, è solo accessoria, non è mai il fine. Pamela Zarubica è l’immancabile, madre di tutte le groupie, Suzy Creamcheese.

Le Mothers of Invention sono performer insuperabili, qui si esprimono al massimo. Zappa dirige e compone, tutto e tutti. Impone ai musicisti anche il suo diniego totale degli stupefacenti.

L’edizione in doppio CD di “Uncle Meat”, l’originale fu edito nel 1969, aggiunge gli sconcertanti estratti dei dialoghi dal film omonimo (concluso solo negli ’80 inoltrati) e “Tengo una minchia tanta”, il cui nucleo fondamentale è estratto da un live palermitano del 1982. La voce “narrante” è del giornalista italiano Massimo Bassoli, che indugia su lombi a misura di pollo. Cose, cioè, seriamente facete.

Dweezil, Moon Unit, Ahmet e Diva Zappa, tuoi figli, possono camminare a testa alta!

Insomma, lode a Franco di Cucamonga!

Grazie maestro!

Grazie ancora.

Tutti ereditano da un genio musicale.

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Commenti (TrentaSette)

sergio60
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mo t'ha ricognosco! bella a Flanaghan.....
BËL ( 01 )
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Almotasim : Grazzzie Sergio. Zappa Zappa Hey!
Battlegods
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"King Kong" non è solo di Steiner, è anche di Frank!
BËL ( 01 )
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Almotasim : Suite straordinaria. Preston lì è insuperabile, al piano elettrico Fender Rhodes è sublime! Grazie del passaggio Battle!
Battlegods: Anche "Cruising for burgers" è straordinaria :)
Almotasim : Sì, hai pura ragione!
Dislocation
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Nulla da dire, cinque su cinque. Grazie, Almo!
BËL ( 02 )
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sergio60: niente niente il libro inizia a fare effetto?....
Almotasim : Zona acquisti in incremento... come avevi previsto Sergio!
Almotasim : Grazie Dislo! Mi par che tu sia uno zappofilo da crema (di formaggio) della musica rokke.
Dislocation: Roccherolle, fratellino.
hjhhjij
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Unkle ?
BËL ( 01 )
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Almotasim : Uh, strakakkio!!! Uncle
hjhhjij: Pensavo fosse una versione giovine dell'album, con le Cappa :D
Almotasim : Ahahah.
Almotasim : Sei l'esercito della salvezza. La band preferita di Waits, se ricordo bene.
sergio60: Si..mit , unkle mit...
hjhhjij: Esatto Almo.
hjhhjij: Citato se non sbaglio più di una volta nelle sue canzoni.
Dislocation: Occheccazzo, unke col k no, sa davvero di TVTB....
JonatanCoe
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Unkle Meat sul DeB oggi ha avuto la sua degna lode. Recensione assoluta e definitiva, da leggere attentamente e consultare nel corso degli anni, proprio come un volume enciclopedico. Questa finisce dritta, dritta nei miei DePreferiti, non prima di averti appioppato un doppio cinque di sacrosanta ragione!
BËL ( 01 )
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Almotasim : Grazie Jon, troppa bontà. (Uncle) Meat is murder!
Almotasim
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Almotasim
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imasoulman
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'nzomma, 'sto (ua)Zapp' sta bbuono?
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Almotasim
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Ti apre il Mondo (Bizzarro).
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Almotasim : Era per Soul @[imasoulman], ma va bene anche per Pin @[Pinhead].
imasoulman: sei un vero zappiano, calembourista di professione
Almotasim : Grazie Ima! Due complimenti lusinghieri, da parte del maestro delle "ascensioni al tredicesimo piano"!
Pinhead: Come si fa a dare 5 a uno che sbaglia pure il titolo del disco, francamente non lo capisco. Poi di Zappa mi frega meno di niente, ma il mondo dei Ramones è bizzarro con una zeta.
Almotasim : Errare humanum est. Ramones sunt divini. Tu non metter il dito nella piaga...
Johnny b.
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Io non scriverò mai una recensione, ad ognuno il suo ma se qualcuno avesse avuto questa intenzione tu cosi' me lo scoraggi in partenza. Bravo anzi bravissimo e poi l'album meritava un analisi colta e competente.
BËL ( 00 )
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Almotasim : Non esagerare Johnny! Grazie davvero per I complimenti. Hai stoffa, gran gusto musicale, conoscenze vastissime (anche la scena contemporanea) e hai dato prova negli onnipresenti commenti e nelle definizioni di maestria. Quindi prendi carta e penna, che si comincia da li'. PS. Mi fa ancora ridere quella volta che hai portato fuori il cane, come espediente, per sfuggire ai tuoi figli che guardavano D'Alessio! Ciao grande!
zappp
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al disco infliggo 5 stelle, per la recensione ripasso piu' tardi, quando c'è Zappa di mezzo voglio leggere con calma.

Comunque complimenti anticipati a Almotasim per il coraggio, recensire Zappa (e poi Uncle Meat) non è mai una passeggiata.
BËL ( 01 )
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Dislocation: Almo, mutande di ghisa, che zappp si studia la tua rece......
Harlan
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Posso solo che essere d'accordo con Johnny, veramente complimenti. Personalmente, ho sempre trovato difficile recensire un personaggio come Zappa, ma tu ci sei riuscito alla grande.
BËL ( 01 )
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Almotasim : Grazie Harlan! Da un paio di mesi ho un prepotente ritorno zappiano. Cosi' c'e' stata l'occasione di chiarisi perche' FZ piaccia, irriti e sia grande... "Music is the best". Ipse dixit.
IlConte
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Primo: titolo errato, quindi rifare tutto daccapo e ovviamente totalmente diversa;
Secondo: ciò messo due ore ciò zio porko per la mia nobilissima ignoranza
Terzo: ho avuto 3/4 attacchi d'ansia (uno me lo ricordo a "ricorre al ritmo bulgaro in 7/8 qui l'attacco di panico e' stato immediato e devastante!)
Quarto: sei blindato lo sai, se un altro sito ti vuole hai una clausola rescissoria improponibile per chiunque.
Quinto: bravissimo, per me troppo, per il sito e il nostro onore, uno dei top.
Sesto: e qui ti va male perché se fossi una bella figa ti farei pure un gran bel pompino.
Chiudo chiamando il Maestro @[Pinhead] (5?
BËL ( 00 )
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Pinhead: Visto che hai messo 5 adesso mi spieghi la conceptual continuity e l'antropologia teologica zappiana 🤔
imasoulman: ma come, Nobilsignore, non ricorda il maestro Battiato che voleva vederti danzare "al ritmo di 7/8"? (è un ritmo perfetto per fare quello che vorrebbe fare al nobil Almo, qualora fosse una bella f..a(nciulla). Altra parentesi - graffa: come farebbe a fare quello che vorrebbe fare al nobil Almo, qualora fosse una bella f..a(nciulla), un po' mi sfugge. Ma l'ars amandi dei Titolati dev'essere sicuramente più inventiva di quella di noi poveri appartenenti al lumperproletariaet o Quarto Stato pelizzavolpedico, e dunque...Chiusa Parentesi - graffa, quadra e anche tonda)
IlConte: Ahahah, ma che fate ?! Tutti i nobil Maestri del sito coalizzati contro il nobilissimo ignutantu?! La concept non so neanche scriverla e l'antropologia ecc sono stati oggetto di attacchi d'ansia infatti. Caro Ima, Lei sa che quando una nobil fanciulla vuole una cosa non c'è niente che la trattenga, ergo, il suo problema e' che io sono un vecchio nobile, molto bello e attraente ma di palle e aggeggio annesso, ormai inutilizzato, dotato. Comunque ho sempre pensato che se fossi stato una donna avrei avuto una spiccata vocazione orale.
Almotasim : Conte, Conte, Conte. O, come dicono ad Asti, Paolo. Ebreo ellenizzato... Primo. Grazie per le tue nobili attenzioni. Burn my Shadow degli Unkle, e' una bella canzone. Presto si chiameranno pero' Uncle. Secondo. De docta ignorantia. Terzo. I cori bulgari e gli acrobati son forti. Quarto. Vedi tu. Come decidi va bene. Basta non rimetterci. Quinto. Grazie. Gazzosa per tutti. Yeah. Sesto. Dovresti avere almeno il fascino e il carisma di Pamela Zarubica alias Suzy Creamcheese poi si passerebbe ai test attitudinali. Adesso, prima di dormire, chiamo la mia Alma e mi faccio fare un pochino di camomilla. Per meglio prender sonno. Chiudo passando a
Almotasim : al maestro anch'io @[Pinhead]. Perche' tu lo fai sempre.
IlConte: Ti voglio bene e sono moooolto meglio di Suzy ahahah. Mi hai fatto tornare in mente il libro che ti dicevo dive la Pamela Miller crebbe, facendo la babysitter in casa Zappa.
Comunque il Maestro lo chiamò perché mi fa il favore di metter per me le stelline... i miei tablet si rifiutano, i famosi demoni.
Un abbraccio.
Almotasim : Ima, hai fatto col linguaggio quel che il Conte voleva fare alla "minchia tanta". Sempre sesso orale. Mai sesso scritto! Comunque il nobile, col suo intervento semantico, almeno ha fatto del senso orale...
Almotasim : Carissimo Conte, il tuo pezzo sulle groupies sara' una bomba. L'aspetto. Intanto buona notte. PS. Se Pin puo' fare tutte queste cose fagli togliere la"k" dal titolo, o fa che convincere gli Unkle a cambiar nome. I Red Crayola ci furono costretti a mettere la K.
spiritello_s: Sul punto quarto concordo e aggiungo: -"l'avete visto tutti eh? Li stiamo blindando tutti.....più di così non posso certo fare.." Per "gli altri" la frase è estratta dal famoso "progetto blindatura" di dellavalliana memoria (per quelli che ne hanno ancora un po'...).
luludia
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Scorrendo in qua e in la sta rece mi fa un po' paura...intanto beccati il doppio cinque...poi, un paragrafo al giorno, magari me la leggo...
BËL ( 01 )
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caesar666
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Grande recensione approfondita anche se con Zappa ho sempre fatto gatica ad orientarmi nella sua discografia. Ma questo e' un classico
BËL ( 01 )
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Almotasim : Anche io. Da Freak Out a Hot Rats ok. Poi vado a salti.
Galensorg
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Perchè non ti avevo ancora de-amato?!
BËL ( 01 )
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Almotasim : Non e' mai troppo tardi!
Dislocation: E' nato un amore, che tenerezza....
Almotasim : Ahahah, non ti fa pensare a coccolino e all'omino michelin?
Dislocation: Sono un sentimentalone.
Galensorg: Ahahahah tutti invitati al matrimonio! :D
Almotasim : Anche Scarlett Johansson!
Galensorg: Se viene pure lei allora mi sa che ci tocca divorziare subito! Ahahah
Dislocation: Ma chi dei due si vestirà da sposa, in bianco, tulle e merletti?
Galensorg: Ci vestiamo in pigiama di flanella come fece Kurt Cobain!
Dislocation: Facciamo cotone, con 'sto caldo....
Galensorg: Buttiamoci sul lino, ancora meglio! :D
Almotasim : Cuori di bue!
Foxfire
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Gran bel disco, un capolavoro.
BËL ( 01 )
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Almotasim : Uno di quelli che scopri un po' alla volta. E ami sempre.
Foxfire: Per me i capolavori assoluti di Zappa sono questo insieme a We're only in it for the Money, Hot Rats, Over Nite Sensation.
Almotasim : Io I primi tre (Freak, Absolutely, Money) li adoro. Poi Uncle ovviamente. Quindi Joe Garage e Yellow Shark.
voiceface
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Non si capisce dove finisce la competenza e dove inizia la supercazzola. Ma hai una scrittura talmente complessa che è impossibile determinarlo.
BËL ( 01 )
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Almotasim : Bisogna uscire dal disco, ogni tanto, per poter tornare al disco... grazie del passaggio voiceface. Mi ha "rovinato" Waters.
Dislocation
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Secondo me @[Almotasim ] la supercazzola un pochetto la fa... Almo, se sei un uomo lo ammetti.....
BËL ( 00 )
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Almotasim
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Un po' nonsense, un po' metodo. Ma Zappa ispira!
BËL ( 00 )
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Dislocation: Questo ti volevo sentir dire..... Mi dai delle soddisfazioni.
proggen_ait94
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Diopporco
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zappp
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inizialmente fra vampate filosofiche, pillole di Xenochrony, ritmi bulgari in 7/8, 4-3-3, marcatura a zona e rombi di centrocampo un po' di mal di testa si era palesato...o sentirsi in automatico laureati al Dams, leggendoti.
Allacciate le cinture, e sparatomi una sigaretta rilassante debbo dire che talvolta leggendo recensioni di autorevoli guru cartacei ci accorgiamo quando il suddetto fa "melina" prendendo tempo e nel contempo riempiendo la testa di fuffa a chi legge, per creare una sorta di stordimento subdolo (ad arte) perchè....semplicemente non altro da dire.
Ma non vuole si venga a sapere.
Ma tu Almotasim, sei partito in forcing fin dai primi minuti senza più togliere il pedale, che per densità di argomentazioni non hai sprecato uno_spazio.

Hai creato una cattedrale di concetti, virtuosismi di forma, ma soprattutto un' autopsia dell'oggetto nei suoi più reconditi interstizi che beh....mi fai rosicare perchè è quella recensione (definitiva) sul Baffo che avrei voluto scrivere io.
Dopo 'sto scritto, credo su DeBaser sarà molto, molto difficile scrivere altro di Frank che tu non hai così magistralmente già esposto, scarnificando all'osso il gigante Uncle Meat.

Non ringraziarmi per le mie parole, perchè cosa dovuta e pura constatazione.
5 stelle (ma vere, e non per gentilezza!) mi sembra il giusto avere.
Chapeau!


il disco è altresì da 5 stelle, ma questo lo sappiamo da tanti anni ormai.
BËL ( 02 )
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Almotasim : "Questi cazzi di piccione"!!! Come potrei non ringraziarti!
macaco
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Complimenti per la competenza e l´impegno.
BËL ( 01 )
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Almotasim : Grazie Mac!
macaco
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macaco
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Kotatsu
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Interessantissimo... Un'analisi scientifica dello Zio Carne che rasenta la professionalità (se non la raggiunge). Letta con grande piacere! :)
BËL ( 01 )
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Almotasim : Grazie Kot!
Hank Monk
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Bella rece per un disco immenso. Forse davvero IL capolavoro del Frank. Dopo il periodo jazz mi è sempre parso che abbia avuto la tendenza a separare la parte avanguardistica colta dalla roba jazz-rock-pop.
Qui con quei pazzoidi delle Mothers ha trovato secondo me il suo equilibrio migliore.
Tanto da imparare con Frank
BËL ( 02 )
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Almotasim : Condivido quel che dici!
sergio60: pure io!!
hjhhjij
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Finalmente l'ho letta. Oh, forse una delle tue migliori.
BËL ( 02 )
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Almotasim : Grazie Hj!!!
Senmayan
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paradossalmente "tengo na minchia tanta" rovina giusto un pò un capolavoro di album eeH comunque con Zappa ho avuto un amore intenso ma durato una stagione. La trilogia freak mi ha folgorato, poi oltre quella ho approfondito ascoltando quest'album, hot rats e one size fitz all, tutti belli per carità (anche se one size fits all non mi ha fatto davvero impazzire), però preferisco lo zappa che fa collage e sa essere diretto ed universale più che quello seguente che sarà preso come ispirazione da parecchi gruppi poco nobili, la triologia freak invece non è imitabile è qualcosa di unico nella storia della musica.
BËL ( 02 )
BRÜ ( 00 )

Senmayan: in quest'album c'è ancora quel caos ordinato della trilogia freaks, hot rats invece è già più meditato
Almotasim : Anche per me la trilogia collagistico-psych e' -in blocco- insuperabile. Uncle e' un capolavoro, (molto piu' bello dell'incensatissimo Hot Rats per I motivi che rilevi anche tu). Poi salto al puro divertimento di Joe's Garage e all'impegno di Yellow Shark con l'Ensemble Modern. Questi I miei must. Vicini a questi superalbum olimpici, Sheik Yerabouti e Lympy Greavy. Grazie del passaggio Sen!
zappp: non dimenticate mai quelle 2 perle di Burnt Weeny Sandwich e Weasels Ripped My Flesh
Almotasim : Weasels, gia', wow. E Sanwich cotto al punto giusto. Ma qua siamo ai capolavori tra I capolavori...
Almotasim : E dici bene sulla goliardata di Tengo una minchia tanta. Non c'entra una minchia. E' dell'82. Uncle registrato 67-68, pubblicato nel 1969. Come I dialoghi dal film. Fuoriluogo. Pero' sul doppio CD e' gratis.
Senmayan: si infatti sapevo che "tengo na minchia tanta" era postuma. Fa parte di quelle pazzie di Zappa tipo ri-registrare album già perfetti o aggiungere brani che non c'entrano na minchia
GenitalGrinder
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Quando ci si trova di fronte al Genio di Baltimora, e ad uno dei suoi infiniti capolavori, i miei personali applausi all'opera e soprattutto al tuo coraggio scattano nell'immediatezza. Però per una volta ho fatto davvero fatica a leggere tutta la tua recensione, perdendo molto spesso il filo della narrazione in particolare nella prima metà. Pagina non semplice come del resto era lo zio Frank; però non posso fare a meno di appiopparti il doppio cinquello ragazzo...QUESTI CAZZI DI PICCIONI...
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim : "Questi cazzi di piccione"! Grazie Genni! Nella prima parte, ispirato dai piccioni, son andato di voli pindarici. Salutami DeMa.
Dan Erre
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Magnifico! Ben strutturata, ampia, precisa.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim : Grazie 1000 Dan (Van Vielt). Mi fa piacere, Capitano!
Dan Erre: Vero, ci sarei quasi... Dan/Don Van Vliet...
Takanibu
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Mancavi da un po' e ora capisco il perché
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim : Ero in vacanza con moglie e figli. E ho optato per eliminare l'internet.
sergio60: fatto bene....si rischia di essere eliminati noi...
Dislocation: Cinque stelle a Takanibu che opera scelte di un certo livello.
Takanibu: hai fatto benissimo caro Almo. Mi riferivo più al fatto che questa rece sembra programmata da un intero mese per via della sua stesura. eheh
madcat
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Inconfondibile. Manco avevo letto l'autore chi era, ma tanto sapevo che eri tu, riecco l'autore delle rece/monografie su Pixies e Pink Floyd :D. 5, ovvio. Non conosco il disco ed è uno di quelli in lista, per quanto riguarda Zappone. Di Zappa per ora sono fermo a Hot Rats e Joe's Garage.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

sergio60: buonissimi....ma un pò poco perbacco! datti da fare..i soldi per F.Z. non sono spesi invano..mai ...
madcat: E' che ancora non li ho assimilati per bene, e io sono uno che i dischi se li deve assimilare prima di passare ad eventuali altri dello stesso artista.
Almotasim : Grazie Mad, per la generosa zampata felina e l'amarcord sulle vecchie rece.
Almotasim : Quando avrai assimilato quelli, il tuo metodo e' validissimo, ti consiglierei di tuffarti prima che su questo, su uno della trilogia psicyco-collagista iniziale (Freak out, Absolutely Free, We're in it only for the money).
sergio60: @[madcat] non oso intervenire....almo sa già perchè...se tu fosti il mio vicino di casa ti arringherei sul corpus zappiano in modo tale che entreresti in un tunnel in cui l'unica via di uscìita è avere quanto e più possibile del ns....in questo momento mi trovo un pò in ambasce economiche e ho da recuperare una dozzina di uscite recentissime ,e se ci penso mi viene la febbre....se per caso mi trovassi nelle tue condizioni ,cioè avere due soli nlp su centododici! e avessi la curiosità che hai tu..non dormirei di notte! purtroppo il morbo di Zappa è letale se attecchisce c'è un solo modo di venirne a capo...tuffarsi nel suo lavoro..semza se senza ma...e in fondo è meglio di farsi la discografia di gente come ...vasco o queen..almeno con zappa un disco non finisce quando arrivi alla fine...ma continua sempre ad ogni acolto poichè troverai sempre qualcosa che è sfuggito o a cui non avevi dato attenzione,un vero puzzle impazzito a cui mettere ordine è cosa di un bello fuori del comune,e non stanca....mai!
madcat: @[Almotasim ] Ma figurati Almo, è il minimo. Grazie per le dritte su Zappone. @sergio60 (ma com'è che le citazioni, quando ne vuoi mettere più di una nello stesso commento non funzionano (a parte la prima) sempre bello leggere gente appassionata della propria musica, qualsiasi possa essere l'artista/genere in questione. Il punto è che la gente che amo di più, in musica, l'ho approfondita sempre pian piano, inizialmente lo facevo inconsapevolmente (sempre piaciuto godermi i dischi in pieno e poi passare all'altro) poi ho capito che con me funziona meglio così, è una sorta di "metodo". Poi certo, dipende anche dall'artista in questione, e Zappa non lo trovo digeribilissimo (almeno finora), quindi ci vuole ancora più tempo. Comunque il seguente è il pezzo "chiave" che mi ha fatto capire che in ogni caso mi interessa approfondire con lui Frank Zappa .Watermelon on Easter Hay
madcat: @[G] vedi il subcommento sopra
madcat: ah ma no, le citazioni funzionano! scusa @[G] ma quando provo a citare per la seconda volta nello stesso commento non mi si apre il menù a tendina, quindi pensavo che le citazioni non funzionassero
Almotasim : Madcat, Watermelon e' un pezzo chiave. Poesia allo stato puro!
madcat: Davvero fantastico
sergio60: @[madcat] e allora..prova con waka jawaka...c'è un brano con un titolo che mi fa impicciare e non riesco a ricordare esattamente come si scrive ,è il secondo del primo lato...ci trovi almeno tre variazioni non di tema,ma di generi..blues country e jazz il tutto in 4 minuti e il bello è che sembra così fluido e naturale che fai caso in un secondo tempo al fatto che mischi tutto..e il tema inizialle lo rirovi rovesciato nel finale...un colpo di puro genio...
G: @[madcat] hai ragione (una cosa da sistemare)! Autocompleta solo il primo, ma li gestisce tutti. però se torni a inizio commento e provi a citare ancora funziona. Quindi basta che citi al contrario :-)
madcat: @[G] Ecco fatto :), grazie! @[sergio60] grazie per l'ennesima dritta
sergio60: @[madcat] di nulla..la mia è una missione...diffondere il verbo zappiano tra i profani e cementarlo tra gli incliti...
TheJargonKing
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Ragazzi, è un periodo di cacca con il lavoro e sono quasi sparito, lo so, però tornare e vedere questo po'po' di disco in HP, be' grandi cose. Però levatemi quella K dal titolo, potrebbe venirmi un malanno :))
Bravo per la rece.
BËL ( 01 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim : Grazie King! Per la K, io non posso modificarla. Mi spiace. Robe di Kappa...
Almotasim : Per il periodo di cacca, in casi analoghi, mi confonto ricordando una parte di un discorso di Groucio Marx, in I Fratelli Marx Al College, dove dice che era ridotto così male che era completamente a terra. Ma senza arrendersi, cominciò a risalire la china e si ritrovò solo col sedere per terra.
imasoulman: Horse Featers...che capolavoro...
Almotasim : E anche Duck Soup!
Almotasim
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Grazie King! Per la K, io non posso modificarla. Mi spiace. Robe di Kappa...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

lector
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Burp!
BËL ( 02 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim : Di b-rutto!
Almotasim : In questo album c'e' uno dei piu' famosi burp della storia della musica. Ciao Lector, grazie di esser passato.
musicanidi
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Arrivo solo ora perché, dal basso della mia ignoranza, mi ritengo uno "zappone" di prima categoria. Ho preso appunti, spero non finiscano nel cestino. Tu ti meriteresti un De Maio d'oro...
BËL ( 00 )
BRÜ ( 00 )

Almotasim : Grazie di esser passato Musicanidi.
Dislocation: @[musicanidi] Dài, però, il De Maio d'oro non si può sentire....
musicanidi: Hai ragione...il DI MAIO D'ORO!!!!!!
Dislocation: Il senso era quello, ugualmente inascoltabile ed impensabile.....
musicanidi: Dai, Dis(co)lo che è bello scherzare!!!!
Dislocation: Ma certo, savasandìr......

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