Copertina di Gabriele Salvatores Il ragazzo invisibile
The Punisher

• Voto:

Per appassionati di cinema italiano, fan dei film di supereroi, spettatori critici, persone interessate alla recitazione e alla sceneggiatura cinematografica
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LA RECENSIONE

Ed ecco finalmente la prima grande delusione di questo inizio 2015.
Uno dei film che entrerà nel mio subconscio alla voce "piccoli traumi subìti e difficilmente rimovibili".
Questo "Il ragazzo invisibile" di Gabriele Salvatores, visto 2 gg fa al cinema, è una di quelle esperienze che ti fa subito portare alla mente l'elenco delle cose alternative che avresti potuto fare coi 27 spesi (in tre) per questo filmetto brutto come pochi: 2 pizze e birre in pizzeria, un bel libro, un CD doppio evergreen, un sex-toys in lattice ecc
Un film partito bene con le "intenzioni" ma poi sputtanato nel secondo tempo.
La prima parte è stata abbastanza scorrevole... il classico ragazzino evitato da tutti, aspetti psicologici più o meno accettabili, il sapore agro-dolce della vita di provincia, il senso di spaesamento della pre-adolescenza e bla bla... insomma, speravo in una "via italiana" al mito del super eroe: senza effettoni speciali ma con un'attenzione più all'introversione psicologica.
E pensavo che già questa, da sola, sarebbe stata "geniale" come idea.
Ma già dalle prime battute si notava la PESSIMA recitazione dei giovani attori: inespressiva, finta, sembrava un copione letto e non recitato.
Poi sono subentrati gli attori veri, i grandi: la Golino (con la solita faccia mono-espressiva) e il gigione di Bentivoglio (l'unico salvabile).
Dal secondo tempo in poi, lo sfacelo: Salvatores tenta di recuperare la sua "parte americana" e inzuppa il film di componenti thriller, cattivi contro l'Umanità (ANCORA?!?), figli adottivi tenuti segreti, azione, esplosioni.... insomma una paccottaglia di generi e "action movie" realizzati con pochi soldi, con buchi narrativi imbarazzanti e scene cucite assieme con sforzo immaginativo e scarsità di risultati.
Peccato.
Era partito bene, il film... poi la voglia di emulare il cinema americano "alla Marvel" ha preso il sopravvento e ha rovinato tutto, consegnandoci un film insulso, banalotto e realizzato male (come già fece 20 anni fa con "Nirvana", ve lo ricordate?). Ora qualcuno spieghi a Gabriele che non si possono fare le nozze coi fichi secchi e che i filmoni gajardi con gli effetti speciali, bisogna lasciarli fare agli americani che in questo ci battono da sempre 10 a 1.

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Riassunto del Bot

Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores inizia promettendo un approccio italiano al mito del supereroe, con attenzione psicologica e atmosfera di provincia. Tuttavia, la recitazione scadente dei giovani attori e l'inserimento di elementi thriller e action di bassa qualità rovinano l'intera esperienza. Il film appare come un tentativo mal riuscito di imitare il cinema americano, con buchi narrativi evidenti e scene poco credibili.

Gabriele Salvatores

Gabriele Salvatores (Napoli, 1950) è un regista e sceneggiatore italiano. Attivo dal 1983, ha vinto l’Oscar per Mediterraneo (1991) ed è noto per film come Io non ho paura, Nirvana e Puerto Escondido, tra dramma, road movie e sperimentazione di generi.
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