Copertina di AA.VV. This Is Boston Not LA
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Per appassionati di punk, estimatori di musica hardcore, amanti della storia del punk anni '80, collezionisti di vinili, musicisti punk
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LA RECENSIONE

Questo LP , uscito nel lontano 1982 , documenta le primissime fasi della scena hardcore di Boston, prima ancora che fosse affetta da quel machismo straightedge che la contraddistingue da quelle delle altre città americane. Mancano infatti band come DYS, SSD, Last Rights e Negative FX e sono presenti band come Gang Green, che hanno fatto della birra, della Budweiser, una ragione di vita, neanche fossero una thrash metal band.

La compilation, creata per incoraggiare a forgiare un suono particolare nella città del Massachutes affinchè non diventasse solo una scialba copia della scena Californiana, e non, come frainteso, per affermare una superiorità di Boston su Los Angeles, parte in quarta con i Jerry's Kids che occupano le prime sei canzoni e qualche brano in mezzo all'album. Voce sguaiata , strutture molto compatte, e piede nell'accelleratore.
Seguono a ruota i Ploretariat, il gruppo più anomalo nell'album: totalmente ispirati al punk inglese, di cui prendono strutture ritmiche (ritmo più "lento" in confronto alle sferragliate degli yankees) e , unico gruppo, tematiche di estrema sinistra. Se gli altri gruppi criticano la politica ma non entrano in idee di estrema sinistra, i Ploretariat citano Marx e intitolano una loro canzone "Religion Is The Opium Of The Masses". Arriva il momento dei F.U.'s, altro buon esempio di hc old school, voce molto adolescenziale, atmosfere meno cupe dei Jerry's Kids, scimmiottano marcette militari(Green Berret) e si lasciano andare a proiettili da 20 secondi (Time Is Money).

Arriviamo così al clou di questo LP, i Gang Green , che insieme ai Freeze sono il gruppo con la spanna in più. I 6 episodi dei Gang Green sono mazzate da neanche un minuto, ritmi forsennati, giri da paura e sopprattutto micro assoli disseminati dappertutto(ascoltatevi Have Fun e provate a dire che non è fantastica, in caso contrario fornitemi indirizzo e provvederò a farvi cambiare opinione)
Il gruppo poi continuerà la sua strada che pur tenendosi fedele all'hardcore , vira verso il thrash (ma di poco eh!).
Dopo un episodio un po' scialbo dei Decadence che con Slam non è che facciano un buon lavoro, arriviamo anche all'altro gruppone, I Freeze. Anche loro premono sull'acceleratore come i compagni Gang Green, ma le loro strutture sono più compatte , niente assoli (eccetto la marcia di Trouble If You HIde). I giri fanno pogare anche contro il muro e il gruppo sembra il più coeso e con esperienza dell'lp. Merito di questa band è anche di suonare quella scheggia di canzone che prende il titolo dall'album, diventato un classico (E' incluso, con Straight Jacket dei Bambini di Jerry, nella soundtrack del film 'American Hardcore').

M'accorgo d'aver perso per strada i Groinoids , presenti nella compilation con 2 episodi disseminati qua e là, che propongono un hc simile ai Misfits come strutture e tematiche. Un CD (ora ristampato con il successivo EP "Unsafe at Any Speed, con 6 canzoni di alcuni gruppi citati sopra) che ogni estimatore del punk degno di questo inutile nome dovrebbe avere, la compilation, che, insieme a 'Flex Your Head' della Dischord ogni buon hardcorer possiede gelosamente.

 

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Riassunto del Bot

La recensione analizza la compilation hardcore punk del 1982 "This Is Boston Not LA", sottolineandone l'importanza come documento storico della scena Boston. Tra le band più rilevanti emergono Gang Green, con il loro sound energico e coinvolgente, e Freeze. Vengono anche evidenziate peculiarità di altre band come i Ploretariat e F.U.'s. La raccolta è considerata un must per gli appassionati di punk e hardcore.

Gang Green

Gang Green sono un gruppo hardcore punk di Boston legato alla scena cittadina dei primi anni ’80. Guidati da Chris Doherty, hanno unito brani fulminei e attitudine da skate con venature metal/crossover, lasciando il segno con dischi come Another Wasted Night e raccolte degli esordi come Preschool.
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