Tornano sul luogo del delitto i Garbage, dopo i suoni sterili e sintetizzati di "Beautiful Garbage" e dieci anni dopo il loro debutto.
La supercombriccola di produttori (tra cui figura Butch Vig, lo storico producer di Nevermind) con alla voce la seducente Shirley Manson caccia fuori le unghie e alza il tiro delle chitarre, sin dalle prime note di "Bad Boyfriend" (dove suona anche Dave Grohl, ormai anche sessionman di lusso), vero e proprio inno (un pò innocuo, a dir la verità) al sesso sfrenato.
"Run my baby Run" è un perfetto tormentone rock, così come il primo singolo "Why do you love me", che sembra una produzione hardrock dei Neptunes. "Bleed like me" è una ballata elettronica-acustica perfettamente Eighties, che sembrano gli Ultravox di Vienna in versione 2.0. Fin qua l'album scorre via che è una meraviglia, da qui in poi le canzoni cominciano a perdere freschezza e l'ascolto risulta piuttosto scialbo e palloso.
Possiamo definire quest'album come una figura mitologica: mezzo capolavoro e mezzo pazzo falso.
Bleed Like Me racchiude l'essenza dell'umanità. Ognuno ha a che fare con persone che vivono, mangiano, bevono, sanguinano e muoiono.
Life's a bitch and then you die my love
Ormai non più giovani come in passato, con idee già sfruttate sembra difficile proporre qualcosa di nuovo e di non ripetitivo: eppure i Garbage ci provano lo stesso.
Se i Garbage dovessero tornare sarebbero ben accolti perché hanno rappresentato una fetta, seppur microscopica, tra i tanti generi musicali presenti sulla scena.