Copertina di Garbage Bleed Like Me
enryka

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Per appassionati di rock alternativo, fan dei garbage e di musica con testi profondi e sonorità grunge
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LA RECENSIONE

Bleed Like Me è il titolo del nuovo lavoro discografico dei Garbage, un lavoro fatto di diversi elementi: un suono cattivo ed aggressivo, testi intimisti e provocatori, un voce suadente e a tratti fastidiosa, chitarre potenti e "sporche". Il titolo è stato scelto in quanto risulta essere provocatorio ed ambiguo, esso infatti, come afferma Shirley Manson frontwoman della band, "racchiude l'essenza dell'umanità. Ognuno ha a che fare con persone che vivono, mangiano, bevono, sanguinano e muoiono." Ecco allora che i virtuosismi dello scorso album, smaccatamente hip hop, risultano completamente assenti, per lasciare posto ad un rock che risente delle influenze tanto dei Cure, quanto dei Queens Of The Stone Ages.

Il disco si apre con Bad Boyfriend, un pezzo graffiante, come il suono e la voce della Manson, la quale riesce a distorcere in modo perfetto l'atmosfera, fino a provocare disturbo e disagio nell'ascoltatore. In Run Baby Run la cantante, osservando la crudeltà e il dolore dell'esistenza, trova come unica via di scampo la fuga. Right Between The Eyes, recitando: "Life's a bitch and then you die my love", mette ulteriormente in evidenza la visione negativa e angosciante che regna in tutto il cd. In Why Do You Love Me?, primo singolo lanciato, le parole, appena sussurrate, si trovano in netta antitesi con la forza del suono, tipicamente grunge. Poi è la volta della titletrack Bleed Like Me, che parla di una Band che vuole avere successo facendo un buon album. Degna di nota è Metal Heart, un pezzo polemico che tratta un tema spinoso: la guerra. La canzone parla infatti dei soldati in Iraq che, giorno per giorno, mettono a repentaglio la propria vita per combattere.

L'assenza dai "campi di battaglia" per ben quattro anni ha sicuramente giovato al gruppo, il quale è riuscito a sfornare un buon album, concepito per suonare con efficacia dal vivo. Nonostante il piattume che avvolge il panorama musicale internazionale, i Garbage sono riusciti a distinguersi ed emergere dalla massa, con un cd intenso e "sanguinante", che riesce a catturare e a far esplodere un rock energico nella mente dell'ascoltatore.

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Riassunto del Bot

Bleed Like Me è un album dei Garbage caratterizzato da un sound aggressivo e testi profondi. Il disco si discosta dagli elementi hip hop del precedente lavoro per abbracciare influenze rock più dure. Shirley Manson si conferma voce potente e a tratti disturbante, con brani che spaziano dal dolore esistenziale alla critica sociale. Un lavoro maturo e adatto a una forte esperienza live, capace di emergere in un panorama musicale piatto.

Tracce testi video

02   Run Baby Run (03:57)

03   Right Between the Eyes (03:55)

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04   Why Do You Love Me (03:51)

07   Sex Is Not the Enemy (03:04)

08   Its All Over but the Crying (04:40)

09   Boys Wanna Fight (04:15)

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10   Why Don't You Come Over (03:23)

11   Happy Home (05:57)

12   Breaking Up the Girl (Timo Maas remix) (06:44)

13   Breaking Up the Girl (Brothers in Rhythm Therapy radio edit) (03:54)

Garbage

Garbage è una band rock statunitense formata a Madison (Wisconsin) nel 1993 da Butch Vig, Duke Erikson e Steve Marker; alla voce la scozzese Shirley Manson. Debuttano nel 1995 con l’omonimo album e consolidano il successo con Version 2.0 (1998). Tra i brani più noti: Stupid Girl, Only Happy When It Rains, I Think I’m Paranoid. Nel 1999 incidono il tema bondiano The World Is Not Enough.
14 Recensioni

Altre recensioni

Di  AR (Anonima Recensori)

 "La supercombriccola di produttori... con alla voce la seducente Shirley Manson caccia fuori le unghie e alza il tiro delle chitarre."

 "Possiamo definire quest'album come una figura mitologica: mezzo capolavoro e mezzo pazzo falso."


Di  kurtisit

 Ormai non più giovani come in passato, con idee già sfruttate sembra difficile proporre qualcosa di nuovo e di non ripetitivo: eppure i Garbage ci provano lo stesso.

 Se i Garbage dovessero tornare sarebbero ben accolti perché hanno rappresentato una fetta, seppur microscopica, tra i tanti generi musicali presenti sulla scena.