Copertina di Gareth Williams & Mary Currie Flaming Tunes
luludia

• Voto:

Per amanti della musica indipendente, fan del lo-fi e post-punk, appassionati di sonorità anni '80 e ascoltatori in cerca di atmosfere malinconiche e originali
 Dividi con...

LA RECENSIONE

Galeotto fu il manuale esoterico, una cosa tipo “underrated masterpieces”.

Poi la definizione trovata girando per l'internet: “understated post-electronic type of lo-fi urban folk”...

Tutta roba da acquolina in bocca...

La copertina, con quel grigio consumato della foto (un consumarsi che da lontano sembra neve) e quelle facce un po così, dice già tutto... e pure il titolo non scherza.

E comunque siamo nei primi ottanta.

E allora ecco a voi: Gareth Williams, ovvero colui che stava nei This Heat e Mary, una misteriosa fanciulla dal bel sorriso di Gioconda.

Immaginate: un'innocenza melodica avvolta dalla nebbia; qualcosa di trattenuto e sospeso; ballate ghiaccio/fuoco con suoni claudicanti e come in sordina.

E ancora: il fantasma dell'infanzia rinchiuso nella stanza dei giochi; l'orrendo gelo adulto che inchioda il reale al reale...

Poi mettete insieme il Robert Wyatt più lunare, il Brian Eno più scombiccherato, i maghetti Moebius e Rodelius, le lucertole volanti di David Cunningham.

Aggiungete l'essenzialità di certo post punk e un super affascinante ibrido tra buffoneria e misticismo.

Otterrete allora un disco che nonostante cotanti riferimenti ha tuttavia un sapore unico che in fondo non so dirvi anche se so che è l'ennesima variante di quella specie di tristezza non triste che piace tanto a noi smandrappati.

Non solo, vien snocciolata anche una specie di saggezza. Eccovene un esempio: “il mio corpo guarda avanti, la mia mente irrequieta corre indietro, come uno stendardo che si agita nella brezza devo lavorare per tenermi stretto” (traccia sette)

E comunque di quale oscuro pianeta queste son le canzoni? Quali diafani esseri le balleranno? Quali demoni faranno a pezzi? Domande per fortuna senza risposta...

Carico i commenti...  con calma

Riassunto del Bot

La recensione esplora 'Flaming Tunes', album di Gareth Williams e Mary Currie, definito un capolavoro sottovalutato del lo-fi urbano degli anni '80. Il disco mescola atmosfere malinconiche, melodie trattenute e influenze di artisti come Robert Wyatt e Brian Eno, creando un sapore unico e affascinante. Si sottolinea la fusione di misticismo e buffoneria, oltre a una saggezza lirica rara. Un viaggio sospeso e suggestivo tra passato e presente.

Gareth Williams & Mary Currie

Duo attivo nei primi anni ottanta, formato da Gareth Williams (ex membro dei This Heat) e Mary Currie; noto per l'album Flaming Tunes, caratterizzato da atmosfere lo‑fi e sperimentali.
01 Recensioni