Sono passati circa 9 anni da quando i Genesis, orfani di Phil Collins si sono presentati al pubblico con un nuovo disco, quel "Calling All Stations" che ha fatto fatica ad essere digerito dai fan genesiani che proprio non riuscivano a vedere di buon occhio Ray Wilson come la persona che avrebbe dovuto sostituire il buon Phil al canto per i prossimi anni... flop annunciato? Direi di sì! Il conseguente tour di quel disco fù un autentico buco nel vuoto, testimoniato dalla scarsa vendita dei biglietti in Europa e addirittura dall'annullamento di gran parte dei concerti che si sarebbero dovuti tenere in America. Morale della favola... Tony Banks: "Chiudiamo qui! Non vogliamo che il nostro marchio faccia una fine tanto indecorosa!"
Tanti anni bui per i fan dei Genesis, in continua attesa di una reunion di cui si sentivano solo smentite. Poi il 7 Novembre del 2006 l'annuncio ufficiale! Con una conferenza stampa tenuta da Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford, i Genesis annunciano il loro ritorno con un tour che avrebbe toccato l'Europa e l'America. Insomma, un ritorno in grande stile!
Tutti ad attendere questo benedetto 11 Giugno 2007, che coincideva con la prima data del tour, e quando questo momento è arrivato è cominciata la cavalcata di questa immensa band che ha raggiunto il picco massimo con il concerto di Roma, reso memorabile dal fatto che è stato fatto al Circo Massimo davanti a 500.000 persone!
A testimonianza di questo immenso tour i nostri hanno voluto omaggiare i fan con l'uscita di un live che raccoglie tutto il meglio di questo tour. La scaletta è stata riprodotta in ordine senza nessun taglio, ma ogni singola traccia è stata presa da una data in particolare del tour formando un puzzle musicale di altissimo livello! "Live Over Europe" è il live che mancava dai scaffali dei fan genesiani. Un disco che come ho spiegato prima non presenta opera di "taglio"di alcun genere, e questa già è una novità visti i precedenti dichi dal vivo.
Ad un primo ascolto sicuramente si avverte la resa non più energica di alcune canzoni che negli anni passati avevano costituito dei veri e propri cavalli di battaglia nei concerti dei Genesis. "In The Cage Medley", per esempio sembra una lontana parente di quella memorabile contenuta in Three Sides Live sopratutto per la velocità di esecuzione e per il fatto che Phil è stato costretto ad abbassare la tonalità della sua voce di un semitono! "Firth of Fifth", mozzata della parte cantata, risulta essere più semplificata nella ritmica, dove le celebri rullate di Phil stentano a decollare, conseguenza questa di più di quindici anni dedicati da Phil a cartoni animati ecc... della serie: in biciletta non è che non ci sò più andare, ma devo rifare un pò di pratica! Le tastiere di Tony sono sicuramente più in evidenza, ma anche quì è discutibile la scelta dei suoni adottati da Tony che non rispecchiano neanche lontanamente quella originale!
Adesso vi starete chiedendo che probabilmente questo disco al recensore non piacerà per niente? Invece vi sbagliate di grosso!
A mio avviso questo disco è il più bel testamento che questa band poteva lasciare ai fan. Di questo disco ci sono canzoni da brivido e di questo ne dobbiamo dare atto alla band, che dopo tanti anni si sono presentati in pubblico con una scaletta più che decorosa facendo il giusto mix di vecchio e nuovo!
Sicuramente mi viene in mente "Ripples" che non veniva proposta live dal 1980. Una versione bella e struggente dove molti al concerto non hanno esitato a farsi calare qualche lacrima. La parte strumentale è stata accorciata ma questo non toglie la magia a questo brano dove la chitarra di Daryl Struemer ripropone fedelmente la partitura di Steve Hackett... stupenda!
"Land of Confusion" presenta una versione più aggresiva delle precendi, ispirata alla cover fatta dai Disturbed e di cui Tony e co. hanno preso spunti... una canzone sicuramente rivalutata!
"Domino" è un'altra canzone che in questo disco assume una bellezza disarmante facendola sembrare un "In the Cage" moderna. Registrata a Roma presenta un Phil in grande forma con una resa sonora impressionante, che ti coinvolge fino allo stremo per poi portarti all'apice dello spettacolo...
Quel Drum Duet che vede Phil e Chester duettare su delle sedie, per poi passare alla batteria... in assoluto il drum duet più duraturo della storia dei Genesis che ti fà sobbalzare dalla sedia ad ammirare tanta bravura, anche a cinquant'anni avviati...
"Los Endos" invece non risente degli anni passati, una versione che si avvicina di molto a quella strepitosa di Seconds Out. Quì si assiste ad una vera e propria apoteosi dove Phil Collins scandisce il tempo con controtempi che fanno emozionare...
L'album si conclude con "Carpet Crawlers", dove Phil da il meglio di sè facendo sembrare il tutto come la fine di un film durato trent'anni, dove Phil canta tutte le note e le strofe con una passione che ti commuove, facendo interagire il pubblico in un inno che osanna tutti, i Genesis che ci hanno fatto sognare ancora una volta, e i fan che gli sono stati sempre vicini, anche nei momenti più difficili. A mio avviso è il finale più emozionante, e più significativo che ho mai potuto sentire nella storia del rock!
Un album stupendo e assolutamente da avere. Una testimonianza di trent'anni di carriera riassunti in due ore e mezza di concerto, con un susseguirsi di emozioni, brividi e applausi per una band, i Genesis che si sono consegnati il dono dell'immortalita!
I Genesis erano ormai considerati musicisti allo sbaraglio senza più arte nè parte, e io direi che con questo disco sono riusciti a smentire per l’ennesima volta i loro detrattori.
Il tour è un successo e il punto massimo è al concerto gratuito di Roma, dove, al Circo Massimo, suonano davanti a 500.000 persone in delirio.