Copertina di Ghost In Stormy Nights
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Per appassionati di musica sperimentale, amanti del folk e dell'elettronica, ascoltatori di musica giapponese indipendente e underground
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LA RECENSIONE

Pensavo che il Peyote non crescesse in giappone ma probabilmente mi sono sbagliato o, forse, questi giapponesi ne hanno fatto buona scorta.

"In Stormy Nights" è infatti un evidente risultato di menti non del tutto sane, non del tutto vincolate dalla retorica del mercato. Non del tutto folk, non del tutto elettronico, non del tutto jazz. Potremmo assurgere il "non del tutto" a regola generatrice della loro melodia, ormai evoluta e matura dopo anni di duro lavoro (suonavano già nel 1984). Ci spiazza l'acid-folk iniziale di "Motherly Bluster" e ci catapulta in un mondo onirico e introspettivo. La chitarra acustica, la voce, un sottobosco di suoni placidi e atmosferici, tutti a contribuire alla meraviglia. Ma poco fa ho detto "non del tutto" e, a conferma della mia tesi, chiamo in causa "Hemicylic Anthelion"; 28 minuti e passa di elettronica e… (tesi confermata) non solo! Questa traccia è il perno sul quale tutta l'opera ruota, un insieme indefinito di ossessività psicadelica e reminiscenze folk miste a sapori jazz. Ascoltandola mi vengono in mente le parole di Tadao Ando, famoso architetto giapponse che in un intervista dice: "voi occidentali, quando scrivete, siete abituati ad osservare la scritta in se stessa noi, il bianco del foglio. " Beh! ecco che in "Hemicylic Anthelion" il bianco del foglio diventa il protagonista. Scordatevi gli assoli elettronici, scordatevi l'egocentrismo di qual si voglia strumento e dedicatevi ad un ascolto dove il contesto prende vita.

Ed ora? Strapazzati al punto giusto? E' no cari miei! Non avete ancora affrontato la funerea marcia di "Water Door Yellow Gate" ne la follia di "Gareki No Toshi" (che spacca il culo!) e nemmeno la più punk "Caledonia" e che dire per il finale? La ballata triste e mistica di "Grisaille". Sembra quasi di viverli i loro umori, i loro colori.

Una musica privata e, in definitiva, un album da avere se non altro per poter dire: sti giapponesi so proprio matti!

Label: Drag City, 2007

Tracklist
1 - Motherly Bluster
2 - Hemicyclic Anthelion
3 - Water Door Yellow Gate
4 - Gareki No Toshi
5 - Caledonia
6 - Grisaille

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Riassunto del Bot

L'album 'In Stormy Nights' di Ghost è un viaggio musicale che fonde acid-folk, elettronica e jazz, offrendo atmosfere oniriche e introspettive. Caratterizzato da un approccio sperimentale e maturo, spicca la traccia centrale di oltre 28 minuti, capace di evocare suggestioni e riflessioni profonde. Un'opera consigliata a chi cerca musica fuori dagli schemi commerciali e ricca di personalità.

Tracce

01   Hemicyclic Anthelion (28:08)

02   Water Door Yellow Gate (05:56)

03   Gareki No Toshi (07:51)

Ghost

Ghost è un collettivo giapponese fondato a Tokyo da Masaki Batoh, attivo dal 1984 al 2014. Ha sviluppato un rock psichedelico/acid‑folk che intreccia strumenti tradizionali, improvvisazione e influssi elettronici, pubblicando su P.S.F. Records e Drag City.
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