Gillo Pontecorvo
La battaglia di Algeri

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L'altra sera avevo la casa libera, e, complice il fatto che il mio fidanzato è in Erasmus, un mio amico si è offerto di farmi compagnia. Ho colto il rischio della cosa, ma per evitare antipatici strascichi polemici - colta l'indisponibilità a far da cuscinetto della mia amica Simona (detta, non a caso, "Simòn de Boudoir": spero capiate il riferimento) - ho accettato la gentile, e non del tutto disinteressata, offerta; ponendo come condizione il fatto che dopo la cena (take away) avremmo visto un film scelto da me. A questo punto, vista la malparata, ho pensato di far prendere un film: a) sufficientemente lungo e pesante; b) non recensito su Debaser. Dopo aver scandalosamente scoperto che in oltre 30.000 recensioni (molte delle quali inutili e scritte con i piedi) su Debaser n-e-s-s-u-n-a tratta de "La battaglia di Algeri" di Gillo Pontecorvo, ho ordinato di prendere quel film. Adesso vediamo di recensirlo e di colmare questa s-c-o-n-c-e-r-t-a-n-t-e l-a-c-u-n-a, cercando di scrivere qualcosa di intelligente, e non scontato, come mi sembra avvenga nella maggioranza dei casi.

Algeri, tardi anni '50. La città vecchia, abitata dalla popolazione araba e musulmana autoctona, è in subbuglio; soffiano venti di rivolta nei confronti della cittadinanza francese, tutta raccolta nella città moderna, e, più in generale, nei confronti dell'oppressore straniero che da oltre un secolo ha colonizzato le coste dell'Algeria. Alcuni giovani intellettuali si sono raccolti in un gruppo di protesta, che decide di passare alle armi e ad azioni concrete nei confronti del dominatore straniero. La trasformazione del gruppo in una cellula terroristica ramificata in tutta la società araba è inevitabile, come sono inevitabili le prime azioni dimostrative, seguite da azioni omicide nei confronti della popolazione civile e militare. Il Governo francese non rimane inerte, inviando, nel giro di pochi mesi, un comando di paracadutisti comandato dal colonnello Mathieu (Jean Martin, il solo attore professionista utilizzato nelle riprese), cui viene dato il preciso incarico di sgominare il gruppo terroristico e di ricondurre all'ordine la società algerina. I francesi riusciranno nella loro missione, anche se la pacificazione è tutt'altro che definitiva, radicalizzando uno scontro destinato ad esplodere negli anni successivi, fino alla liberazione del popolo algerino dalla colonizzazione francese all'inizio degli anni '60.

Pontecorvo gira un lavoro di rara bellezza e suggestione, ricorrendo ad un linguaggio estremamente realistico, che permea l'intero lavoro: dalla menzionata scelta di attori non professionisti, alla selezione delle location(s), che, grazie ad accordi con il governo algerino dell'epoca, coincidevano con i luoghi in cui si erano effettivamente svolte le vicende storiche che fanno da sfondo alla trama. A ciò si aggiunga la scelta di una fotografia in bianco e nero, che conferisce al film una dimensione quasi documentaristica. La scelta non è solo formale, ma anche contenutistica: se analizziamo il soggetto, la sceneggiatura e l'intreccio del film, è agevole cogliere come il regista ed il gruppo di lavoro abbiano optato per una descrizione im-mediata (ossia: "non-mediata") della storia, ponendoci direttamente in medias res, in un presente angosciante in cui cogliamo tutta la tensione del terrore incombente.

Non esiste un attore protagonista, e tutto ruota attorno alla vicende del gruppo terroristico; che ha certo dei leader, nessuno dei quali viene tuttavia posto al centro della scena, se non per esigenze meramente drammaturgiche. Su tutti, si staglia la figura dello stolido colonnello francese, ma egli stesso risulta un personaggio quasi inespressivo, fin dal suo apparire in scena con gli occhi velati da occhiali a specchio, quasi a celare lo specchio dell'anima occultando ogni emozione. In questo, lo stile di Pontecorvo mi sembra dunque affine a quello del primo Rosi, e, volendo risalire nelle attribuzioni e nella paternità stilistica, a quello del Rossellini di "Roma città aperta", tanto che questo film si potrebbe per certi versi intitolare come un "Algeri, città aperta", senza perdere di vista significato e scopi dell'opera.

Quanto sono andata scrivendo fin d'ora - a rileggerlo - confina pericolosamente con il banale e nulla aggiunge - se non (spero) per lo stile espressivo - a quello che potete agilmente trovare in rete o su qualche pubblicazione specifica. Qualche spunto meno banale me l'ha offerto una domanda che ho posto, a metà film ed all'improvviso, al mio ospite, rapito dall'epopea dei militari francesi: "Secondo te" - chiesi - "questo film è dalla parte degli algerini o dei francesi?". "Beh...dalla parte degli algerini, ovvio!", mi ha risposto l'amico. Anch'io sono sicura di questo fatto. Eppure non mi soddisfa del tutto, non dice tutto. Mi ha colpo, al riguardo, la frase che il colonnello francese pronuncia a metà film, quando, mettendo le mani avanti non meno di quanto non avessi fatto io nell'accettare il mio ospite in casa, espressamente dichiara di non essere un fascista o un oppressore, anche per il fatto di aver partecipato assieme alla sua compagnia alla resistenza francese nei confronti dell'occupante nazista (l'ho evidenziata in neretto perché ci riflettiate bene sopra!). La frasetta mi è rimbombata in testa per tutta la seconda parte del film, rappresentando efficacemente la contrapposizione latente che c'è, nella Algeri di Pontecorvo, fra l'anima europea e quella araba: la città francese è chiara, geometrica, netta nelle sue linee ad imitazione dei viali di St. Germain; quella araba buia, caotica, concava, similmente alle città arabe o al centro della Palermo più oscura, in contrasto con gli ampi viali savoiardi; l'esercito francese è organizzato in maniera non meno cartesiana, come cartesiana è la parata dei militari, cartesiana è la mappa degli affiliati all'organizzazione da sgominare che il colonnello traccia sulla lavagna, cartesiano è il controllo degli spazi, il tentativo di separare, scindere, di-scernere la città vecchia e quella nuova con i suoi abitanti, quasi che il bene stia da un lato, il male dall'altro.

Tutto, meno che cartesiani, sono gli algerini descritti in questo film, la cui forza terroristica è data da essere uno sciame di persone legate negli scopi ma divise nei mezzi e nelle tecniche, dall'agire con una discreta dose di improvvisazione e dilettantismo, rafforzati da una determinazione che è propria di chi vuole liberarsi dalla catena dell'oppressore, subito e senza mediazioni. Feroce, inquietante, proveniente dalle cavità dell'anima e del cuore è l'urlo della popolazione nelle scene finali del film che, quando molti terroristi si sono irrazionalmente e di-speratamente suicidiati, chiama alla rivolta finale.

In tutto ciò, Pontecorvo mi lascia dei dubbi: favorevole agli algerini, giustamente dalla parte del debole e dell'oppresso; ma, al contempo, forse per l'inconfessata ed implicita matrice europea del film (dello stesso "girare" un film, che in fin dei conti è ridurre a schema cartesiano il reale, rappresentandolo e semplificandolo, fin dalle prime proiezioni europee e parigine dei fratelli Lumière), involontariamente dalla parte della razionalità europea e della capacità dell'uomo europeo di dominare il mondo, le cose, occupandone e suddividendone gli spazi, conferendo ad esso una forma che è la "forma-mentis normativa" (il dover essere) propria degli ultimi trecento anni della nostra storia.

Mi piace pensare che il regista non fosse consapevole di ciò, e mi piace pensare che l'idea di razionalità europea sia stata sconfessata e superata dall'Heisenberg del principio di indeterminazione, e cioè da un fisico come il fratello di Pontecorvo; ma speculare a quest'ultimo, sia per l'adesione, pur discussa, al nazismo (Pontecorvo era comunista, oltre che ebreo), sia per la successiva fuga negli Stati Uniti (Pontecorvo riparò nell'Urss di Stalin).

Eppure, per quanto superata dai fatti e sconfessata dal nazismo contro cui combattè lo stesso colonnello presente ad Algeri, la dimensione normativa della razionalità europea ogni tanto mi sembra riaffiorare, e non posso dimenticare come la cacciata dei francesi dall'Algeria, ad inizio anni '60, non abbia evitato tragedie collettive e fratricide non meno devastanti, come rammenta il volto della donna piangente di Benthala che a metà anni '90 rappresentava il dramma dell'Algeria squassata da lotte interne e fratricide.

Sono tempi indeterminati, i nostri, e solo in noi e nella nostra dimensione personale possiamo trovare una luce che ci renda meno "lucciole/che stanno nelle tenebre" (è una citazione di Battiato, ma di ascendenza biblica!). Devo ricordarmi di farlo presente anche a Simòn de Boudoir, che la possino (fatemi chiudere con un tocco di simpatia, altrimenti sembra che mi prendo troppo sul serio!!!).

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Ultimi Cinquanta commenti su SessantaQuattro

korrea
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Ma, cosa leggo... La Drunkedqueen è single! Drunk, non ho molto da offrirti, giusto una bottiglia di mirto fatto in casa e un nepente che, sentirai. Aspetto un tuo cenno e prendo il traghetto.
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gabri1189
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"Nubile ma fidanzata sottende un avversativo o disgiuntivo che dir si voglia: vuol dire non sposata ma non sola, nè tantomeno disponibile a relazioni. E' cosa diversa dal nubile e fidanzata inteso in senso congiuntivo e tanto in voga di questi tempi e presso certe generazioni, se mi passate la battuta! In altri termini: non sono iscritta qui dentro per congiungermi con chicchessia. Siete dunque pregati di non contattarmi via pvt per ragioni personali o con scuse puerili ma con finalità fin troppo evidenti, perchè non avrete risposta (e chi ha orecchie per intendere intenda)". Forse sono troppo ignorantone per scrivere commenti alle tue recensioni ma la domanda che mi sorge spontanea è: "ma chi te se 'ncula?"
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IL SICILIANO
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L'altra sera avevo la casa libera e ho deciso di approfittarne per una serata di bisboccia. Poi ho pensato che vivo solo da 5 anni e sono andato a dormire. Mi forniresti il numero di cellulare di Simòn de Boudoir?
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Geo@Geo
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Cara Fabia la tua recensione è simpatica, ma piuttosto "presuntuosetta". Dovresti ringraziare tutti noi (*-*) che con questa sconcertante lacuna ti abbiamo permesso: 1) di scegliere il film, 2) di salvarti la serata, 3) di poter recensire un'opera grandiosa, che a suo tempo creò non pochi problemi alla Francia;)) Ultima cosa: se cartesiano lo usi metaforicamente per definire l'ordine e l'organizzazione militare francese, raffrontato al disordine e alla disorganizzazione algerina, ahimè penso che Pontecorvo tutto avesse in mente, tranne che una rappresentazione "matematica" del dramma vissuto dalla popolazione e perché no, anche dai militari francesi. See you soon.
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reverse
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Tu e Simòn the buddan potevate andare incontro ai tunisini in arrivo da Lampedusa.
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@DLF: ma, a me Cytherea non è che piaccia granchè, si bella fontana, ma mi sa che è finta.
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drunkedQueen
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@Ko: lusingatissima, ma data la tua felice età non dovresti perder tempo dietro quelle come me, che tra un paio di anni saranno da rottamare! Piuttosto se ti piacciono le zucchine, prendi il traghetto, il mirto (mi raccomando), e catapultati qui: Notizia: Italia Wave: primi nomi
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imasoulman
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@18 GEO ecco infatti...solo per tornare a parlare del film e non del cabarettismo di contorno (tra l'altro: non c'è peggior umorista di colui che spiega le proprie battute). Un quarto abbondante della recensione si sofferma su questa presunta dicotomia razionale/irrazionale. Sinceramente, un film girato con un taglio documentaristico sconvolgente per l'epoca (1966), di esasperato realismo, che riesce a dar voce alle masse facendole parlare solo coi movimenti della macchina da presa e quando indaga sul singolo volutamente riduce i dialoghi all'osso (ecco, citare l'immenso Franco Solinas, pareva così brutto?), dove le musiche di Morricone sono un "flusso di coscienza" in grado di accompagnare l'epico e il tragico, possibile che non abbia dato altri spunti di analisi che non questa tua riflessione da ingrosso socio-filosofico? E tanto per tornare ai fatti dell'epoca, il film in Francia non uscì per anni, altro che "principio di indeterminatezza" di Heisemberg e presunta "equidistanza" di Pontecorvo (ma dove??), questo è crudo e giornalistico reportage di una guerra di liberazione i cui orrori il mondo conobbe troppo tardi (e dimenticò, chissà perchè, troppo presto). Bene, possiamo tornare a parlare di Simone de Boudoir.
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reverse
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quante spiegazioni, ora che tornate a parlare di lei sarà già annegata nella broda di Cytherea
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aries
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Un bel mattone.
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Lostinspace
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Forse era meglio trombare. Forse.
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dlf
dlf
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Non credo, Reverse. Proprio perché non è esattamente il prototipo dell'attrice hard ha evidentemente altre qualità prominenti. Quelle che tutti ben conosciamo.
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flagelloalieno
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recensione insopportabile, pesante e autoreferenziale;quale miglior modo per cominciare la recensione di un film già di per se pesante se non quello di insultare neanche troppo velatamente tutti quelli che la leggeranno?"Adesso vediamo di recensirlo e di colmare questa s-c-o-n-c-e-r-t-a-n-t-e l-a-c-u-n-a, cercando di scrivere qualcosa di intelligente, e non scontato, come mi sembra avvenga nella maggioranza dei casi":infatti sei talmente intelligente da non arrivare a capire che se questo film non era ancora stato recensito era semplicemente perchè il sito è dedicato principalmente alle recensioni di DISCHI e a voler essere proprio pignoli sono ben altre le recensioni di film che mancano qui su Debaser.Pessima davvero,era meglio che te lo trombavi il tuo amico almeno ci risparmiavi questo inutile scritto narcisistico.

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Mike76
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Avevo pensato di farla io ma ormai sono troppo pigro per fare una recensione e il tempo libero è sempre meno.
Una delle domande più interessanti è: Pontecorvo è più dalla parte degli algerini o dei francesi? Beh il film è stato commissionato dal Governo Algerino e in Francia pare non sia mai stato proiettato, i francesi nel film in alcuni episodi sono presentati anche in maniera antipatica (il ragazzo che sgambetta il protagonista inseguito dai gendarmi, l'attentato di due giornalisti francesi nella Casbah in risposta agli attentati del FNL ai gendarmi che di fatto allarga il conflitto ai civili, le torture "random" a prigionieri algerini da parte dell'esercito francese), tuttavia pare che il Governo Algerino non fosse così soddisfatto del risultato. Anche gli arabi infatti sono presentati senza scrupoli soprattutto nelle stragi dinamitarde al bar del quartiere europeo e all'ippodromo nonchè nelle sanguinarie repressioni con vittime algerini troppo "francesizzati". Come se non bastasse Pontecorvo spiega anche le ragioni dei francesi, il brutale Generale Matiehu in realtà viene rappresentato come un pragmatico esecutore dell'ordine del quale è stato investito: mantenere i francesi in Algeria. Ai giornalisti che lo accusavano di torture e crudeltà risponde:
“Nonostante certe differenze d’opinione, voi siete tutti d’accordo che dobbiamo restare. Quando la ribellione cominciò, non c’erano nemmeno differenze d’opinione. Tutti i giornali, perfino quelli di sinistra, chiedevano che la ribellione fosse soppressa [ma] ora voglio farvi io una domanda: La Francia deve restare in Algeria? Se rispondete ‘si,’ allora dovete accettare tutte le necessarie conseguenze.”. Oppure un ufficiale alla fine del film "Dopotutto [gli algerini] sono brava gente, siamo andati d'accordo per 130 anni". Ecco, la grandezza del film di Pontecorvo, oltre che tecnico-artistica è anche intellettuale, non fa pendere la ragione tutta da una parte ma distribuisce le colpe e le ragioni ad entrambi i contendenti dando l'impressione che siano stati gli eventi a trascinare le persone in quella spirale di violenza e non viceversa.

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Lostinspace
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Fabia, sei per caso la sorella di De Lorenzo? Antani?
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Mike76
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Al di là della inutile pappardella di contorno non sono d'accordo su alcune valutazioni della recesione al limite del semplicismo, nel senso che questa non è la storia di un "popolo-oppresso" contro i "colonialisti-oppressori", perchè i "Piedi Neri" francesi erano un POPOLO a tutti gli effetti, per la maggior parte gente nata e cresciuta in Algeria, e i terroristi del FNL rappresentavano la volontà solo di una PARTE della popolazione araba, tanto che all'inizio si accaniranno contro i loro simili troppo occidentalizzati e che una volta cacciati i Piedi Neri centinaia di migliaia di algerini li seguiranno in Francia (alla faccia della liberazione e dell'indipendenza). Quindi questa storia ch'azzecca pochissimo col colonialismo ed è più simile alla cacciata degli Italiani dalla Libia nel 1970.

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Lostinspace
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Drunkedqueen, valuta la possibilità di metterti con me. Ho una filmoteca potenzialmente infinita, un bel divano e nessuna amica/o cagacazzo a fare da paravento. Valuta.
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avrebbero addirittura voluto includerla nel territorio metropolitano francese pur di tenerla.

Un po' come noi con città del vaticano, insomma (e girano pure più soldi che sinceramente mi vorrei fottere, dopo aver fottuto Simon the buddan))
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reverse
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ci sta un link di Cytherea in attività?


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dlf
dlf
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Rev, redimiti! Io mi sto gustando "The opening of Misty Beethoven". Cinema di alta classe. C'è pure una rece su Deb.
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markus82
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ottima recensione..
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geb
geb
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era destino che il mio ritorno su debasio dovesse coincidere con un commento alla cara Fabia. La quale, troiettina anzichèno, prima invita l'amichetto mentre il ragazzo si sbatte all'erasmus, poi colta dal classico senso di colpa da cattolica di comunione e liberazione decide di noleggiare un mattone, così magari l'amichetto s'addorme, si smoscia. Le cose sono 2: 1. è partito il pompino al secondo minuto di film; 2. dici un sacco di cazzate. Arrivedoorci....
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Purtroppo il lavoro infame non mi ha permesso di farti prima queste domande. Chiedo scusa nel caso siano già state poste da altri: ma se questo tuo amico mandrillone ti è venuto a cercare appena il tuo fidanzato si è girato dall'altra parte, non è che per caso te gliel'avevi fatta un pochino annusare? No, perchè di solito uno non è che ci prova con la fidanzata di un'altro se non sa che a questa ci piace parecchio il peperone... Ma, soprattutto, questa tua amica Simona ha un profilo Facebook che possiamo consultare?!
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rebelde
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sinceramente, io volevo leggere la recensione, ma dopo aver letto l'i-n-d-i-s-p-e-n-s-a-b-i-l-e primo paragrafo, devo dire che ora l'unica cosa che voglio sapere è come sia andata a finire la serata. e mi si consenta di dire che qualora i risvolti non venissero svelati, per il sito sarebbe una s-c-o-n-c-e-r-t-a-n-t-e l-a-c-u-n-a se-nz-a pre-ce-denti-.
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seagullinthesky
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Anch'io sono stato colpito dal primo paragrafo. Così tanto che ho subito pensato: E C H I S S E N E I N C U L A!!!!
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Fabia
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Scusatemi tutti se rispondo solo adesso ma sono stata via in questi giorni! @EDITOR: è stata alterata la scansione delle frasi, non credere che non ci abbia fatto caso. Per questa volta passi, ma se IO mando le frasi in un certo modo, c'è un perchè!!!!@COMMENTATORI SERI: il punto di vista della mia recensione era ed è OGGETTIVO, nel senso che a me poco interessa sapere delle intenzioni di Pontecorvo o del governo algerino, mentre trovo più stimolante, sotto il profilo intellettuale, cogliere il SIGNIFICATO OGGETTIVO del film oltre il suo SIGNIFICANTE STORICO. Il significato oggettivo di questo film, secondo me, si avvicina a quello che ho cercato umilmente di prospettare io. @COMMENTATORI BUFFONI: 1) chi va in Erasmus non tradisce necessariamente chi resta a casa e viceversa, dipende dalla forza del legame sentimentale ed, a monte, dai valori in cui si crede e che definiscono la nostra personalità; 2) Simòn de Budoir è su facebook (si legge: feisbùc) e forse anche su qualche altro social-network, ma non vi darei il contatto nemmeno sotto tortura, l'amicizia resta un valore. E' comunque e più seria di come le sognate. Alla prox
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reverse
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valori in valuta verde o valori in valuta ponti (visto che qui i colori sono diversi x taglio)?
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grigi non ce ne sono però
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flagelloalieno
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"Il punto di vista della mia recensione è ed è OGGETTIVO":D-A-V-V-E-R-O?
Ad ogni modo all'interno di questa recensione ti sei presa la brigha di offendere il sito e chi ci scrive,di raccontare la storiella del fidanzato in Erasmus con relativo amico infoiato e amica zoccola annessa che fa tanto "ragazza emancipata simpatica ma non troppo" da secondo anno universitario attirando l'ilarità della maggior parte dei commentatori(neanche un cenno biografico su Gillo Pontecorvo il quale all'interno del tuo scritto passa in secondo piano rispetto a Simona la mignotta,questa si che può essere definita una s-c-o-n-c-e-r-t-a-n-t-e l-a-c-u-n-a).
Come se non bastasse nella sezione dei commenti te la prendi s-c-a-n-d-a-l-o-s-a-m-e-n-te con gli Editors("per questa volta passi",perchè la prossima volta fai ricorso al Tar?)che poi sarebbero quelli che si fanno il mazzo per te e che ti pubblicano magnanimamente recensioni che non andrebbero neanche sul gazzettino del più lurido e sperduto paese facendo crescere il tuo ego personale da ragazzetta universitaria con il fidanzatino in Erasmus.Infine definisci B-U-F-F-O-N-I coloro i quali hanno commentato l'inutile storiella della chiavata mancata(o no?) di cui nessuno ti prima che tu la svelassi era a conoscenza.
Mettiti in testa che Debaser aldilà della goliardia fra gli utenti e di qualche troll sparso qua e la è un sito S-E-R-I-O,se scrivi per te e non per gli altri e il sito non ti piace manco per il cazzo N-O-N C-I S-C-R-I-V-E-R-E e stai sicura che ce ne faremo una ragione.
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flagelloalieno
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*briga e non brigha
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Lostinspace
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Gaggia. Sei tanto gaggia, ragazza mia.
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imasoulman
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"il significato OGGETTIVO, secondo me,...", ah ok, e diccelo allora che siamo alla nuova frontiera della filosofia, che rappresenti il sol dell'avvenire della metafisica del terzo millennio. Il pensiero debole che vorrebbe essere forte. O forse: quello forte, ma non abbastanza. O ancora: quello che, pur forte, ha ancora qualche traccia di debole. O magari(visto che sei signorina): il pensiero forte del sesso debole, che diventa debole quando il sesso si fa forte. O è solo sesso -forte, molto forte, quando la carne viceversa è debole?. Mah, vado a rivedermi "Roma città aperta"...
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Wiserson
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@fabia. "punto di vista della mia recensione era ed è OGGETTIVO" Un punto di vista non è mai oggettivo per definizione. Inoltre, se recensisci un film di Pontecorvo finanziato in parte dal governo algerino, non puoi affermare "a me poco interessa sapere delle intenzioni di Pontecorvo o del governo algerino" perchè proprio questo, che è un fatto, ti permette di leggere l'opera sotto un'angolazione storia e più "oggettiva".
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Bartleboom
Bartleboom Divèrs
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Se quel "il significato OGGETTIVO, secondo me" è voluto (e, conoscendoti, credo proprio lo sia) allora è la vetta della tua poetica. Davvero. Roba da slogarsi i polsi per gli applausi. Ti sfido a fare di meglio per sintesi ed efficacia. 5 tutta la vita.
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Zioo_miraggio
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si pero' fragello oltre ad essere un gran testone e' anche un gran sapientone , ma l'ha inventato lui debaser ? ahahahahah " mettiti in testa " ma te lo vuoi mettere in testa si o no ma come te lo devo dire ?
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PanNZZOone1
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zioo ma doveri finito ? ma possibile che sei sempre in mezzo flagello e' uno serio uno che ha fatto le sQuole non e' un troller ma possibile che non ti entra niente in quella testa . ma io non lo so'
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gnagnera
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se per te il valore dell'amicizia è invitare l'amica "da letto" per far da "cuscinetto" fra te e un improbabile mandrillone (ma davvero per te se uno chiede di vedere un film insieme è solo per trombarti? o hai problemi tu o ha problemi lui) povera la tua amica... tra l'altro, a proposito di amicizia, la frase dovrebbe essere "è più seria di come l'ho descritta" e non di "come la sognate"
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IL SICILIANO
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ma secondo te, oggettivamente parlando, la Simona è davvero zoccola?
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flagelloalieno
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@Zioo panzone:Prooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo ooooooooooooooooooooooooooooooooooo oooootttttttttttttttttttttttttttttt ttttttttttttttttttttttttttttttttttt ttttttttttttttttttttttttttttttt
Ri dicolo!Ahahahahahahahahaha
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Zioo_miraggio
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pero' e' vero Sa anche scorrengiare questo non e' DEficiiiente questo e' Totalmente Deficiiiente
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flagelloalieno
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Evvai!Con Zioo panzaccia si ritorna in piena epoca proto-informatica,non si preoccupi il riferimento ai troll sparsi qua e la sul sito non era in riferimento al suo illustrissimo nick che nessuno si caga,non è degno di essere definito troll e nemmeno provocatore semplicemente non ne è capace,semmai zimbello ufficiale di Debaser,questo glielo posso concedere.Da buon sapientone.
Don't feed the zimbello.
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Zioo_miraggio
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Minghia piena epoca proto informatica ma questo e' un laureanda altro che deficiiiente totale questo lo leggo quando scrive qua c'e imparare
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rebelde
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non c'è che dire, o sei un fake di gran classe, o non mi resta che ribadire che, obiettivamente parlando, secondo me, l'unica cosa interessante da sapere sarebbero i risvolti della serata. la mia è andata così e cosà: ho riguardato pulp fiction con un amico francese, ma mi sono subito pentito della scelta, pensando che magari ci voleva provare con me e avrei dovuto stordirlo con una qualche pellicola monolitica di durata pressochè sempiterna, chennesò, un film documentario cinese da 9 ore, perchè ce ne sono eh, e io li ho visti. poi fortunatamente però è tornato il mio coinquilino thailandese, ma anche lui mi ha proposto di guardare un film, e allora io non sapevo più dove sbattere la testa. ora per fortuna dorme, e io sono alticcio, e sottolineo che ero SERIO, e non BUFFONE, qualora non si fosse capito, nel porti la mia precedente questione. detto questo, stordito dalle mie stesse virgole, non so dove voglio andare a parare, so solo che mi sono appena fregato il primo paragrafo della mia prossima recensione.
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reverse
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se passiamo dal film di Gillo Pontecorvo a quello di Mariano Cazzotorto sapremo probabilmente com'è finita con Simona.
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geb
geb
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ma allora è partito sto pompino si o no????
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pretazzo
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x fabia: io ed altri utenti maschi, visto che tu sei una femmina, vogliamo contattarti in pvt per provarci con te, come suggerito dalla tua modestissima scheda di presentazione...possiamo? p.s. se una mia AMICA accettasse di uscire con me portandosi a dietro necessariamente un "cuscinetto", ci rimarrei malissimo, perchè sarebbe segno di mancata fiducia e scarsa considerazione del sentimento stesso dell'amicizia...p.p.s. mai letto tanta presunzione ed egocentrismo da parte di un utente del Deb, eccetto i fake ovviamente...
BËL (00)
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ilfreddo
ilfreddo Divèrs
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cazzo Skoda e tu mi definisci così, senza sentimento alcuno, un commentatore buffone??? Ma lo sai quanti neuroni ho perso per scrivere quel commento? Così finirà che mi disinnamorerò di te...
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Alexander77
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Se parli come scrivi, tranquilla che al tuo amichetto marpione si sarebbe ammosciato anche senza la visione di questo film! In caso avesse ingerito una pastiglietta blu, avrebbe potuto schiantarlo contro il muro, sicuramente avrebbe usufruito di una partecipazione più attiva ed eccitante.
Ps Ma le scout non erano un branco di porche ninfomani?!
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reverse
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non lo so ale, non lo so proprio, ogni certezza vacilla. Pure quella che le catto incerte siano vere zozze.
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flagelloalieno
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questa recensione è da rivalutare
BËL (01)
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Ocio che non hai mica acceduto al DeBasio!

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