Mi è capitato, girando per fiere del disco e mercatini, di richiedere dischi di Gino Vannelli e spesso mi è stato risposto con un mezzo sorriso quasi sbeffeggiante. Ho provato fastidio! Certo, la propensione pop di GV è innegabile ed è forse questo che ha fatto e fa storcere il naso ai più. Personalmente, nel panorama soft-rock degli anni 70-80, mi sembra di poter affermare che certe sue attitudini e capacità ne fanno un autore/interprete completo e versatile, capace di muoversi agilmente fra rock, jazz, soul, AOR per un arco di tempo davvero considerevole.

"Powerful People" del 1974 è il suo secondo lavoro, un capolavoro! Scorrendo ad una ad una le tracce del disco si colgono una vivacità, un entusiasmo ed una voglia di emergere che sono il suo marchio di fabbrica. Gino è leggero, pop (è vero!), ma agile di una freschezza e di una creativitò che si lascia indietro i suoi antagonosti del tempo (Barry Manilow, Paul Anka, etc) per crearsi un sound sempre più suo, individualizzato e riconoscibile che si affermerà per oltre un secennio. Che si tratti di una ballata (Lady, Felicia) o di un pezzo dance ai limiti della disco (People gotta move), l'italo-canadese è nel pezzo, lo domina e lo manipola come vuole per renderlo massimamente gradevole a chi ascolta. E' vero, la Vannelli Inc. è in realtà una holding a partecipazione familiare (Joe Vannelli, tastierista di gran talento-basta ascoltare alcuni passaggi di tastiere!) che fa capo ad una produzione (quella di Herb Alpert) dalle grandi vedute e prospettive. E' così che questo lavoro scorre praticamente senza sosta, tanto che, durante l'ascolto, non viene mai la voglia di saltare una traccia o di tirare su la puntina. Va giù come il primo sorso di birra o i primi due tiri di sigaretta passeggiando sui marciapiedi in New York durante una fredda serata d'inverno. Sono queste le atmosfere che Vannelli vuole farci respirare e che si colgono perfettamente all'ascolto di "Powerful People".

Forse qui su DeBaser nessuno si era accolto che mancava una recensione di questo lavoro. Spero di aver degnamente rimediato a tale mancanza e che l'ascolto vi sia di conferma.

Long life to soft rock!

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