Copertina di Goblin Il fantastico viaggio del "bagarozzo" Mark
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Per appassionati di rock progressivo, fan dei goblin, amanti della musica italiana anni '70, curiosi di concept album e sound sperimentale
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LA RECENSIONE

Anno 1978. Il Prog tricolore cominciava a perdere terreno. Erano tempi di punk e di new wave. Gli Area, in  quello stesso anno, pubblicarono un disco dal titolo piuttosto esplicativo: "Gli Dèi se ne vanno, Gli arrabbiati restano". Gli "Dèi" , ai tempi, potevano essere intesi come i campioni del rock progressivo e sperimentale. Gli "arrabbiati", invece, i contestatori "irriducibili" che , di lì a poco, avrebbero dato vita ad altre stagioni della musica underground.

Eppure, anche nel tardo '78 , c'era chi aveva qualcosa da comunicare in ambito prog: i Goblin.
Quando fai il nome dei Goblin, purtroppo,  la gente sciorina  le solite frasi fatte. Tutti, insomma, ricordano la band di Simonetti e company come l'autrice della colonna sonora di "Profondo Rosso". Secondo il beota popolo italico, che ignora allegramente le perle provenienti dal proprio paese, il gruppo non ha mai brillato per eccessiva originaità.
Pochi, invece, conoscono quella parte di discografia slegata dal formato celluloide e, nel dettaglio, dai film di Dario Argento.

Già con "Roller", anno 1976, i Goblin avevano deciso di muoversi per i fatti propri.
"Il Fantastico Viaggio del Bagarozzo Mark" fu il tentativo di ripetere quell'esperimento, inserendo parti vocali e recitate.
L'album in questione è un concept che  tramite metafore, molto fiabesche, narra del mondo della droga e dei "viaggi" lisergici. I brani ricalcano il classico stile della band con l'aggiunta di un brioso hard rock.
Sembra di essere sospesi in un mondo magico ascoltando queste canzoni. 
"Mark Il Bagarozzo", "Le Cascate di Viridiana" e "Notte", date retta a me,  sono gioielli di quel dark-sound italico che ci viene invidiato da mezzo mondo.
Esplosiva e travolgente, invece, la finale "E Suono il Rock".
Un ultimo appello rivolto a tutti gli utenti: anche se non siete dei prog-maniacs (e io  di certo non lo sono),  credo che verrete rapiti dal sound e dalla voce dei folletti più famosi della penisola. Cercatelo!

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Riassunto del Bot

Nel 1978, in un clima musicale dominato da punk e new wave, i Goblin si distinguono con un concept album prog che narra metaforicamente il mondo della droga. "Il Fantastico Viaggio del Bagarozzo Mark" unisce atmosfere fiabesche a un hard rock brioso, spingendosi oltre le colonne sonore di Dario Argento. Tra i brani più apprezzati emergono "Mark Il Bagarozzo", "Le Cascate di Viridiana" e "Notte". Un disco consigliato anche a chi non è un fan del prog.

Tracce video

01   Mark il bagarozzo (05:06)

02   Le cascate di Viridiana (05:49)

03   Terra di Goblin (04:41)

04   Un ragazzo d'Argento (04:50)

05   La danza (05:23)

06   Opera magnifica (04:03)

07   Notte (02:51)

08   .....e suono rock (04:36)

Goblin

I Goblin nascono nel 1975 con Massimo Morante, Claudio Simonetti, Fabio Pignatelli e Walter Martino. Si affermano con la colonna sonora di Profondo Rosso e proseguono con Suspiria, Roller, Zombi e altri lavori per il cinema di genere. Hanno unito prog, elettronica e jazz in colonne sonore diventate cult.
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