Copertina di Gotthard One Team One Spirit
ilfreddo

• Voto:

Per appassionati di rock melodico, amanti delle ballate emozionali, chi cerca musica per momenti di riflessione e calma
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LA RECENSIONE

Quelle vecchie e tozze mani nodose mi vengono incontro, mi coprono progressivamente la visuale. Io sono la minuscola luna, quegli storti rami artritici il sole; un sole che si avvicina con ruvida dolcezza, un’angosciante lentezza capace ancora adesso di commuovermi mentre la rievoco. Mi offre il palmo e mentre sboccia un sorriso accennato tra le rughe profonde, al contempo si materializza un pungo di caramelle: quelle zebrate polacce. Poi quella ispida e sgraziata vanga sale e, con una carezza su capelli e cute, mi palesa tutto il bene del mondo. In quelle tozze mani nodose.

Ogni tanto mi capita quotidianamente, quasi con cadenza regolare, altre volte possono perfino passare settimane. Ma prima o poi quel momento arriva. L’aria delle cinque e mezza del mattino di questa domenica è stata magnetica e frizzante. Mi piace quest'ora: pare che uno staffettista sia in procinto di passare il testimone. Tra gli alfieri della notte ed i mattinieri. In questa fase di transizione tutto tace. Per un po’. Il cardellino zampetta sull’erba appena tagliata che profuma di fresco ed in un lago di verde rugiada becca, becca ancora, alla insistente ricerca di un verme. Lo avverte il clic della mia macchina fotografica e vola via. I piccoli rumori, quasi impercettibili, in questa pace sono capaci di arrecarmi piacere e benessere fisico come il vento che soffia leggero e frusta le foglie. Poggio la tazzina con lentezza disarmante; voglio godere del tac che fa sul tavolo, del tintinnio del cucchiaino e cammino per le scale trasformandomi in un goffo gatto che tenta di non far rumore. Nella frenesia quotidiana il fare lento sovente fa fatica a trovare spazio; sono convinto che il rallentare, il quasi fermarsi per assaporare fino in fondo i piccoli gesti che costellano la vita, sia un‘esperienza forte che sono felice di sapere apprezzare. Ogni tanto. Queste ore mi regalano una sensazione di piacere intenso, morbida ed appagante. Un po’ come quelle caramelle cui sopra il cui ripieno non volevo che potesse avere mai fine.

Prendo il lettore mp3 e cammino senza le solite chitarre elettriche granitiche a farmi compagnia. Vi parlo di un cd: il secondo della raccolta “One Time One Spirit” dei Gotthard, composto da ballate dolci, lente e toccanti nelle quali la voce di Steve Lee erutta melodia al suo stato più alto. Pulizia e quel pizzico di roca tonalità: sale e spezia che esalta il tutto. Senza fretta mi nutro di ogni passaggio, arpeggio e ritornello mentre i passi diventano chilometri e “Have a Little Faith“ e la mesta “Reason To Live” si passano il testimone. Due fidanzati, in un angolo della piazza, si tengono le mani; non si guardano quasi in faccia: non ce la fanno. Stanno per diventare ex mentre si accarezzano e si baciano. Sembra un rocciatore in falesia che si tiene all’appiglio con tutta la forza che ha, ben conscio che oramai stia per cadere. Magari torneranno insieme, penso tra me e me mentre li lascio alla loro intimità ed arriva il ritornello arioso di “One Team One World“. Due ragazzi si spintonano: forse scherzano, forse no. I loro gesti veloci, le loro smorfie da finti duri, le loro voci volutamente alte non riescono tuttavia a sporcare le linee melodiche in crescendo di “Heaven”. Una canzone che nel suo genere più che un insieme di note su uno spartito assume i connotati del 6 al Superenalotto che chissà quante coppie ha unito, riunito. Un arpeggio esile prende forza e “Love Soul Matter” crea un’atmosfera allegra mentre un bambino di 3 anni corre incerto e cerca di far volare via i piccioni: ci riesce e quel sorriso di reale e piena felicità se lo guardi davvero è un qualcosa che ha la forza per riuscire a cambiarti in positivo la giornata. I passi nervosi sono in simbiosi con il riff ritmato e la batteria di “Let It Be”. Riesco a vederla la tensione di un appuntamento importante: è in anticipo e continua a guardare l’orologio mentre gioca con il cellulare. Muto. Pensieri sparsi dal vento caldo di "Janie's Not Alone" cadono sui sanpietrini ed accompagnano le camminate inquiete e assenti di teste che vagano: marionette che a tutto pensano tranne a quello che stanno facendo. Ci fosse un palo della luce lo prenderebbero in testa; si vede che con la mente sono da tutt’altra parte mentre un violino mi accarezza le orecchie in sfumando.

Pago spengo il lettore e così torno a correre la mia frenetica vita come tutti. Alla prossima fermata.

Ilfreddo

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Riassunto del Bot

La recensione esplora l'ascolto dell'album 'One Team One Spirit' dei Gotthard, focalizzandosi sulle ballate dolci e toccanti. La voce di Steve Lee emerge in tutta la sua potenza emotiva, accompagnando momenti di riflessione e calma interiore. L'autore celebra la lentezza e la capacità della musica di evocare immagini e sensazioni intime, rendendo il CD un compagno ideale per pause di pace in una vita frenetica.

Tracce testi

04   Top of the World (03:50)

06   Human Zoo (03:31)

07   What I Like (04:33)

08   Inside Out (04:08)

10   Why Don't We Do It (01:03)

12   Fire & Ice (03:13)

13   Fist in Your Face (03:51)

Leggi il testo

14   No Tomorrow (05:22)

15   Light in Your Eyes (03:58)

16   Cheat & Hide (03:58)

17   Standing in the Light (03:56)

Gotthard

Gotthard è una band hard rock svizzera di Lugano, formata nel 1992 da Steve Lee e Leo Leoni con Marc Lynn e Hena Habegger. Ha raggiunto grande successo in patria con album come G., Dial Hard e Lipservice. Steve Lee è scomparso il 5 ottobre 2010 in un incidente motociclistico negli USA; dal 2011 la band ha proseguito con il cantante Nic Maeder.
11 Recensioni

Altre recensioni

Di  Bisius

 Gotthard è una band che spacca, semplicemente, meravigliosamente, sinceramente rock.

 Questa volta mi devo inchinare di fronte a questo materiale, che dimostra tutto il valore di una band troppo bistrattata.